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#CinemaeFilosofia

Room: quando il "fuori" diventa irraggiungibile anche per il pensiero

Il presupposto sul quale si regge la trama di Room – soprattutto della prima parte – presenta dei tratti decisamente filosofici, nello specifico gnoseologici (relativi alla “conoscenza”: a “ciò che si conosce e si può o meno conoscere”).

"Room" (la stanza) è per Jack il tutto: ciò che non possiede un confine - e quindi un esterno, più grande - perchè è esso stesso tutto lo spazio possibile. Non proprio l'"universo" (perchè Jack possiede il concetto di spazio cosmico), ma quasi.

Stanza gli pare abbastanza grande, proprio come a noi sembra grande abbastanza il pianeta Terra, e di più ancora, perchè non possiede alcun termine di paragone che gli possa far connotare Room come piccola.

Come si può conoscere ciò che trascende le categorie del pensiero? Kant disse che semplicemente “non si può farlo”. E la sua osservazione è difficilmente confutabile: come possiamo pensare di conoscere qualcosa che sia totalmente altro rispetto alle categorie con cui organizziamo il nostro universo percettivo (il principio di somiglianza, di contiguità, di causa-effetto)? 

 

Uno schiaccia-patate non può che ridurre le cose in "fili cilindrici": quella è la sua struttura e può assimilare/filtrare solo ciò che sia stato ridotto in quella forma. 

E così noi: come potremmo mai pensare di vedere (e, quindi, conoscere) – direttamente – se non a colori (visto che sappiamo che i nostri occhi vedono a colori)?

Sempre come suggeriva Immanuel Kant, in primo luogo non è possibile conoscere alcunché che si situi al di fuori delle forme dello spazio e del tempo.

Come immaginare qualsiasi cosa se non come identificabile da una coordinata spaziale ed una temporale?. Ogni immagine è in un "lì'" e in un'"allora"! 

Possiamo forse conoscere qualcosa che non si possa immaginare? Pensiamo di conoscere ciò che è astratto e privo di contenuto: indeterminato? Sempre Kant direbbe di no, e che tutt'al più lo possiamo sentire.

 

Ecco perchè Jack fatica a credere a sua madre quando cerca di spiegargli la natura della stanza e dell'esistenza dell'esterno, perchè non ha nulla – o quasi, ma lo vedremo – a cui aggrapparsi quando sente le sue parole. Una certa definizione di conoscenza potrebbe essere la possibilità di rendere immagine i suoni di una voce, e l'immagine mentale può essere: o immediatamente riconducibile a sè o può essere costruita per associazione di elementi noti (per fare un esempio: ecco perchè posso immaginarmi la forma di un "raccogli-briciole", o di un "centauro" - pur non avendoli mai visti - se mi vengono debitamente descritti nelle loro componenti a me note).

 

Per Jack, invece, i racconti sul "fuori" che fa la madre sono solo suoni privi di significato (il significato è conoscenza e quindi, come si è detto, immagine).

Più precisamente bisognerebbe dire che per lui quelle particolari parole non denotano alcunché. 

Esattamente come per un bambino il suono “fisica quantistica” non significa (denota) nulla più di quanto significhi per noi adulti la parola “kjjhijhiugllhnijh”.



Tutto Room sembra sceneggiato direttamente sul famoso mito platonico della caverna: pare un saggio sull’ontologia (lo studio dell’”essere”), che è un'espressione tecnica esatta, ma forse poco chiara, per dire che - soprattutto nella prima parte della pellicola - si passa in rassegna lo “statuto” di tantissimi elementi interrogandosi sul loro grado di partecipazione all'essere: se siano, insomma, "più, o meno, reali".

Mi spiego, ci pare ovvio dire che, ad esempio, un pallone sia “più reale” di un numero; ecco, questa è un’analisi ontologica.

Platone, poi, non sarebbe affatto d’accordo con noi, ma ho reso l’idea...

 

Jack, però, riesce lo stesso a comunicare con sua madre, non perchè eluda le indicazioni kantiane, ma perchè – esattamente come i prigionieri incatenati del Mito – possiede un produttore di immagini, di simulacri (parvenza di realtà) che è la televisione; non è totalmente isolato e privo di categorie per pensare oltre il suo più prossimo spazio percettivo.

Sono bellissime le discussioni circa l’esterno della stanza, e sono tutte discussioni in cui Kant e la sua Critica della ragion pura c’entrano perfettamente (Fenomeno e Noumeno, per capirci)! 

 

La seconda parte, pure, presenta ottimi spunti di riflessione: uno su tutti – e Platone (e Matrix) ci avevano avvertiti – che “uscire dalla caverna” può essere shockante, e certamente richiede più tempo per adattarsi di quanto, prima, si potesse preventivare. 

L'intera seconda parte del film è, infatti, una lunga elaborazione mentale di un nuovo e sconvolgente stato di cose. E a cambiare sarà l'intera Weltanschauung, la visione del mondo; una "rinascita".

 

Chi lo ha scritto

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110 commenti

KevinVe

25 giorni fa

Complimenti!
Per quanto riguarda il film, già dalla prima visione ero sicuro che avevo visto qualcosa di incredibilmente unico e permanente.

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Matteo Tocci

1 mese fa

Analisi molto interessante. Sto apprezzando tantissimo questa rubrica, continua così Seb! :D
Ho visto il film una sola volta al cinema ed ho intenzione di rivederlo appena possibile, merita di essere approfondito.

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Arianna

2 mesi fa

Bellissima analisi, davvero!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Arianna
Grazie Arianna!

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Drugo

2 mesi fa

Da recuperare 👍

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Teti

2 mesi fa

Bella interpretazione, interessante analisi. Anche a me era saltato alla mente il Mito della Caverna. L'ho trovato un film molto coinvolgente e non banale come sarebbe potuto essere. Il bambino che interpreta la parte del figlio è davvero un piccolo prodigio e ho apprezzato molto l'accento messo verso la fine riguardo "l'egoismo" materno del tenere il figlio con se in quella stanza per tutto quel tempo.🙊

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Teti
Terribile quell'accento, ma molto profonda l'idea di aver scelto di sottolinearlo
Ti consiglio molto il libro per approfondire il punto di vista del bambino e qualche dettaglio in più sul passato della madre nella Stanza

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BubbleGyal

2 mesi fa

Riflessione molto interessante, soprattutto l'accostamento con la caverna di Platone. Il film mi era piaciuto infatti soprattutto nella parte nella stanza, dopo inizia a diventare un po noioso.

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Enrico Foà

2 mesi fa

Bello quando si trovano spunti filosofici e profondi nei film...li capisci ancora meglio e li apprezzi di più❤️

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Roberto Rotondo

2 mesi fa

Attendo altri spunti filosofici applicati ai film, bell'articolo :)

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Roberto Rotondo
Grazie Roberto, ce n'è uno in cantiere tra brevissimo

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Claudia Tropea

2 mesi fa

Gran film!

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Filippo Soccini

2 mesi fa

I paragoni di film con temi filosofici li trovo sempre interessanti, spero che continuerai la rubrica 😁

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Filippo Soccini
Certamente! Grazie Filippo

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Joe Vanni

2 mesi fa

Bell'articolo  , ho trovato azzeccato il paragone con il mito della caverna , nonostante sia una storia tristemente vera..

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Morena Falcone

2 mesi fa

“Platone, poi, non sarebbe affatto d’accordo con noi, ma ho reso l’idea...”...diimmi che l’hai scritto a posta! :)

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Morena Falcone
Grazie Morena, tu mi precedi

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Leandro Perrotta

2 mesi fa

Splendido film. Sull'analisi devo dire che il mito della caverna mi pare che c entri ben poco: è una storia vera

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Morena Falcone

2 mesi fa

Leandro Perrotta
Come mai secondo te ad una storia vera non possono applicarsi dei miti? Alla fine tutte le leggende, i miti, le storie, tutto ha alla base un fondo di verità. Magari all’epoca Platone aveva scoperto una grotta in cui viveva della gente e da lì ecco che gli è arrivata l’ispirazione!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Leandro Perrotta
È l'idea che si ricava dal mito ad essere vera, Leandro. O forse inconsistente, ma non meno di un film ;)

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Filippo B

2 mesi fa

Bellissimo film e ottima analisi, complimenti.

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Misa.

2 mesi fa

Un film che ho riguardato per capirne meglio i concetti. Mi è piaciuto molto e non capite la delusione quando l'ho fatto vedere a delle amiche che l'hanno ritenuto noioso. 
Ottima recensione!

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Questo film è uno di quelli che, come molti di noi a scuola, poteva andare meglio ma ha preferito accontentarsi. La prima parte davvero bellissima, la seconda invece mi ha deluso, mi aspettavo un qualcosa che non è accaduto. Sono l'unico ad aver pensato questo?

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Lt. Col. Frank Slade
ovviamente articolo davvero interessante, complimenti :D

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Lt. Col. Frank Slade
Leggi più sotto dove abbiamo discusso di questa cosa. Grazie mille

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AriannaGaratti .

2 mesi fa

Lt. Col. Frank Slade
Hai perfettamente ragione...
Anche io ho avuto la stessa sensazione!
Mi aspettavo che il tipo ricomparisse e li rapisse di nuovo o cose del genere.

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AriannaGaratti .

2 mesi fa

AriannaGaratti .
Però come dice nell’articolo,il film presenta un tema filosofico, riprendendo il mito della caverna di Platone... quindi una volta usciti da essa,ci dovrebbe essere l’adattamento (non immediato) di ciò che ci circonda!
Quindi se fosse avvenuto qualcos’altro,non avrebbe rispettato il tema.

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Alessandro

2 mesi fa

Questo sito è il male per me. Esiste da nemmeno una settimana e già è raddoppiato il numero di film della lista di film da vedere

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Ciulia

2 mesi fa

Alessandro
Dannatamente vero

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Gioze

2 mesi fa

Alessandro
Vero vero 👌🏻

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Roberto Rotondo

2 mesi fa

Alessandro
Recuperate appena possibile questa pellicola ;)

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Drugo

2 mesi fa

Veramente un bel film

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Dav 9000

2 mesi fa

Un'analisi che calza a pennello e valorizza molto il film; personalmente, non mi ha entusiasmato oltremodo e penso che sia a causa della visione casalinga.

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Danilo Tinti

2 mesi fa

Film a mio parere ben riuscito, poi va be brie larson è stata fantastica qui

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Matteo Malacarne

2 mesi fa

Veramente figo molto coinvolgente e riesce a trasmetterci tutte le emozioni negative soprattutto della madre

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Matteo Malacarne

2 mesi fa

Veramente figo molto coinvolgente e riesce a trasmetterci tutte le emozioni negative soprattutto della madre

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Guido Di Geronimo

2 mesi fa

Una pellicola davvero magnifica, pregna e...filosofica. Il mito della caverna calza a pennello per la prima parte.

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Nicolò Murru

2 mesi fa

Il film in sé è una piccola perla. Madre e figlio emanano tristezza per la loro situazione. Ho aperto principalmente per avere un’infarinatura di ciò che mi aspetterà con Kant quest’anno in filosofia e sarà interessante.

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Nicolò Murru
Bell'idea!

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Eleonora M

2 mesi fa

Ottima analisi, non mi era venuto in mente il paragone con il mito della caverna eppure ora che lo leggo mi sembra così azzeccato!

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Ciulia

2 mesi fa

Eleonora M
un po' come The Truman Show

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James Flint

2 mesi fa

Non conosco il film ma a leggere l articolo devo recuperarlo prima o poi..

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Niccolò Giannini

2 mesi fa

Un film con la F maiuscola...

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Valentino Palazzo

2 mesi fa

Legare cinema e filosofia: quando si riesce a farlo bene il film diventa per forza una bomba!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Valentino Palazzo
"Ogni bella storia merita un'infiorettatura" cit. Gandalf

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Kappa

2 mesi fa

Ottima analisi, come del resto un ottimo film che emoziona e ti lascia molti spunti su cui riflettere

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Charlie Shield

2 mesi fa

Non credevo di poter leggere per due volte nel giro di una settimana la parola "Weltanschauung". Maledetta università!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Charlie Shield
AHAHAHAHAH!

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AriannaGaratti .

2 mesi fa

Mi incuriosisce troppo… prossimo film che vedrò!

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Tonino Barresi

2 mesi fa

Ansiogena la parte iniziale

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Niccolò Nuti

2 mesi fa

Uno dei miei film preferiti di quell'anno. La prima parte, tutta girata in uno stanzino e con (quasi) solo due attori, magnifici peraltro, è da vedere e rivedere; per non parlare di tutta la sequenza della fuga, era veramente tanto tempo che non mi agitavo così in sala. Grazie per l'ottimo approfondimento.

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Guido Vaccari

2 mesi fa

Articolo mega interessante e anche molto profondo

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Guido Vaccari
Grazie Guido!

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Luckyboy

2 mesi fa

A chi interessasse lo può trovare su Netflix

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Guido Vaccari

2 mesi fa

Luckyboy
Ti ringrazio, lo guarderò appena possibile!

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Gianluca Murru

2 mesi fa

Luckyboy
Ma siamo sicuri?
Non riesco a trovarlo mica 😦

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Gianluca Murru
Lo hanno tolto dal catalogo un po' di tempo fa :/

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Filippo Decise

2 mesi fa

Film bellissimo. I rimandi alla caverna di Platone sono evidenti e fantastici... Però a me la prima parte mette un'angoscia pazzesca

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Matteo Sinigaglia

2 mesi fa

Quando ho saputo che il film è tratto dal libro che è tratto dal caso Fritzl mi si è letteralmente accapponata la pelle: non ho il coraggio di vederlo...

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Matteo Sinigaglia
Oddio no, si ispira alla vicenda ma è molto meno malata! Il film non presenta scene da accapponare la pelle, il tema è forte e l'atmosfera è opprimente, ma ti consiglio comunque di recuperarlo. 
Lo scrittore ha preso l'idea dal caso Fritzl, ma solo come incipit al racconto.

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Film superbo, tratta un argomento pungente con molto tatto, consigliatissimo

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Greta Cerrone

2 mesi fa

Questo film mi ha fatto piangere dall'inizio alla fine. E' un tema davvero molto forte e il bambino è veramente bravo!

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Mario Di Capua

2 mesi fa

Io ho solo un dubbio su questo film: la distribuzione che ha avuto a Roma; da quel che mi ricordo è uscito solo in poche sale e in nessuno dei multisala principali. Detto sinceramente non ne capisco il motivo, secondo me è un film che merita di essere visto e rivisto più volte; poi c'è il piccolo Jacob Tremblay, fantastico alla notte degli oscar... (per chi se lo fosse perso consiglio di vedere questo video https://www.youtube.com/watch?v=sjjf_rrCq7Q, è il premio ricevuto dal ragazzino) 

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Mario Di Capua
Classica sorte dei film "minori" sotto gli Oscar, da noi. Successe anche per lo strepitoso "Whiplash"

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Rebecca Carbone

2 mesi fa

Quando nel finale il bambino ritorna per vedere Stanza mi si è stretto il cuore, soprattutto perché finalmente lui la vede (e tu insieme a lui) per quello che é, cioè una stanza piccola e sporca, nonostante nella prima metà del film sembrasse quasi grande. Bellissimo articolo, ho amato molto questo film

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RustCohle

2 mesi fa

Nella lista dei film da vedere!

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Andrea Rutolini

2 mesi fa

Questo articolo mi ha messo voglia di vederlo! Qlcno sa in quale piattaforma posso trovarlo?

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Davide Milanesi

2 mesi fa

Andrea Rutolini
su netflix c'è!

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Valentina Cancian

2 mesi fa

Tanto di cappello per questo articolo!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Valentina Cancian
Grazie Valentina!

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Ambra Rudari

2 mesi fa

Che recensione della madonna! Fa aumentare di molto il mio gradimento del film, che pure mi era piaciuto assai.

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Ambra Rudari
Grazie mille Ambra!

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Martina Foderetti

2 mesi fa

Film meraviglioso, da brividi, uno dei migliori di questi ultimi tempi. Questo parallelismo poi è davvero affascinante.

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Drugo

2 mesi fa

Ora ho proprio voglia di recuperarlo

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Jude

2 mesi fa

Il parallelismo con il miro della caverna è quasi d'obbligo quando si parla di questo film: ottimo articolo!
Non vedo l'ora di leggere anche i prossimi episodi, questa è probabilmente la rubrica che preferisco dai tempi di Cinefactsers!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Jude
Ma grazie!

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Greta

2 mesi fa

Quando tempo fa lessi il libro mi venne naturale accostare la figura di Jack a quella del prigioniero evaso del mito platonico della caverna ma mai avrei saputo coniugare tutti questi aspetti in un discorso così ben formulato. Complimenti Sebastiano, hai davvero talento!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Greta
Grazie Greta! Ho letto anche io il libro. Ho adorato il fatto che fosse tutto in prima persona

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Mattia Fiorio

2 mesi fa

Wow, che accostamento meraviglioso! Effettivamente parlare di Kant per parlare di questo film è più che sensato! Complimenti davvero!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Mattia Fiorio
Grazie Mattia!

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Rossella D'Introno

2 mesi fa

Un film meraviglioso. Mentre lo guardi è come se fossi in quella stanza.

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Manuel Bestetti

2 mesi fa

Rossella D'Introno
Esatto, riesce perfettamente a darti le stesse sensazioni che ha il bambino: nella prima parte la stanza è grande, appena tornano a guardarla per l'ultima volta si rende (e ci rendiamo) conto di quanto in realtà fosse minuscola. Complimenti all'attore tra l'altro, bravissimo (e bravissima anche Brie Larson, ma va beh, lei è brava in generale per me)

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Dedina83

2 mesi fa

Visto bellissimo, la parte iniziale mi ha messo realmente un senso di claustrofobia

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Dedina83
Di questo sapevo che la troupe si chiuse sul serio in quei pochi metri quadri, contorcendosi, in pratica, per riuscire a girare

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Stefano Lucariello

3 mesi fa

Articolo stupendo! Fa riflettere non poco su quanto possa essere soggettiva la concezione di "realtà".

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Stefano Lucariello
Ho amato la scena in cui lei deve spiegargli l'inconcepibile

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Kelevra

3 mesi fa

Avevo visto Jacob Tremblay in Somnia, ma per me è complicato farsi un'idea chiara di un attore-bambino quando è il protagonista di un film horror, ma in Room è davvero eccezionale. Non c'è un momento in cui la sua performance stona e la cosa mi ha colpita davvero molto. 
Oltretutto un film come Room, che per metà è ambientato proprio all'interno della Stanza, lo vedo come una scommessa: quanto è difficile mantenere non tanto l'attenzione quanto la partecipazione emotiva di uno spettatore, quando la scena è sempre la stessa, inquadrata da punti diversi, ma limitatissima? I casi a mio parere sono due: nel primo lo spettatore si perde e smette di prestare attenzione, annoiato. Nel secondo si immerge completamente nella vicenda. Per me si è trattato del secondo caso. Quando Jacob si nasconde nell'armadio, io sono accanto a lui. Quando arranca sul marciapiede per chiedere aiuto, sento il suo affanno, le gambe pesanti e la testa che gira. Quando guarda il mondo con timore e sospetto, circondato da cose estranee, è come se anche io le vedessi per la prima volta. 
Room è un film meraviglioso e doloroso, che dovrebbero vedere tutti.

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Jude

2 mesi fa

Kelevra
D'accordissimo con te: è sconcertante come Tremblay riesca ad essere così credibile nonostante l'età (o forse proprio in virtù di questa?).
Speriamo che per lui sia l'inizio di una brillante carriera (e che non faccia la fine di tanti altri "bambini prodigio")!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Kelevra
Di solito i film in un'unica stanza sono abbastanza magnetici.Bello Somnia? Nella scena del furgone c'è un commento sonoro e musicale strepitosamente coinvolgente

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Edoardo Mignini

3 mesi fa

Lo devo recuperare .
Già dall’analisi mi piace, complimenti !!

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Noodles

3 mesi fa

Film bellissimo e attori bravissimi

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Joaquin Phoenix

3 mesi fa

piaciuto molto

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Film profondo, e Brie Larson sempre bravissima!

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Kenji Endo

3 mesi fa

La prima parte del film è molto buona, specialmente per come riesce a tenere alta la tensione, mentre con la seconda cala un po' nonostante ci siano degli avvenimenti e degli spunti di riflessione necessari per completare adeguatamente il film.
Come detto da altri utenti, anch'io non mi aspettavo un'uscita di scena del cattivo e il salvataggio della madre e del figlio così anticipatamente e questo ha forse annebbiato un po' il mio giudizio sulla seconda metà.

In ogni caso, un film nel complesso più che meritevole.

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Ettore Rocchi

3 mesi fa

Bellissima analisi!

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Ettore Rocchi

3 mesi fa

Il film lo apprezzai moltissimo al cinema. Ricordo che rimasi perplesso nel vedere "l'uscita dalla caverna" già nella prima metà. Però sono d'accordo: la seconda parte, non solo offre spunti di riflessione, ma per certi versi mi ha lasciato ancora più il segno rispetto alla prima.

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Ettore Rocchi
Grazie Ettore, sì, la seconda parte è anticinematografica e bilancia perfettamente il pathos della prima. Alla fin dei conti noi vogliamo sapere se usciranno o meno, ma è molto più interessante scoprire che non tutto è bene quel che finisce bene

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Noemi Romano

3 mesi fa

Significativa la scena finale in cui Jack vuole ritornare un'ultima volta in Room (perché ad essa ha collegato dei ricordi, anzi la sua vita fino a quel momento, quindi ha un valore affettivo gigantesco) e dice di ricordarla un po' diversa, un po' più grande. Proprio quando ha avuto un termine di paragone (il mondo esterno) e l'ha confrontato con l'unico termine che conosceva, finalmente, ha potuto realizzare il tutto!

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Ettore Rocchi

3 mesi fa

Noemi Romano
Esatto, è per questo che la seconda parte del film l'ho trovata più commovente!

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Noemi Romano

3 mesi fa

Ettore Rocchi
Per il mio gusto personale ho apprezzato di più la prima parte (proprio perché era interessante vedere la prospettiva circoscritta del bambino nel suo piccolo mondo, mondo che tra l'altro è l'unico da lui conosciuto (a parte quello della tv, che però rimane per lui qualcosa di irrealistico al di dentro di una scatola, qualcosa che non esiste, come una fiaba), ma gli ultimissimi minuti poi acquistano ancora più importanza per i motivi detti sopra! Naturalmente l'uscita da Room e il confronto poi col mondo esterno è un'altra parte interessantissima, soprattutto perché un po' il punto di vista si sposta dal bambino alla madre, che perde all'improvviso tutte le forze!

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Sebastiano Miotti

2 mesi fa

Noemi Romano
Io ho apprezzato molto il fatto di aver continuato la narrazione fuori dalla Stanza. Il climax fortissimo culmina a metà film, e il ritmo della seconda parte precipita e il film sembra perciò non finire mai, come se avesse dovuto finire con la fuga o la morte (il che, narratologicamente parolando ha senso), ma leggendo in seguito anche il libro ho capito che alla scrittrice interessava molto indagare i sentimenti post traumatici. Ve lo consiglio molto, per altro. E il film, scritto dalla stessa donna, è bello altrettanto

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Christian Caimi

3 mesi fa

Gran film, lo misi da parte quando uscì... Mai errore fu più grande!

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quent

3 mesi fa

Film come questo fanno riflettere, molto bello davvero!

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Miro Meli

3 mesi fa

Una bella analisi. Film molto bello, che fa riflettere. Jacob Tremblay bravissimo

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Richi97

3 mesi fa

Film da vedere

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Claudio Serena

3 mesi fa

E come sempre il Sebastiano non delude!

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Luigi Severino

3 mesi fa

Ho adorato ogni minuto di questo film; molto bello il confronto con il Mito della Caverna e con il mondo della filosofia in generale!

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Barbara G.

3 mesi fa

Film stupendo, bell'analisi!

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Andrea Vassalle

3 mesi fa

Film splendido

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