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8 film che potevano essere, ma che non sono mai stati

Il cinema è pieno di capolavori realizzati, ma anche di opere incompiute o anche solo pensate: film che si sono ritagliati un posto d'onore nell'immaginario collettivo anche se non sono mai arrivati nelle sale cinematografiche.

 

Alcune pellicole sono state soltanto abbozzate, altre sono persino giunte fino alla fase di produzione ma, per un motivo o per un altro, non sono mai finite in sala, alimentando negli spettatori le fantasie più incredibili e il rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere ma non è stato. 


Ecco una classifica dei progetti spezzati più intriganti della Storia del Cinema.



Posizione 8

A rainy day in New York,

di Woody Allen.

 

L’ultima fatica di Woody Allen, che doveva essere distribuita nel 2018 da Amazon, probabilmente non vedrà mai la luce.

 

Nonostante il film sia stato ormai girato e completato, non è giunto nelle sale cinematografiche per la riproposizione delle accuse di abusi sessuali da parte di Dylan Farrow al padre adottivo (accuse dalle quali Allen – che ha più volte sottolineato la propria innocenza e la vicinanza alle vittime di molestie – è stato scagionato negli anni ‘90).

 

La trama del film, inoltre, ha al proprio centro la relazione - anche sessuale - fra un quarantenne e una quindicenne (Jude Law ed Elle Fanning): tema delicato di questi tempi in cui il movimento #MeToo è in prima linea per combattere la piaga delle violenze sessuali, soprattutto in ambito lavorativo.  

 

Posizione 7

Something Got to Give,

di George Cukor.

 

Remake del film Le mie due mogli (1940).

Di questa pellicola sono reperibili – su internet – circa 35 minuti di girato.

 

Il film parlava di un uomo che, risposatosi dopo la morte della prima moglie, scopre che quest'ultima non è effetivamente deceduta. 

Il progetto è anche ricordato perchè fu l'ultimo lavoro (interrotto) di Marilyn Monroe: l'attrice si presentava spesso in cattive condizioni psico-fisiche sul set, tanto da essere licenziata durante le riprese.

Il film, per la regia di George Cukor, risale infatti al 1962, anno della morte dell’iconica attrice.

 

Celebre la scena in cui la Monroe nuota in una piscina, conquistando la copertina di molte riviste scandalistiche dell’epoca.

 

La morte di Marilyn (la cui presenza, nonostante il licenziamento, era richiesta dal co-protagonista Dean Martin) interruppe la produzione del film, che fu rigirato con nuovo cast e nuovo titolo (Fammi posto, tesoro) nel 1963.

 

 

Posizione 6

Kaleidoscope,

di Alfred Hitchcock.

 

Nel 1964, Hitchcock aveva concepito un film ispirato ad una storia vera, della quale furono protagonisti i serial killer Neville Heath e John Haigh, giustiziati per impiccagione negli anni ‘40 in Inghilterra.

 

La pellicola del maestro del brivido sarebbe stata ambientata in una New York degli anni ‘60 e avrebbe raccontato la storia di Willie Cooper, un assassino necrofilo.

Quando il progetto giunse a buon punto, il film poteva contare su attori sconosciuti, inquadrature riprese con camera a mano e diverse scene di sesso e violenza.

 

Gli addetti ai lavori, tuttavia, notando l’audacia e il carattere estremo dell’opera, convinsero il regista a desistere: lo stesso Hitchcock si disse preoccupato per la presenza di alcune scene che avrebbero potuto turbare il pubblico dell’epoca.

 

La pellicola fu quindi abbandonata e mai più portata a termine; alcuni suoi elementi furono poi inseriti dal cineasta nel successivo Frenzy, uscito al cinema nel 1972.    

 

Posizione 5

Superman Lives,

di Tim Burton.

 

Dopo il buon successo ottenuto coi film su Batman (1989 e 1992), a metà degli anni '90, Burton fu sul punto di girare un nuovo cinecomic, incentrato stavolta su un altro supereroe della DC Comics: Superman.

Il ruolo di protagonista fu assegnato a Nicolas Cage; quest'ultimo, al Toronto Film Festival dello scorso anno, ha dichiarato:

"Non avevo bisogno di fare il film, tutti noi sapevamo che film sarebbe stato nella vostra immaginazione.

Questo è il film, questo è Superman. Anche se non l'avete mai visto, è Superman".

 

E, effettivamente, il film non si vide mai sul grande schermo perché la produzione non ebbe mai inizio: le spese preventivate per la realizzazione furono considerate eccessive (la Warner Bros., che doveva produrre il film, era reduce da una serie di delusioni al box office) e la sceneggiatura - molto violenta - ritenuta sconclusionata.

 

Dopo un paio d'anni d'attesa, nel 1999 Burton decise di lasciare, dedicandosi a Il mistero di Sleepy Hollow. Su questo film mai realizzato è stato girato un documentario dal titolo The Death of Superman Lives: What Happened? (2015), all'interno del quale è stato montato anche del materiale d'archivio riguardante la preparazione del film.

 

Posizione 4

Heart of Darkness,

di Orson Welles.

 

Il film d'esordio di Orson Welles è il  celeberrimo Quarto Potere, del 1941.

 

Tuttavia Welles aveva intenzione, nel 1939, di debuttare con una pellicola basata su Cuore di tenebra, racconto scritto da Joseph Conrad (al quale si ispirerà poi, circa quarant'anni dopo, Francis Ford Coppola per il suo Apocalypse Now).

Il lungometraggio sarebbe stato girato esclusivamente con inquadrature in soggettiva, quindi dal punto di vista del marinaio Marlow, impersonato dallo stesso cineasta.

 

La sceneggiatura fu rifiutata dalla RKO (casa cinematografica che avrebbe comunque in seguito prodotto, in collaborazione col regista stesso, Quarto Potere) per i rischi ad essa legata, soprattutto dal punto di vista finanziario e politico: il budget richiesto era troppo alto; inoltre, nello script erano presenti riferimenti ai fascismi che stavano imperversando in Europa alla vigila dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, un argomento ritenuto scomodo negli USA del tempo.

 

Posizione 3

Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet,

di Federico Fellini.

 

"A volte sospetto che non sia un semplice film, ma qualche altra cosa che non sono ancora in grado di comprendere": così, una volta, parlò Federico Fellini di questo suo film incompiuto.

 

L'autore riminese ebbe l'idea per questo progetto agli inizi degli anni '60; la storia aveva come protagonista un clown, Giuseppe Mastorna (detto Fernet), suonatore di violoncello e violino, coinvolto in bizzarre avventure dal gusto prettamente felliniano.

Come interprete principale, Fellini vagliò diversi nomi: i più accreditati in lizza erano Marcello Mastroianni (col quale aveva già lavorato in La dolce vita e 8 ½) e Paolo Villaggio.

 

Numerosi sono gli aneddoti riguardanti questo film: fra i più noti ce n'è uno secondo cui Fellini scelse il cognome Mastorna prendendolo dall'elenco telefonico.

Il regista scrisse la sceneggiatura, fece anche costruire alcuni set a Dinocittà; abbandonò poi misteriosamente il progetto, suscitando l'ira del produttore Dino De Laurentiis, che lo accusò in tribunale per inadempienza.

 

Lo storyboard realizzato per la pellicola fu donato da Fellini stesso a Milo Manara, celebre fumettista che, nel 1992, ne trasse un albo intitolato Il Viaggio di G. Mastorna detto Fernet.

 

Posizione 2

Napoleone,

di Stanley Kubrick.

 

Uno dei film più famosi tra quelli mai realizzati.
Kubrick era molto affascinato dalla figura di Napoleone Bonaparte, sia per il suo contributo alla storia moderna in materia politica e militare, sia per la sua vita privata.

 

Kubrick iniziò a pensarci dopo 2001: Odissea nello spazio, scrivendo anche un copione risalente al 1969.

Per preparare il film, il cineasta statunitense lesse centinaia di libri e visionò svariate opere d'arte, s'informò su ogni singola cosa che riguardasse il condottiero francese.

Supportato in un primo momento dalla MGM, Kubrick decise le location (parte delle riprese dovevano svolgersi anche in Italia), e pensò agli attori che dovevano apparire nella pellicola: Napoleone avrebbe dovuto essere interpretato da Jack Nicholson o David Hemmings (ma sembra che avesse pensato anche a Marlon Brando, Peter O'Toole e Oskar Werner); il ruolo di Giuseppina di Beauharnais - la prima moglie di Napoleone - sarebbe stato proposto ad Audrey Hepburn.

 

Il film, estremamente ambizioso, avrebbe dovuto coprire in tre ore l'intero arco della vita di Napoleone.

 

Tuttavia non se ne fece mai niente per vari motivi, fra i quali l'uscita in sala nel 1970 di Waterloo, prodotto da Dino De Laurentiis: il film, diretto da Sergej Bondarčuk e con Rod Steiger nel ruolo del protagonista, ebbe scarso successo al botteghino, convincendo la MGM a smettere di appoggiare Kubrick; quest'ultimo non perse mai la speranza di produrre il suo kolossal fino alla sua morte, avvenuta nel 1999.

 

Posizione 1

Leningrado,

di Sergio Leone.

 

Nel gennaio 1989 (dopo anni di contrattazioni con gli enti cinematografici dell'allora URSS), Leone ebbe il via libera per iniziare la produzione di questo film, che purtroppo non partì mai a causa della sua scomparsa per infarto, avvenuta ad aprile dello stesso anno.

 

Gli ingredienti per un nuovo capolavoro, dopo C'era una volta in America, erano tutti presenti: l'opera aveva come soggetto il libro I 900 giorni, scritto dal giornalista statunitense Harrison Salisbury, il quale ricostruì - attraverso fonti e testimonianze certe - l'assedio della città di Leningrado (oggi San Pietroburgo), da parte dei nazisti, eroicamente respinti dall'Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Su questo sfondo si sarebbe dipanata una storia d'amore fra una ragazza russa e un cineoperatore americano, interpretato con ogni probabilità da Robert De Niro.

Stando alle dichiarazioni del grande regista romano, all'inizio del film ci sarebbe stato un lunghissimo piano-sequenza, che avrebbe mostrato le drammatiche condizioni in cui versava la città russa, assalita dai tedeschi.

 

Girato ovviamente in Russia, le musiche sarebbero state composte da Ennio Morricone (con l'inserimento di alcuni brani del compositore russo Dmitrij Šostakovič).
Ma anche questo, come gli altri 7, è uno dei grandi film... che non vedremo mai. 

 



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92 commenti

Claudio Bertelle

8 mesi fa

... e pensare che invece è stata prodotta una intera saga con brutti squali che volano dentro dei tornado ... mah !!!

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Lucaluigimanfredi

1 anno fa

Che grandi perdite...

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LeleC75

1 anno fa

Quello di Allen forse è stato un azzardo, ma come si fa a dirlo senza averlo visto? Io sono molto curiosa e quindi spero che qualcosa cambi.
Heart of Darkness è forse quello, degli altri, che mi avrebbe incuriosito di più.
Comunque sono d'accordissimo con chi ha scritto che vengono distribuite nelle sale delle vere schifezze e questi sarebbero stati invece film di grande valore.

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Arianna

1 anno fa

Però quello di Allen almeno è completo, lui è vivo...non si sa mai, speriamo! In effetti quando ho letto che si parlava di una storia di una quindicenne con un adulto, ho avuto una strana sensazione, come a dire, "Woody...ma sei sicuro?!", diciamo che un po' si è dato la zappa sui piedi. è un argomento che scotta troppo, anche se non sappiamo con quali toni ne parla...

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Arianna

1 anno fa

Wow, che dire, 8 grandi perdite, mi sarebbe piaciuto vederli tutti e 8 (anche se Superman con meno aspettative...). Il progetto di Kubrick su Napoleone, mammamia. E Leone, e Hitchcock...tutti, che amarezza non poterli vedere!

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Danilo Canepa

1 anno fa

La metà di questi film varrebbe molti film abbastanza dimenticabili che intasano le sale e monopolizzano la visione. Personalmente avrei voluto vedere più di tutti il film di Fellini, Leone e Kubrick; perché non voglio credere che non facciano fare più film ad Allen.

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Josephin Overwood

1 anno fa

La cover premette già bene..

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Luca Ernandes

1 anno fa

Chissà...

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Lorenzo Nuccio

1 anno fa

Ora piango, questi film posso solo immaginarmeli (in particolar modo quelli di Leone e Hitchcock)

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Kevin Chiricò

1 anno fa

Ci sono film che sarebbe stato meglio se non fosserò mai esistiti e capolavori che non esisteranno mai. 😕

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