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WrestleMania Goes Hollywood: quando il wrestling è Cinema

In occasione della nuova edizione hollywoodiana di WrestleMania vi facciamo scoprire i rapporti tra il più importante evento di Wrestling al mondo e il Cinema

WrestleMania: un concetto semplice e di successo. 

Una grande kermesse, capace di unire il wrestling - a lungo considerato un prodotto di nicchia e di scarsa vendibilità - con la cultura pop mainstream statunitense.  

 

Chiunque abbia ascoltato qualcuno parlare di wrestling lo avrà senz'altro sentito: si tratta dell'evento più importante dell'anno per l'intero sport-spettacolo, assurto a un'importanza globale, paragonabile alle finali dei più grandi eventi sportivi, dalla Stanley Cup di hockey al Super Bowl del football.

 

Nata nel 1985 da un'intuizione di Vince McMahon, padre-padrone della WWE, allora WWF, la più importante compagnia di wrestling al mondo ormai prossima alla sua 40ª edizione, Wrestlemania è da sempre riuscita a coniugare al meglio i due concetti alla base del wrestling: l'elemento sportivo e quello concernente l'intrattenimento.

 

"Ok, ma cosa c'entra il Cinema?" vi starete chiedendo.  

 

 

[Tra le tante celebrità susseguitesi a WrestleMania c'è anche un futuro Presidente degli USA, oltre che comparsa di Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York]

 

 

From Hollywood to WrestleMania: le origini

 

In primo luogo è necessario comprendere il ruolo centrale della Settima Arte nella cultura statunitense.

 

Ogni mito degli USA passa attraverso il Cinema: Hollywood è da sempre fonte inesauribile di miti per la propria nazione e Vince McMahon ne è sempre stato pienamente cosciente. 

Il wrestling, nello specifico, condivide con il Cinema davvero tanti aspetti sin dalle proprie origini: entrambi nascono come attrazioni, prima di evolvere e raggiungere la notorietà sotto una forma ben diversa, entrambi sono basati sul concetto di sospensione dell'incredulità ed entrambi portano in scena degli attori che seguono un copione, assecondando dinamiche scritte e incarnando dei personaggi.

Nel wrestling la dinamica narrativa è polarizzata su un concetto vecchio quanto l'universo: la lotta tra bene e il male.

 

Al di là delle similitudini il rapporto tra il wrestling e il Cinema si perde nelle sabbie del tempo, molto prima che nascesse l'ideatore di Wrestlemania: pensate che il primo lottatore ad apparire in una pellicola fu Stanislaus Zbyszko, che nel lontanissimo 1932 prese parte a Madison Square Garden, film diretto da Harry Joe Brown.

 

Nell'ipotesi in cui foste interessati a questi temi, in questo ottimo articolo di Marco Batelli potete trovare un atlante preciso e puntuale di quelle che sono le regole per mantenere la sospensione dell'incredulità guardando uno show di wrestling, esattamente come fareste al Cinema, oltre che una precisa rassegna dei più importanti attori-lottatori.

 

 

[Dopo aver interpretato se stesso in Madison Square Garden, Stanislaus Zbyszko tornò sul grande schermo nel 1950 con I trafficanti della notte di Jules Dassin ben prima della prima edizione di WrestleMania]

 

 

Se per il Cinema l'evoluzione da attrazione in Arte è arrivata per mezzo di numerosi pionieri e rivoluzioni culturali, nel wrestling il fautore principale della transizione verso una dimensione di spettacolo è proprio Vince McMahon.

 

Lo stesso McMahon, comprendendo le possibilità sconfinate di un'esposizione davanti alla platea cinematografica, decise di rendere Hulk Hogan la sua più grande star della sua generazione: la sua seppur marginale partecipazione a un film amatissimo come Rocky III rappresentava una platea mediatica imperdibile. 

Bastava una piccola partecipazione a un film dal simile successo, accanto a un'autentica icona americana come Sylvester Stallone, per portare il wrestling a un solo grado di separazione dal mainstream.

 

Dopo aver comprato l'allora WWF da suo padre nel 1982, la prima mossa di McMahon fu quella di mettere nuovamente sotto contratto l'Hulkster per tramutarlo nell'autentico Atlante della disciplina, capace di portare il mondo del wrestling sulle spalle.

 

["Labbra tonanti" contro Rocky: il match che "diede vita" a WrestleMania]

 

 

Nacque così il personaggio dell'eroe statunitense, che oltre a sconfiggere i suoi malvagi nemici trovava il tempo per motivare le nuove generazioni a prendere le loro vitamine e comportarsi bene secondo dei messaggi motivazionali intonati con toni decisamente sopra le righe.

 

Fu la genesi dell'Hulkamania, il movimento di sostenitori di Hulk Hogan che trovò il primo momento di apoteosi nel gennaio 1984, con la vittoria del titolo mondiale ai danni di The Iron Sheik

Si tratta di un mito che, oltre ad aver rappresentato un successo nazionale e planetario, si è anche posizionato perfettamente nel solco di un certo Cinema hollywoodiano anni '80: incredibilmente testosteronico e votato alla difesa dell'orgoglio nazionale. 

Non si può dire Wrestlemania sia nata grazie a Rocky III, ma di certo aver colto un certo zeitgeist nel quale la pellicola si incanalava ha permesso a un intero movimento di uscire dalle nicchie.

 

Se volete approfondire quanto il mito di Hulk Hogan e della sua generazione di wrestler sia stato fondante per la gioventù statunitense non potete perdervi il documentario Bigger, Stronger, Faster* di Chris Bell, che testimonia - attraverso le parole dei fratelli del regista, rispettivamente un wrestler e un bodybuilder - come l'Hulkamania fosse un'autentica ideologia, più che una semplice questione di tifo.

Un mantra che spingeva le nuove generazioni alla ricerca del successo sotto numerosi profili.

 

Le capacità propagandistiche del wrestling conservano tuttora una forza immutata: se persino un film iraniano in uscita nelle nostre sale in questi giorni come Leila e i suoi fratelli contiene spezzoni di match WWE - inclusa una pietra miliare come Undertaker contro Brock Lesnar di WrestleMania XXX - per simboleggiare le aspirazioni superomistiche degli uomini e le multiformi espressioni dell'imperialismo statunitense, appare evidente che Vince McMahon ci avesse visto lunghissimo.

 

[Bigger, Stonger, Faster* di Chris Bell, disponibile integralmente su YouTube: un'opera dalla sconvolgente lucidità, che prende proprio le sue mosse dal mondo del wrestling e dalla voglia di brillare sui palcoscenici più luminosi, inclusa WrestleMania]

 

 

Trovato un uomo immagine, a quel punto la WWE non poteva fare altro che andare all-in costruendo uno show dalla grande eco mediatica, che le permettesse di sfondare il muro ideale della nicchia in cui il wrestling era diffuso e arrivare al pubblico mondiale.

 

Nel momento di massimo successo per la sua federazione e dell'Hulkamania Vince McMahon decise di investire tutte le sue fortune su un evento iconico, che coniugasse il wrestling con tutte le figure principi della cultura pop a stelle e strisce: WrestleMania, appunto.

L'operazione fu finanziariamente rischiosissima, ma al contempo un successo fenomenale.

 

Alla prima edizione della kermesse, tenutasi il 31 marzo del 1985 al Madison Square Garden di New York, presero parte a vario titolo figure notissime come Cyndi Lauper, Muhammad Ali e Liberace.

Nel main event a fare coppia con Hulk Hogan c'era addirittura un attore, compagno di Hogan sul set di Rocky III: Mr. T.

 

I due eroi americani ovviamente vinsero il match contro Roddy Piper e Paul Ornoff

 

 

[Roddy Piper, dal main event di WrestleMania a Hollywood: l'autostrada che collega wrestling e Cinema è stata costantemente percorsa in entrambe le direzioni]

 

 

Già, Roddy Piper: quel Roddy Piper

 

L'uomo che nel 1988 fu protagonista di Essi vivonouno dei film-manifesto della filmografia e della poetica di John Carpenter: si tratta tuttora della più grande interpretazione fornita da un wrestler, malgrado il recente exploit di ex lottatori prestatisi al Cinema e alle serie TV.

 

Nel primo main event di WrestleMania ben tre dei quattro protagonisti della contesa sono stati attori sul piccolo o grande schermo.  

Se prima di WrestleMania il legame tra il Wrestling e Cinema era evidente ma intessuto sottotraccia, dopo l'esplosione mediatica della disciplina i due mondi hanno iniziato a scambiarsi i protagonisti senza soluzione di continuità.

 

Nel 1987, una delle più grandi icone dello sport-spettacolo, André The Giant, ottenne il suo ruolo cinematografico più noto, quello di Fezzik ne La Storia Fantastica. Lui, però, non era nuovo alle comparsate sul grande schermo: ben prima della prima WrestleMania era stato su set importanti come quelli di Micki e Maude di Blake Edwards e di Conan il Distruttore di Richard Fleischer.

 

Non solo le grandi star ebbero la propria occasione a Hollywood grazie al boom del wrestling. Nel 1994, un altro eroe del ring, decisamente meno osannato di Hogan e Piper ebbe un gran bel ruolo cinematografico: si tratta di George "The Animal" Steele che interpretò il collega svedese Tor Johnson nel magnifico Ed Wood di Tim Burton. Vista la somiglianza fisica, una scelta di casting a dir poco azzeccata.

 

Senza avere pretesa di ricostruire integralmente tutte le comparse di attori su un ring di wrestling, vi basti sapere che un attore è stato addirittura campione del mondo nella compagnia rivale della WWE, la WCW: si tratta di David Arquette, che detenne per circa due settimane uno dei titoli più prestigiosi della Storia della disciplina, nota anche come Big Gold Belt

 

L'episodio avvenuto nel lontano 2000 rappresenta uno dei punti più bassi nella storia della federazione: l'obiettivo era promuovere Pronti alla rissa, film che pullulava di lottatori della WCW, ma l'evento si tramutò in un boomerang che contribuì a travolgere completamente la credibilità della lega.

 

[18 anni dopo l'infausta vittoria del titolo WCW, David Arquette si è presentato in maniera decisamente più accettabile su un ring di wrestling: non sarà WrestleMania, ma è un tributo a uno sport che l'attore rispetta profondamente]

 

 

L'anno dopo fu invece il grande Cinema di animazione a prendere spunto dal wrestling: Shrek, protagonista dell'omonima saga, è infatti con ogni probabilità ispirato a un iconico wrestler francese degli anni '40, Maurice Tillet.

 

A inizio anni 2000 il rapporto tra Cinema e Hollywood non era ben visto da una larga fetta di appassionati: dopo il debutto di Dwayne 'The Rock' Johnson sugli schermi cinematografici, infatti, i fan recepirono malissimo l'allontanamento dal wrestling del loro beniamino.

La federazione per tutta risposta gli permise di interpretare nel 2003 lo spassoso personaggio di "Hollywood" Rock: l'attore di serie B viziato che riteneva di spiccare sul resto dei suoi colleghi proprio per il suo successo cinematografico; un personaggio ricorrente che la WWE affibbierà ad altri suoi atleti, in primis Mike 'The Miz' Mizanin.

 

La data di uscita de Il collezionista di occhi nel 2006, film interpretato dal wrestler Kane (Glenn Jacobs), divenne la base per un'orribile storyline a tema horror, peraltro mai conclusasi, in cui il lottatore era costretto ad affrontare un suo doppelgänger mascherato.

 

E che dire di Triple H? Oltre ad essere stato saltuariamente un attore, l'attuale dirigente della federazione ha allietato il pubblico con alcune delle più belle entrate nella storia di Wrestlemania, spesso ispirate a film di culto: Conan il barbaro, Terminator (con tanto di cameo di Arnold Schwarzenegger) e Mad Max: Fury Road, tra gli altri. 

 

In anni recenti, complice un cambiamento nel pubblico riferimento della federazione, la percezione generale dell'accettazione delle star esterne al wrestling è mutata. Il numero di celebrità entrate su un ring si è moltiplicato a dismisura: Stephen AmellJohnny Knoxville e Bad Bunny sono solo tre delle personalità passate recentemente tanto dai ring WWE quanto dal grande schermo: due di questi tre si sono addirittura esibiti in edizioni recentissime di WrestleMania.

 

A dimostrazione di quanto i due mondi comunichino a Bad Bunny - rapper, attore e grande appassionato della disciplina - è stato affidato il ruolo di protagonista nel film Sony, El Muerto, il cui protagonista è proprio un wrestler i cui poteri discendono dalla maschera di famiglia, che nella lucha libre viene tramandata di generazione in generazione.

A dirigerlo pare ci sarà Jonás Cuarón, figlio di Alfonso.

 

Dal punto di vista del business sarebbe un peccato non capitalizzare su una simile quantità di sbocchi cinematografici.

 

La WWE ha pensato anche a questo: la federazione dispone al momento di una propria sezione produttiva, i WWE Studios, precedentemente noti come WWE Films, con cui finanzia film in cui recitano prevalentemente alcuni dei propri wrestler particolarmente attraenti per il mercato cinematografico, molti dei quali sono caratterizzati da una qualità che potrei definire, con un generoso eufemismo, ondivaga.

 

 

[Prima di incontrarsi sul set di PeacemakerJohn Cena e Robert Patrick hanno condiviso ruoli di spicco nel film che ha dato vita alla saga di The Marine, Presa mortale]

 

 

WrestleMania Goes Hollywood: corsi, ricorsi e parodie

 

Al di là delle chiare ispirazioni comuni, però, a volte il wrestling paga omaggi diretti al Cinema, come quando i più grandi eventi come WrestleMania fanno tappa a Los Angeles.

 

Prima dell'imminente WrestleMania 39, ben tre edizioni WrestleMania si sono tenute a Los Angeles: WrestleMania II, WrestleMania XII e WrestleMania 21.

Nelle prime due occasioni nessun riferimento fu apprestato dall'allora WWF al paragone tra wrestling e Cinema: per WrestleMania II la WWF scelse la città degli angeli come una delle location di un evento insolitamente proposto in simultanea in tre città diverse degli USA, mentre per WrestleMania VII il sottotesto scelto fu decisamente politico.

 

L'Hulkamania era una vera e propria ideologia: in occasione di quell'edizione dell'evento il main event tra Hulk Hogan e Sgt. Slaughter è stato venduto come un autentico atto decisivo della Guerra del Golfo, scoppiata nell'estate del 1990. 

Slaughter, precedentemente un patriota americano, divenne improvvisamente un sostenitore dell'Iraq e si tramutò nell'ennesimo avversario anti-americano da opporre al Real American Hulk Hogan. 

WrestleMania VII fu però un grande flop: la Guerra del Golfo si concluse il 28 febbraio, mentre WrestleMania avrebbe dovuto svolgersi il 24 marzo.

 

I biglietti venduti furono così pochi che si dovette spostare la location prevista dal Los Angeles Memorial Coliseum all'adiacente Los Angeles Memorial Sports Arena.

 

 

[WrestleMania 39 sarà a Los Angeles: il rimando dello stage al Cinema era d'obbligo!]

 

 

Si cercò di insabbiare le ragioni dello spostamento adducendo "motivi di sicurezza" legati al pericolo scaturente dal sottotesto politico del main event, ma semplicemente il Coliseum da circa 100.000 persone avrebbe messo sotto gli occhi di tutti le scarsissime vendite dell'evento: le persone presenti a WrestleMania VII furono infatti appena 16.158.

 

Anche alla luce di questo triste precedente, con la ventunesima edizione dello Showcase of Immortals, tutto doveva cambiare. 

 

L'edizione venne sottotitolata come "WrestleMania Goes Hollywood!". 

Uno slogan perfetto per confermare la volontà di combinare l'evento di wrestling e un'autentica parata di stelle. 

Tenendo fede al motto la WWE attorniò l'evento di un'aura sfavillante: le stelle, il red carpet, i match e gli atleti presentati con delle vere e proprie locandine e i simboli tipici del Cinema, dalla pellicola alla famosa scritta Hollywood sulle colline di Los Angeles divennero elementi di una delle brandizzazioni più riuscite nella storia dell'evento.

 

I veri colpi di genio arrivarono grazie ai video promozionali della kermesse: si trattava di autentici trailer parodia in cui i lottatori WWE reinterpretavano alcuni dei film più importanti della Storia del Cinema hollywoodiano.

Qualche anno fa il canale YouTube della WWE ne ha ricaricati alcuni in una compilation che trovate di seguito e come potrete vedere l'inventiva non è di certo mancata, in perfetta connessione tra i personaggi interpretati sul ring e quelli riproposti nei trailer. 

 

Il rampante John Cena e il conservatore texano JBL sono stati dei perfetti Tom Cruise e Jack Nicholson nella parodia di Codice d'onore, Eddie Guerrero e Booker T sono stati dei divertentissimi Vince e Jules nella reinterpretazione di Pulp Fiction, lo storico "ribelle" della WWE Steve Austin era la perfetta scelta per il ruolo di Massimo Decimo Meridio e un Triple H ormai privo di seguaci, ad eccezione di Ric Flair, si è rivelato un convincente Braveheart senza esercito.

 

Il sottotesto scanzonato di tutti questi trailer ha raggiunto l'apice quando sono state rivelati i tentativi di riproposizione della scena più iconica di Taxi Driver da parte di tutti i wrestler.

 

[Una raccolta di alcuni dei più famosi trailer parodia per WrestleMania 21]

 

 

Non tutti i trailer previsti per WrestleMania 21 sono stati però ricondivisi dal canale ufficiale della federazione e i motivi sono molteplici. 

 

Nel 2009 la WWE ha cessato di essere un programma per un pubblico superiore ai 14 anni, abbracciando una politica family friendly: vedere dunque Undertaker nei panni di Harry Callaghan puntare una 44 Magnum verso un malcapitato potrebbe non rientrare nei nuovi canoni della federazione. 

Peccato, perché forse molti di voi non sanno che dietro l'iconico personaggio del becchino si nasconde Mark Calaway, un texano old style che risulta davvero azzeccato per l'interpretazione di un personaggio folle come Callaghan.

 

Non a caso, lo stesso Calaway ha spesso affermato di preferire la propria parentesi come American Badass, un semplice motociclista patriottico, alla piega soprannaturale del suo personaggio nella sua incarnazione più nota.

 

Sono certo che Clint Eastwood abbia decisamente gradito l'omaggio.

 

[Malgrado ai tempi di WrestleMania 21 interpretasse il ruolo del becchino e non più quelli dell'American Badass, The Undertaker fu un perfetto Clint Eastwood]

 

 

Tra i trailer "dimenticati" c'è anche una reinterpretazione decisamente sopra le righe di Harry, ti presento Sally con Kurt Angle nei panni di Billy Crystal e Christy Hemme che imita la più iconica scena della carriera di Meg Ryan.

 

Alla fine del trailer, a dire "Quello che ha preso la signorina" c'è Linda McMahon, la moglie di Vince dirigente della WWE e più volte candidata al congresso degli Stati Uniti con il Partito Repubblicano. 

Al di là della grande ironia di tutti i coinvolti, il ragionamento alla base del taglio di questo trailer dalla selezione ufficiale è da intendersi nella direzione per cui il nuovo pubblico di riferimento della federazione non avrebbe propriamente apprezzato la piega decisamente spinta.

 

Curioso, considerando che il film da cui è tratta è decisamente una delle commedie romantiche meglio in grado di abbattere ogni tipo di barriera di pubblico nella Storia del Cinema di Hollywood.

 

[Dal 2009 i programmi WWE sono bollati "TVPG", considerati quindi per famiglie: ecco perché questo trailer per WrestleMania 21 non fa parte della raccolta ufficiale realizzata dal canale YouTube della federazione]

 

 

Da notare anche come tra i trailer "scomparsi" dalla playlist vi sia quello dedicato a un personaggio palesemente copiato da un film di grande successo.

 

Nel 2004 fece infatti il proprio debutto il personaggio di Eugene, nipote affetto da disabilità intellettiva del general manager di Raw Eric Bischoff, che si ritagliò un ruolo televisivo piuttosto rilevante e che era solito imitare le mosse più importanti di alcuni lottatori del passato.

L'ispirazione a Forrest Gump era così palese che la WWE non la nascose nemmeno, facendogli interpretare il noto personaggio di Tom Hanks in uno dei trailer promozionali per WrestleMania 21.

 

Il cattivo gusto dietro la scelta del personaggio e della sua parabola, però, ha portato a una sorta di damnatio memoriae da parte della federazione, che ormai non pone alcun riferimento a Eugene da tempo immemore.

 

Ecco perché anche il suo trailer andò perduto finché l'atleta che interpretava il personaggio, Nick Dinsmore, non l'ha pubblicato sul proprio canale YouTube.

 

[Eugene come Forrest Gump: malgrado l'atleta non avesse un ruolo di primo piano a WrestleMania 21 questo trailer parodia era inevitabile!]

 

 

A proposito di damnatio memoriae: stupisce molto meno la rimozione del trailer parodia dedicato a Basic Instinct.

 

Al di là del tono decisamente edgy dell'opera di Paul Veroheven e dell'imitazione di Sharon Stone proposta da Stacy Kiebler, la WWE non riproporrà mai più questa parodia a causa di un altro dei suoi protagonisti: Chris Benoit

Com'è noto il wrestler canadese è scomparso nel 2007 in tragiche circostanze: si è suicidato dopo aver assassinato la moglie e il figlio.

La WWE ha scelto di non mostrare più il suo nome e le sue immagini da quel momento in poi affettuando una scelta, stavolta, del tutto inappuntabile.

 

A distanza di 18 anni da questo trailer parodia Stacy Keibler è stata introdotta nella Hall of Fame della federazione: chissà se lei mostrerà mai il trailer ai suoi figli o se condivide le posizioni di Mark Wahlberg su Boogie Nights.

 

[Tra le parodie più spassose realizzate per WrestleMania 21 che la WWE, per ovvi motivi, non vi mostrerà mai c'è quella di Basic Instinct]

 

 

Al di là dell'impossibilità di riproporre alcune parodie al giorno d'oggi il concept di WrestleMania Goes Hollywood fu un autentico successo oltre ogni aspettativa: sul piano delle storyline della federazione vennero lanciati come campioni mondiali John CenaBatista, ormai divenuti entrambi attori di eccellente successo, e trovò consacrazione anche Edge, anch'egli riciclatosi come attore nei suoi anni di ritiro forzato dai ring.

 

L'idea alla base fu così azzeccata da aver portato la federazione a riproporla per numerosi eventi successivi tenutisi a Los Angeles.

Dal 2009 al 2014 il più importante evento dell'estate, Summerslam, si è tenuto costantemente nella città degli angeli e ha sempre riproposto un'estetica paragonabile a quella di WrestleMania 21.

Mancavano, però, i tanto amati trailer.

 

Per il rientro di WrestleMania nella grande città californiana dopo quasi due decenni, quindi, è divenuto quasi naturale presentare una serie di trailer parodici di altre iconiche pellicole: il tutto, se possibile, con un production value più alto e una comparabile attenzione ai paragoni tra gli interpreti e i film imitati.

 

[La fonte di ispirazione per questo articolo: i trailer di WrestleMania 39 del tutto ispirati ad alcuni dei più importanti film degli ultimi 30 anni]

 

 

Il primo trailer presentato è stato quello che vedeva Seth Rollins nei panni di Joker e Becky Lynch nei panni di Batman: la riconoscibilissima risata del primo nei panni del "Monday Night Messiah" e il ruolo da "The Man" della seconda in WWE erano un'associazione troppo diretta coi due personaggi DC interpretati, a costo di forzare le linee narrative del DC Extended Universe.

 

The Miz, star della sopracitata saga di The Marine e presentatore ospite di questa WrestleMania californiana, è stato un perfetto Maverick nel trailer dedicato a Top Gun, così come azzeccatissima l'idea di rendere John Cena "invisibile" nel trailer che omaggia Stranger Things.

Per i pochi che non lo sapessero la sua catch phrase è sempre stata "You can't see me": finalmente la WWE ha sfruttato compiutamente l'idea.

 

A ben vedere forse solo gli omaggi a Titanic e 40 anni vergine sono divertenti e divertiti, ma mancano di un reale legame tra i personaggi e i film intepretati.

Anche se la caratteristica principale come wrestler di Montez Ford è proprio quella di "volare" e Bianca Belair viene identificata come "atleta superlativa", quindi appartenente a una casta superiore.

Un po' poco per essere i novelli Jack e Rose, ma possiamo accettare due trailer così interlocutori, vista la perfezione dell'ultimo mini trailer presentatoci.

 

In quest'ultimo l'indiscusso volto della federazione Roman Reigns ha effettuato una perfetta imitazione di Joe Pesci in Quei bravi ragazzi: un omaggio dovuto ai gangster movie, contando che il suo personaggio -il "Tribal Chief" - è una rivisitazione in salsa samoana del genere reso celebre dal Cinema di Martin Scorsese e dalla saga de Il padrino.

 

[L'ultimo dei trailer proposti per Wrestemania 39 è eccezionale, ma l'invito è a scoprire tutti gli altri!]

 

 

Quest'anno la WWE ha voluto fare le cose per bene e ha allargato il concetto di connessione tra wrestling e spettacolo fino alla propria Hall of Fame: Andy Kaufman è stato introdotto postumo nel novero delle leggende della federazione, introdotto dal suo storico rivale Jerry "The King" Lawler. 

 

Proprio Jerry Lawler è un personaggio inesorabilmente connesso al mondo del Cinema: il lottatore fu introdotto nella Hall of Fame da William Shatner, iconico capitano Kirk di Star Trek, anch'egli in seguito inserito nella Hall of Fame in quota "celebrities", proprio come Kaufman, Mr. T, Drew Carey, Arnold Schwarzenegger e ovviamente Donald Trump, tra gli altri.

 

Se non avete presente la leggendaria diatriba tra il wrestler e Kaufman, divisasi tra televisione e ring, non potete che recuperare il meraviglioso Man on the Moon di Miloš Forman, in cui Jim Carrey interpreta il comico statunitense. Si tratta di una delle rivalità in grado di portare il wrestling nel mainstream prima ancora che WrestleMania venisse ideata.

 

Il collegamento a doppio filo tra il mondo del Cinema e quello del wrestling è in questo momento più saldo che mai: WrestleMania 39 arriva a ricordarcelo con il suo carico di spettacolo, riferimenti cinematografici e quel pizzico di "propaganda" che non ha mai abbandonato l'evento, anche in anni recenti.

 

Si tratta della massima espressione mondiale del concetto di sport-spettacolo: una ricetta vincente da quasi quattro decenni. 

Pensare che tutto questo non sarebbe stato possibile anche senza una grossa influenza del Cinema ci riconcilia una volta in più, forse nella maniera meno attesa possibile, con la capacità più profonda della Settima Arte: ispirare chi ne entra a contatto e creare nuovi mondi. 

 

Ecco perché "WrestleMania goes Hollywood" suona proprio come un ritorno a casa.

 

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