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Paperino compie 85 anni: la storia del papero Disney

È un traguardo decisamente importante quello che oggi festeggia il papero bianco più famoso dell’universo animato - ho scritto “bianco” appositamente, quindi il buon Daffy Duck non fa testo al momento - Paperino compie 85 anni!  

 

Nonostante la redazione del quiz televisivo del preserale di Canale5 Caduta Libera! non abbia a quanto pare - visti anche gli scorsi strafalcioni - molta conoscenza sul mondo Disney e si confonda con l’attribuire erroneamente al corto Steamboat Willie l’esordio di Topolino - in realtà avvenuto un paio di corti prima, come spiegato in occasione dei 90 anni del personaggio

 

 

[Un'ulteriore domanda erronea di Caduta Libera! dalla puntata trasmessa martedì 21 maggio 2019]

 

Si può sperare che su un'analoga domanda dedicata a Paperino perfino gli autori del programma Mediaset non possano sbagliare!

 

I dubbi difatti sono pochi: Donald Duck appare per la prima volta sugli schermi cinematografici d’oltreoceano il 9 giugno 1934 con una piccola parte all’interno della celebre Silly Symphony Gallinella saggia (The Wise Little Hen).

 

Specifico subito che, negli ultimi anni, alcune fonti non confermate sostengono che il 7 giugno 1934 ci sia stata un’anteprima del cortometraggio e che, quindi, la data effettiva dell’esordio sia quella.

 

In ogni caso il compleanno di Paperino è oramai universalmente e tradizionalmente ufficializzato alla data del 9 giugno! 

 

 

[Paperino con...i suoi simili, a Disneyland!]

 

Uno dei personaggi più amati e noti dello Studio non può che aver avuto una genesi quantomeno particolare.

 

Di Paperino è nata difatti prima la “voce” del personaggio, quella originale dell’attore e imitatore Clarence Nash.

 

L’attore era già famoso per le sue innumerevoli strane voci di animali quando Walt lo sentì recitare in una trasmissione radiofonica degli anni ’30 la celebre filastrocca Mary aveva un agnellin con una voce che ricordava una capretta nervosa.

 

Walt decise immediatamente che quella era la voce perfetta per un nuovo personaggio, colui che avrebbe debuttato sugli schermi cinematografici assieme a un compare che però non ebbe molta fortuna: Peter Pig (in italiano noto come Meo Porcello).

 

 



Nel 1933 Nash entra in Disney e inizia a prestare le proprie trasformazioni vocali a diversi personaggi minori dei cortometraggi classici, ma è a Paperino che si legherà indelebilmente per tutta la sua carriera professionale.

 

La qualità  più notevole del personaggio è proprio la voce, che però è anche la sua “limitazione”.

 

Lo riconosceva Walt stesso, ma nonostante tutto non valutò mai di fare dietro front e scegliere una nuova voce.

Oltretutto bisogna considerare che se è vero che molti spettatori non riescono a capirlo, spesso nei suoi cartoon i fatti vengono narrati più “mimicamente” di quanto non succeda con altri personaggi ed è per questo che le gag più riuscite (quelle che ancor oggi, dopo decenni, ci divertono!) si trovano proprio nell’azione più che nel dialogo, ed essendo il carattere di Paperino intrinsecamente incline alla violenza i risultati sono spesso comicissimi!

 

Col tempo Paperino sviluppò non solo un proprio gergo (per esempio “Oh boy, oh boy, oh boy!” che per noi sul becco del papero suona “Che bello, che bello!”) ma gli scrittori capirono anche che tipo di dialoghi risultavano più comprensibili, quali combinazioni di frasi e parole il personaggio aveva maggiore difficoltà a pronunciare e così via.  

 

 

[Gli attori Florence Gill e Clarence Nash prestano le loro voci alla gallina Chiquita e a Paperino, da Il drago recalcitrante (1941)]

 

Topolino riscosse un successo internazionale e mentre la sua fama cresceva diventava sempre più difficile trovare vicende e materiale comico per i suoi cortometraggi.

 

I genitori, e tutto il pubblico in generale, iniziarono lentamente a protestare quando Topolino si comportava in modo rude o maleducato.

Nei suoi primi cortometraggi non era esattamente un modello da imitare: tirava le code ai gatti o “suonava” il collo di una papera, per tacere del disturbo recato ai piccoli maialini intenti ad allattare!

 

Paperino in quest’ottica rappresentava pertanto un personaggio innovativo.

Gli era concesso di perdere la calma perché quella era una sua caratteristica di base, il pubblico se lo aspettava e si divertiva a guardarlo.

 

Non subì - non all’epoca, perlomeno - il processo di “edulcorazione” che toccò a Topolino.

Anzi, di quest’ultimo era l’esatto opposto, così come del buon vecchio Pippo, tanto che riuscì a rubare loro la scena in varie occasioni.

 

In poco tempo divenne il titolare di una serie di cortometraggi propri eppure, come per tanti altri grandi, la carriera di Paperino si deve al caso.  

 

Pochi avrebbero ipotizzato che quel pigro contadino di Gallinella saggia sarebbe divenuto famoso tanto quanto la Stella principale, Mickey Mouse

 

A dirla tutta pare che gli animatori credessero più al personaggio di Meo Porcello piuttosto che al Papero, sebbene in seguito il roseo maiale non vide più alcuno sviluppo cinematografico (lo si intravede solo in Chi ha incastrato Roger Rabbit nel 1988).

Nessuno pensava che questo esuberante pennuto sarebbe diventato famoso!

 

 

[In Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988) Meo Porcello (a sinistra) è tra i primi personaggi ad apparire quando Eddie Valiant si reca da solo a Cartoonia]

 

 

Così, in breve tempo Paperino diventa meno spigoloso, più morbido e attraente ed è interessante notare come sia cambiato il design del personaggio nei decenni: se quello degli esordi era piuttosto alto e angoloso, con zampe simili a stecchi e il becco lungo, gradualmente divenne più basso e più tondo.

 

La testa diventò più grande per rendere più evidenti i suoi cambiamenti di espressione.

 

Gli occhi si ingrandirono per dargli più personalità, gli si accorciò il becco perché diventasse più espressivo… ma la sua personalità esplosiva rimase invariata e il pubblico non si stancava mai di quest’irascibile papero dalla voce indimenticabile!  

 

 

 

 

Gli spettatori americani iniziarono a indentificarsi molto con Donald Duck ed è noto l’impiego del personaggio a fini propagandistici e in diversi cortometraggi bellici. 

 

A titolo d’esempio cito il corto The New Spirit (1942) che venne realizzato dallo Studio in associazione con il Ministero del Tesoro: fondamentalmente uno spot per incoraggiare gli americani a pagare le tasse.

 

Secondo un sondaggio realizzato dalla nota agenzia di sondaggi Gallup il filmato, proiettato in tutto il Paese, venne visto da 60 milioni di persone circa e influenzò positivamente del 37% le intenzioni dei contribuenti!  

 

 

[La locandina orignale del corto propagandistico The New Spirit (1942), mai arrivato ufficialmente in Italia]

 

Diciamolo chiaro e tondo: negli anni ’40 il collerico Paperino divenne perfino più celebre di Topolino.

 

Con la fine della serie delle Silly Symphonies era il re incontrastato nel campo dei cortometraggi.

Le caratteristiche classiche del personaggio sono frutto dei molti e diversi contribuiti forniti dai più talentuosi artisti dello Studio. 

 

All’animatore Dick Lundy, che lavorò al secondo corto di Paperino Spettacolo di beneficenza (Orphan's Benefit, rilasciato l’11 agosto 1934 in bianco e nero), va il merito di aver inventato l’iconica posa-scenata del personaggio in cui si piega in avanti col braccio teso mentre agita nervosamente l’altro braccio-ala! 

 

 



L’animatore Fred Spencer invece nel 1935 invece scrisse un “profilo di Paperino” che diventò il testo di riferimento per chiunque lavorasse al personaggio, ancora oggi conservato presso gli Archivi Disney.

 

Questo documento si rivelò essenziale e contribuì a definire la natura aggressiva di Paperino nonché la sua istintiva vanteria. 

Spencer fece sì che venisse messo in risalto un tratto fondamentale del Papero, scrivendo nell’incartamento:

 

“Il Papero si esalta quando può imporsi o infastidire gli altri, ma perde il suo temperamento quando la situazione si rovescia.
In altre parole, è bravo a darle, ma non a prenderle.”

  

 

[Un vecchio fotogramma da Spettacolo di beneficenza (1934), corto di Topolino dove Paperino appare per la seconda volta]

 

Negli anni la carriera di Paperino si spostò in molte diverse direzioni: partecipò ad alcuni lungometraggi (Saludos Amigos; I tre caballeros; Il drago recalcitrante ma anche Fantasia 2000), e i suoi cortometraggi si modificarono leggermente, con l’aggiunta e lo sviluppo di nuove “spalle”, da Cip & Ciop all’apetta Buzz-Buzz, passando per Gambadilegno e arrivando al simpaticissimo orso Humprey.

 

Se le sequenze realizzate in tecnica mista già nel 1944 per I tre caballeros (The Three Caballeros) ci avevano dato un delizioso assaggio di quanto Paperino si trovasse a proprio agio nell’interagire con persone in carne e ossa anziché coi suoi pari animati, dalla fine degli anni ’50 Donald ha interagito in molte puntate della serie Tv Disneyland, all’epoca in onda su ABC Television, direttamente con lo stesso Papà Walt più di tanti altri suoi colleghi di Cartoonia.

 

Una tra le puntate più celebri è senz’altro A Day in the Life of Donald Duck del 1956, dove possiamo spassosamente assistere ad una tipica giornata lavorativa di Paperino, oppure ancora:

La storia di Paperino (This Is Your Life, Donald Duck!, 1960);

Paperino torna a casa (Duck Flies Coop, 1959);

Il week-end di Paperino (Donald's Week End, 1957);

Spassiamocela con Paperino (Goofing Around With Donald Duck, 1976);

Un diploma per Paperino (Donald's Award, 1957);

Paperino al parco di Brownstone (The Ranger Of Brownstone, 1968) 

 

 

[Paperino affianca la bella Aurora Miranda in I tre caballeros (1944)]

 

Avviandomi alla conclusione, sarebbe impossibile nonché ingiusto celebrare l’85° compleanno di Paperino senza citare uno dei suoi più prolifici padri: Jack Hannah.

 

Hannah è stato il regista di moltissimi cortometraggi del personaggio ed è lui che lo chiamava sempre “Papero”.

Era difficile sentirgli uscire di bocca il completo nome “Donald”, lo chiamava sempre e solo “Duck” (papero):

“Il Papero fa questo, il Papero fa quello…”

 

Alla carriera di Paperino Jack Hannah ha infuso davvero molto e la questione meriterà sicuramente di essere approfondita in futuro, ma intanto riporto una frase del regista rilasciata in una vecchia intervista anni ’80 finita in una vhs (Paperino e le api) e resa brevemente disponibile dal sito VHS Walt Disney – Il sito italiano delle videocassette, a testimonianza della cura che tutti gli artisti dello Studio mettevano in ogni fase del processo di lavorazione di ogni corto… e non solo di Paperino, ben inteso!

 

“Quando gli altri studi di animazione cominciarono a produrre le storie di Bugs Bunny, Tom & Jerry e di tutti gli altri personaggi cominciarono con la premessa di situazioni comiche molto veloci e un finale, tutto qui.
Noi invece eravamo intenzionati a costruire una storia con uno sviluppo. […]

 

Rimanemmo stupiti del successo immediato di Cip e Ciop, li avevamo creati per mettere in risalto Paperino poiché c’erano così tanti ambienti in cui loro potevano trovarsi!

Pensavamo che potesse essere una buona serie e i nostri scrittori erano molto contenti di scrivere le loro sceneggiature. […]

 

Un altro buon personaggio era l’ape, che aveva la sua arma speciale, cioè il pungiglione.

Lei raramente dava fastidio a Paperino: era Paperino che la infastidiva ma lei gli rispondeva immediatamente perché sapeva di avere il pungiglione.

 

Comunque mi sono divertito a fare i cartoni con l’ape, nello stesso modo in cui mi sono divertito a fare i cartoni con gli altri personaggi che servivano a fare da contorno a Paperino…”  

 

 

[Jack Hannah in una rara intervista anni '80, brevemente rilasciata nella videocassetta Serie Oro Vol. 2: Paperino e le api - grazie a VHSWD]

 

 

Prima di fare calorosamente gli auguri a Paperino, per stare nello spirito della rubrica, ecco qualche “pillola” di curiosità:

 

• Dal 1989 la voce italiana di Paperino è quella di Luca Eliani, a mio avviso inarrivabile in termini di bravura e che dunque proprio in questo 2019 festeggia un felicissimo trentennale “matrimonio”.

Luca Eliani è stato il primo a far parlare in italiano Paperino riproponendo l’esatta caratterizzazione di Nash ed è proprio per questa sua abilità che a soli 17 anni venne scelto per diventare la voce ufficiale del personaggio; Eliani difatti non è un attore professionista ma una personalità “prestata” al doppiaggio (lo fa solo con Paperino) che nella vita si dedica all’arte: dalla pittura al design, passando anche per l’ideazione di videogiochi!

 

Spero che questo mio articolo, nel quale ho più volte posto l’accento sull’importanza della voce “incomprensibile” nell’economia del personaggio e della sua genesi, possa in minima parte placare gli animi dei tanti detrattori (spesso gratuitamente feroci, purtroppo!) di Eliani che sovente lo additano in malo modo sui social e nel web perché incomprensibile (cosa non vera, oltretutto).

 

 

[Paperino protagonista del corto Doppia decisione (Split Decision) dalla serie televisiva Topolino, tra i più recenti lavori di Eliani sul personaggio]

 

  • Clarence Nash ha prestato per l’ultima volta la sua voce a Donald Duck nel celebre Canto di Natale di Topolino del 1983 (si legga l’articolo relativo) dopo parecchi anni di “silenzio” sul becco del papero alla marinara.

Nash stesso ha oltretutto fatto starnazzare in lingua italiana il celebre attore piumato nelle versioni nostrane di due lungometraggi: Saludos Amigos e I tre caballeros!

 

A seguire la voce originale del personaggio è diventata quella di Tony Anselmo, ex animatore dello Studio e “pupillo” di Nash che dal 1985 presta la voce stabilmente a Donald, anche se nell’ultimo paio d’anni è affiancato-sostituito in alcune produzioni dall’attore Daniel Ross.

 

 

[Tony Anselmo (a sinistra) e Clarence Nash (a destra), le due voci originali di Donald Duck, chiacchierano insieme (anni '80)]

 

 

• Trovare una giusta voce per Paperino, in Italia, è sempre stato un problema ed essendo che Nash non poteva ripetere quanto fatto per i due lungometraggi degli anni ’40 con ogni produzione del pennuto che arrivasse in Italia, spesso si finiva col trasmettere al cinema il materiale doppiato ma con la voce di Paperino in versione originale.

 

Ne sono un esempio, tra gli altri, il doppiaggio italiano storico di Paperino nel mondo della matemagica (1959) dove il nostro parla in inglese mentre interagisce con il narratore italiano Giorgio Capecchi, o Paperino Story del 1973.

 

Va comunque detto che negli anni ’60 e ’70 molte illustri voci come Oreste Lionello, Elio Pandolfi o Vittorio Stagni hanno in più occasioni fatto starnazzare il personaggio fino a quando la voce ufficiale italiana non divenne quella di Franco Latini, il quale purtroppo ha oggettivamente snaturato la caratterizzazione del personaggio rendendolo comprensibile nella parlata, alla stregua di Daffy Duck.

 

 

[Sempre dal geniale Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988) il duetto tra Paperino e Daffy Duck. Negli anni '80 in Italia, ma non in questo film, entrambi i personaggi erano doppiati allo stesso modo dal camaleontico Franco Latini]

 

 

 •  Al Taliaferro fa esordire Donald sulla carta stampata in Paperino e la gallinella saggia nel settembre 1934: da lì la popolarità del personaggio cresce esponenzialmente anche nel mondo dei fumetti grazie al contribuito delle migliori maestranze del settore: da Jack Hannah (sì, proprio quello di cui sopra!) a Carl Barks passando poi per i nostri tanti talenti italiani del fumetto.

 

 

[Al Taliaferrro (1905-1969) fotografato mentre sta disegnando un primo piano di Paperino per un gruppo di bambini]

 

Ora è davvero tutto, e dunque non resta altro da fare se non gridare:
BUON 85° COMPLEANNO, PAPERINO!

P.S.: Sì, se non si fosse capito Paperino è il mio personaggio Disney preferito! 

P.P.S.: Concludo gli auguri con la torta che si vede nella title-card del bel corto Il compleanno di Paperino (1949) 

 

 

 



 

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3 commenti

Tia Zito

1 anno fa

Che bell'articolo! Paperino è sempre stato il mio personaggio preferito, proprio per la sua umanità, la sua naturalezza. Perché un po' tutti noi siamo Paperino. Ho apprezzato il fatto che nel tempo il personaggio non sia stato edulcorato, sarebbe stato un enorme danno. In fondo è questo il personaggio che da 85 anni il mondo ama. Un personaggio che affronta tutti i problemi della quotidianità reale: da un rubinetto o una sveglia difettosa, a una ricetta che non riesce, a una fidanzata dai gusti difficili e i rapporti coi famigliari. Per quanto riguarda la questione voci mi trovo d'accordo su Luca Eliani, è semplicemente perfetto. Tuttavia sono molto legato anche a Franco Latini poiché in numerose videocassette in mio possesso (che ho visto e stravisto) era lui che dava la voce al simpatico papero.

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Luca Buratta

1 anno fa

Paperino è un personaggio enorme; se Topolino è l'eroe positivo, che incarna i buoni sentimenti, l'ottimismo e la positività, Paperino con la sua sfortuna, le piccole avversità che affronta quotidianamente (non ultima la sua voce, c'è un bellissimo corto in cui Paperino assaggia il successo proprio acquisendo temporaneamente una voce normale), è un personaggio col quale è facilissimo identificarsi. Anche perché il suo modo di reagire spesso è istintivo, a volte anche negativo, perde la pazienza molto facilmente e può arrivare a prendersela con chi gli sta intorno e cerca di aiutarlo. Da piccolo trovavo molto più interessante lui rispetto a Topolino, che ho sempre ritenuto insopportabile 😂

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Marco Volpe

1 anno fa

Luca Buratta
Bellissimo commento e ottima analisi! Memorabile il corto "La voce magica di Paperino", espediente ripreso più volte anche solo come gag, ultima delle quali la puntata finale della prima stagione del reboot di Ducktales!

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