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Gli obblighi dell'agente cinematografico

Procurare lavoro al proprio cliente è il più significativo tra gli obblighi dell’agente cinematografico.

Solo un agente di talento e autorizzato da un mandato scritto può farlo.

 

Un agente che ha fatto sottoscrivere al proprio rappresentato un mandato di rappresentanza (equivalente alla figura americana del manager), non è obbligato a palesare o trasmettere al proprio cliente tutte le offerte che gli vengono proposte.

 

È lui stesso che, agendo in nome e per conto del proprio cliente, può, a sua propria discrezione dal momento che agisce in nome e per conto del mandante (l'attore), fare una selezione e decidere quali ingaggi o proposte inoltrare al proprio assistito.

 

 

 


 

L’agente senza rappresentanza ha obblighi più blandi e meno significativi.

 

Pur non essendo obbligato a comunicare tutte le proposte di ingaggio che vengono inoltrate al suo cliente ha egli stesso, guadagnando sui lavori effettivamente svolti dal proprio rappresentato, un interesse a che l’attore lavori il più possibile sui progetti recuperati tramite la sua mediazione.

 

La differenza tra il manager e l'agente senza rappresentanza sta nell’aver sottoscritto un accordo di mandato con o senza rappresentanza e, per quanto riguarda l’agente, non esiste un obbligo previsto dalla legge di trovare ingaggi o di adoperarsi per trovarli, ma dipende dagli accordi che l'attore ha concluso con chi lo rappresenta.

 

Se sei un attore, quando sottoscrivi un mandato con il tuo nuovo agente, è meglio che inserisci obblighi precisi e che dai istruzioni chiare su quale tipo di ruolo ti piacerebbe o vorresti interpretare, oltre al corrispettivo che ti aspetti di ricevere per la tua prestazione professionale.

 

 



Ammettiamolo: uno dei motivi per i quali gli attori assumono un agente è quello di essere custoditi e curati.

 

Non è l’attore che deve dire “no” alle proposte ricevute e alle persone.

Quindi, se un ruolo o un corrispettivo non soddisfa i criteri prestabiliti, l’agente probabilmente non ha bisogno di preoccuparsi di inoltrare l’offerta ricevuta al proprio assistito.

 

In realtà, se facesse il contrario potrebbe effettivamente provocare una sorta di delusione da parte dell’attore che si sentirebbe deluso dalle proposte “non all’altezza” che gli vengono inoltrate senza nessun criterio.

  

A volte non inoltrare un’offerta è una scelta che viene presa nell’interesse dell’artista, soprattutto se esiste la concreta possibilità di un ruolo migliore e più redditizio, o semplicemente più favorevole.

 

Se sei un produttore e la tua offerta non è nemmeno presentata all’artista, non c’è molto altro che puoi fare al riguardo.

L’agente lavora per l’attore, non per il produttore.  

Chi lo ha scritto

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5 commenti

Angela

1 mese fa

Anche se con un po' di ritardo, ho trovato l'articolo molto interessante, non conoscevo la differenza tra manager e agente, la cosa che mi ha stupito è che i ruoli che vengono proposti non sono tutti presentati all'attore; e se invece l'attore fosse interessato al ruolo che viene proposto e l'agente lo rifiuta? Accadrà sempre come per James woods, che ha licenziato il suo agente🤔

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Sam_swarley

1 mese fa

Angela
il dubbio è sorto anche a me, oppure ho pensato anche alle pubblicità, dove per vendere l'agente scredita alla grande l'attore

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Elena Mercuri

2 mesi fa

Sempre interessanti questi articoli, non so se sono nel posto giusto per chiederlo ma a me piacerebbe capire meglio la differenza fra produttore e produttore esecutivo

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Claudia Roggero

2 mesi fa

Elena Mercuri
Ciao Elena, bella idea per il prossimo articolo. ❤️

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Elena Mercuri

2 mesi fa

Claudia Roggero
😁😁😘

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