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Di cosa parliamo quando parliamo di 'film'?

Dalla sua prima ideazione all'arrivo nelle sale cinematografiche: questa rubrica nasce per rispondere alle curiosità e alla voglia di approfondire gli argomenti legati a tutto ciò che riguarda l'intero percorso di un film. 


Se siete una di quelle persone che, terminata l’ultima scena, rimangono inchiodate alla poltrona in sala per leggere tutti i titoli di coda, incuranti delle luci accecanti che si accendono improvvisamente e dei corpi frettolosi che vi passano davanti, questo potrebbe essere lo spazio che fa per voi. 

 

Benvenuti, gentili ospiti assetati di informazioni. 

 

 


 

Cosa significa produzione indipendente?

Qual è la differenza tra un produttore e un produttore esecutivo? Come si può creare una strategia di marketing vincente per un film?

E chi si occupa di ciò?

 

Cosa cambia tra una distribuzione locale e internazionale? Quali sono le opportunità e le sfide che produttori e distributori hanno di fronte in questo nuovo mondo, digitalizzato e globalizzato?  

Sono tante domande e, come potreste immaginare, le possibili risposte sono ancora di più.  

 

Prima di iniziare a sviscerare con maggiore approfondimento gli aspetti più interessanti legati al percorso che porta un film dall’idea di un individuo alle sale cinematografiche, inizierò questa “puntata 0” della rubrica con una questione apparentemente semplice, ma che potrebbe far nascere divergenze tra gli stessi addetti ai lavori. 

 

Cos’è un film?   

 

Un cameraman potrebbe rispondere “È una serie di fotogrammi che, riprodotti in successione, dà l’illusione del movimento”. 

Uno sceneggiatore: “È essenzialmente una storia raccontata tramite immagini”.


Un regista: “È la mia visione artistica, la mia creatura”.
Un produttore: “Un investimento economico, un possibile successo o una possibile perdita”. 
Un dipendente legale di uno studio: “È una serie di diritti, da gestire, sfruttare e difendere”.

 

Un distributore: “È un prodotto da mettere sul mercato e promuovere”.

Uno spettatore: “È una forma di intrattenimento, il mio modo di passare una serata”.    


Insomma, cambiando punto di vista, un film può essere tante cose.

E sono tutte giuste. 

 

 


 

Il mondo dell’entertainment business è sempre stato un campo incerto, soggetto a improvvisi cambiamenti che ne hanno minato la predicibilità e la certezza, influenzato da una serie di fattori talmente complessi e diversificati che lo portano a essere uno dei settori più rischiosi su cui investire.   

 

Il prodotto cinematografico, in quanto forma d’arte, sfugge alle logiche classiche di produzione.

È innanzitutto considerato un bene esperienziale, ossia non soggetto a una possibile valutazione oggettiva da parte del fruitore nel momento dell’acquisto e del consumo. 


Il valore di un bene come un’automobile può essere dovuto a diversi fattori concretamente visibili, come il costo di produzione, il materiale utilizzato, le prestazioni, anche la notorietà del brand e lo status che esso comporta. 
Il prezzo di un film per lo spettatore rimarrà sempre lo stesso, sia per il blockbuster costato centinaia di milioni che per il film indipendente a zero budget.


Egli valuterà il suo apprezzamento per il prodotto attraverso sensazioni come il piacere, l’interesse, la bellezza delle scene, le risate o la commozione e il livello di intrattenimento che avrà provato durante la visione. 

 

Riuscire a prevedere se un film riuscirà nel suo intento, ovvero quello di portare tanti spettatori in sala da riuscire a coprire i suoi costi, è un compito estremamente incerto e rischioso, che coinvolge numerose personalità professionali e artistiche. 

Ovviamente, non ci sono formule matematiche o leggi scritte per poterlo stabilire a priori, ma può essere utile provare a richiamare alcune pratiche manageriali e di marketing che vengono utilizzate, sempre con più frequenza, da produttori e distributori di ogni progetto.

 

Ecco, dunque, lo scopo di questa rubrica. 

Proverò a rispondere alla domanda “Cos’è un film?” attraverso un'ottica manageriale, che ovviamente non vorrà escludere tutte le altre, ma solo tentare di fornire con chiarezza una prospettiva.

 

Possiamo dunque cominciare con il dire che un film è, innanzitutto, un insieme di diritti da acquisire, creare, gestire e poi portare su un mercato. 

 

Come avviene tutto ciò? 

Attraverso un lungo processo, che talvolta può impiegare anni fino al raggiungimento delle sale, per poi proseguire all’infinito con lo sfruttamento dei diritti di riproduzione attraverso DVD, BluRay, televisione e, da qualche anno, streaming digitale.   

 

 

 

 

Nel management si utilizza il termine “value chain” per indicare tutti i passaggi che portano un prodotto dal suo concepimento al consumo.

Utilizziamo questo modello per mostrare la complessità della vita di un film, indicando cinque punti essenziali che verranno sviluppati nelle prossime puntate della rubrica:  

 

- Sviluppo:

È la fase che va dal concepimento dell’idea, comprendente la scrittura e l’individuazione del casting e della troupe, fino all’inizio del finanziamento.

 

- Finanziamento

È l’insieme delle operazioni per permettere al film di essere realizzato.

Può assumere diverse forme, a seconda della portata del progetto. 

 

- Produzione

È l’inizio vero e proprio della realizzazione pratica del film.

Preceduto da una fase chiamata “pre-produzione”, termina con l’ultimazione del montaggio. 

 

- Distribuzione:

Il produttore si rivolge a un’agenzia di sales che funge da tramite con la distribuzione.

È una fase molto delicata, dove si decideranno le sorti del film: in quante sale verrà distribuito? In che periodo? A quali festival parteciperà?

La maggior parte degli investimenti nella promozione e nel marketing si concentrerà in questa fase.

 

- Sfruttamento:

Dal momento in cui il film arriva nelle sale, gli spettatori pagheranno per fruirne sotto varie forme che comprendono DVD, streaming digitale e televisione. 

Direi che, per iniziare, è tutto!

Nelle prossime puntate verranno approfonditi questi e altri aspetti, cercando di soddisfare tutte le vostre curiosità in merito. 

 

Dal vostro aspirante produttore di fiducia è tutto, linea alla regia. 

 

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11 commenti

Morena Falcone

5 giorni fa

Seguirò, seguirò, seguirò! :)

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Alex Peverengo

1 mese fa

Molto interessante questa rubrica! Ma a questo proposito, io ho scritto la tesi su questi argomenti e ho fatto molta fatica a trovare le fonti utili. Come mai c'è poca letteratura contemporanea su questi argomenti? E quella poca comunque è piuttosto datata (parlo principalmente del sistema italiano).

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Marco Batelli

1 mese fa

Un ottimo inizio per una rubrica che seguirò sicuramente con interesse!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Avanti così!:)

(fantastica la definizione di bene esperienziale)

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Avanti così!:)

(fantastica la definizione di bene esperienziale)

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ZERO

2 mesi fa

Molto interessante, aspettiamo le prossime puntate allora! =D

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Nuriell

2 mesi fa

La parte economica credo sia qualle a che interessa meno la pubblico ma è anche quella che i film li fa nascere perché senza il menagement dietro nulla vedrebbe la luce.

Come idea è molto interessante e ben realizzata, una rubrica sicuramente da seguire.

Ma voglio aggiungere un altro punto, la parte iniziale è quella che mi ha colpito di più e mi ha fatto pensare che dopo la parte menageriale sarebbe bello trovare altri esperti dei vari settori (un regista, uno sceneggiatore, ecc) che ci spieghi per bene quella parte della visione del film per arrivar alla fine ad avere tante foto da unire in una grande panoramica su cosa siano i film.

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Teo Youssoufian

2 mesi fa

Nuriell
basta avere fiducia e pazienza, cinefacts.it è appena nato e i progetti sono parecchi! 
vedrai... 😉

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Antonella

2 mesi fa

se non si è del settore tutte queste cose a volte sono poco conosciute, c'è così tanto lavoro prima e dopo la produzione di un film che chi compra un biglietto per vederlo in una sala a volte non immagina, ottima rubrica 😊

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Emanuele Antolini

2 mesi fa

Bellissima rubrica!

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Benito Sgarlato

2 mesi fa

Visto i contenuti di questa "puntata 0", si prospetta una rubrica molto interessante! ☺️

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