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Infodemic - Giocare a scacchi contro la disinformazione

Cari lettori di Hey, Doc!, affamati di conoscenza e voraci divoratori di verità: siete ancora vivi o avete preferito l’autocombustione perché saturi di tutta la pseudo informazione che ci aggredisce ogni giorno?

 

Se avete scelto la via del fuoco sappiate che non vi biasimiamo, avete tutta la nostra comprensione, ma l'argomento di oggi, il documentario Infodemic – Il virus siamo noi, potrebbe farvi passare in maniera più piacevole gli ultimi scoppiettanti istanti della vostra esistenza.

 

Se invece avete deciso di resistere alle orde di barbari che si improvvisano esperti arcieri, ai draghi sputa-fake e alle fantasiose teorie degli alchimisti di corte, difendendovi con i vostri scudi di libri e ricerche accreditate, ai nostri occhi siete dei veri eroi.

 

In questo caso Infodemic - Il virus siamo noi sarà un confortante "pat-pat" sulla spalla da parte di chi, in diversi modi, sta provando come voi a dare un contributo positivo alla causa.

 

[Il teaser di Infodemic - Il virus siamo noi]

 

 

Veniamo costantemente sommersi da informazioni più o meno attendibili e, parallelamente, aumenta la difficoltà di sapere filtrare il vero dal falso.

 

Siamo nella cosiddetta Infodemic Era, l’era dell’infodemia: veniamo facilmente aggrediti da un’informazione tossica, potenzialmente - e a giudicare dai fatti anche praticamente - capace di portarci all’estinzione. 

Non è un'iperbole e la cosa paradossale è che, più o meno consciamente, siamo noi stessi i colpevoli creatori di questo problema.

 

Siamo noi il vero virus e abbiamo bisogno di un vaccino contro noi stessi.

Ci serve uno strumento per non far morire l’informazione sana, quell’organismo attualmente malato che annaspa, causando più danni di quanto forse non ci rendiamo conto.

 

Diretto da Alberto Seghezzi e Matteo Foresti, Infodemic - Il virus siamo noi mostra le diverse declinazioni dell’infodemia e gli effetti che essa causa in svariati ambiti.

 

A condurci in giro per l’Italia per chiacchierare con esperti di vari settori troviamo Barbascura X, il chimico organico con gli outfit più belli - o trash - del web, e il più assennato e sobrio fisico e astrofisico Luca Perri, entrambi scrittori del documentario insieme al regista Matteo Foresti.

 

 

[Da sinistra: Luca Perri e Barbascura X in un frame di Infodemic - Il virus siamo noi] Infodemic

 

Barbascura X e Luca Perri sono due volti noti nel panorama della divulgazione scientifica: entrambi infatti si prestano a conferenze come TEDx, a incontri al Lucca Comics & Games, pubblicano contenuti sui social network, sui rispettivi canali YouTube, scrivono libri, collaborano con giornali, radio ed emittenti televisive.

 

I due usano un linguaggio di facile comprensione per chiunque, anche per coloro che non masticano alcani e quark tutti i giorni a colazione.

 

Perché l’obiettivo ultimo di un divulgatore scientifico è proprio questo: rendere appetibile e comprensibile per chi ascolta un concetto potenzialmente complesso, che una persona priva degli adeguati strumenti di interpretazione, da sola, faticherebbe a capire.

 

In Infodemic - Il virus siamo noi si parte da una semplice constatazione: il problema odierno non è tanto rappresentato dalle fake news - storicamente sempre esistite - quanto dalla facilità e dalla velocità del loro proliferare, di come dialoghino spesso fra loro, rendendo così la realtà distorta, completamente trasformata in menzogna ma, incredibilmente, scambiata comunque per verità.

 

 

[L'allunaggio: realtà o finzione? Un frame di una delle clip animate da Matteo de Longis in Infodemic - Il virus siamo noi]

 

 

Ci si rende così facilmente conto che dare la colpa a Internet, quasi come se si avesse a che fare con un individuo senziente, è solo una soluzione tanto comoda quanto infruttuosa.

 

È come dire che giocando a Grand Theft Auto si diventa dei criminali, mentre con Ammazza che mazza si cresce tranquilli e pacifici.

 

Tutto sta nell’utilizzo consapevole - e inizialmente guidato - di determinati strumenti comunicativi, siano essi videogiochi, articoli scientifici, video o post sui social, per arrivare alla corretta interpretazione di ciò che si ha davanti.

Nel momento in cui la familiarità con un certo mezzo comunicativo manca si può facilmente cadere in trappola nella mistificazione della verità: è qui allora che si inserisce perfettamente la figura del divulgatore.

 

Con Infodemic - Il virus siamo noi Barbascura X e Luca Perri affrontano diversi macroargomenti di carattere principalmente scientifico ma che, come si vede all'interno del documentario, influenzano fortemente la sfera sociale, politica ed economica dei Paesi di tutto il mondo.

 

Su questi temi sono nate alcune delle teorie alternative più fantasiose ma, scavando e indagando sulla loro origine, i due divulgatori dimostrano come a fondamento di queste originali versioni ci siano sempre gli stessi denominatori comuni: superficialità, interessi politici, economici e, talvolta, paura.

 

 

[Luca Perri, Alessandro Masala di Breaking Italy e Barbascura X in un frame di Infodemic - Il virus siamo noi]

 

Dall’allunaggio alla questione vaccini, dai temutissimi OGM alla transizione economica fino a quell’invisibile nemico che è il cambiamento climatico: viaggiando per le principali città italiane, in Infodemic - Il virus siamo noi ascoltiamo le parole di esperti che hanno dedicato la vita intera alle discipline su cui viene chiesto loro di esprimersi.

 

Nel documentario ascoltiamo l'opinionista Alessandro Masala (in arte Shy, creatore dello show di informazione Breaking Italy) riguardo l’impatto mondiale che può avere un certo tipo di comunicazione non esattamente trasparente.

Ascoltiamo poi il divulgatore e storico della scienza Adrian Fartade (creatore di Link4Universe) mentre affronta il tema dell’allunaggio, spiegando come mai le tante teorie complottiste nate a riguardo non abbiano senso di esistere e dimostrando come, per confutarle, bastano alcuni principi base della fisica.

 

Alle dissertazioni di Fartade e Perri sulle esplorazioni spaziali si aggiungono le testimonianze di chi queste esplorazioni le ha vissute in prima persona (rischiando anche grosso, come si vede in EVA 23): in Infodemic - Il virus siamo noi la partecipazione dell’astronauta dell'ESA Luca Parmitano rende felici tutti gli spettatori appassionati di viaggi nello spazio.

 

Non solo: dalle parole di AstroLuca (la cui parafrasi è un famoso concetto tanto caro al personaggio di Michele Apicella in Sogni d’oro di Nanni Moretti) risulta forte l’invito a fidarsi esclusivamente di chi davvero conosce quello di cui sta parlando, di dare credito a chi dedica la propria vita professionale a quell’argomento.

 

 

[Adrian Fartade, uno degli intervistati in Infodemic - Il virus siamo noi, mostra a Luca Perri e Barbascura X un frammento di regolite lunare raccolto da quel burlone di Harrison "Jack" Schmitt durante la missione Apollo 17]

 

Il giornalista e divulgatore scientifico Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), spiega come sia fisiologico per l’essere umano cullarsi su verità più comode, semplici, spiegazioni che richiedono uno sforzo minore per essere accettate perché, in realtà, riponiamo già una certa fiducia in esse.

 

Così facendo, però, seguiamo la strada esattamente contraria a quella che viene indicata dal metodo scientifico.

 

Piuttosto che cercare prove che smontino le teorie in cui crediamo, dimostrandone la falsità, la tendenza umana è quella di investigare riguardo la veridicità di nozioni in cui già si crede: si attua una più o meno consapevole scrematura di informazioni che, senza il minimo dubbio, confermerà l’ipotesi di partenza.

 

 

[Un frame di Infodemic - Il virus siamo noi in cui Massimo Polidoro discute con Luca Perri e Barbascura X]

 

Noi di Hey, Doc! abbiamo chiesto a diverse nostre conoscenze nell’ambito tecnico-scientifico: tutte ci hanno confermato che per uno scienziato è così tanto frequente arrivare al punto in cui - seguendo il metodo scientifico - si riesce a smontare una propria tesi, che quelle rare volte che accade il contrario la prima cosa che si pensa è: “Oh, no: ho sbagliato tutto”.

 

Senza punti esclamativi, perché a quel punto la frustrazione è schiacciante.

 

Prima di arrivare alla certezza su un qualunque risultato, in mezzo c'è una quantità incredibile di calcoli, revisioni, correzioni.

Notti insonni chiedendosi perché si sia intrapresa la strada della Ricerca (visto che con la gloria non si sono mai pagate le bollette).

 

Neanche chi spende anni della propria vita tra le mura di un laboratorio - studiando agglomerati di cellule al microscopio o analizzando numeri e percentuali per valutare il surriscaldamento globale - si convince facilmente della correttezza dei propri risultati.

E una volta convinti loro stessi non basta neppure questo, perché è necessaria comunque l'approvazione della comunità scientifica.

 

A maggior ragione chi è meno esperto non può pensare di arrivare alla verità fruendo di materiale non verificato, pubblicato da organi non riconosciuti come autorevoli, realizzato da individui la cui opinione non ha valore a livello accademico e che vantano scarsissima credibilità nell'ambiente specifico.

 

La linea che divide una notizia costruttiva da sterile sensazionalismo o, peggio ancora, da falsità e finzione, è attualmente più che sfocata: se non ne prendiamo atto, questo confine rischia di diventare completamente invisibile ai nostri occhi.

 

Infodemic - Il virus siamo noi aiuta a capire quanto sia importante allenarsi per riuscire a separare la pseudo informazione da quella vera e rappresenta uno stimolo per imparare a fidarci della parola di chi è davvero competente in materia.

 

 

[Il fumettista Sio dà il suo contributo a Infodemic - Il virus siamo noi fornendoci un metodo sperimentale per capire se un numero è maggiore di un altro]

 


Ma nel caso in cui proprio non ci si dovesse fidare delle parole degli esperti, degli articoli e di tutti i numeri e i grafici che la comunità scientifica fornisce?

 

“Il problema dei dati, delle percentuali, dei numeri è che sono asettici, non sono emotivi”

 

Cosa fare, ad esempio, per rendersi davvero conto dei drammatici effetti del cambiamento climatico e dell'urgente necessità di una transizione economica?

Il suggerimento di chi ci accompagna nella narrazione è quello di andare a "toccare con mano" il problema.

 

È così che Infodemic - Il virus siamo noi ci porta al confine tra Italia e Svizzera, accompagnati dalla climatologa e meteorologa Serena Giacomini sulla catena montuosa del Bernina, per mostrarci gli effetti del surriscaldamento globale sul maestoso Ghiacciaio del Morteratsch.

 

Immagini desolanti che lasciano davvero poca speranza nei confronti del genere umano.

 

Fortuna che, alcune volte, si intravvede la luce in fondo al tunnel grazie a figure rare e preziose come quelle di Federico Gracea e Martina Fondi, rispettivamente CEO e forestry manager di Treedom, che ci raccontano di questa piattaforma online - nata nel 2010 - tramite cui aziende e privati possono piantare alberi, supportando così le piccole comunità di agricoltori in giro per il mondo.

 

Dimostrando la propria coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, lotta alla deforestazione e diminuzione delle emissioni di CO₂, Treedom ha preso attivamente parte alla realizzazione del documentario, piantando tanti alberi quanti ne fossero necessari per compensare le emissioni generate durante la realizzazione di Infodemic - Il virus siamo noi. 

 

Se qualche heydocchiano tra voi fosse interessato alla causa, qui c’è la possibilità di contribuire.

 

 

[Barbascura X, Serena Giacomini e Luca Perri si avviano alla volta del Ghiacciaio del Morteratsch in una scena di Infodemic - Il virus siamo noi]

 

 

Tanti altri sono gli interventi all’interno del documentario, come quello del biotecnologo Stefano Bertacchi, riguardante la (relativamente) semplice genetica degli OGM e alla faziosa politica che c’è dietro di essi; la giornalista scientifica Roberta Villa interviene in merito al tema vaccini e all’errato modo di comunicare da parte dei governi che ha finito per impaurire chi cercava risposte chiare.

 

Dopo la visione di Infodemic - Il virus siamo noi ci si potrebbe sentire spaesati per via delle tante tematiche che vengono affrontate nel documentario.

 

L’infodemia dilagante e i problemi socio-politici che si porta dietro, che a loro volta vanno a peggiorare questioni già gravi come quelle ambientali: un nemico troppo grosso da combattere, un peso massimo contro noi esili pesi piuma senza possibilità di scampo.

 

Si potrebbe pensare che ormai sia tardi per cambiare la mentalità del genere umano, che non ci sia più tempo per fare raffreddare questa palla di roccia su cui viviamo, che piantare alberi, adottare api, gettare l’olio esausto negli appositi contenitori siano azioni inutili.

 

Tanto, potremmo pensare, "l’estinzione è alle porte".

 

 

[Una delle intervistate di Infodem... La Morte de Il settimo sigillo] Infodemic

 

 

C’è però una via di mezzo tra il pessimismo cosmico leopardiano e il tirare a campare egoisticamente, fregandosene di quello che avverrà - in base a quanto ne sappiamo oggi - tra poche decine di anni: ognuno deve fare la propria parte.

 

Senza pretendere di vedere gli effetti immediati del suo buon operato. Senza aspettarsi cambiamenti incredibili dall'oggi al domani.

Semplicemente perché è giusto così.

 

Per chiedere scusa all'Evoluzione. Come atto di redenzione nei confronti del pianeta Terra.

Perché le sue azioni potrebbero ispirare qualcun altro.

 

Informiamoci in maniera attenta, impariamo a scegliere le fonti, ascoltiamo in maniera critica.

Dubitiamo, ma impariamo a nutrire il dubbio su ciò che un dubbio lo merita davvero.

Fatto ciò, armati di una solida e valida conoscenza, affrontiamo la vita, agendo per preservare un pezzettino di mondo oggi, un altro ancora domani e così via, ogni giorno.

 

Senza aspettative, così da non rimanere delusi quando il Giorno dell'Apocalisse apriremo la porta di casa e vedremo Satana elemosinare dell'acqua per il caldo che fa.

 

Perché, non si sa mai... magari riusciremo a cambiare qualcosa.

 

[Infodemic - Il virus siamo noi è disponibile su Prime Video e YouTube]

 

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Quante volte hai letto del famoso video dell'allunaggio diretto da Stanley Kubrick?

Da noi non succederà mai, perché amiamo il Cinema e la sua vera divulgazione, odiamo le bufale e le fake news: gli amici di Infodemic sarebbero fieri di noi! 

Se vuoi che le nostre battaglie diventino anche un po' tue, entra a far parte de Gli Amici di CineFacts.it!

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1 commento

Nuriell

3 mesi fa

Visto, davvero molto interessante, ve lo consiglio.

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