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Maps to the stars e il totemismo

Affermatosi come uno tra i maggiori esponenti del genere horror, negli ultimi anni David Cronenberg ha ampliato il suo spettro artistico, mantenendo come filo comune il tema della malattia psicologica dal punto di vista del malato. Dopo il claustrofobico e audace Cosmopolis il regista canadese ha alzato il tiro, insidiando il cuore della cinematografia statunitense: Hollywood.

 

Maps to the stars (2014) è un film audace e dissacrante, capace di erodere dall'interno un mondo - quello dello star system - basato interamente sul senso di apparenza.

 

Il film si basa ruota intorno a due delitti: l'unione incestuosa di Stafford (John Cusack) e Christina Weiss (Olivia Williams) , fratello e sorella; e l'uccisione della madre da parte di Havana Segrand (Julianne Moore).

Due infrazioni delle leggi totemiche esplicitate da Sigmund Freud.

 

 

 

 

La nascita delle Leggi Totemiche

 

Nell'era pretotemica il potere era riassunto nella figura del padre dell'orda primordiale, che aveva per sé tutte le donne e potere assoluto sui figli. La sua uccisione ha portato a una sitazione di anarchia: l'impossibilità di raccoglierne l'eredità e il senso di colpa hanno portato alla creazione del Totem, sostituto paterno e monito per le successive leggi: il rispetto del padre/totem, e il divieto di unirsi alle donne dell'orda (esogamia). 

 

In "Totem e Tabu", Freud dimostra le somiglianze tra la psiche dei primitivi e quella dei nevrotici, due soggetti condizionati dalla sopravvalutazione degli atti psichici, l'"onnipotenza dei pensieri". La possibilità, insomma, di proiettare la vita mentale verso il mondo esterno. 

 

Nel momento della loro unione Stafford e Christina non sapevano di essere fratello e sorella; Havana è sopravvissuta all'incendio, ma probabilmente non l'ha appiccato.

Perché sentirsi in colpa? Perché desiderare una cosa, per il nevrotico, equivale a commetterla.

Tutto Maps to the stars si gioca su questi desideri orribili, delittuosi, inespressi: l'infrangimento dei tabu. 

 

L'opera ruota intorno alla figura di Agatha (Mia Wasikowska), primogenita di Stafford e Christina. Da piccola la ragazza scopre la storia dei suoi genitori e prova a replicarla col fratellino, in una serie di messe in scena che porteranno all'incendio che attenta alla vita del fratello e la lascia menomata in tutto il corpo.

 

La cacciata dalla famiglia non è che la cacciata dall'orda primordiale, una punizione per le attenzioni date al fratello più che per l'incendio in sé. 

 

 



Havana e Agatha

 

La ragazza torna ad Hollywood grazie all'intercessione di Carrie Fisher (proprio lei, la principessa Leia, che in Star Wars ha sfiorato l'incesto col fratello), che le trova lavoro presso Havana Segrand.

Havana è ossessionata dalla madre.

Il suo rapporto è chiaramente edipico: sentimenti di affetto e odio si mischiano nel senso di colpa, trasformando la voglia di "prenderne il posto" (interpretando il suo stesso ruolo nel remake) in uno scenario delittuoso.

 

Per Havana, l'accettazione in casa di Agatha è l'accettazione in casa della madre, un tentativo di rinconciliazione dopo l'uccisione.

Proprio come nel totem.

Eventualmente, l'amore per la ragazza diventerà competizione e infine odio: Havana sedurrà il partner sessuale di Agatha (Jerome, interpretato da Robert Pattinson).

 

Agatha e la famiglia Weiss

 

L'impatto con la sua famiglia è ancora più devastante.

Sotto la patina di successo, la famiglia Weiss nasconde la rovina: Benji (Evan Bird) è una baby star finita nel tunnel della droga, senza alcun rispetto per la madre-agente né per il padre, un guru televisivo completamente avulso dal nucleo familiare, castrato del suo potere in famiglia.

L’arrivo di Agatha, la figlia “rimossa”, scoperchia definitivamente la loro fragilità.

 

Benji e Christina accolgono il ritorno di Agatha con paura.

Fratello e madre hanno - di fatto - le stesse colpe di Agatha, e ne hanno addirittura tratto vantaggio (dall'incendio è nata la serie di film Bad sitter).

 

La mancanza di una punizione viene riportata a galla da colei che è stata punita, quasi fosse un monito per entrambi.

Quando Christina rivede la figlia non riesce quasi a guardarla e teme il contatto fisico: un atteggiamento simile a quello dei primitivi verso coloro che si erano macchiati di un delitto.

Un atteggiamento simile avrà lo stesso Benji, nonostante i toni siano più amichevoli.

 

Diversa è la reazione di Stafford, che da padre-castrato (senza alcun ruolo nella famiglia) assume il ruolo del Padre primordiale, auto-assolvendosi dall'incesto per punire nuovamente la ragazza. L'incontro tra padre e figlia si risolve subito sul piano fisico, tramite colpi violenti e ripetuti sullo stomaco (estensivamente, l’utero).

 

Una castrazione, laddove l'esilio non ha funzionato.

 

 



Sono forme di castrazione anche gli altri snodi principali di Maps to the stars.

 

L'aggressione di Benji al piccolo Rhett, detto "Pisellina", è a tutti gli effetti una sorta di autocastrazione, che gli distrugge l'"ingiusta" carriera.

 

Un'autocastrazione è anche il suicidio di Christina, che si dà fuoco sovrastata dal senso di colpa.

Più tardi Havana prova a scacciare la madre-surrogato Agatha dalla propria casa, ma finisce per essere colpita a morte da un premio di forma fallica (la castrazione per eccellenza).

 

Agatha e Benji chiudono il cerchio “sposandosi” con gli anelli dei genitori, per poi punirsi con un altro suicidio. 

 

Il film di Cronenberg si traveste da critica ad Hollywood per raccontare una tragedia molto più grande, quella che vive nell'inconscio di tutti.

Nella città più fittizia di tutte, con personaggi assurdi e tragici, si consuma una storia universale

 

 

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18 commenti

SViulenz

1 anno fa

Ma come mai non lo trovo tra I film da segnare?

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Danilo Canepa

2 anni fa

un qualunque film di Cronenberg  ti fa provare sensazioni belle o brutte ma vale sempre la pena di essere visto

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iena plinsky

2 anni fa

Complimenti per l’articolo! Bellissimo film

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Giuseppe Abbate

2 anni fa

Uno dei pochi di Cronenberg che ancora devo guardare 😣

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Andrea Vassalle

2 anni fa

Devo recuperarlo

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Baxter

2 anni fa

Da recuperare subito!

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Andrea Mazziotta

2 anni fa

Bel film e bell'articolo!

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Mr Blonde

2 anni fa

Vado ad inserire nella lista dei film da vedere, grazie.

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nadia.darko

2 anni fa

Bellissimo! Un po' il Mulholland Dr. di Cronenberg!

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Analisi interessantissima, tutti i film di Cronenberg meritano tali analisi.

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