close

NUOVO LIVELLO

COMPLIMENTI !

nuovo livello

Hai raggiunto il livello:

livello

#CineFacts. Curiosità, recensioni, news sul cinema e serie tv

#articoli

L'ufficiale e la spia, di Roman Polanski: combattere per la verità - Recensione - Venezia 76

''Quanto alle persone che accuso, non le conosco, non le ho mai viste, e non nutro contro di esse né rancore né odio. Per me sono soltanto entità e spiriti di malvagità sociale. E l'atto che compio oggi non è che un mezzo rivoluzionario per sollecitare l'esplosione della verità e della giustizia. Non ho che una passione, quella della chiarezza, in nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto ad essere felice.''

Così si esprimeva Émile Zola al termine del suo famoso J'Accuse, in merito al "caso Dreyfus", certamente uno dei maggiori scandali della Storia francese.

Roman Polanski con L'ufficiale e la spia porta sullo schermo quella storia con fedeltà e rigore; e sebbene gli avvenimenti risalgano al tardo ottocento, si tratta di un racconto ancora attualissimo, come notato poi dagli stessi attori e produttori in conferenza stampa.

 

 

[Emmanuelle Seigner ne L'Ufficiale e la Spia]



"Assolutamente incredibile: essere giustiziato per un crimine che non ho mai commesso.

Ma in fondo non siamo tutti su una stessa barca? Non è così per tutta l'umanità?

Tutti, alla fine, vengono giustiziati per un crimine che non hanno mai commesso."

Così invece parlava Woody Allen, in quel capolavoro che è Amore e Guerra, in chiave esistenzialista, e rifacendosi fortemente al pensiero di Kafka; ma nella vita reale si può davvero essere, concretamente, condannati senza ragione, come accade al povero Joseph K. ne Il Processo?

 

O è solo una mera metafora, un abbandonarsi fantasiosamente al surreale?

 

 

[Jean Dujardin è Georges Picquart ne L'Ufficiale e la Spia]



Ecco: il caso del maggiore Dreyfus, fondamentalmente accusato, umiliato, esiliato ed incarcerato solo perchè diverso, discrimimato, ebreo (e non si può fare a meno di pensare al celebre monologo del... Mercante di Venezia: "non ha forse occhi, un ebreo?") sembra rispondere amaramente alla domanda.

L'ufficiale e la spia è un film elegante, scorrevole, ben scritto.

 

Riesce a raccontare la storia con fedeltà, precisione e la giusta emotività.

E, alla fine, non si può fare altro che applaudire.

Chi lo ha scritto

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE

Articoli

Articoli

Articoli

Lascia un commento



3 commenti

Marco Ghironi

2 mesi fa

Visto l'altro giorno sul maxi schermo di un cinema all'aperto. 1) mi mancava da morire andare al cinema. 2) vederlo su un maxi schermo rende giustizia alla splendida ricostruzione fatta da Polanski. 3) condivido in pieno la recensione: elegante e scorrevole.

Rispondi

Segnala

Giulio Scervino

1 anno fa

Sono venuto a conoscenza di questo film proprio perché è in concorso a Venezia. Son curioso di vedere come sarà.

Rispondi

Segnala

Carmine Sirico

1 anno fa

Se è davvero bello come si dice, sarà un problema premiarlo dopo le dichiarazioni di Lucrecia Martel

Rispondi

Segnala


close

LIVELLO

NOME LIVELLO

livello
  • Ecco cosa puoi fare:
  • levelCommentare gli articoli
  • levelScegliere un'immagine per il tuo profilo
  • levelMettere "like" alle recensioni