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Bo Burnham: Inside - Recensione: in a Nine Inch Room

Netflix ha rilasciato da pochi giorni lo speciale comico Bo Burnham: Inside, uno show one-man band scritto, diretto, interpretato e montato da Bo Burnham.   

 

Bo Burnham è diventato un fenomeno della commedia americana iniziando da YouTube, piattaforma che lo ha visto esprimersi e crescere sfruttando le sue capacità musicali in commedia, divenendo a soli 18 anni il più giovane artista a registrare uno speciale comico per Comedy Central.   

 

Bo Burnham, che molti di voi avranno visto in Una donna promettente, si è però avvicinato al mondo del Cinema con Eighth Grade - Terza Media, film da lui scritto e diretto che ha fatto il suo esordio al Sundance Film Festival ottenendo un successo di critica e pubblico.

 

Bo Burnham è stato successivamente premiato dalla Writers Guild e dalla Directors Guild of America ed Eighth Grade è stato riconosciuto dall’American Film Institute come uno dei migliori dieci film del 2018.  

 

Il comico ha quindi costruito un discreto curriculum e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo ritorno alla commedia non è una botta di eccentricità, quanto piuttosto una delle tante sfide raccolte da molti creativi in tempo di pandemia e che ha visto Bo Burnham girare e inscenare tutta l’ora e mezza circa in un'unica stanza.   

 

Bo Burnham: Inside è un contenuto imprescindibile?   

 

[Trailer di Bo Burnham: Inside]

 

 

Inside  

 

In tempi di pandemia il mondo artistico è stato fiaccato da una considerevole pigrizia creativa.   

 

Nel marasma delle problematiche sociali e umanitarie, l’industria dell’intrattenimento ha cercato di sopravvivere e se molti sono riusciti ad adattarsi dignitosamente, come gli host di svariati late show americani, da Jimmy Kimmel a Stephen Colbert, altri hanno invece cercato di tornare sul set quanto prima possibile, incapaci di impegnarsi in uno sforzo creativo che molti creator del web esercitano invece, con altalenanti risultati, quotidianamente. 

 

John Krasinski è diventato lui stesso creator con il suo show SomeGoodNews

Maccio Capatonda ha inventato il suo TG Casa 40ena.


David Lynch ha riportato in vita le sue letture giornaliere del meteo, senza mancare un giorno.  

 

Molti altri hanno invece creato dei piccoli prodotti per Netflix, alcuni dei quali non proprio brillanti a dimostrazione di come la creatività di molti si sia ridotta a una sequela di video via Zoom.

 

Bo Burnham, costretto come molti altri alle mura della propria casa, decide di estremizzare questo concetto trasformando, come ogni buon comico satirico, qualcosa di oscuro in benzina per la creatività a generare lisergiche nuvole di comicità.   

 

In Bo Burnham: Inside il comico ha una lunga barba, i capelli sfatti e posa spesso in mutande o sfoggiando eleganti outfit casalinghi che nessuna influencer immortalerebbe senza prima aver revisionato ogni singola componente di quel “genuino” momento di abbrutimento.   

 

 



La stanza di Bo Burnham è bianca, spartana, popolata di strumenti musicali, cavi, luci stroboscopiche, un divano letto, un proiettore, ottiche, microfoni, cavalletti a sorreggere altre luci e il monitor esterno per la fotocamera DSLR utilizzata per le riprese.  

 

Siamo noi nel quotidiano del nostro caos.

 

Bo Burnham è un artista intrappolato nella sua routine: la realizzazione di uno speciale comico al fine di tenersi occupato e rimanere mentalmente stabile, chiuso in una stanza dalla quale non può uscire (e non perché lo impone Luis Buñuel).  

 

 

[Si ride tanto, ma la riflessione sui nostri tempi è sempre presente in Bo Burnham: Inside]

 

 

Bo Burnham: Inside è Burnham che affonda nel suo talento musicale, nella sua fisicità da performer da palcoscenico, nella sua abilità nel saper scrivere e musicare testi comici e piccoli monologhi che vadano a dissacrare le idiosincrasie di un presente chiuso in una stanza e a piede libero in ogni spazio virtuale, mettendo in discussione ogni cosa, ogni elemento sociale, in larga parte non connesso alla pandemia, del nostro tempo.

 

Bo Burnham sfrutta tutto quello che ha a sua disposizione e, pur tenendoci nella stanza, riesce a creare uno spettacolo comico di intrattenimento caratterizzato dalla sua capacità di sfruttare semplici espedienti di montaggio, di missaggio audio, di creare la messa in scena con una manciata di luci, un piccolo proiettore e la sua presenza scenica, prendendosi l’attenzione dello spettatore giocando con tutto quello che ha, riuscendoci brillantemente.

 

Bo Burnham diventa per il comedy special quello che Trent Reznor dei Nine Inch Nails è stato per la musica. 

 

[Welcome to the Internet, uno dei pezzi più riusciti di Bo Burnham: Inside]

 

 

In un presente in cui il massimo della creatività è stato rappresentato da qualche diretta Zoom e da live su Twitch quasi del tutto prive di mordente creativo, Bo Burnham torna al suo retaggio di creator di YouTube per massimizzare tutto quello che ha imparato entrando nel mondo dell’intrattenimento professionale. 

 

Bo Burnham: Inside avrebbe potuto benissimo arrivare su YouTube e sarebbe stato forse uno dei contenuti più interessanti mai caricati sulla piattaforma, caratterizzato, rispetto a molto altro, da scelte di regia e decisioni artistiche a sorreggere l’incedere satirico delle performance musicali che trattano i vari argomenti.  

 

 

[Uno degli sketch di Bo Burnham: Inside dove il comico si prende gioco della moda delle "reaction"]

 

 

Se molti hanno ritenuto Bo Burnham: Inside un rivoluzionario prodotto sperimentale, per chi parla lo speciale è invece la manifestazione di un talento creativo puro ed espressione di quello che ogni artista - soprattutto parlando di filmmaker, di performer e di creator - dovrebbe riuscire a fare con la propria arte.   

 

Bo Burnham: Inside vale la pena di essere visto, perché vi divertirà e meraviglierà dall’inizio alla fine, manifestandosi davanti a voi come il prototipo di un vero artista contemporaneo. 

 

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1 commento

Solo Gary

5 mesi fa

Appena finito di vedere, su consiglio di Teo perché non conoscevo Bo Burnham ma ora lo adoro, ha fatto davvero un gran lavoro, la regia è migliore di tanti registi conosciuti, e l’arte esce da tutti i pori in ogni frame.. ringrazio Cinefacts per il consiglio perché probabilmente senza di voi non l’avrei mai visto. Grazie ragazzi e Grazie Ale per la recensione, della quale condivido ogni parola

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