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Gli 8 migliori film del cinema fantastico europeo degli anni '20

Tra lo spettatore del terzo millennio e il cinema muto, molto spesso, viene eretta una barriera cognitiva di non facile superamento. 

Di fronte alla ricchezza sterminata di pellicole a noi sopravvissute, una falsa percezione sembra suggerirci di avere a che fare con film dalla durata interminabile, dai ritmi estremamente lenti, con attori dallo stile di recitazione datato e di chiara impostazione teatrale, e l’assenza di dialoghi, di suoni, di musiche registrate e di rumori che ci costringono a immaginare il tutto, oltre che leggere quelle fastidiose didascalie che interrompono il flusso degli eventi.

Una concezione di cinema molto lontana dalla quella a cui siamo abituati. Non stupisce, infatti, che le pellicole più note e visionate anche da “profani” siano essenzialmente due: i film di Charlie Chaplin e le comiche di Stanlio e Ollio. Entrambe possono vantare di ritmi decisamente vivaci, storie semplici, lineari e non difficili da seguire, oltre che una comicità spontanea e genuina basata su gag che ancora oggi sono un punto di riferimento per gli spettacoli cabarettistici.

Eppure, dietro esiste molto altro.

Nella politicamente fragile Germania di Weimar degli anni ’20, la giovane settima arte ha conosciuto un terreno fertile e stimolante, da cui sono nate pellicole che, paragonate a gran parte di quelle degli altri paesi, sembrano appartenere a un livello superiore.
Dalla qualità registica alla bellezza delle storie, dalle scenografie alle prove attoriali, fino al puro coinvolgimento emotivo che sono in grado di trasmettere anche a distanza di un secolo.
Ecco a voi una lista di quelli che considero gli otto grandi capolavori del cinema fantastico degli anni ’20. Ho escluso volutamente gli esperimenti avanguardisti russi (Ejzenstein e Vertov), il filone impressionsita francese (Gance e Dulac) e la produzione hollywoodiana, cercando di concentrare l’attenzione proprio sul genere che, partendo dall’influenza espressionistica tipicamente tedesca e seguendo la lezione di Méliès, ha saputo creare universi immaginifici capaci di esercitare un fascino irresistibile ancora oggi.

 



Posizione 8

 

Il Golem - come venne al mondo (1920), Carl Boese e Paul Wegener  

Prendendo spunto da un’antichissima leggenda ebraica, questa pellicola unisce gli elementi magici ed esoterici di quella cultura con le sperimentazioni visive tipiche del nascente movimento espressionista. 

Sovraimpressioni, effetti ottici, reazioni chimiche, fino ad arrivare a complessi effetti luministici: gli effetti speciali abbondano e creano stupore e grande coinvolgimento anche nello spettatore di oggi. La regia è sorprendentemente moderna e fa’ un uso innovativo della macchina da presa, allontanandosi dal limite delle inquadrature fisse.

Il Golem è un’enorme mostro di argilla, chiamato a proteggere il popolo ebraico dai soprusi tramite il controllo da parte di un rabbino per mezzo di una parola che può donargli la vita. Paul Wegener, anche co-regista del film, è straordinario nella sua interpretazione di un prototipo del mostro di Frankenstein, portatore di un importante messaggio morale che trova il suo culmine in un finale grandioso.  

 

Posizione 7

 

Ombre Ammonitrici (1923), Arthur Robinson 

Forse il titolo più accattivante della lista. La pellicola di Robinson – sottotitolata appropriatamente come “un’allucinazione notturna” – è un vero e proprio manifesto delle origini del cinema, partendo dalla sua natura più simbolica: l’illusione.
Lo spettatore viene trascinato nello spettacolo di ombre cinesi, orchestrate da un prestigiatore (che corrisponde alla figura del regista) abile e capace di stupire, fino ad addentrarsi in una dimensione a metà tra il reale e l’onirico, tra la contingenza e l’illusione, oltrepassando una quarta parete che viene sfondata a più riprese nel corso del film.
Le silhouette degli attori sostituiscono i personaggi, le ombre delle mani i gesti, i riflessi negli specchi gli sguardi. È tutto un gioco di simboli, di ambiguità, di un distaccamento dalla realtà che non può mai essere totale.
Tralasciando la semplicità della trama, che è solo un pretesto per mostrare ciò che non può essere narrato a parole, Ombre Ammonitrici è un grande esempio di come l’arte cinematografica delle origini, tramite sperimentazioni visive e grandi trovate simboliche, abbia fin da subito tentato un’autoanalisi matura e una grande riflessione delle sue potenzialità.      

Posizione 6

 

Faust (1926), Friedrich W. Murnau 

Friedrich W. Murnau dirige la sua personale versione del celebre racconto popolare tedesco, simbolo della sete di conoscenza e dell’ambizione di una giovinezza eterna da parte dell’uomo. 

Un film che ha nella prima parte i suoi momenti più memorabili, costruita in modo tale da rispecchiare la grandezza e il valore del soggetto. Effetti speciali grandiosi, scenografie sofisticate e in pieno stile “kolossal”, costumi e trucco che sottolineano la forza di una produzione importante, l’ultima di Murnau in Germania prima di cedere alla corte di Hollywood.

Emil Jannings interpreta un Mefistofele istrionico e incredibilmente affascinante, lasciando spazio tuttavia a momenti più rilassati e quasi comici nella seconda parte, forse non invecchiati benissimo. Resta comunque un lavoro di grande potenza visiva, che intrattiene e mette di fronte lo spettatore a uno dei grandi dilemmi etici della storia dell’uomo che, dopo essere stato affrontato in letteratura e teatro, trova piena espressione anche nella tecnica cinematografica.

Posizione 5

 

Destino (1921), Fritz Lang 

Non è certo uno dei titoli più conosciuti tra i grandi lavori di Fritz Lang, ma conta tra i suoi fan illustri un certo Alfred Hitchcock, che lo ha menzionato tra i suoi film preferiti della gioventù. Der müde tod (“La morte stanca”) si inserisce a metà tra un racconto popolare e un poema epico: una giovane coppia di innamorati viaggia su una carrozza che accoglierà, in un crocevia, un uomo misterioso. Lo spettatore intuisce subito che si tratta della Morte.
Le ambientazioni si spostano, tramite una trovata narrativa straordinaria, in quattro epoche e in quattro luoghi diversi, seguendo i grandi esempi di Griffith e Pastrone, con un grandissimo spiegamento di forze di produzione: scenografie imponenti, bellissimi costumi, migliaia di comparse. Le storie sono legate tra loro tramite il filo conduttore che tiene lo spettatore sempre in pathos con le vicende: l’amore che può sconfiggere la morte.  
Uno dei grandi meriti di questa pellicola è sicuramente quello di aver creato un personaggio femminile straordinario, il vero eroe che lotta per salvare il proprio fidanzato dal suo destino, arrivando a sfidare la Morte. Non più la creatura buona e incorrotta del grande cinema hollywoodiano, non più la femme fatale infida e astuta.

Tanti simboli, dalle candele che simboleggiano la vita umana alle scale che rappresentano l’ascesa verso l’oltretomba, numerosi riferimenti politici e storici incredibilmente attuali, una serie di scene assolutamente straordinarie per realizzazione tecnica e intensità emotiva (le anime in sovraimpressione che oltrepassano il muro, la candela spenta che si trasforma in bambino nelle mani della Morte, tutta la sequenza dell’incendio…), il tutto riesce a formare un film che, visto oggi, risulta ancora impressionante.

Posizione 4

 

Il Carretto Fantasma (1921), Victor Sjöström

Il mistero di una leggenda popolare svedese si unisce alla potenza di un grande messaggio etico ancora più che morale. Körkarlen è senz’altro il capolavoro di Victor Sjöström, che molti ricorderanno per la sua parte da protagonista ne Il posto delle fragole di Ingmar Bergman. Il regista costruisce un intreccio narrativo sorprendentemente moderno, rinunciando alla linearità della narrazione in favore dell’accostamento simbolico di scene e azioni, lasciando lo spettatore ripercorrere e assemblare i tasselli della storia composti da racconti, flashback, ricordi e rievocazioni.

Il grande tratto d’autore che lo rende un film imprescindibile è senz’altro la capacità di far coesistere due stili visivi e narrativi apparentemente opposti. Da una parta l’estetica squisitamente espressionista, macabra, gotica, di matrice tedesca. Dall’altra abbiamo il dramma familiare, il realismo, la redenzione morale, tutti temi tipici della produzione svedese di quel periodo. 

Il carretto della Morte è il simbolo di un’anima in redenzione, che non può liberarsi della sua condanna senza forza di volontà. Rappresentato figurativamente in maniera eccezionale, tramite un complesso utilizzo della sovraimpressione per farlo apparire come vitreo e proveniente da un’altra dimensione, riesce a trasmettere un senso di angoscia e di incombenza da non aver nulla da invidiare agli horror gotici contemporanei.

 

Posizione 3

 

Nosferatu (1922), Friedrich W. Murnau

Uno dei titoli più famosi del grande cinema tedesco e uno degli horror più conosciuti di sempre. Nonostante la travagliata storia di produzione e distribuzione (la pellicola è arrivata fino a noi dopo decenni di oblio soltanto grazie a una copia pirata che lo stesso Murnau aveva nascosto per salvarla dalla distruzione), Nosferatu è entrato con forza nel nostro immaginario collettivo come il film su Dracula per eccellenza, omaggiato e imitato da generazioni di cineasti fino ad oggi.   

I nomi dei personaggi e dei luoghi siano stati cambiati per evitare il pagamento dei diritti al celebre romanzo di Briam Stoker, la cui trama viene fedelmente ripercorsa.
La maestria di Murnau si è vista anche nella capacità di portare sullo schermo un costante senso di angoscia, oppressione e inquietudine, come se le ombre di Nosferatu riuscissero ad oltrepassare lo schermo e incombere sullo spettatore.
La rappresentazione dell’avvento della peste nella cittadina è cruda, quasi documentaristica, tinta tuttavia da cupe atmosfere sovrannaturali.
L’interpretazione psicoanalitica, seppur pretenziosa per alcuni, è ancora incredibilmente attuale e affascinante. Il vortice di terrore provocato dalla presenza della creatura di Nosferatu corrisponde agli incubi e la negatività del peggior lato nostra personalità, costantemente scissa e in balia del suo stesso orrore.   

 

Posizione 2

 

Il Gabinetto del dottor Caligari (1920), Robert Wiene

Incubi, visioni, notti senza luna, terrore, manicomi, pesante trucco, scenografie allucinante, disegni sgangherati e un viaggio quasi psichedelico nelloscurità dellanimo umano. 

Das Cabinet des Dr Caligari non è soltanto il manifesto riconosciuto del movimento espressionista applicato alla forma darte cinematografica, ma è uno dei film più attuali e coinvolgenti girati in quel decennio, apripista e padre spirituale di un genere (il thriller psicologico) e di una serie di elementi (che oggi associamo a registi come David Lynch o Darren Aronofsky) capaci di arricchire una pellicola di simboli ed evocazioni, elevandola dalla mera funzione di intrattenimento.

La scelta di affidare la cura delle scenografie a Hermann Warm e ai pittori espressionisti Walter Reimann e Walter Röhrig è il grande tocco visivo caratteristico di un film dalla forte impronta teatrale, dalle inquadrature statiche e un montaggio quasi assente, che lascia molto spazio ai movimenti in scena dei personaggi.
Le forme zigzagate, le case esageratamente deformate, i tagli di luce netti e volutamente esasperati sembrano voler ricreare il subconscio ossessionato e disturbato del protagonista, che nella prima scena viene mostrato in un manicomio. Lintera vicenda, un suo flashback, sembra essere filtrata attraverso i suoi ricordi deformati dalla follia. Anche qui le interpretazioni mediche e psicanalitiche sono state spese a più riprese, avvalorando la grandezza di un film che non riesce a nascondere neanche allo spettatore di oggi la sua particolarità e la sua bellezza nellimpianto visivo.

 

Posizione 1

 

Metropolis (1927), Fritz Lang

Provare a riassumere in poche righe l’importanza di Metropolis e il suo impatto nella storia del Cinema (e non solo) non è un’impresa facile. Omaggi e spunti di ispirazione possono essere trovati praticamente in ogni film di fantascienza distopica, da Blade Runner a Brazil a Matrix, con un’influenza culturale che ha poi sfociato il genere e si è ritrovata nella musica, nella letteratura, nei fumetti, nell’arte visiva.

Un’opera ambiziosa e grandiosa fin dal suo concepimento, con uno spiegamento di forze produttive, di comparse, di effetti speciali e scenografie da grande blockbuster hollywoodiano. Complesse ed elaborate trovate sceniche utilizzate per la prima volta (tra cui bisogna menzionare l’effetto Schüfftan) lo rendono un film visivamente strabiliante per l’epoca, capace di rendere possibile la messa in pratica di idee impensabili da realizzare fino ad allora.

Nell’impianto fantascientifico distopico, Lang inserisce elementi di riflessione politica, sociale, antropologica ed economica, fino a sfiorare drammi etici e metafisici. Un film di impatto enorme, che sbalordisce e intrattiene, assolutamente precursore di tematiche come la psicologia e la manipolazione delle masse, l’alienazione del lavoratore controllato dal ritmo delle macchine, la degenerazione del sistema capitalistico occidentale e il culto della personalità capace di plasmare le menti del popolo. Il tutto raccontato come la più classica delle storie d’amore, un amore che trascende anche il semplice rapporto uomo-donna e arriva a simboleggiare l’emancipazione e la riconquista della propria coscienza, personale e collettiva.
E non ci sarebbe neanche bisogno di menzionare scene cult come la trasformazione di Maria in robot, la straordinaria inquadratura degli occhi in sovrimpressione, l’enorme orologio che scandisce le ore di lavoro o la bocca mostruosa dell’ingresso della fabbrica. Tutti elementi ben presenti nell’immaginario collettivo di noi tutti, ancor prima di aver visto il film.   

 



Chi lo ha scritto

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96 commenti

Claudio Bertelle

8 giorni fa

Mi sa che devo proprio recuperare il "Il Gabinetto del dottor Caligari"

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eddak

8 mesi fa

Nosferatu ♥️

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Benito Sgarlato

11 mesi fa

Tutti assolutamente da recuperare!

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Giuliana Zaccarini

1 anno fa

la scena di Metropolis in cui lei balla è una delle mie preferite in assoluto

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Claudio Fortino

1 anno fa

Un filone cinematografio magnifico! Erano i tempi in cui cinema e filosofia andavano molto a braccetto

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Claudio Fortino

1 anno fa

Un filone cinematografio magnifico! Erano i tempi in cui cinema e filosofia andavano molto a braccetto

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Tazebao

1 anno fa

La top è praticamente perfetta nello scritto. Forse - personalmente - cambierei l'ordine di alcune posizioni e inserirei - anche se pesa il cuore - un unico  film al posto di un altro. Ma davvero: articolo perfetto! Mi è piaciuto tantissimo leggerlo. Lo trovo molto più complesso di una semplice top. Per quanto riguarda i titoli che meriterebbero una posizione ben più alta, penso al Golem ma soprattutto a Ombre ammonitrici. Almeno terzo - nel mio cuore primo. 
Per quanto riguarda il film che vorrei vedere nella lista: La bambola di carne (1919) dell'immenso Ernst Lubitsch. Non è certo un anno che fa la differenza. Lo avrei inserito, a discapito di altri, prima di tutto per diritto di genere: è una commedia fantastica. Forse inserirei anche il film svedese Haxan (1922). Però risulta sempre difficile stilare una classifica. Consiglio, visto i film citati, il bellissimo film Lo studente di Praga (1913).

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Simone Colistra

1 anno fa

Tazebao
Sono tutti titoli che ho lasciato fuori a malincuore, specialmente lo splendido Haxan. 
E ti confesso che ho stilato questa classifica parecchi mesi fa, oggi sarebbe decisamente diversa (ma non nelle prime posizioni!)

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Joe Riga

1 anno fa

Molto interessante👉

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Davvero un grande articolo, grazie mille 💪

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Stefano Schiavone

1 anno fa

Che movimento ♥️ Uscendo anche dalle tematiche fantastiche ci sono veramente troppi troppi film meravigliosi.

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Angela

1 anno fa

Da amante di Chaplin non posso che apprezzare il cinema muto, in tutte le sue sfumature, con questo articolo potrò arricchire ancora di più la conoscenza di questo genere *.*

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Francesco Miale

1 anno fa

questo articolo è perfetto per farmi una vera cultura cinematografica. veramente grazie mille..............

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Francesco Miale

1 anno fa

da un botto di tempo voglio vedere il gabinetto del dottor caligari. me lo consigliateee?????

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Angela

1 anno fa

Francesco Miale
Consigliatissimo, lo vidi perchè la mia prof di storia dell'arte lo consigliò a tutti e io fui l'unica ad averlo visto, tagli di luce stupendi e storia decisamente originale per i tempi, mi ha ricordato molto Shutter island.

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Greta

1 anno fa

Angela
Angela mi hai incuriosito tantissimo
Non vedo l'ora di godermi questo "pezzo d'arte" (è proprio il caso di dirlo)

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Simone Colistra

1 anno fa

Greta
È un film entusiasmante, anche se ha quasi cent'anni. Lo consiglio sempre come primo per approcciare al genere (a differenza di Metropolis dura poco più di un'ora!) ed è veramente un pezzo di storia.

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Greta

1 anno fa

Simone Colistra
Grazie di cuore Simone. Tutti dovrebbero trasmettere le stesse emozioni che trasmetti tu parlando di cinema

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Edoardo Ferrini

1 anno fa

Era ciò di cui avevo bisogno! Un inizio, un punto di partenza e tu me ne hai dati ben otto!

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Andrea Lucietti

1 anno fa

Guida indispensabile...voglio fare maratona 😍

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Lorenzo Nuccio

1 anno fa

Metropolis su tutti!

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Piero Crea

1 anno fa

A mio avviso, Il gabinetto del dottor Caligari è insuperabile! L'espressionismo fatto film.

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Gaia Marchetti

1 anno fa

Da completa ignorante del genere ringrazio caldamente per questa bellissima lista! Li recupero a brevissimo...

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Max Rockatansky

1 anno fa

Metropolis il mio preferito fra questi

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Max Rockatansky

1 anno fa

WoW che filmoni

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Charlie Shield

1 anno fa

Madonna, qua quasi la metà dei film devo recuperarli!

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Kenji Endo

1 anno fa

Purtroppo ho visto soltanto Metropolis che, nonostante sia un film degli anni '20, è tutt'ora avanti anni luce, incredibile.

Il Gabinetto del dottor Caligari è in attesa, spero di recuperarlo presto.

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Guido Di Geronimo

1 anno fa

Das cabinet è ancora oggi una pellicola modernissima.

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Marco Berlato

1 anno fa

Nosferatu e il dottor Caligari li ho visti in università. Ce li aveva mostrati il professore di Storia del Cinema. Appena riesco recupero Metropolis e tutti gli altri!

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Giulio Fasano

1 anno fa

Li devo assolutamente recuperare

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Valentino Palazzo

1 anno fa

Un filone cinematografio magnifico! Erano i tempi in cui cinema e filosofia andavano molto a braccetto

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Ambra

1 anno fa

Bellissima lista, tanto di cappello! Il mio preferito forse è Il gabinetto del dottor Caligari, anche se ognuno di questi meriterebbe un approfondimento infinito, ma in particolare Il carretto fantasma (uno dei film favoritissimi di Bergman) è un film enorme, da rivedere all'infinito, reo di aver fatto iniziare la mia passione per la letteratura scandinava: Selma Lagerlöf, un vero genio!

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Lorenzo Casarini

1 anno fa

Il cinema muto *_* Una forma di arte che secondo me supera molte altre successive, il talento di impressionare ed intrattenere senza voci è notevole

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Mi incuriosisce molto Il carretto fantasma, sarà il prossimo che guarderò

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Manuel Bestetti

1 anno fa

Mi sto avvicinando solo ultimamente al cinema muto, e fino ad ora ho visto solo Nosferatu e Il Mondo Perduto. Trovare questa lista (con film che già avevo sentito nominare e altri che scopro solo ora) è come manna dal cielo: direi che partirò proprio da questi otto! 😁

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Davide Ripamonti

1 anno fa

Fantastici! Amo il cinema europeo e ancora di più il cinema muto, me li recupererò sicuramente tutti!

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Davide Alfieri

1 anno fa

Senza nulla togliere agli altri grandi capolavori, condivido la scelta di  Metropolis: ineguagliabile. Incredibile quanto possa perfettamente adeguarsi ai tempi odierni...

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Davide Sciacca

1 anno fa

Ho scoperto solo recentemente "Il carretto fantasma" e non mi stupisco affatto di trovarlo in questa lista! Un film spettacolare. D'altronde, il podio non poteva essere quello che hai messo.
Non avendo ancora visto la metà classifica bassa (mea culpa, mi pento e mi dolgo, ma metto in lista) non so quanto si sarebbe potuto ritagliare uno spazietto "L'ultima risata" di Murnau, per me è un'altra chicca da non perdere, o M (vedo più sotto che hai preferito altri registi avendone già messi due di Lang, quindi immagino che questi due film siano fuori per questo).

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Simone Colistra

1 anno fa

Davide Sciacca
Avevo pensato a L'ultima risata, film incredibile, ma per Murnau ho preferito inserire Faust (dato che Nosferatu non poteva mancare) per mantenermi fedele al genere fantastico-espressionista. 
Un po' la stessa cosa per M, che adoro da morire, ma volevo tanto parlare di un film sconosciuto come Destino, che per me è straordinario, lo consiglio sempre. E poi sarebbe stato l'unico sonoro e un po' fuori periodo, dato che è del '31.

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Davide Sciacca

1 anno fa

Simone Colistra
Faust lo recupererò a breve. M in effetti è un po' fuori periodo, hai ragione, però il discorso finale poteva farlo ringiovanire di qualche annetto.. giusto per entrare in classifica ahaha

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Mells324B21

1 anno fa

finora ho visto solo Caligari, Nosferatu e Metropolis e ho Faust e Il Carretto Fantasma nella lista dei film da vedere da una vita. gli altri non li conoscevo, prendo nota :)

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Tazebao

1 anno fa

Mells324B21
Consiglio Ombre ammonitrici. Semplicemente un capolavoro.

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Mells324B21

1 anno fa

Tazebao
Lo recupero volentier, grazie per il consiglio :)

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Tazebao

1 anno fa

Mells324B21
Figurati. Dovresti trovarlo facilmente su Youtube ed anche su Wikipedia. Cerca una buona qualità. E soprattutto con una colonna sonora di grande impatto. Non so se era stata pensata o meno una musica di accompagnamento per questo film ma direi che da sicuramente più atmosfera.

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Ivan Allievi Carli

1 anno fa

Ho visto solo i primi 3, che ho apprezzato veramente tanto, recupererò gli altri al più presto!

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Ne ho visti la metà, tutti film bellissimi, il problema è che molti sono difficili da recuperare.

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Tanti bei film sicuramente da recuperare

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Mattia Fiorio

1 anno fa

Bellissimo articolo! Alcuni film della lista mi mancano, ma li conosco comunque di nome per averli studiati! Amando il genere e il periodo, devo recuperare al più presto 👍

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Daniele Ticconi

1 anno fa

È importante far riscoprire questi capolavori. Amo tutti i titoli citati e aggiungerei ai consigli Il dottor Mabuse (non fatevi spaventare dalla durata), anche questo di Lang; per chi non lo conoscesse, è diviso in due parti ed è ambientato durante la crisi economica della repubblica di Weimar. È molto interessante soprattutto per la sua duplice identità, quella "fantastica", tipica dell'espressionismo (visibile soprattutto nelle scenografie) e quella "reale", con un taglio a volte addirittura documentaristico.
Bell'articolo!

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Simone Colistra

1 anno fa

Daniele Ticconi
Grazie! Mabuse è davvero un capolavoro, ma avendo già inserito due film di Lang ho preferito lasciare spazio ad altri registi.

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Daniele Ticconi

1 anno fa

Simone Colistra
Si si, avevo intuito, hai fatto bene 😄

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Joaquin Phoenix

1 anno fa

gran cinema, da recuperare

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Gioze

1 anno fa

il golem scoperto grazie ai simpson, come molta della mia cultura generale.

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Samuel De Checchi

1 anno fa

Metropolis, Faus e Nosferatu mi intrigano.

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Manuel Bestetti

1 anno fa

Samuel De Checchi
Nosferatu riesce ancora ad avere quell'atmosfera di inquietudine e ansia nonostante tutto il tempo passato dalla sua uscita. Ti consiglierei di guardare Dracula con Bela Lugosi (1931) dopo questo, è fantastico vedere il differente modo di raccontare e mostrare la stessa storia che hanno usato Murnau e Browning!

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Samuel De Checchi

1 anno fa

Manuel Bestetti
Dopo aver visto Ed Wood, non posso recuperare quel classico😂

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Manuel Bestetti

1 anno fa

Samuel De Checchi
Metti in conto che il Bela di Ed Wood è a fine carriera, ormai distruto dalle droghe xD quello di Dracula è al massimo del suo splendore! Anche se per me il suo ruolo migliore è quello di Igor nella serie di Frankenstein :)

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Samuel De Checchi

1 anno fa

Manuel Bestetti
Certamente, intendevo che mi ha fatto appassionare alla persona di Bela 👍

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Manuel Bestetti

1 anno fa

Samuel De Checchi
Allora ho inteso male io il commento, sorry! 😁

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lycorisra9

1 anno fa

Mi mangio le mani: le avessi visto almeno uno! 
Anche se devo ammettere che, quando provo a cercare un film di questo genere, faccio una fatica immane...

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Simone Colistra

1 anno fa

lycorisra9
Come risposto sotto, sono quasi tutti disponibili su YouTube legalmente e in discreta qualità.

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Kelevra

1 anno fa

Vorrei soffermarmi solo su una cosa: Metropolis, 1927. 
Rileggiamo: millenovecentoventisette. 
Ci ricordiamo tutti quello che stava succedendo nel ventennio in Europa, come funzionava la censura, chi aveva il controllo dei media. 
E nel 1927 Lang riesce a tirare fuori dal cilindro un film come Metropolis. 
Ovvio, niente da togliere a tutti gli altri sette in classifica (mi aspettavo di trovarci anche La Corazzata e Le Voyage dans la Lune a dire il vero), ma Metropolis resta il film che mi ha fatto innamorare del genio di Lang.

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Simone Colistra

1 anno fa

Kelevra
In realtà negli anni '20 la Germania di Weimar godeva di una libertà nelle scienze, nelle arti e nella stampa molto importante. Lo sviluppo del cinema espressionista e di altre correnti artistiche d'avanguardia è dovuto anche a questo. 
Per quanto riguarda le assenze che menzioni, spiego alla fine dell'introduzione perché non le ho inserite (e Voyage dans la Lune è del 1902).

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Kelevra

1 anno fa

Simone Colistra
Ho letto perché non le hai inserite, le ho menzionate comunque perché penso che io lo avrei fatto al tuo posto, ma non critico l'elenco che hai fatto, anzi. Mi hai invogliato a rivedere le pellicole. 😁

Per quanto riguarda il discorso sugli anni venti, non era tanto la parte tecnologica, riconosco di essermi espressa male ma a causa dell'orario iniziavo ad avere le traveggole. 

Il mio commento si riferiva a ciò che "sta nascosto" tra le righe del film. Io ci vedo una certa corrispondenza tra la società del mondo della superficie con l'ideale ariano, mentre nel mondo degli operai la vita è disumana (come dicevi tu la scena della macchina-Moloch è qualcosa di indescrivibile), deprivata di valore, una sofferenza dall'inizio alla fine. Io ci vedo una gran bella critica, nemmeno troppo velata 😊

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Simone Colistra

1 anno fa

Kelevra
Assolutamente d'accordo con te, Lang ha mostrato una società distopica e dominata da un sistema capitalistico che annullasse ogni personalizzazione e sentimento umano. Per questo il finale, che ad alcuni potrebbe sembrare eccessivamente sentimentale, secondo me è davvero molto bello e significativo.

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Kelevra

1 anno fa

Simone Colistra
Ma a questo punto devo chiedertelo: 
preferisci la versione del 1927, o del 1984? 😁

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Simone Colistra

1 anno fa

Kelevra
Adoro Moroder, e ho visto la prima volta la sua versione, ma ridurla a poco più di un'ora secondo me è stato un mezzo scempio 😂

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Kelevra

1 anno fa

Simone Colistra
Sono perfettamente d'accordo! 😁

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SViulenz

1 anno fa

Classifica molto interessante di un periodo che reputo affascinante e che ancora devo assolutamente recuperare.

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Emanuele

1 anno fa

Sembra impossibile che il gabinetto del dottor Caligari sia stato pensato e girato un secolo fa

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Baxter

1 anno fa

Film da recuperare 😉

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Alex Fanelli

1 anno fa

Mi mancano i film dall'8 al cinque, Faust era già tra quei film in lista d'attesa, non sarà più solo ora

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Carmelo Trifoglio

1 anno fa

Ringrazio il mio professore di storia del cinema che li proiettó quasi tutti a lezione. Capolavori indiscussi della settima arte e capi saldi per chiunque intenda intraprendere questa strada. Mi aspettavo anche La Corazzata Potemkin nella classifica, ma va bene così.

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Simone Colistra

1 anno fa

Carmelo Trifoglio
Non ho messo La corazzata (che adoro) perché ho voluto fare una classifica sul genere espressionista-fantastico, non ho considerato il realismo crudo delle avanguardie russe.

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Carmelo Trifoglio

1 anno fa

Simone Colistra
E allora la classifica è perfetta così com'è 😊

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René Ferretti

1 anno fa

Ai giorni nostri il problema è recuperarli purtroppo.

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Simone Colistra

1 anno fa

René Ferretti
In realtà sono tutti disponibili su YouTube in buona qualità, legalmente e gratuitamente! Anche se ho avuto la fortuna di vederne un paio al cinema e in pellicola, un'altra cosa davvero.

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René Ferretti

1 anno fa

Simone Colistra
Hai ragionissima! Grazie! La lista di roba da vedere si allunga paurosamente.

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Simone Colistra

1 anno fa

René Ferretti
Siamo qui esattamente per questo: riempire le watchlist 😌

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Marco Romano

1 anno fa

Peccato che della serie sul Golem di Wegener sia sopravvissuta una sola pellicola

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Simone Colistra

1 anno fa

Marco Romano
Dicono anche che le altre due siano state le più riuscite. Quanti ne abbiamo persi di capolavori andati perduti

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Joaquin Phoenix

1 anno fa

ho visto solo gli ultimi 3

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Elia Tron

1 anno fa

Questo è sicuramente tra i periodi più affascinanti della storia del cinema. Le scenografie irreali e tortuose del Gabinetto del Dottor Caligari, i giochi di ombre del film di Murnau e quel capolavoro di Metropolis non possono che impressionare e stupire.

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Devo assolutamente recuperare tutto questo! ;) Grazie

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stefano marino

1 anno fa

Credo che il fascino che questa epoca della storia del cinema susciti su di noi consista nel fatto che in questi film il linguaggio cinematografico si fonde in maniera indissolubile con quanto di meglio espresso dalle avanguardie artistiche dell'epoca. Infatti, quasi contemporaneamente, autori per lo più tedeschi approfondiscono il cinema espressionista, in Russia si crea un cinema che ha molto a che spartire con le idee del futurismo, in Francia si sviluppa il cinema impressionista e surrealista .
Davvero ottima classifica.

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Davide Bertolotti

1 anno fa

Qualcuno sa se esistono piattaforme di streaming (legali ovviamente) che mettano a disposizione film così vecchi senza dover per forza riempirsi la casa di dvd?

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Christian Caimi

1 anno fa

Davide Bertolotti
Credo che di legale ci sia ben poco... Per non dire nulla 😞 anche trovarli in DVD mi sa che non è un impresa facile

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Marco Romano

1 anno fa

Christian Caimi
Youtube, Vimeo e Dailymotion. I film così vecchi si trovano senza problemi.

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Teo Youssoufian

1 anno fa

Davide Bertolotti
hai provato a vedere le schede dei film vecchi sul sito...?  tipo quella de Il Gabinetto del Dottor Caligari, ad esempio 😉 

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Christian Caimi

1 anno fa

Marco Romano
Davvero? Pensavo fosse il contrario! Buono a sapersi 😊

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Mattia Malaspina

1 anno fa

Metropolis lo porto nel cuore, è veramente un capolavoro, all’avanguardia per i tempi che correvano, tutta la scenografia creata con il gioco degli specchi, un must

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Andrea Vassalle

1 anno fa

E' un periodo che adoro

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Barbara G.

1 anno fa

Capolavori purtroppo poco conosciuti ma sempre menzionati dagli studiosi 

 (Il Faust di Murnau sarà riprodotto al cinema Politeama di Pavia il 20 settembre, per chi è interessato)

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Filippo Decise

1 anno fa

Uno dei periodi che più mi affascina della storia del cinema.

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Yuri Palamini

1 anno fa

Visti 5 su 8... Metropolis nonostante abbia più di 90 anni è un capolavoro attualissimo

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Lorenzo Mandile

1 anno fa

Buona classifica

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