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Febbre da Cavallo: trasposizione di un film in un'opera teatrale

Con sentenza emessa sulla base di un reclamo, il Tribunale di Roma ha dato ragione alla produzione dell'opera teatrale Febbre da Cavallo e agli eredi del produttore del film, confermando che sono proprio loro i titolari dei diritti di sfruttamento economico sul film omonimo, compresi quelli di adattamento teatrale.

 

Il collegio ha confermato e condiviso l'affermazione secondo la quale l'adattamento teatrale di Febbre da Cavallo costituisce rielaborazione del soggetto e della sceneggiatura come elaborati dell'opera filmica e non del film, diversamente dal remake e dal sequel che, restando nell'ambito del genere cinematografico, costituiscono rielaborazione dell'opera cinematografica. 

 

 



L'opera cinematografica è un'opera composta ma unitaria risultante da tutti i diversi apporti artistici realizzati per conto del produttore cinematografico i quali, invece, non contano e non hanno nessun potere come autori nell'adattamento teatrale.

 

Cosi si spiega anche il motivo per cui si attribuiscono tutti i diritti di sfruttamento economico dell'opera cinematografica al produttore.

 

La ratio risiede nella valorizzazione del ruolo di organizzatore e finanziatore dell'opera, assolto dal produttore in funzione della più efficiente disciplina dei diritti relativi ad opere che risultano dal contributo di più persone e il principio di indipendenza dei diritti esclusivi di utilizzazione delle opere.

 

 

Il diritto di trasposizione teatrale di un film è un diritto che spetta all'autore dell'opera e, in generale, si parla del diritto di elaborazione e modificazione dell'opera. 

 

 



Qualsiasi modificazione o trasformazione di un’opera - nel senso di apportare dei cambiamenti che, pur lasciando inalterato il senso originale, ne cambino la struttura o la forma - deve essere autorizzata dall’autore dell’opera.

 

È questo il contenuto del diritto di elaborazione (art. 18 L.d.A.), che ha ad oggetto, in particolare, le traduzioni, le trasformazioni dell’opera in un’altra forma letteraria o artistica, le modificazioni e aggiunte che costituiscano un rifacimento sostanziale dell’opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni e i compendi.

 

L’opera che risulta dall’elaborazione o dalla modifica dell’opera originaria è detta opera derivata ed è oggetto di tutela da parte del diritto d’autore se ha essa stessa carattere creativo (art. 4 L.d.A.), senza pregiudizio dei diritti esistenti sull’opera originaria.

 

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1 commento

Luca Buratta

5 mesi fa

L'Avvocato De Marchis non avrebbe saputo dirlo meglio.

- "Neghiamo noi forse di essere giocatori delle corse dei cavalli? No dico lo neghiamo?"

- "Che lo dobbiamo nega'?"

- "Ma che neghiamo! So' du' ore che lo stamo a di'!"

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