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When You Finish Saving The World - Recensione: esordio molle per Jesse Eisenberg - Cannes 2022

When You Finish Saving The World è l'esordio da regista e sceneggiatore di Jesse Eisenberg, attore noto ai più per le sue interpretazioni in The Social Network e Zombieland, che dopo la presentazione al Sundance Film Festival ha aperto la sezione della Semaine de la Critique al Festival di Cannes 2022.

 

Spiccano nei ruoli dei due protagonisti Julianne Moore e Finn Wolfhard, nei panni di una madre e un figlio con un rapporto complicato e frutto delle reciproche incomprensioni: il film a mio avviso si tiene in piedi proprio grazie a loro due, che riescono a destreggiarsi nei personaggi nonostante le banalità e le soluzioni semplicistiche che la sceneggiatura impone loro. 

 

Jesse Eisenberg si dimostra un buon direttore di cast, dato che anche nei ruoli minori le performance sono sempre convincenti; ciò che però secondo me funziona meno è proprio la scrittura stessa del film, che porta davvero poco di nuovo all'argomento e che spesso sembra compiacersi del suo essere così irresistibilmente indie.  

 

 

[When You Finish Saving The World è tratto da un audiolibro scritto da Jesse Eisenberg]

 

 

When You Finish Saving The World racconta la storia di una madre e di un figlio. 

 

Evelyn (Julianne Moore) è progressista, spudoratamente dem, dedita al lavoro, attenta alle cause sociali e lavora in un istituto di accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti; Ziggy (Finn Wolfhard) è il tipico ragazzo attorno ai 18 anni, preso da se stesso e dalle sue passioni, che comunica con il mondo attraverso un social network che gli permette di fare le dirette per i suoi 20mila follower, mentre canta e suona alla chitarra le canzoni che scrive e compone. 

 

Lei lavora nel sociale, ma è la persona meno empatica del pianeta. 

Lui sogna di diventare famoso e vede l'arte come fonte di guadagno più che come possibilità di esprimersi. 

 

Come si può immaginare i due mondi non si capiscono l'uno con l'altro; addirittura una delle canzoni di Ziggy parla dichiaratamente di "Two parallel tracks" che non si incontreranno mai - anche se la canzone si riferisce a una ragazza, l'intento dello sceneggiatore è chiaro.

 

Nel corso della storia le cose sembrano destinate a cambiare, perché Ziggy si infatua di una compagna di scuola presa dai movimenti culturali e dalla politica e decide quindi di volerne sapere di più, provando a uscire dalla propria bolla autoriferita, Evelyn inizia ad avvicinarsi al figlio di una donna accolta nel suo istituto, un ragazzo coetaneo di Ziggy che però ha una fibra morale più spessa. 

Ma i caratteri dei due sono troppo radicati e, nonostante le buone intenzioni, non riescono a spostarsi più di tanto da ciò che sono. 

 

La regia di Eisenberg muove bene le pedine e sceglie di mostrarci il percorso dei protagonisti sempre in maniera separata, in un continuo montaggio parallelo nervoso e dinamico, che non fa affatto percepire le quasi due ore dell'opera. 

 

Le poche volte in cui Evelyn e Ziggy condividono l'inquadratura avviene uno scontro, un conflitto, un litigio, che però non esplode mai davvero del tutto; si ha l'impressione di assistere a una dinamica familiare consunta, già vissuta, siamo testimoni solo delle conseguenze di azioni precedentemente avvenute che hanno logorato e sfibrato un rapporto. 

 

 

[Jesse Eisenberg, Julianne Moore e Finn Wolhard alla presentazione di When You Finish Saving The World alla Sala Miramar Cannes 2022 - © CineFacts.it]

 

 

When You Finish Saving The World però resta sempre sulla superficie.

 

A mio avviso Jesse Eisenberg non affonda mai come potrebbe fare e non ci porta mai dentro alla psicologia dei due, preferendo rimanere distaccato a guardarli muoversi tra situazioni che muovono al sorriso e sequenze prevedibili e scontate, rendendo quindi Evelyn e Ziggy due caricature di loro stessi, due insiemi di problemi, manie e ansie, due personaggi che si fa fatica a credere possano esistere per come vengono dipinti. 

Il film è sulla carta una commedia drammatica, ma se i motivi per sorridere ci sono, vengono meno quelli che fanno percepire il dramma dei protagonisti e di chi li circonda, portando l'opera a uno stato intermedio che non ha una vera identità. 

 

Il padre di Ziggy è una figurina esile e trasparente e così lo sono anche tutti coloro che si interfacciano con lui; il lavoro - importante - di Evelyn non la definisce né ci dà modo di conoscerla. 

 

When You Finish Saving The World è dunque a mio avviso un film esile e fin troppo semplice, che scorre bene fino allo scontato finale dopo il quale, al termine dei titoli di coda, probabilmente lo avremo già dimenticato

 

L'esordio di Jesse Eisenberg dimostra quindi che l'attore ha effettivamente voglia di raccontare qualcosa, ma che forse deve ancora trovare la propria voce e il modo giusto per farlo. 

 

[Foto di copertina © Saving the World Rights LLC]

 

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