Compositore italiano di fama internazionale Ennio Morricone ha composto nella sua lunga e prolifica carriera, iniziata nel 1946, oltre 470 colonne sonore per film e serie TV.
La sua produzione si è estesa alla musica pop (per lunghi anni ha lavorato come compositore per RKO) e ha scritto brani di musica contemporanea e sperimentale.
Nel 2021 Giuseppe Tornatore gli ha reso omaggio col film biografico Ennio, ricco di fatti e curiosità poco note sul grande musicista, fra cui la sua routine di ginnastica mattutina, portata avanti fino a oltre novant’anni… Chapeau!
Risulta difficile immaginare cosa sarebbero senza la sua musica i più famosi spaghetti western, a partire dalla Trilogia del Dollaro di Sergio Leone, così come tanti film di Giuseppe Tornatore, con cui instaura a un certo punto una collaborazione affiatata.
[Il Maestro Ennio Morricone con il suo biografo Alessandro De Rosa, musicista e compositore, nonché autore delle musiche del CineFacts Podcast]
A partire dagli anni ‘70 il nome di Morricone è sempre più richiesto anche oltreoceano, dove scrive, orchestra e dirige colonne sonore per Brian De Palma, Roman Polanski e Quentin Tarantino: sarà proprio The Hateful Eight il film grazie al quale il Maestro Ennio Morricone porterà a casa il tanto agognato Premio Oscar, arrivato dopo 4 nomintation e un Oscar alla Carriera ricevuto nel 2007.
Se però è semplice ricollegare il nome di Ennio Morricone a titoli che hanno scritto la Storia della Settima Arte come Nuovo Cinema Paradiso, Mission o La leggenda del pianista sull’oceano, sarebbe a dir poco ingiusto non ricordare composizioni meno famose, ma non per questo inferiori di un grandissimo Maestro.
Da elencare ce ne sarebbero tantissime, ma qui voglio parlarvi di 8 colonne sonore rimaste lontane dai riflettori.
CineFact: sebbene abbia composto per lo schermo tutta la vita, solo in età avanzata Ennio Morricone arrivò davvero a comprendere l'importanza della musica per il Cinema: fino a quel momento l'aveva sempre considerata uno strumento per pagare le bollette mentre si dedicava a composizioni sperimentali!
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Iniziamo questo cammino a ritroso da un film TV italiano realizzato in occasione dell'anniversario delle stragi di Mafia del '92.
La storia inizia con la morte del collega Giovanni Falcone e ripercorre gli ultimi giorni del magistrato, consapevole di avere un destino legato a doppio filo a quello dell’amico.
Morricone si immerge (e ci fa immergere) in un’atmosfera siciliana di sospetto, indagini e dolore, cionondimeno calda e mediterranea.
Il mandolino, legato nell’immaginario collettivo e nella musica popolare alla tradizione siciliana, si trova a essere un sottofondo onnipresente a melodie per fiati, in particolare il clarinetto, e al loro canto al contempo resistente e distrutto.
Non mancano rincorse violente di percussioni e ottoni, più funzionali a descrivere l’inseguimento, come pure l’intrigo e gli ultimi istanti di vita di uno degli uomini che più di ogni altro ha segnato la ricerca della giustizia e della verità.
Una musica descrittiva, visiva, che porta all'immersione in un'atmosfera dolce e violenta, in una storia di amicizia, morte, indagini e desiderio di giustizia per un uomo e una terra.
Disponibile su RaiPlay
Posizione 7
Aida degli alberi
di Guido Manuli, 2001
Restiamo in Italia con un film di animazione liberamente ispirato alla celebre opera lirica di Giuseppe Verdi.
Il film è stato il primo prodotto nel nostro Paese a utilizzare l’animazione 3D per intere sequenze; sfida da nulla, se si pensa a quella di Morricone di vedersela con lo scontato paragone con le musiche di Verdi.
Per chiunque, dover affrontare un tale mostro sacro sarebbe stata un’impresa da far sudare freddo; non per Ennio.
Onde evitare qualunque possibile paragone, sceglie la strada del distacco totale a livello stilistico.
Aida acquisisce una colonna sonora multitematica: i brani dedicati alla città di Petra vedono protagoniste le percussioni e i ritmi tribali che portano alla mente Mission, mentre per il regno di Arborea si prediligono flauti e fiati, dalle melodie morbide e scorrevoli che richiamano atmosfere lontane ed esotiche.
Richiamando poi lo stile Disney (che a sua volta si rifà ai musical) non mancano i brani cantati, funzionali anche a livello narrativo, elemento assai raro nelle composizioni di Ennio Morricone.
L’opera lirica si trova così trasportata in una dimensione domestica e familiare, alla portata anche di giovanissime orecchie che possono divertirsi a cantare coi loro protagonisti preferiti, al pari di come fanno con ogni altro film animato.
Disponibile su Infinity
Posizione 6
Il fantasma dell’Opera
di Dario Argento, 1998
La versione del famoso romanzo musicata da Ennio Morricone è diretta da grande del nostro Cinema: Dario Argento.
Le melodie sono lente, striscianti, giocate in buona parte su accordi minori per richiamare il malessere e la sofferenza del protagonista, salvo balzare senza preavviso su acuti dissonanti tipici del genere horror, di cui questa versione è intrisa molto più di altre.
Non mancano digressioni più mosse e teatrali, come il brano Burlesca, che vede potagonisti i fiati rispetto a una generale predominanza degli archi.
Ovviamente appare anche l’organo, strumento sovrano dell’opera che svolge anche funzione diegetica, dato che è lo strumento suonato dal fantasma.
Ne risulta un racconto musicale nostalgico e inquietante, struggente e poetico, con melodie studiate appositamente per commuovere e al contempo dare i brividi.
Disponibile su TIMVision e Infinity
Posizione 5
Wolf - La belva è fuori
di Mike Nichols, 1994
Restiamo nell’ambito dell’horror romantico con un film che vede protagonisti Jack Nicholson e Michelle Pfeiffer.
Rispetto al Fantasma dell’Opera, i brani qui acquisiscono temi più fluidi e diversificati, alternando la tensione dell’horror alle melodie dolci e malinconiche della storyline romantica.
Accordi lunghi che sanno di non detto, di impossibilità e malinconia, di struggimento e maledizione, per raccontare un amore sovrannaturale pronto anche a un cambiamento estremo pur di avere la possibilità di esistere.
La musica si adatta alla narrazione dei due diversi generi della storia: note veloci e metalliche a ritmo incalzante delle scene di paura si alternano a lunghi accordi lenti più adatti a descrivere l’amore fra i protagonisti.
Gli accordi mantengono l’assonanza, le melodie si fanno più dolci, con note lunghe e sfumate, gli accordi maggiori a lasciar intendere un lieto fine possibile, pur in una vita dannata e segnata dal terrore, arrivando anche a sovrapporsi come a sottolineare la doppia natura del protagonista.
Disponibile a noleggio su Rakuten TV, Apple e Amazon Store
Posizione 4
Jona che visse nella balena
di Roberto Faenza, 1993
In una carriera tanto lunga e variegata non poteva mancare un film su un tema storico per eccellenza come l’Olocausto.
Il film di Faenza ha riscosso un successo inferiore ad altri che affrontano lo stesso tema e periodo storico, pur aggiudicandosi diversi premi, fra cui un David di Donatello per la Miglior Colonna Sonora.
La musica di Morricone si fa qui al contempo descrittiva e storica.
La melodia popolare yiddish Gam Gam si affianca a composizioni originali, di cui molte hanno protagonisti i fiati, in particolare il flauto di pan, accompagnati da strumenti a corda pizzicata dal tono setoso e vellutato.
Non mancano brani dove a essere solista è la voce femminile, quella della madre, che intona melodie delicate e rincuoranti, ninne nanne e canti familiari che riportano a giorni quieti e sereni.
I temi si costituiscono di melodie dolci e lente, in stretta connessione all’immaginario infantile e domestico, per diventare più cupe (fino a una delle punte massime col coro dei deportati, accompagnati da nessuno strumento) mano a mano che ci si addentra nella vita nel campo.
Solo il ritorno al mondo e con lui alla vita porta a brani sereni, che partono cauti, quasi increduli, a simboleggiare il lento risveglio dopo un’infanzia bruscamente interrotta.
Prima che la serialità italiana crime regalasse punte di diamante quali Romanzo Criminale e Gomorra, c'era La piovra.
Al centro delle vicende l’attività della squadra anticriminalità di Palermo, quella che di lì a pochi anni sarebbe realmente diventata la squadra antimafia.
E poi stragi, infiltrazioni, corruzione, una città dilaniata fra bellezza e peccato.
Un quadro dalle mille sfaccettature, che forse nessuno se non il genio di Ennio Morricone poteva raccontare con brani altrettanto variegati.
Le scelte stilistiche si rifanno ai canoni del crime e del thriller: note sferzate, melodie incalzanti, picchi di basso che colpiscono nello stomaco, sovrastati da tonalità in lieve dissonanza per accrescere il nodo allo stomaco prima di passare a una narrazione tragica e che sembra rincorrersi battuta dopo battuta.
Troviamo anche qui brani più morbidi, dolci, dichiarazioni d’amore a persone o ambienti: ragioni per restare e continuare. Morricone scrive musiche di un mondo che parla e si descrive tramite il suo ambiente: non mancano, di quando in quando, digressioni di strumenti elettronici, molto rari nelle sue composizioni per Cinema e televisione, come a evidenziare la presenza della vita quotidiana, al di fuori delle emozioni e degli eventi.
Attraverso le stagioni si susseguono gli sviluppi di personaggi, problematiche e soluzioni in un’incessante rincorsa scandita da percussioni in corsa e note puntate e accentate.
Disponibile su RaiPlay
Posizione 2
La tenda rossa
di Mikheil Kalatozishvili, 1969
Il film ha ricevuto una candidatura ai Golden Globe del 1972, ma resta da citare fra i non famosissimi a poter vantare il nome di Ennio Morricone alla voce “musiche”.
La storia è liberamente ispirata alla sfortunata spedizione polare del dirigibile Italia, capitanata da Umberto Nobile.
La vicenda però è ricostruita attraverso dei flashback, con gli spettri del ricordo e del rimorso di un comandante anziano ancora perseguitato dal senso di colpa per gli uomini che ha perso a seguito dell’incidente che li ha visti profughi, impreparati a dover sopravvivere in una terra di ghiaccio.
Le musiche che accompagnano il viaggio del personaggio e dello spettatore nella lotta per la sopravvivenza sono al contempo strazianti e oniriche, note lunghe e cristalline sostenute da una voce limpida.
Morricone scrive melodie che raccontano di terre sconfinate e orizzonti infiniti, di leggende e nostalgia; ma anche di morti atroci, sferzate da archi bassi e viscerali e di speranza accompagnata da campanelli che paiono segnali della spedizione di salvataggio si avvicina.
Ancora una volta la musica si fa potente veicolo descrittivo di un paesaggio che sembra di poter vedere con le orecchie, sentendo l'aria sottile sulla pelle, lo spettro del passato e la maledizione di chi è sopravvissuto.
Disponibile su RaiPlay
Posizione 1
In ginocchio da te
di Ettore Maria Fizzarotti, 1964
Chiudo questa Top 8 senza drammi, ma con un film risalente a quel ridente periodo della Storia del Cinema italiano in cui si sono realizzati i musicarelli.
Si trattava di film leggeri, anzi leggerissimi, spesso commedie, ispirate a canzoni di particolare successo, che spesso portavano sullo schermo i cantanti stessi: in questo caso, inutile dirlo, Gianni Morandi.
Se però è noto ai più a chi appartiene la voce che declama il suo amore, non così risaputo è che la musica è stata composta e arrangiata da Ennio Morricone, fra le tante scritte per RKO.
Nel film si possono sentire anche altre canzoni di Morandi, dei Meteors e di Nino Taranto, tutte appartenenti alla musica pop italiana degli anni '60.
Pare che il Maestro odiasse la versione finale del brano che dà il titolo al film.
Le sue prime proposte erano molto più sperimentali e contaminate, ma vennero bocciare dai produttori finché non consegnò la versione poi distribuita, imprecando con veemenza tale da spaventare l'allora appena diciassettenne Gianni Morandi.
Nasce a Omegna, sul Lago d’Orta, l’8 gennaio del 1994. Dopo il liceo linguistico, nel 2013 si trasferisce a Torino per frequentare la Scuola Holden, dove si diploma nel 2015. Nel 2021 si laurea al DAMS, per poi tornare a vivere sul lago. Negli anni realizza progetti di scrittura per bambini e ragazzi, scrive per Radio Gwen e per il sito Nuok. Dal 2020 è collaboratrice fissa presso l’associazione culturale Asilo Bianco. Nel 2021 pubblica con Bookabook "Distorti e invendibili - Il punk hardcore torinese dagli anni '80 a oggi".