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Makoto Shinkai Night - Il giardino delle parole e Your Name

Romantico, sognatore: Makoto Shinkai è un autore nipponico apprezzato in tutto il mondo, che non smette di regalare capolavori d'animazione intrisi di poesia e potenza visiva

Abbiamo appena visto il debutto dell’ultima opera del regista nipponico Makoto Shinkai, quel Suzume che ha già fatto incetta di incassi al botteghino e di apprezzamenti da parte del pubblico internazionale. 

 

Spesso di questi tempi sembra che non ci si stanchi mai di sognare ad occhi aperti e di trascorrere qualche ora al cinema, avvolti come in un grembo materno dal buio della sala, guardando pellicole che ci permettono di evadere - almeno per un po’ - dalla realtà circostante. 

 

Makoto Shinkai è il regista perfetto, in tal senso: il suo punto di forza è da sempre - e ce lo ha ribadito con Suzume - la capacità di fondere scientemente fantasy e romance, creando storie e personaggi che appartengono pienamente alla sfera dei sentimenti e delle emozioni umane più universali.   

 

Per celebrare i 50 anni del regista giapponese, Nexo Digital e Dynit riportano al cinema in due uniche date - 23 e 24 maggio - due dei suoi film più noti: Il giardino delle parole e Your Name.  

 

[Trailer internazionale de Il giardino delle parole, di Makoto Shinkai, 2013]

 

 

Da Il giardino delle parole a Your Name: una cinematografia intrisa di poesia, dall’estetica impeccabile, in bilico tra incanto e realtà  

 

In tanti lo definiscono l’erede di Hayao Miyazaki e in effetti Makoto Shinkai è indubbiamente uno dei cineasti più abili dell’ultimo ventennio nel panorama del Cinema d’animazione del Sol Levante.

Ma dove sta la sua forza, cosa rende Shinkai un regista così apprezzato anche e soprattutto in Occidente?  

 

I tratti peculiari della filmografia del regista giapponese si possono condensare sicuramente in due concetti in particolare: l’estetica e le tematiche trattate. 

Quando parlo di estetica mi riferisco alla forza della sua animazione: colori brillanti, tratti fluidi e fiabeschi rendono le opere di Makoto Shinkai un piacere per gli occhi.  

 

Ma non è tutto: uno dei principali punti di forza dei film di Makoto Shinkai è il modo in cui costruisce i suoi personaggi, a tutto tondo, spesso presentandoceli man mano che la trama evolve grazie a monologhi interiori e voci fuori campo che mirano a esplicitare i loro sentimenti più reconditi.  

 

La sfera dei sentimenti è infatti centrale nelle opere di Makoto Shinkai: il regista predilige storie che parlano d’amore e di romanticismo, che creano un focus attorno a un ampio spettro delle emozioni umane, esplorando anche tematiche quali la solitudine e la separazione, come ad esempio ne Il giardino delle parole, un film di 45 minuti che fa della pioggia il set ideale per un amore impossibile.    

 

 

[Un frame da Il giardino delle parole, di Makoto Shinkai, 2013]

 

 

Ne Il giardino delle parole Shinkai affronta il tema della solitudine attraverso la storia di Takao, un giovane studente delle scuole medie che ama disegnare e realizzare scarpe e che si ritrova a trascorrere il proprio tempo sotto il padiglione di un giardino pubblico durante le giornate di pioggia.

 

Takao incontra Yukari, una donna più grande di lui, che in breve diventa il suo punto di riferimento. La relazione tra i due personaggi si sviluppa con gradualità, ma è perennemente pervasa da un forte senso di incomunicabilità e di distanza, in parte dovuto alla differenza di età tra i due, in altra misura causato dai limiti che pesano su entrambi nel rapportarsi con gli altri.  

 

Makoto Shinkai è capace di trasmettere con maestria i sentimenti dei protagonisti attraverso l'utilizzo di un'animazione che cattura perfettamente le sfumature emotive dei suoi personaggi.

Il contrasto tra paesaggi urbani e naturali, l’insistere sulla rappresentazione dell'acqua, leitmotiv dell’intera opera, contribuiscono a creare un’atmosfera in cui lo spettatore riesce a immergersi pienamente.

 

Un altro dei cavalli di battaglia di Makoto Shinkai è senz’altro Your Name: il film ha incassato in Italia oltre 500.000 euro al botteghino ed è diventato in breve un cult, al pari di altri titoli come La ragazza del tempo

 

[Trailer internazionale di Your Name., di Makoto Shinkai, 2016]

 

 

In Your Name Makoto Shinkai è ancora una volta capace di dimostrare la propria abilità nel creare atmosfere suggestive e entusiasmanti, servendosi di una trama ancora più complessa, che unisce il fantasy alla realtà, ispirandosi a una delle più note e poetiche leggende giapponesi, Il filo rosso del destino.   

 

Your Name racconta la storia di Mitsuha e Taki, un ragazzo e una ragazza in età da liceo che si risvegliano improvvisamente in due corpi e vite differenti: uno nel corpo dell'altra, da una parte la tranquillità e monotonia della campagna giapponese, dall'altra la vita nella frenetica Tokyo.

La diegesi si svolge attraverso una serie di continue alternanze tra passato e presente, tra sogno e realtà, che conducono i protagonisti a scoprire la verità su ciò che sta accadendo loro e a scoprire di essere d’aiuto uno per l'altra. 

 

Così come ne La ragazza del tempo anche in Your Name Shinkai mostra di saper delineare personaggi sfaccettati che sanno affrontare sfide sempre più complesse man mano che la storia si evolve. 

 

[Il trailer della Makoto Shinkai Night]

 

 

Makoto Shinkai è apprezzabile solo da una piccola fetta di pubblico?  

 

Nonostante l'ampio successo del regista giapponese non sia da mettere in discussione, tra le critiche maggiormente rivolte al cineasta - a mio avviso le più condivisibili - ci sono quelle che riguardano il suo perdersi in eccessi di forma e il ritornare costantemente su tematiche già esplorate, senza mai uscire dalla sua comfort zone. 

 

L'eccesso di forma si concretizza in questa costante ricerca ossessiva della perfezione visiva, che a volte risulta predominante rispetto alla sceneggiatura stessa: le immagini si sposano bene con la musica, spesso melodie al pianoforte, ma il rischio resta quello di ottenere un prodotto visivamente eccellente con una trama decisamente meno attraente.

Sul Giappone odierno si potrebbero fare molte interessanti osservazioni in senso artistico e la cinematografia contemporanea lo sta già facendo: pensiamo anche a Mamoru Hosoda che con La ragazza che saltava nel tempo, Summer Wars e Mirai - Il futuro è adesso ha saputo esplorare tematiche legate anche al rapporto tra i giovani e la tecnologia, senza per questo perderne in poeticità ed estasi visiva. 

 

Il romanticismo e la ricerca dell'amore più puro sono in Makoto Shinkai delle costanti - talvolta esasperate e stereotipate - che possono rendere le sue opere più appetibili soprattutto per un pubblico adolescenziale, a discapito dell'intrattenimento di uno spettatore più maturo. 

 

Malgrado ciò, le opere di Makoto Shinkai hanno sicuramente lasciato il segno nella cinematografia di animazione giapponese per il grande schermo e non si può far altro che constatare l'immenso amore del regista per l'arte e per la narrativa della Settima Arte. 

 

[articolo a cura di Priscilla Piazza]

 

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