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8 film horror scelti da Cinefacts.it

Indecisi su cosa guardare la notte di Halloween?

Ecco a voi una lista di horror selezionati dalla redazione di Cinefacts.it, tra cui potrete scegliere quello che vi attira di più. 
Tra film famosi e riconosciuti e lavori più di nicchia, otto redattori hanno voluto consigliarvi il loro horror preferito, tutti presentati in ordine cronologico senza gerarchie. 

La forza del cinema horror è sempre stata quella di riuscire a provocare nello spettatore un sentimento di inquietudine e di paura che riesca ad affascinarlo ed ammaliarlo, in un contrasto di sensazioni negative che provocano una sorta di piacere e di attrazione. 

Quale miglior giorno per celebrare questo genere? 



Posizione 8

 

Lorenza Guerra consiglia:

Kwaidan (Masaki Kobayashi, 1964) 

 

Soprannaturale, mistico, evocativo: tre aggettivi che si adattano perfettamente allo stile di quest’opera di Masaki Kobayashi, vincitrice del Premio Speciale della Giuria al Festival del Cinema di Cannes nel 1965.

 

Questo classico dell’horror nipponico è una full immersion nel folklore e nella mitologia di un popolo, ma non mancano le speculazioni sul ruolo dell’arte, una sottile dose di ironia, le riflessioni sull’amore e sulla solitudine e riferimenti metalinguistici.  

 

Il film è diviso in quattro racconti: I capelli neriLa donna della neveHoichi senza orecchie e In una tazza di tè

 

Ne I capelli neri un samurai tornerà dalla moglie abbandonata per inseguire sogni di gloria e ricchezza, ma si troverà davanti una brutta sorpresa. 

 

La donna delle nevi è una bellissima trasposizione del mito delle yuki-onna, bellissime donne delle nevi, capaci tanto di amare quanto di compiere indicibili nefandezze.

 

Hoichi senza orecchie è il più lungo dei quattro capitoli e racconta di un monaco cieco, le cui doti da musicista verranno apprezzate principalmente dai morti. Il racconto delle grandi gesta diventa importante, l’arte è il modo per veicolare la storia.

 

In In una tazza di tè si narra di uno scrittore nei primi del ‘900 e di un racconto incompiuto su samurai e spiriti.   

 

Nei quattro capitoli, in particolare nel secondo e nel terzo, si respira un’atmosfera impalpabile e rarefatta: il confine tra la realtà e il mondo dei morti è sottile e tutto è illusorio.

I suoni spettrali, quasi sussurrati, e i fondali dipinti a mano hanno contribuito non solo a sottolineare l’inquietudine, ma anche a rendere questo film un’opera elegante ed esteticamente innovativa.

La creatività pittorica evidente nella scenografia vi rimarrà impressa e difficilmente troverete altre pellicole horror paragonabili a Kwaidan.

 

 

Posizione 7

 

Kevin Hysa consiglia:

Rosemary's Baby (Roman Polanski, 1968)  

 

Nel 1968 Roman Polanski firma un capolavoro indiscusso dell’horror ed uno dei migliori film della Storia del Cinema. Fu uno dei primi film horror di produzione hollywoodiana che ha innalzato il genere, considerato fino ad allora mero intrattenimento sia da una parte della critica che dal pubblico.  

Polanski realizzò una delle prime pellicole horror di Hollywood considerate d’autore, aprendo la strada a produzioni successive in cui il cinema di genere avrebbe avuto sempre più considerazione. 

 

Ambientato nei quartieri ricchi di Manhattan, il film è un’allegoria che pone una forte critica alla società borghese e capitalista, in cui l’unica cosa che conta davvero è il successo, in una società moderna in cui si arriverebbe a fare qualsiasi cosa pur di raggiungerlo. 

Il tutto diventa un capolavoro grazie alla regia di Polanski, al suo primo film negli Stati Uniti.

 

Le inquadrature incredibili, accompagnate da una colonna sonora inquietante, ancora oggi dopo 50 anni rendono la visione un’esperienza che mette continua angoscia e senso di smarrimento, in un crescendo di ansia che esplode nel finale del film. 

 

Posizione 6

 

Paolo Cellammare consiglia: 
L'esorcista (William Friedkin, 1973)  

 

Poche storie. Questo è un film che non può mancare in qualunque classifica dei migliori film Horror mai fatti. Seria o meno seria che sia. Il capolavoro del ‘73 di William Friedkin ha terrorizzato generazioni di spettatori, ma voglio essere più scientifico. Andiamo ad analizzare in maniera sistematica dal punto di vista artistico i fattori che rendono grande un film horror.

 

Iniziamo dalle musiche scelte da Friedkin, in primis quella che è conosciuta suo malgrado come tema del film, Tubular Bells di Mike Oldfield. Nonostante quella musica è stata usata solo su due scene, il pezzo è semplicemente indimenticabile e indissolubile dalle immagini di Padre Merrin alle prese con la piccola e indemoniata Regan.

Cinefact: il film avrebbe dovuto avere musiche originali di Lalo Schifrin, ma sono state scartate all’ultimo momento dal regista. Friedkin in visita al presidente dell’Atlantic Records si trovò casualmente tra le mani un disco di Tubular Bells, lo ascoltò sul momento e decise che l’avrebbe usata nel film.

 

Parliamo anche degli effetti speciali e del make-up che, sebbene sopra le righe in alcuni punti, secondo me non sono invecchiati così male in questi 45 anni. Il motivo è anche e soprattutto l’atmosfera ricreata da Friedkin e dal direttore della fotografia Owen Roizman che rende tutto assolutamente terrificante. Una pesantezza di tono che ti si attacca addosso dall’inizio alla fine del film.

Ogni volta che ci si avvicina a quella stanza, una vocina dentro lo spettatore si fa presente e dice “ti prego non entrare!”.

 

Passiamo alle prove indimenticabili degli attori. Primo Max Von Sydow, che nella mia immaginazione è sempre rimasto legato a quel personaggio, nonostante tutti i film che abbia fatto ed Ellen Burstyn assolutamente credibile nell’ assurdità della situazione. Una sceneggiatura solida ma soprattutto la maestria impareggiabile di Friedkin nel gestire il tono del film, e la performance di Linda Blair.

Un autentico capolavoro da vedere e rivedere, se si ha il coraggio. Soprattutto perché se un horror non fa paura è un fallimento, e qui il paurometro va fuori scala.  

Posizione 5

 

 

Jacopo Gramegna consiglia:

Carrie - Lo Sguardo di Satana (Brian De Palma, 1976)

La penna tagliente di Stephen King. La regia perfettamente calibrata di Brian De Palma. L’interpretazione da brividi di Sissy Spacek. La colonna sonora di Pino Donaggio

Serve altro per inserire Carrie nella Top 8 preferita dalla redazione di Cinefacts.it?

 

Carrie è un film che ha fatto epoca, ricoprendo un ruolo pionieristico nel cinema dell’orrore, anche per la sua capacità di abbattere i muri derivanti dall’essere una pellicola “di genere”: oltre ad avere il prestigiosissimo compito di apripista per gli adattamenti cinematografici derivanti dai romanzi di King, il decimo lungometraggio di Brian De Palma è stato il primo film horror a raggiungere delle nomination agli Oscar (ben due: per Sissy Spacek e Piper Laurie).

 

L’attenzione del regista nell’assecondare i tempi e i toni narrativi dello scrittore ha prodotto un risultato completamente innovativo.

La pellicola, infatti, si esprime a lungo su delle tonalità ben diverse da quelle completamente cupe proprie del cinema dell’orrore di quegli anni, tratteggiando il disagio di un’adolescente esclusa dai propri compagni attraverso scene di vita ordinaria intervallate da oppressivi sprazzi della convivenza casalinga tra Carrie e una madre iper cattolica.

 

Sissy Spacek è, quindi, meravigliosa nell’interpretare una ragazza ingenua e apparentemente innocua, vessata da un contesto scolastico ostile e da una dura vita familiare, celando il segreto del suo personaggio e muovendosi con naturalezza tra i numerosi simbolismi del film.

 

L’inquietudine, però, è sempre dietro l’angolo: il potere demoniaco della protagonista si manifesta con picchi crescenti, in un climax di terrore che trova il suo picco nella sequenza finale nel salone da ballo.  

 

Poco importa se, in seguito, qualcuno ha vanamente provato a proporre sequel o remake di quest’opera immortale: Carrie resterà per sempre un Capolavoro del Cinema, non solo di genere.

 

Posizione 4

 

Simone Colistra consiglia:

Suspiria (Dario Argento, 1977)  

 

Dopo aver esplorato a fondo il genere thriller, Dario Argento ci regala quello che per molti è l’apice della sua carriera: il suo primo horror. 

 

La sinistra ambientazione dell’accademia di danza a Friburgo è lo spunto perfetto per costruire un film che ha fatto scuola, imitato e citato innumerevoli volte e celebrato per aver donato un tocco autoriale e una dignità artistica a un genere ancora non del tutto sdoganato, almeno in Italia, dall’etichetta di “film di serie B”.  

 

L'elemento sovrannaturale viene affrontato per la prima volta dal regista romano, che sfrutta i punti di forza che lo avevano caratterizzato nei lavori precedenti (sangue copioso, utilizzo della suspense di hitchcockiana memoria, presenza di un assassino misterioso e sconosciuto anche allo spettatore), in un nuovo contesto, più surreale e, se vogliamo, inquietante.

  

Argento si avvale della collaborazione del direttore della fotografia Luciano Tovoli, che utilizza una serie di tecniche (lenti anamorfiche e bruti da 25KW con dei velluti posti davanti per ammorbidirne la luce violenta) per costruire artigianalmente un’atmosfera surreale, dai colori densissimi ed esaltati, come in un incubo allucinato.

 

 

Le straordinarie musiche dei Goblin, inquietantissime e sperimentali, contribuiscono alla resa di un horror che non vi farà saltare sulla sedia, ma che riuscirà a provocare una sensazione di angoscia e apprensione purissima, giocando su una serie di elementi visivi e sonori che lo rendono un film semplicemente imperdibile. 

 

Posizione 3

 

Fabrizio Cassandro consiglia: 

Possession (Andrzej Żuławski, 1981)  

 

Halloween è la festa della paura, dell'ignoto, dell'inspiegabile, una festa in cui dobbiamo sentirci persi in qualcosa di incomprensibile e ammaliante, ma allo stesso tempo pericoloso e profondamente inquietante. Pochi film rappresentano questa definizione come Possession,

"La pellicola più completa degli ultimi trent'anni" (David Lynch)  

 

Come tutto il cinema di Andrzej Zulawski, Possession è un film caotico in cui le nostre percezioni e le nostre convinzioni vengono costantemente ribaltate: attraverso continui movimenti di camera e gli stessi attori che interpretano ruoli diversi il regista polacco ci porta all'interno della classica dicotomia tra bene e male all'interno di ognuno di noi. Quale argomento più adatto alla festa della paura e del sangue?  

 

Questo film, che è una sorta di manifesto del suo cinema, è difficile da etichettare come classico film horror, ma forse è più la perfetta rappresentazione del cinema europeo in cui il genere e l'autorialità più pura e senza regole si fondono: si passa dalla rappresentazione di una crisi coniugale à la Scene da un Matrimonio di Ingmar Bergman ai mostri e il sangue di un film di David Cronenberg, dal simbolismo all'esagerazione di Roman Polanski

Un'estetica caotica, ma sempre curata, uno dei volti del cinema di genere (Sam Neill) ed uno di quelli del cinema d'autore europeo (Isabelle Adjani) in una delle più importanti e belle interpretazioni della sua carriera.   

 

Si potrebbe parlare per ore di Possession, cercare di dargli una spiegazione, ricostruirlo, analizzarlo, raccontarne la sinossi, ma non è questo il giorno: oggi dobbiamo solo lasciarci andare e farci trainare nel suo turbinio di mostri, follia, sangue e omicidi mentre ci scruta dentro. 

 

Posizione 2

 

Marco Batelli consiglia:

Rec (Jaume Balagueró, Paco Plaza, 2007)  

 

Chi scrive è rimasto letteralmente terrorizzato da Rec, film spagnolo diretto dai registi Jaume BalagueróPaco Plaza uscito nelle sale cinematografiche a cavallo tra il 2007 ed il 2008.

 

La trama molto è semplice: Angela, conduttrice del programma tv Mentre tu dormi, partecipa - accompagnata dal cameraman Pablo - a un’operazione condotta dai vigili del fuoco in un palazzo di Barcellona; a loro insaputa uno strano virus si sta diffondendo fra i condomini e i protagonisti si ritroveranno ad affrontare una disperata lotta per la sopravvivenza.

 

Come altre pellicole rientranti nel genere horror, Rec è stato girato in stile found footage: l’azione è osservata attraverso la videocamera dell’operatore che accompagna Angela nel corso della vicenda; gli stacchi di montaggio sono ridotti al minimo, quindi il film è composto da una serie di piani sequenza che immortalano l’orrore in diretta.

La scelta della camera a mano, unita alle ambientazioni talvolta buie e silenziose, genera nello spettatore una tensione costante, che può sfociare in jumpscare del tutto inaspettati.

 

A seguito della sua distribuzione, Rec riscosse notevole successo di critica e pubblico, a tal punto da generare ben tre sequel, sempre diretti dagli stessi Balagueró e Plaza.    

 

Posizione 1

 

Sebastiano Miotti consiglia:

Babadook (Jennifer Kent, 2014)  

 

Assieme a Whiplash è a mio avviso fra le opere prime più valide fra quelle divenute ormai celebri negli ultimi tempi, e con The Witch condivide anche il primato del miglior film di genere horror, fra i recenti e fra quelli di più “ampia” (si fa per dire) distribuzione.

 

L’autrice (di questo si tratta) australiana imprime alla storia una visione profondamente e sentitamente femminile cui non si crede sia recitabile o, comunque, sia recitata, tanto sono bravi Essie Davis e il piccolo Noah Wieseman.

 

Babadook: l'uomo nero di ogni infanzia che come un insetto si insinua senza chiedere nella sicurezza della casa, un'entità svelata in questa pellicola con il contagocce, che prima ti spaventa e poi appare.

L’apparato foto-scenografico di questo film è profondamente ispirato alle atmosfere del cinema espressionista tedesco (basti ricordare l'ombra proiettata nel film Nosferatu).

Si sprecano i richiami al cinema dei nostri Lucio Fulci e Mario Bava.

 

Ma la specificità di Babadook è di essere la rappresentazione di un sentimento: la depressione.

La depressione di una donna che ha perso il marito in contemporanea alla nascita del figlio. La depressione come cancro interiore che invade la mente e il proprio mondo desaturando (come la fotografia di questo film) ogni aspetto della vita.

La depressione di una madre lasciata sola nel delicato momento post-parto e che vede irrazionalmente nel figlio la causa del suo malessere.

 

La creatura è l'allegoria raggelante di questo sentimento purtroppo incredibilmente reale.

 

A turbare profondamente è, come Shining insegna, la possibilità del male all'interno della più stretta delle relazioni, ossia quella fra genitori e figli. 

Effetti sonori raggelanti, un'attenzione incredibile alle scelte registico-fotografiche (spazi di scena, inquadrature tagliate da linee geometriche), e una sceneggiatura che si prende tutto il tempo per inquietare fanno di Babadook un film imperdibile e il cui giudizio va ricercato con pazienza. 

 



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29 commenti

Simone Antonino

4 giorni fa

L'Esorcista è un cult imperdibile, anche se visto ora come ora gli effetti sono quello che sono...ma mette comunque molta angoscia. 
Carrie un altro cult, stupendo, nonchè uno dei pochi film con un remake ottimo quanto l'originale.
Babadook sicuramente sul podio dei migliori horror degli ultimi 10 anni.

Il fatto che non ci sia il mio amato Freddy però mi addolora 😡😝

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Danilo Canepa

13 giorni fa

Direi che c'è l'imbarazzo della scelta; i miei preferiti sono Rosemary's baby e Babadook, ma anche Suspiria non è da meno. I film in questa classifica sono la prova che il cinema horror non è solo jumpscare, ma estetica, politica ed enorme competenza cinematografica. Infatti amo quei film horror che sono capaci di spaventare, creare sensazioni sgradevoli e di disagio per tutta la durata della pellicola

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BubbleGyal

14 giorni fa

Ok mi sono segnata il primo perché proprio non lo conosco. Graziee😊

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RustCohle

15 giorni fa

Rec e Possession mi mancano...

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Federico

15 giorni fa

Non sono un grande amante del genere, probabilmente perché non ho visto film che mi hanno veramente colpito, sfrutterò questa lista per prendere spunto!

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Stanley K.

16 giorni fa

Babadook non mi ha entusiasmato. Come può mancare Halloween di Carpenter???

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Teo Youssoufian

15 giorni fa

Stanley K.
perché come dice l'introduzione non è "l'horror preferito" di nessuno dei redattori che hanno stilato la top 8 😉

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Sebastiano Miotti

13 giorni fa

Stanley K.
Cosa non ti è piaciuto?

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Stanley K.

10 giorni fa

Sebastiano Miotti
Ritengo sia una pellicola sotto diversi aspetti unica, dunque apprezzabile; tuttavia avevo sentito parlare di Babadook come un film oggettivamente terrorizzante e invece mi ha inquietato molto meno di tanti altri lungometraggi (dalla critica disprezzati). Probabilmente sarà stata solo una questione di aspettative disattese, non so. Lo rivedrò con più attenzione in futuro.

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Samuel De Checchi

16 giorni fa

Visti quasi tutti ✌🏾️

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Il Greco

17 giorni fa

Suspiria è stato uno dei miei film dell'infanzia (infatti son cresciuto su un po' disturbato LOL), ma quando lo si vede come l'horror italiano che ha reso eccellente l'horror italiano si esagera. Dario Argento (ripeto, un mito per me) non ha inventano lo splatter, non ha inventato lo slasher, non ha inventato il gotico. L'Italia è stata la casa del grande cinema del terrore e tanti registi italiani hanno esplorato gli orizzonti del genere da prima di Argento.

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Simone Colistra

14 giorni fa

Il Greco
Neanche Sergio Leone ha inventato il western o il gangster movie, ma sfido a trovare qualcuno che non sostenga che li abbia resi grandi. 
Sono un grandissimo amante di Bava e Fulci, sono ben consapevole che hanno affrontato il genere ben prima di Argento. 
Ma Suspiria, a livello di impatto nell'immaginario collettivo e influenza, va oltre. Ma basterebbe prendere un esempio recente come The Neon Demon, solo per quanto riguardo l'uso delle luci e dei colori. Suspiria è stato anche un successo commerciale clamoroso, in Giappone è uno dei film più visti e più amati in assoluto.
E comunque di splatter, di gotico e di slasher c'è veramente poco, non sono certo questi gli elementi caratteristici del film!

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Il Greco

13 giorni fa

Simone Colistra
Non dico che Suspiria non sia un ottimo film, bellissimo e spaventoso, ma ci tenevo, da fan di Argento, solo a distinguere un cult capolavoro di fotografia e colonna sonora da un film che veramente cambia un genere.
Sul paragone con Leone non sono d'accordo, ma ho capito cosa volessi dire.

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Simone Colistra

8 giorni fa

Il Greco
Ma sono d'accordo con te, non ho mai detto da nessuna parte che Suspiria abbia rivoluzionato il genere horror o abbia inventato nuovi elementi.

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Il Greco

6 giorni fa

Simone Colistra
Rimane uno degli horror italiani ed europei più belli di sempre.

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Luigi Molinari

17 giorni fa

5/8...non ho visto kwaidan,possession e rec. il mio horror preferito è shining che però manca nella top8.

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Andrea Vassalle

18 giorni fa

Visti tutti tranne Possession e Kwaidan. Il primo ce l'ho in lista da diverso tempo, il secondo purtroppo in DVD non esiste in italiano. Comunque trovo sempre particolarmente interessanti i consigli asiatici perché è un ambito che ahimè generalmente si conosce troppo poco. Si, si conoscono i grandi maestri e i grandi film, ma poi c'è tutto il resto dell'iceberg di cui si sente troppo poco parlare.

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James Flint

15 giorni fa

Andrea Vassalle
Possession recuperarlo.. È oro rispetto alla spazzatura di questi anni

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Andrea Vassalle

13 giorni fa

James Flint
Lo farò senza dubbio 👍

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Nicolò Murru

18 giorni fa

4/8 ci sta. Anche se avrei messo il vero capolavoro di Halloween di Carpenter.

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Benito Sgarlato

18 giorni fa

Non ho visto neanche la metà dei film consigliati... disdetta.
Ho apprezzato Rosemary's Baby, ma devo dargli una seconda visione.
L'esorcista... vabbè, chi non l'ha visto, il più classico dei classici.
Rec mmmh... boh, l'ho visto distrattamente qualche anno fa ma non ricordo mi avesse colpito più di tanto.
Possession e Babadook ce l'ho tra il film da recuperare presto.

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Angela

18 giorni fa

Visti tutti tranne Kwaidan e Babadook. 
Quest'ultimo non ero convinta di volerlo vedere perché ho letto recensioni molto contrastanti. 
Dopo aver letto questo articolo lo recupererò sicuramente :)

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Luca Buratta

18 giorni fa

Angela
Babadook è un film che va assolutamente visto. Tocca corde molto intime dello spettatore, quindi è normale che possa piacere come non piacere. Personalmente lo trovo un grande film. Necessita comunque di una visione molto attenta per essere compreso a fondo, non è un horror da popcorn e pausa sigaretta, ecco. 

A me della lista mancano Kwaidan e Possession, recupererò. Per il resto sono tutti classiconi imperdibili, alcuni hanno segnato la storia del cinema e non solo del genere horror. L'Esorcista, tuttora, anche alla ventesima visione, riesce a far paura e incolla alla poltrona. Rosemary's baby è un gioiello di costruzione della tensione in perfetto stile Polansky. Suspiria è per me il film più riuscito di Argento (o comunque il mio preferito), ha uno stile veramente unico, soprattutto nel panorama italiano.

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Francesco Alfi

19 giorni fa

Il vero ed unico film da guardare ad Halloween è............
Questo è Halloween!
🎃
Questo è Halloween!  🎃
Halloween! Halloween! Halloween! Halloween!
🎃 
Ora tu, se lo vuoi, canta la ballata della zucca con noi!!! 🎃

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Yuri Palamini

19 giorni fa

Francesco Alfi
Come darti torto! 😂🎃

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Eleonora Colacillo

19 giorni fa

Non amo gli horror non perché non mi piacciano ma perché odio spaventarmi, mi spavento molto facilmente e il tutto ha conseguenze per giorni sul mio sonno ahahah Per ora sto provando a scoprire Dario Argento, chissa se un giorno non sarò un amante del genere... speriamo!

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Simone Colistra

17 giorni fa

Eleonora Colacillo
Anche io ho faticato ad avvicinarmi al genere, ed è stato proprio Argento con Suspiria a farmici innamorare! Poi i classici dell'horror italiano come Bava e Fulci sono davvero molto affascinanti, ti consiglierei di proseguire per questa strada.

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Peter from Space

19 giorni fa

Babadook mi rifiuto di guardarlo, mi fa troppa paura!

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Sebastiano Miotti

13 giorni fa

Peter from Space
Prova a guardarlo in chiave allegorica!
Anche se la paura ha ben poco di allegorico ahah

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