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La Ballata di Buster Scruggs (2018) - Recensione

Da sempre i fratelli Coen hanno scelto di raccontarci l'America. 
Non tanto gli Stati Uniti, quanto proprio quell'America che è stato mentale più che luogo geografico, un posto incredibilmente cinematografico e, nonostante tutto, terribilmente reale. 

 

 

[Tim Blake Nelson è l'irresistibile Buster Scruggs nel primo episodio del film]

 

 

Ci hanno raccontato l'America romantica di un'epoca andata, quella molle e disillusa di fine millennio, quella delle opportunità e delle furberie, quella della violenza improvvisa e quella della provincia alienata, quella ipocrita e sfarzosa di Hollywood e quella della terra e del sangue del vecchio West: sicuramente leggendo queste righe avrete riconosciuto Fargo, Il Grande Lebowski, Non è un paese per vecchi, Mister Hula Hoop, Barton Fink, Ave Cesare!, Burn After Reading, L'Uomo che non c'era, A Proposito di Davis, Crocevia della Morte... 

La Ballata di Buster Scruggs si inserisce perfettamente nel solco che Joel ed Ethan hanno tracciato da più di trent'anni. 

L'umorismo nero e il gusto per il grottesco, le riflessioni sulla caducità dell'esistenza e sul senso stesso della vita, i racconti che non si concludono come vorremmo e che, anzi, spesso non si concludono se non lasciando un punto interrogativo nella testa dello spettatore. 
Anche in questo caso è evidente che i Coen si siano divertiti tantissimo a scrivere e girare i sei episodi e spesso, durante la visione, succede che riescano a far divertire anche chi li guarda. 

 

 

[James Franco è il protagonista di Near Algodones, il secondo episodio]

 


Nato come mini serie televisiva e trasformatosi in lungometraggio, La Ballata di Buster Scruggs nasconde però a mio avviso una riflessione molto più profonda, che potrebbe sfuggire guardando il film per mero divertimento: il film è profondamente agnostico. 

Ogni episodio è introdotto da un'immagine tratta da un fantomatico libro, immagine accompagnata da un testo che poi ritroveremo nell'episodio stesso.
Ogni episodio tratta, seppur in maniera differente uno dall'altro, il tema della morte. 

In tutti e sei gli episodi c'è almeno un omicidio, in quasi tutti è il protagonista a perire (fatto salvo per quello che vede protagonista un meraviglioso Tom Waits, dove però il morto alla fine c'è comunque) e nell'ultimo... a essere passati a miglior vita sono tutti gli occupanti di un lato della carrozza. 
Carrozza che "che li avesse sentiti o meno, il cocchiere non ferma". 

 

Un cocchiere senza volto che guida un viaggio dove la Morte incombe sui viaggiatori non solo in senso figurato, ma anche in senso fisico grazie al corpo buttato sul tetto. 
Un viaggio che si conclude con i partecipanti ormai consapevoli, dove nessuno vuole scendere per primo. 

 

 

[Splendida la prova di Tom Waits nei panni del vecchio cercatore d'oro in All Gold Canyon, il quarto episodio del film]

 


I Coen non giudicano, non ci dicono se sia giusto o meno giudicare né vogliono dirci che ci sia qualcuno che ci giudicherà. 
Non esiste nessuno che meriti di morire così come non esiste nessuno che non lo meriti. 

La morte ne La Ballata di Buster Scruggs è presente dall'inizio alla fine e anzi, compie un perfetto cerchio che si apre e si chiude.

Si apre con la conclusione del primo episodio, dove vediamo il Buster Scruggs del titolo (Tim Blake Nelson) ascendere al cielo con tanto di lira e ali d'angelo, e si chiude con la fine dell'ultimo episodio, dove quella fermata della carontiana carrozza sa tanto di Purgatorio.  


Chi aveva ragione e chi aveva torto nell'America del vecchio West? 
Chi meritava la morte e chi la vita? 
Era giusto il pensiero di un cacciatore di taglie? E quello di un impresario che sfrutta la pena generata dalla visione di un uomo amputato? E quello di un ladro, di un cercatore d'oro, di una povera donna indebitata? 
Non è importante. 

 

 

[Liam Neeson è un impresario senza scrupoli nell'episodio Meal Ticket]

 

Non è importante perché per i Coen la morte tocca tutti indistintamente, la vita è questione di fortuna e non sappiamo se ci sia o meno qualcosa che guida i nostri destini, che ci indirizza nelle scelte, che ci fa prendere una strada piuttosto che un'altra. 
E non lo è nel momento in cui ci salviamo da un cappio e dai pellerossa per poi incappare in un altro. 


O se viviamo la nostra derelitta esistenza declamando Ozymandias per poi finire in un fiume sostituiti da un pollo. 

La Ballata di Buster Scruggs è un gioiello dal punto di vista visivo ed è un vero peccato non aver potuto godere al cinema dello spettacolo reso magnificamente dal direttore della fotografia Bruno Delbonnel: uno che passa tranquillamente dal coloratissimo dolciastro de Il Favoloso Mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet al desaturato e livido Faust di Aleksandr Sokurov, dal lattiginoso A Proposito di Davis dei Coen al leccatissimo e pulito L'Ora più Buia di Joe Wright. 
Un vero pittore del quadro che non sbaglia una composizione neanche volendo, regalandoci un Old West sporco ma pettinato, cattivo ma formalmente rigoroso. 
E che avrebbe meritato più metri quadri di schermo possibili, nelle sale cinematografiche. 

Spettacolare in tal senso l'ultimo episodio, dove la fotografia passa dal rassicurante e caldo arancione del pomeriggio per diventare un minaccioso e greve blu notte, trasformandosi e cambiando la luce sui volti proprio sotto i nostri occhi e quasi senza farcene accorgere se non quando ormai è troppo tardi.

 

[Brendan Gleeson è l'irlandese di The Mortal Remains, l'ultimo, inquietante e risolutore episodio del film]

 

 

Il film va molto vicino all'essere uno dei migliori dei fratelli Coen: nonostante la sceneggiatura risenta della divisione in capitoli, che niente hanno a che fare l'uno con l'altro se non per l'ambientazione e il tema di fondo, la scrittura semplice dei personaggi che non evolvono né hanno il tempo per farlo rimane gustosa e in perfetto stile coeniano


L'opera lascia un sapore amaro in bocca dopo averci ingolosito per più di due ore, ma ritengo che sia giusto così: le vite di tutti noi sono un regalo da gustare a fondo fino a che arriverà il momento di abbandonare questo piano terreno e muoverci, forse, su di un altro. 
Non venitemi a dire che quel momento non sarà amaro, perché non ci credo. 

E in questo caso il "non ci credo" ha un doppio senso assolutamente voluto.

 

Chi lo ha scritto

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27 commenti

Vi.

15 giorni fa

Devo assolutamente recuperarlo! 😍

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Enrico Macchiarella

17 giorni fa

devo assolutamente vederlo e tornerò a commentare

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Gianluca Florio

18 giorni fa

Visto ieri e trovo la tua recensione davvero perfetta...devo ammettere che sono partito con l'idea che fosse un filmetto (sbagliatissimo, mi pento) e mi sono ritrovato dopo 2 ore a dire "ma che cosa fantastica ho appena visto?!". 
I Coen hanno "semplicemente" raccontato, tramite storie azzeccatissime (come lo è l'ambientazione nel selvaggio West), della Morte e di come sia inesorabile e per tutti senza distinzione...solo che molti non ci pensano e credono di poter vivere, magari non per sempre, ma perlomeno senza "graffi" fino a veneranda età😌

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Francesco Alfi

20 giorni fa

Non vedo l'ora di vederlo!

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Saul Goodman

20 giorni fa

Che bello,che bello,che bello.Un gioiello di film...👏🏻

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Marco Spazzi

20 giorni fa

Dal trailer avevo capito che la divisione in capitoli fosse poi ricondotta ad una trama di fondo generale che avrebbe ricucito le varie linee narrative, quindi aver compreso che non è così mi ha stupito e inizialmente deluso, proseguendo con la visione mi sono innamorato di questa ermetica autoconclusività che in certi casi risulta spiazzante.
Ottima recensione, davvero un peccato non poterlo vedere al cinema.

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Lucaluigimanfredi

20 giorni fa

Meraviglioso.

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Drugo

20 giorni fa

film bellissimo, mi aspettavo molto di meno.

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Luca Buratta

21 giorni fa

Veramente un peccato non aver potuto godere di una fotografia del genere su uno schermo cinematografico. 
Adesso voglio il film dedicato solo a Buster Scruggs però 😐😂

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Sam_swarley

21 giorni fa

Sono film che aspetti trepidante come non mai.. tutto sommato son felice che non ne abbiano fatto una mini serie ma si siano "limitati" al film, fa diventare la cosa più breve, e sottolinea il fatto che sia una serie di racconti di un libro. Penso di adorare tutto, gli attori, trame, fotografia, musica (anche se non sono un'amante delle canzoni).

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Grazia173

23 giorni fa

Aspettavo questa recensione quasi quanto il film😂
Grazie Teo per avermi dato un quadro più completo sull'ultima storia: non ero riuscita a coglierne a pieno il senso.
Ho trovato la seconda storia "sottotono" rispetto alle altre ma, nonostante ciò, il film mi è piaciuto molto. Però c'è una cosa che mi lascia perplessa: il titolo

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Sam_swarley

21 giorni fa

Grazia173
Si forse il titolo lascia un po' perplessi, visto che riguarda di per sé "solo" il primo capitolo, però le canzoni dimostrano che, come nelle altre storie, può succedere di tutto, ma arriverà sempre "quel" momento che metterà fine a tutto. Funge un po' da intro

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I cineasti

23 giorni fa

Recensione bellissima di un film altrettanto fantastico. Amo i Coen,il loro modo di raccontare, di portare storie al cinema, e questa loro ultima opera conferma ancora di più la loro capacità di far emozionare, ridere, intimorire e chi più ne ha più ne metta. Non aggiungo altro perchè hai detto gia tutto tu, l'unico punto su cui ancora sono combattuto è il finale, dovrei riguardarlo per inquadrarlo meglio.

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Samuel De Checchi

23 giorni fa

Quanto ho riso nel primo episodio 😂

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Antonio Sansalone

24 giorni fa

Gran film e gran recensione. Il lavoro di Delbonnel è perfetto. Anche io ho subito pensato al purgatorio quando sulle porte dell'hotel ho visto un angelo a sinistra e la testa di capra (Baphomet) a destra.

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Nuriell

24 giorni fa

Molto bello ma credo che mi leggerò il libro perché per come sono le storie credo che leggerle sia più adatto e che potrebbe darmi anche di più del film.

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Teo Youssoufian

23 giorni fa

Nuriell
prima però dovresti trovare qualcuno che scriva il libro 😄

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Nuriell

23 giorni fa

Teo Youssoufian
Ero sicuro fosse tratto da un libro, sembra mi sia confuso con altro.

Però mi è comunuque venuto voglia di leggere il libro, spero che qualcuno faccia il percorso inverso e lo scriva.

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Riccardo Sacchi

24 giorni fa

Sorprendente! Una fotografia bellissima e una regia altrettanto interessante con alcune trovate veramente geniali. Purtroppo i Coen o li ami o li odi, personalmente apprezzo il loro Black humor, e mi sono divertito nei primi episodi, però ho trovato il ritmo pesante nonostante il film non duri poi così tanto. Penso che se avessero mantenuto una durata simile per ciascun episodio, il ritmo ne avrebbe giovato. Altra cosa che non mi ha convinto è il titolo del film che in realtà rappresenta solo il primo episodio: proprio per questo mi aspettavo che il buon Buster Scruggs facesse da cantastorie di ogni episodio e alla fine di ognuno dicesse la sua morale. L'avrei trovata una cosa interessante, non originalissima forse, però funzionale, e bastano veramente pochi minuti per affezionarti a Buster.

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Marco

24 giorni fa

Ho aspettato questo film sin da quando è stato annunciato. La cosa che ho apprezzato di più è la composizione dell'immagine,come ben dici tu Teo, un vero e proprio quadro. Ho notato anche,che a differenza di altri film,questo è più facile da riprendere dopo un'interruzione della visione,si vede che era stato concepito come una miniserie. Per ultimo,condivido la tua opinione e quella degli altri che questo film doveva finire sul grande schermo

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Andrea Mazziotta

24 giorni fa

Io l’ho trovato una piccola gemma perfettamente incastonata nella filmografia di questi due strambi fratelli.
È Un’antologia gustosissima che può sembrare in apparenza un mero divertissmant dove i Coen si divertono a declinare i vari stilemi del genere western intingendoli del loro inconfondibile humor nero,ma in realtà è un film sulla Morte come la recensione spiega egregiamente.
Forse non tutti gli episodi sono ugualmente efficaci(in particolare il secondo, pur avendo una battuta memorabile, mi è sembrato tagliato un po’ troppo),ma dal punto di vista visivo sono tutti confezionati in maniera sublime.
Io ho amato particolarmente il primo,il quarto e il quinto episodio! Mentre il sesto è l’ episodio chiave per leggere l’intero progetto( credo sia una citazione de ‘Le 5 chiavi del terrore)
A margine,il fatto che il miglior film rilasciato in questo periodo non vada in nessuna sala nemmeno per una breve finestra mi lascia un velo di amarezza.Mi sarebbe piaciuto godere di quei colori e di quelle musiche su impianti adeguati!

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Peter from Space

24 giorni fa

PER QUALE MOTIVO NON SAPEVO NEANCHE CHE AVESSERO FATTO UN NUOVO FILM

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Lorenzo Casarini

24 giorni fa

Quella di Liam secondo me é su un piano a parte, molto sopra di livello ed estremamente profonda. Alcune sono decisamente sottotono; devo dire che non é al massimo dei Coen. Temo sia un risultato del fatto che nasceva come serie tv e non abbiano voluto buttarla via. Comunque un buon 7 non glielo tolgo!

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Luca Ernandes

24 giorni fa

Bellissimo film! Peccato però di averlo visto sullo schermo di un PC... Sin dalle prime inquadrature si riesce a percepire la straordinaria fotografia a cui saremo sottoposti (e per fortuna aggiungo!!)

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Maatz

24 giorni fa

Mi è piaciuto tantissimo, anche la struttura antologica che solitamente non mi fa impazzire l'ho trovata funzionale al messaggio e dà un'ottima panoramica su diverse vite di quel periodo. La parola con cui ho sentito di poter riassumere il film una volta terminata la visione è Disillusione.
Bellissimi tutti gli episodi. L'unico che ho trovato leggermente inferiore è forse quello della carovana, gli hanno dedicato più tempo degli altri (almeno così mi è sembrato) mentre mi sarebbe piaciuto vedere di più sull'episodio con James Franco (al contrario molto breve)

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Teo Youssoufian

24 giorni fa

Maatz
se ti riferisci all'ultimo, è quello più allegorico... ma una volta scardinatone il senso secondo me è godibilissimo proprio per il continuo 'non detto' che c'è e che tu spettatore riconosci! 😃

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Maatz

24 giorni fa

Teo Youssoufian
Nono intendevo il penultimo, quello con la donna e il cane (The gal who got rattled)! L'ultimo non si può non amare 😄

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