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Hugh Laurie: dalla pandemia il Cinema ne uscirà più piccolo, ma non è un male

La pandemia ha già colpito pesantemente il mondo del Cinema e, con l'aumentare dei contagi in tutto il mondo, rischia di lasciare un segno indelebile su un'industria che sta vivendo uno dei momenti più critici di sempre.

 

Potrebbe però trasformarsi nell'opportunità di realizzare prodotti e film diversi, dando più spazio al Cinema indipendente e a storie che fino ad oggi sono state schiacciate dai blockbuster da milioni di dollari.

 

È quanto hanno spiegato Armando Iannucci e Hugh Laurie, regista e interprete de La vita straordinaria di David Copperfield, durante un'intervista per la presentazione del film che uscirà in Italia il 16 ottobre.

 

 

[Armando Iannucci sul set de La vita straordinaria di David Copperfield]

 

Abbiamo avuto l'opportunità di porre alcune domande al regista e a Hugh Laurie, tra gli interpreti del film. 

 

Domenico Palesse:

Quali saranno gli effetti a lungo termine della pandemia sul Cinema, sia dal punto di vista produttivo che da parte del pubblico?

 

Armando Iannucci:

"Sono molto proeccupato dall'impatto della pandemia sul Cinema, in particolare su quello indipendente.

Oggi è molto facile prendere i soldi e puntarli su un film che poi andrà su Amazon o Netflix.

La ragione per cui io faccio Cinema, però, è perché amo l'esperienza della sala cinematografica, l'idea di andare in un posto dove l'intera sala ride all'unisono.

 

Credo che nel breve termine bisognerà lottare per questo.

Penso però che alla fine il pubblico vorrà tornare nelle sale cinematografiche ed è questa la ragione per la quale credo che poi sarà anche uno stimolo per i cineasti quello di realizzare qualcosa che sia diverso, avvincente, accattivante, che attiri il pubblico e lo faccia tornare in sala."

 

 

[Dev Patel e Hugh Laurie in una scena di La vita straordinaria di David Copperfield]

 

 

Hugh Laurie

"Condivido quello che dice Armando.

 

Anche a me manca molto l'esperienza della comunità, del gruppo, della sala cinematografica.

Credo che ogni settore stia soffrendo e forse il Cinema non è neanche nella condizione peggiore.

 

La sensazione è che il Cinema dovrà diventare più piccolo prima di tornare a essere più grande.

Più piccolo intendo in termini di storie, magari sarà più infrequente avere 500 persone messe tutte insieme per realizzare Mission: Impossible 9 dove tutto viene fatto saltare in aria.

Magari ci sarà più spazio per storie più piccole, con un cast più piccolo. Il che non è necessariamente una cosa negativa.

 

Anzi, io penso che sia una cosa positiva.

Credo che le storie più piccole possano essere efficaci tanto quanto far saltare in aria un elicottero.

Cosa che a me, badate bene, piace tantissimo.

 

Credo che tante storie che fino ad oggi sono state trascurate possano avere una chance di essere sviluppate ed esplorate".

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