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Valerio Piccolo e il Senso delle cose - Intervista

Intervista a Valerio Piccolo, autore della canzone ufficiale di Parthenope, l'ultimo film di Paolo Sorrentino

E si’ arrivata pure tu porta la firma di Valerio Piccolo: è la canzone ufficiale di Parthenope, il nuovo film di Paolo Sorrentino presentato al Festival del Cinema di Cannes 2024. 

 

Il cantautore casertano attivo tra Roma e New York ha alle spalle una lunga carriera di adattatore per la quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Gran Premio Internazionale del Doppiaggio nel 2017 e nel 2024 per i suoi adattamenti dei film Florence di Stephen Frears e Wonka di Paul King, nonché l'Anello d'oro al festival Voci nell'ombra di Savona nel 2018 e nel 2022 nella categoria Miglior Adattamento per i film The Post di Steven Spielberg ed Elvis di Baz Luhrmann.

 

Ho incontrato Valerio Piccolo e gli ho fatto alcune domande sul suo lavoro.  

 

Maria Socci: 

Lei nasce professionalmente come adattatore e nella sua carriera ha totalizzato circa 350 film, tra cui spiccano grandi titoli come Mulholland Drive di David Lynch, The Hateful Eight di Quentin Tarantino, Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve e molti altri.

CI racconti qualcosa sul suo lavoro di adattatore: quali sono stati i primi passi in questo mondo?   

 

Valerio Piccolo: 

La mia prima passione è stata in realtà la letteratura. 

Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere ho iniziato a lavorare come traduttore di opere letterarie, mi sono avvicinato al Cinema solo in un secondo momento, prima come traduttore e poi come adattatore. 

 

Qui ho trovato subito il mio mondo, mi sono sentito a mio agio e ho avuto infatti dei riscontri immediatamente positivi, tanto che sono approdato al grande schermo in pochissimo tempo.  

 

 

[Valerio Piccolo in uno scatto di Daniele Romaniello]

 

MS

Quali sono le fasi che portano dal film originale al doppiaggio finale?  

 

Valerio Piccolo 

Il ruolo dell’adattatore è il primo anello della catena: noi rielaboriamo il film in italiano con una serie di annotazioni tecniche che i doppiatori, poi, tradurranno in azioni, gesti, emissioni sonore.

In pratica riscriviamo il copione e proviamo tutte le battute come se fossimo doppiatori, per verificare che le parole scelte siano giuste in relazione ai tempi, al labiale degli attori e altri elementi tecnici.  

 

MS

È importante, quindi, avere anche un certo senso del ritmo in questo lavoro.  

 

Valerio Piccolo 

Assolutamente: ritmo e musicalità sono gli ingredienti più importanti e credo che non averle possa davvero compromettere il risultato finale. La traduzione può anche essere ottima, ma senza il senso del ritmo la resa sarà inevitabilmente meno efficace. 

 

Un buon lavoro di adattamento deve a tal punto rispettare il ritmo da dare l’illusione che l’attore stia veramente parlando in italiano.  

 

   

[Il videoclip di Suono nell'Aria/Freeze tag di Valerio Piccolo e Suzanne Vega]

 

 

MS

Quale direbbe che sia, quindi, l’elemento distintivo di un buon adattamento rispetto a uno mediocre?  

 

Valerio Piccolo 

Direi che il buon adattatore è quello che riesce a trovare il giusto compromesso tra una buona traduzione dell’originale, il rispetto del registro, del ritmo e degli eventi che vediamo in scena, in modo da restituire qualcosa che sia il più vicino possibile all’originale.  

 

MS

Nel 2007 esce con il suo primo album, Manhattan sessions, quasi interamente registrato a New York. Come si è avvicinato alla musica nella sua vita?  

 

Valerio Piccolo 

La musica è stata sempre presente nella mia vita, ma sono uscito tardivamente allo scoperto perché prima la vivevo come un fatto intimo.

A un certo punto ho sentito, però, l’urgenza di esprimermi e raccontare storie anche attraverso questo canale.

In quel periodo avevo già maturato un’esperienza sul palco al fianco di Suzanne Vega in eventi a metà tra il reading e il concerto, avendo tradotto un suo libro di poesie (Solitude standing. Racconti, poesie e canzoni inedite).

 

Io e Suzanne ci confrontavamo moltissimo sulla composizione, la scrittura, il processo creativo in generale e ciò ha avuto un ruolo decisivo nel mio desiderio di fare musica.  

 

 

[Paolo Sorrentino e Celeste Dalla Porta sul set di Parthenope]

 

MS

Che opinione ha sul rapporto tra Cinema e musica?  

 

Valerio Piccolo

Cinema e musica rappresentano le mie più grandi passioni, l’unione tra le due è un’unione spirituale che secondo me è inscindibile e che vorrei continuasse nella mia vita.  

 

MS 

Come cambia secondo lei l’approccio tra la composizione di canzoni e di musica per film?  

 

Valerio Piccolo 

Al di là di alcuni aspetti tecnici la sostanza non cambia molto.

L’approccio per me è infatti sempre molto fisico e passionale, si tratta di entrare in un certo mondo, di respirarlo e poi trasmetterlo.  

 

MS

Si può dire che ciò che accomuna il suo mestiere di adattatore e quello di musicista, seppur diversi nella forma, sta nel lavoro che fa sul linguaggio: in entrambi i casi lei si pone come un mediatore linguistico che veicola un messaggio che sta a monte.

 

Valerio Piccolo 

Sì, io mi definisco un manipolatore, perché sono abituato da sempre a comprimere, stringere e allargare la parola in qualsiasi forma e modalità.

Questo lavoro ti porta a un'elasticità mentale, a una certa capacità di adattamento (non a caso) a seconda dei momenti e delle situazioni e questo aspetto penso che sia un’ottima chiave di lettura di me e della mia vita.  

 

MS

Ha all’attivo 5 album e uno in uscita: qual è quello che la descrive di più?  

 

Valerio Piccolo 

È difficile scegliere perché tutti rappresentano delle precise tappe di un percorso. Dietro ognuno di essi c’è un grande concept creativo e un lungo lavoro. 

 

Forse adesso mi sento più affezionato all’ultimo, com’è naturale che sia, ma se mi guardo indietro e vedo, per esempio, l’album precedente (Adam and the animals), elaborato con un romanziere che amo molto, Rick Moody, davvero mi rendo conto che ogni album è parte di un unico percorso ed è difficile scegliere il mio preferito.  

 

[Il videoclip di Adam di Valerio Piccolo]

 

 

MS

Sta per uscire il suo nuovo disco prodotto da Pino Pecorelli: cosa lo contraddistingue rispetto agli altri?  

 

Valerio Piccolo 

Questo è un disco della maturità, un disco che per me è stato un ritorno a casa e che ha già fatto succedere qualcosa di importante, dando avvio alla collaborazione con Paolo Sorrentino.

Ciò, per me, è indice del fatto che riesce a comunicare qualcosa di significativo.  

 

MS 

Il 31 maggio è uscito Senso, il brano che anticipa questo suo ultimo album: com’è nata questa canzone?   

 

Valerio Piccolo 

È stata una delle prime che ho scritto durante una serie di ritiri di scrittura, è anche quella che dà il nome al disco perché racconta il viaggio interiore che ho fatto e che spero faranno anche quelli che l’ascolteranno. 

Un viaggio verso le cose semplici del quotidiano, quelle che danno la giusta prospettiva alla vita e il giusto ritmo, più lento e meno frenetico.

 

Il titolo è liberamente interpretabile proprio per questo: “senso”, infatti, è una parola a cui ognuno può dare un significato diverso e fare propria.  

 

 

[Il video clip di Senso, l'ultima canzone di Valerio Piccolo che anticipa l'album di prossima uscita] 

 

 

MS

Nello stesso album è presente "E si’ arrivata pure tu", che lei ha definito "un ritorno a casa metaforico e linguistico" e che è stata scelta come canzone ufficiale del nuovo film di Paolo Sorrentino.   

 

Valerio Piccolo 

Sì, questa infatti è la prima canzone che scrivo in napoletano.

Ha qualcosa in più, Sorrentino l’ha sentita e l’ha voluta per il suo film, così ho avuto il privilegio di lavorare con lui, che è uno dei registi che amo di più. 

La scena su cui è stata montata è di una poesia e di un lirismo assoluti, in essa la musica e le immagini si fondono e diventano un tutt’uno.   

 

MS

Come vi siete conosciuti lei e Sorrentino?   

 

Valerio Piccolo 

Ho adattato tutti i suoi lavori girati in inglese (This Must Be the Place, Youth - La giovinezza e la serie TV The Young Pope) e da lì è nato un rapporto di stima e amicizia reciproche.

 

[Presentazione di Parthenope, con il brano di Valerio Piccolo] 

 

 

MS

Sorrentino, tra l’altro, è un regista che riserva una cura particolare all’aspetto musicale dei suoi film.  

 

Valerio Piccolo 

Sì infatti è proprio conoscendo questo suo aspetto che mi sento particolarmente onorato.

Se guardo ai suoi film mi accorgo di essere in compagnia di artisti così illustri!  

 

MS 

Come riesce a tenere insieme tutte le sue passioni?  

 

Valerio Piccolo 

Non dormendo! (ride)

 

MS

Per concludere, ci può anticipare qualcosa sui suoi prossimi progetti?  

 

Valerio Piccolo 

Sto già lavorando, insieme al mio produttore Pino Pecorelli, alle musiche per un cortometraggio diretto da Francesca Romana Zanni che verrà presentato in autunno.

Francesca è, tra l’altro, la stessa regista che ha diretto il videoclip di Senso. 

 

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