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L'uomo che inventò il futuro: il corto di Ferzan Özpetek

L'uomo che inventò il futuro è il titolo del cortometraggio di Ferzan Özpetek prodotto da Banca Mediolanum. 

 

Abbiamo partecipato alla première esclusiva il 18 novembre al Cinema Moderno The Space di Roma, dove L'uomo che inventò il futuro è servito come lancio della nuova piattaforma mediolanumplay.it, dove da oggi potete vedere anche l'ultima fatica del regista turco.

 

La serata ha visto la partecipazione di Massimo Doris, del Maestro Ferzan Özpetek e del professor Gianni Canova, con la moderazione a cura di Costanza CalabreseL'uomo che inventò il futuro vede protagonisti Filippo Nigro e il giovane Enea Barozzi e mette al centro il rapporto padre/figlio.

Nel futuro evolviamo ed evolvono le nostre esigenze: tutti i nostri progetti, tutti i nostri piani, possono diventare realtà solamente nel momento in cui iniziamo a inventarlo; per riuscire a inventarlo il passaggio più importante è proprio quello iniziale: quando ci "svegliamo" dal presente e ci accorgiamo che esiste.

 

Da quel momento in avanti sarà nelle nostre mani e potremo trasformarlo concretamente nel nostro domani.

 

Alla base del messaggio che Banca Mediolanum ha voluto trasmettere attraverso L'uomo che inventò il futuro, c'è la convinzione che la propria missione parta dalle emozioni e relazioni umane e che il mezzo cinematografico - come sottolineato dai presenti - sia senza dubbio quello più diretto e di maggiore impatto, capace di far riflettere ed emozionare lo spettatore grazie alla scelta di immagini che diventano specchio di idee.

 

Gianni Canova ha sottolineato come le scelte registiche presenti ne L'uomo che inventò il futuro contribuiscano a esaltare le idee di fondo del messaggio - ad esempio la sostituzione del classico flashback a favore di una compresenza in scena di più piani temporali - e l'importanza dell'intervento di attori privati nel panorama cinematografico italiano attuale che si sta riprendendo pian piano dopo il colpo inferto dalla chiusura dovuta alla pandemia dal COVID-19.

 

Non è mancata la componente emozionale quando il regista Özpetek ha ricordato la propria madre: il legame genitore/figlio è una costante presente nell'esistenza di ogni essere umano, al di là delle vicissitudini della vita, ed è il maggior filo conduttore tra passato, presente e futuro. 

 

Tuttavia, il corto termina ricordandoci che qualsiasi idea o progetto può determinare il nostro futuro: che sia un figlio, una casa o un albero l'importante è slegarsi dall'immediatezza del presente e iniziare a dare vita a un iniziale pensiero, nutrirlo e plasmarlo fino a farlo diventare realtà. 

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