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Le ragazze di Wall Street: l'America e il suo palo da pole dance - Recensione

"I believe in America. America has made my fortune": a questa battuta è affidata l'apertura de Il Padrino (1972) di Francis Ford Coppola.

 

Un assioma tanto semplice quanto gettonato in molte produzioni provenienti dalla grande nazione a stelle e strisce. 


Ma se è vero che la concezione di "Paese delle opportunità" è universalmente riconosciuta agli States, è altrettanto vero che la Storia del Cinema è ricchissima di pellicole che si sono mobilitate per sfatare - se non distruggere - questo evanescente luogo comune.

E, anche in questo caso, Le ragazze di Wall Street - Business is Business, non fa assolutamente eccezione.

 

[Il trailer de Le ragazze di Wall Street]



Le ragazze di Wall Street - ispirato a un'incredibile vicenda reale riportata in un'inchiesta del New York Magazine - racconta la storia di un gruppo di spogliarelliste disinibite e spregiudicate pronte a tutto pur di riprendersi la dignità e le opportunità che la vita (e uno Zio Sam misogino e ultracapitalista) ha sottratto loro.

 

Destiny (Costance Wu) è una giovane stripper alle prime armi appena entrata nel lussurioso - e viscido - mondo dello spogliarello. La ragazza fa di tutto per sbarcare il lunario e mantenere l'anziana nonna, ma il mondo dei night club, illuminato da led violetti e luci soffuse, è popolato da avidi bas****i sempre pronti a esigere la propria fetta di torta.

 

Così, dopo nottate intere passate a umiliarsi di fronte a surrogati di esseri umani, strusciandosi su erezioni che puzzano di Dow Jones e soldi rubati agli investitori, Destiny si ritrova costantemente con quattro spiccioli nelle tasche.

 

 

[Jennifer Lopez e Costance Wu, le splendide e bravissime protagoniste di Le Ragazze di Wall Street]


La svolta arriva attraverso il suo incontro con Ramona (Jennifer Lopez), una delle migliori ballerine del locale, talentuosa e sensuale quasi quanto la Erin Grant interpretata da Demi Moore in Striptease (1996).

 

Fra le due nasce un rapporto d'amicizia che unisce sapientemente i ruoli di sorella maggiore e sorella minore, allieva e mentore.  

La stessa Ramona che la regista e sceneggiatrice del film, Lorene Scafaria, ha buffamente battezzato come un incrocio fra "Mamma Orsa e Gordon Gekko".

Ramona, cinica e disillusa, insegnerà alla ragazza come muoversi sul palco, ma soprattutto le impartirà la lezione più importante: nel sistema malato e corrotto a cui appartengono, o si truffa o si viene truffati. 

"Cane mangia cane", insomma.

 

 

[Le ragazze di Wall Street è un film che non giudica il peccatore, ma mostra quali sono le conseguenze a cui va incontro]


Insieme a due colleghe, Mercedes (Keke Palmer) e Annabelle (Lili Reinhart), Ramona e Destiny organizzeranno una truffa - innaffiata con cocktail di MDMA e ketamina - atta a  derubare i truffaldini mostri di Wall Street dai quali sono state lascivamente oggettizzate per anni.

Le ragazze di Wall Street potrebbe appartenere a quella categoria di film snobbati dal pubblico in quanto latori di contenuti eccessivi - e apparentemente futili - visivamente glamour e popolati da sensuali signorine in abiti più che succinti. 

Il che sarebbe un tragico errore.

 

 

 

 

Come nel caso del lupo di scorsesiana memoria che abitava la stessa Wall Street, anche Hustlers (titolo originale del film) è un prodotto che, sotto una patina di fard, pellicce di cincillà e carne sensuale, racconta abrasivamente una società americana dove i deboli vengono quotidianamente calpestati dagli avidi "semi-criminali" in doppiopetto che hanno dalla loro il peso dei dollari e del potere.


Jennifer Lopez, oltre a una parte che le calza come un guanto di seta, veste anche i panni di produttrice insieme a Will Ferrell; l'attrice e cantante americana si è convinta a prendere parte al progetto in quanto considera Le ragazze di Wall Street un film 

"Su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e su quello che si è disposti a fare per inseguire i propri sogni.

Una storia sull'avidità, sul potere, sul Sogno Americano [...].

Una storia amorale sulla china scivolosa della truffa".

 

A una - incredibilmente - cinquantenne J-Lo, virtualmente proiettata verso la sua prima nomination all'Oscar, si affiancano le star Cardi B. e Lizzo in due ruoli che sembrano essere stati confezionati su misura per loro e assolutamente in linea con le personalità delle due rapper statunitensi.

 

 

[Cardi B. è Diamond, disinibita e provocatrice stripper del Moves, il nightclub de Le ragazze di Wall Street]


La Scafaria, al suo terzo lungometraggio cinematografico dopo il malinconico e dolcissimo Cercasi amore per la fine del mondo (2012) e The Meddler (2015), racconta una storia popolata da donne sole, calpestate da una società maschilista che le ha private della possibilità di una vita felice e abbandonate su una strada che non può che condurre al trucco, all'inganno e al crimine. 


E lo fa dipingendole con una grande dignità, srotolando composizioni visive armoniche (ottimo il lavoro del DoP Todd Banhazl), una colonna sonora in bilico fra beat elettronici e musica classica oltre a un cast all women più che all'altezza. 


E se per il 'beccamorto' Buonasera l'America era il paese da amare, per chi vedrà Le ragazze di Wall Street sarà estremamente chiaro come, in realtà: 

 

“This whole country is a strip club: you’ve got people tossing the money and you’ve got people doing the dance”.
(Questo intero paese è uno strip club: c'è chi lancia i soldi e c'è chi balla)

 

 

 


Le ragazze di Wall Street - Business is Business
, distribuito in Italia da Lucky Red, è nelle nostre sale da oggi, giovedì 7 novembre.

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6 commenti

Giulio Scervino

1 mese fa

Ero già un po' interessato, dopo questa recensione cercherò sicuramente di andarmelo a vedere.

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Jaimy

1 mese fa

mi sa proprio che gli darò un'opportunità allora! grazie della recensione

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Adriano Meis

1 mese fa

Jaimy
Grazie a te per il commento ;)

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Daniele Besana

1 mese fa

Alla luce della recensione direi che  é un film fallacemente pubblicizzato, visto che l'impressione che ne ho avuto è proprio quella di "quella categoria di film [...] latori di contenuti eccessivi - e apparentemente futili - visivamente glamour e popolati da sensuali signorine in abiti più che succinti"...

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Adriano Meis

1 mese fa

Daniele Besana
Ma lo è! Solo che sotto la superficie c'è ben di più: una storia con un messaggio. Che non è quello de Le ragazze del Coyote Ugly.

E la Scafaria, secondo me, è molto brava (qui eccede un po' coi ralenti, ma visti gli ambienti rappresentati direi che ci può stare) 😌

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Daniele Besana

30 giorni fa

Adriano Meis
Gli darò una possibilità qua do arriverà su qualche piattaforma 😎

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