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8 film per un cine-menù dall'antipasto all'ammazzacaffè

Se dovessimo fare un elenco di tutti i tipi di piatti e bevande che esistono al mondo, considerando anche le varianti da paese a paese o da una città all'altra, passeremmo così tanto tempo a pensare a cibo e libagioni varie che, esalando l'ultimo respiro, i nostri pensieri starebbero ancora vagando tra sannacchiudere tarantini e spezzatino di canguro in salsa gravy.

 

La Cucina è un'arte coinvolgente, di carattere aggregante e ha sempre caratterizzato i popoli e i momenti storici in maniera così profonda che ha finito per influenzare diversi altri ambiti artistici.

 

Il Cinema è tra questi.

 

 

[La Cucina è un'arte coinvolgente... a volte un po' troppo!]

 

 

Un vecchio - grosso, morbido e simpatico - saggio diceva che

"Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar!".

 

Ma sappiamo bene che in una situazione privilegiata come la nostra - cioè vivendo in quella parte di mondo in cui basta andare al supermercato più vicino per trovare la salsa di soia non salata, poco umami, con il 40% di grassi in meno e il 60% di felicità in più - piuttosto che a tavolate fantasma in stile bimbi sperduti di Hook - Capitan Uncino, siamo abituati alle carriole di cibo de Il dittatore dello stato libero di Bananas.

 


[Fielding Mellish (Woody Allen) ne Il dittatore dello stato libero di Bananas mentre ordina "qualcosa da portar via".]

 

 

Se tante sono le varietà di cibo e le abitudini alimentari, altrettante sono le scene e i personaggi cinematografici rimasti nella memoria del pubblico perché contraddistinti dalla passione per una qualche pietanza, bevanda o perché intenti a preparare qualche particolare piatto.

 

Ma procediamo con ordine.

 

Per cucinare si parte dalla scelta degli ingredienti.

 

 

[Da Il dormiglione, di Woody Allen: OGM sì, OGM no? Questo è il problema.]

 

 

C'è chi come il Drugo va al supermercato, in ciabatte, vestaglia e occhiali da sole per comprare un cartone di latte (Il grande Lebowski) e chi di latte ne compra a litri perché tra una "pulizia" e l'altra non gli deve mai mancare (Léon).

 

C'è chi è contro l'allevamento intensivo del Marlin e vuole pescarselo da sé (Il vecchio e il mare) e chi invece non ha tempo da perdere né con la pesca, né con la cottura e va di crudités (Old Boy).

 

[Occhio a non dimenticare le 500 lire nel carrello!]

 

 

Esiste il Don Giovanni che non perde occasione per sedurre e prova a fare colpo tra l'acquisto di un cetriolo e un gambo di sedano o il Don Vito che suggerisce di fare attenzione se vi recate a acquistare delle arance.

 

Solo una cosa non dovete mai dimenticare, per nessuna ragione: le uova.

Non è per niente bello andarle a chiedere ai vicini.

 

Soprattutto ai vicini cinefili: loro sì che si guarderanno bene dall'aprirvi la porta!

 

 

[Dovessero venire a bussare alle vostre porte, CineFacts.it suggerisce vivamente di lasciare fuori questi individui!]

 

 

Fatta incetta di ingredienti non resta altro che decidere la ricetta in cui cimentarsi.

 

E sappiate che scegliere la ricetta più sbrgativa, usando come scusa la mancanza di strumenti adeguati o l'avere a disposizione una cucina troppo piccola, non vi rende affatto credibili.

 

Ne avete di strada da fare per arrivare ai livelli di chi, in prigione, prepara il soffritto con fettine sottilissime di aglio, tagliandolo con una lametta.

 

E vogliamo parlare degli scienziati che cucinano macarons ai piselli nei loro laboratori?

 

Avanti, su, non avete scuse: ai fornelli!

 

 

[Magari, prima, procuratevi un estintore...]

 

 

"Due spaghetti speciali con polpettine di carne" come quelli che Lilli e Biagio mangiano al chiaro di luna?

 

O le polpette le facciamo con la ricetta del Professor Birkenmeier?

 

Un buon piatto di pomodori verdi fritti del Whiston Stop Cafe, uno sformato di spinaci per mantenersi sempre in forze come Braccio di Ferro e perché non anche delle calde omelettes ai funghi?


Basta non chiedere la ricetta ad Alma Reynolds.

 

Nel Cinema ci sono così tanti spunti culinari che avete solo l'imbarazzo della scelta!

 

Alla fine non saprete più decidervi su cosa cucinare e inizierete a celebrare ogni giorno il vostro non-compleanno, così da avere un'ottima scusa per festeggiare potendo sperimentare i vostri manicaretti senza sensi di colpa.

 

 

[Siate originali nelle vostre preparazioni, osate! Ma se ci sono ospiti... beh, fossi in voi andrei più sul classico!]

 

 

Se invece, nonostante tutti questi suggerimenti cine-culinari, non avete ancora redatto il menù della prossima scorpacciata alimentare e cinematografica, niente paura: ci pensa CineFacts.it!

 

Voi pensate solo a liberarvi da ogni limitazione mentale che vi porta a considerare immangiabile qualcosa che non siete abituati a avere nelle vostre credenze - perché, si sa, magari "È viscida, ma saporita!" - e ricordatevi di masticare con la bocca chiusa: non vorrete mica fare la fine di Denethor che, alla sua veneranda età, non sa ancora mangiare i pomodori!

 

 

[Non prendete esempio dal sovrintendente...]

 

 

Dall'antipasto al dolce, senza farsi mancare il digestivo finale. 

 

"Contro il logorio della vita moderna" ecco a voi un cine-menù coi fiocchi... ma senza carciofi!

 



Posizione 8

Totò, Peppino e i fuorilegge

di Camillo Mastrocinque, 1956

 

Antipasto: olive

 

Pranzi e cene degni di questo nome vengono sempre aperti da svariate portate di antipasti.

 
"E chi è morto?"

"Perché?"

"Antipasti? E oggi deve piovere!"

 

Ma noi non vogliamo saziarci già prima di cominciare, non vogliamo esagerare, dunque ci facciamo consigliare dalla signora Teresa (Titina De Filippo), l'intransigente moglie di Antonio (Totò) in Totò, Peppino e i fuorilegge.

 

Donna rigida e severa, Teresa è una donna tanto ricca quanto - purtroppo per Antonio - avara, e lo dimostra in tutto: anche in cucina.

 

Volete un antipasto leggero - e soprattutto economico - per tre persone?

Teresa propone un'intera sperlunga con ben tre olive!

 

Fate piano, masticate con calma, non vorrete farvi venire un'indigestione!

 

Posizione 7

Un americano a Roma

di Steno, 1954

 

Primo: maccheroni

 

L'antipasto era insufficiente e ha solo contribuito a farvi aumentare la fame?

Non abbiate paura, c'è da mangiare a sufficienza e come primo vi attende un piattone di maccheroni!

 

"Maccarone, m'hai provocato? E io ti distruggo adesso, maccarone!"

 

Scena iconica della commedia all'italiana, quella di Un americano a Roma è una di quelle scene entrate a far parte della cultura di massa in maniera così profonda che è difficile trovare qualcuno che non si sia mai imbattuto nel frame di Nando (Alberto Sordi) che con foga mette in bocca una sostanziosa forchettata di maccheroni.

 

Il mito dell'America nel periodo del dopoguerra è esemplificato dal personaggio di Nando che, dopo un iniziale categorico rifiuto del piatto di pasta - simbolo da sempre usato per stereotipare l'italiano medio - in favore dei più americani latte, marmellata, yogurt e mostarda, torna lesto sui suoi passi aggredendo i maccheroni e lasciando il latte al gatto, lo yogurt al sorcio e con la mostarda... "ce ammazzamo 'e cimici!".

 

Posizione 6

Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante

di Peter Greenaway, 1989

 

Secondo: carne

 

Chi ha detto che la vendetta è un piatto che va servito freddo evidentemente non ha mai visto Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante, del regista gallese Peter Greenaway (Giochi nell'acqua, I racconti del cuscino).

 

Commedia dalle venature profondamente grottesche, questo film ci fa entrare nel vivo del nostro convito, dando al nostro cine-menù un tocco esotico!

 

La carne, portata prelibata trangugiata in sala da pranzo, condita dalla ferocia e dalla brutalità dei commensali; i peccati carnali dietro le quinte, nelle cucine, consumati in un'atmosfera pregna di tradimento, odio e falsità.

Violenza, passione, sangue, cibo, lussuria.

 

Per i vegetariani, siete avvisati: questo piatto non fa per voi.

Per i non vegetariani, siete avvisati: questo piatto non fa neanche per voi.

 

Però potreste avere dei Korowai come ospiti e loro, di certo, apprezzerebbero!

 

Posizione 5

Il silenzio degli innocenti

di Jonathan Demme, 1991

 

Vino: Chianti

 

Un secondo piatto che si rispetti merita un buon vino e, nel nostro caso, ci siamo lasciati aiutare nella scelta dal dottor Hannibal Lecter (Anthony Hopkins) protagonista de Il silenzio degli innocenti.

 

In una memorabile scena del thriller di Jonathan Demme, durante una conversazione con la recluta dell'FBI Clarice Starling (Jodie Foster), il dottore dimostra di conoscere i rossi italiani esprimendo la sua passione per il Chianti.

 

Considerando poi il piatto che racconta di aver accompagnato con il vino toscano, il Chianti sembra fare proprio al caso nostro!

 

Avanti, un bel sorso per mandare giù la carne e... pronti per il contorno?

 

Posizione 4

Le follie dell'imperatore

di Mark Dindal, 2000

 

Contorno: broccoli

 

"Vuoi broccoli?"

 

Alzi la mano chi alla parola "broccoli" non pensa immediatamente al personaggio di Kronk de Le follie dell'imperatore, con tanto di grembiulino e guanti da cuoco, durante la scena della congiura contro l'imperatore Kuzco.

 

Grande e grosso, fisionomicamente adatto a rivestire i panni di un antagonista ma, in realtà, troppo ingenuo e poco meschino per essere messo in mezzo ai cattivi, Kronk è l'aiutante della cattivissima Yzma anche se più che aiutarla combina un guaio dopo l'altro, senza farne mai una giusta.

 

Certo, almeno con Kronk non si mangia male: in più scene del film, infatti, lo vediamo impegnato in cucina mentre sforna gustosi manicaretti per tutti i gusti.

 

Nel nostro cine-menù, il contorno di Kronk a base di broccoli non poteva mancare!

 

Posizione 3

Austin Powers - La spia che ci provava

di Jay Roach, 1999

 

Frutta: ananas e melone

 

Siamo in dirittura di arrivo, quasi completamente satolli dopo un ricco banchetto cinematografico, ma con ancora un po' di spazio che non abbiamo certo intenzione di lasciare vuoto!

 

A consigliarci dell'ottima frutta l'agente segreto più sexy del mondo, la più affascinante spia al servizio della regina d'Inghilterra, signore e signori: Sir Austin 'Pericolo' Powers.

 

Ne La spia che ci provava, secondo capitolo di una delle saghe più demenziali - e ricche di camei - mai realizzate, sbirciamo nella camera da letto di Austin Powers (Mike Myers, scrittore e produttore di tutti e tre i film) che troviamo nudo e a letto con la neomoglie Vanessa (Elizabeth Hurley) con cui è in luna di miele. 

Tra i vari doni di nozze c'è un cesto di frutta inviato ai coniugi Powers da Basil (Michael York), il capo di Austin.

 

In una delle classiche sequenze, disseminate in tutta la saga, durante cui le diverse profondità di campo in cui si muovono personaggi, i passaggi di oggetti tra questi e le posizioni da loro assunte risultano in ritmiche e precise coreografie per coprire le parti intime degli attori in scena con arnesi di ogni tipo, Vanessa e Austin ci consigliano ananas e melone.

 

Non sarà certo la ricetta del maipiumòscio, ma chi di voi rifiuterebbe della frutta da una coppia così sexy?

 

Posizione 2

Bianca

di Nanni Moretti, 1984

 

Dolce: torta Sacher

 

Avremmo mai potuto concludere senza dolce?

Ovviamente no, ma l'indecisione ci ha divorato fino all'ultimo, non sapevamo come placare il Ciacco che è in voi.

 

Poi l'illuminazione: il Nanni nazionale è venuto in soccorso dei cine-chef di CineFacts.it proponendoci - tramite il suo Sogni d'oro - una vasta scelta di dolci.

 

E a quel punto la risposta era chiara: come concludere il nostro banchetto cinematografico senza quel dolce?

 

Fosse solo per empatia nei confronti di Michele Apicella (Nanni Moretti) che in Bianca esprime tutto il suo sdegno nei confronti di chi non ha mai sentito parlare della famosa Sacher Torte, ci siamo sentiti in dovere di inserire il tipico dolce viennese nel nostro cine-menù.

 

Anche voi non conoscete la Sacher?!

 

"Vabbè, continuiamo così: facciamoci del male".

 

Posizione 1

Guida galattica per autostoppisti

di Garth Jennings, 2005

 

Ammazzacaffè: gotto esplosivo pangalattico

 

Cintura slacciata, bottoni del gilet saltati, respiro faticoso e sguardo che vaga nella sala in cerca del padrone di casa.

Speriamo che, vedendoci in quello stato, arenati al bordo del tavolo in stile trichechi spiaggiati sulle coste della Florida, si impietosisca e colga la nostra tacita richiesta di qualcosa che funzioni come estintore per spegnere l'incendio nel nostro stomaco.

 

Ma nel suo mobile-bar non c'è nulla di così forte, quindi che si fa?

Lavanda gastrica?

No, non serve.

 

Dopo 42 ore seduti a tavola, non c'è amaro o grappa che tenga: il gotto esplosivo pangalattico è la risposta.

 

Certo, non quella fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto, ma l'intruglio ideato da Zaphod Beeblebrox (Sam Rockwell) in Guida galattica per autostoppisti assicura un effetto che:

 

"Equivale a farsi sbatacchiare il cervello con una fettina di limone arrotolata intorno a un grosso lingotto d'oro".

 

Se quello è l'effetto sul cervello, per lo stomaco non avrei dubbi: digestione assicurata!

 

E ora tocca a voi: che si accendano i forni delle vostre cucine e che rombino i motori dei vostri lettori Blu-ray!

 

Buon appetito e buona visione a tutti!

 



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