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Enzo Sciotti - Arte seicentesca al servizio del Cinema

Ci ha lasciati Enzo Sciotti, artista romano straordinario che ci ha onorati del suo infinito talento in qualcosa come 3000 locandine cinematografiche.

 

Nato nel 1944, ha spesso raccontato di aver cominciato a disegnare intorno ai 5-6 anni per poi entrare direttamente nel mondo della cartellonistica cinematografica a soli 16 anni, presso lo Studio Battaglia a Roma, dove tra l'altro incontra l'amico e collega Ezio Tarantelli, che successivamente diventerà pure socio quando i due si metteranno in proprio aprendo lo Studio E2

 

Enzo Sciotti era fondamentalmente un pittore del '600 che magicamente viveva nella nostra epoca e invece di ritrarre nobili, dame, ermellini e quant'altro, applicava la sua arte al Cinema, con un uso delle tempere (con una breve parentesi nell'acrilico) non inferiore a quelle dei grandi Maestri della pittura, spesso con sottofondi di musica classica per agevolare l'ispirazione.

 

Fu infatti la digitalizzazione del mestiere e la predilezione di soluzioni artistiche più standardizzate e meno estrose di inizio anni '90 a rallentare l'artista, con un drastico, triste ma forse inevitabile, cambio di direzione dell'intero settore. 

 

 

 

Un fatto che può sconvolgere guardando i lavori di Enzo Sciotti, essendo praticamente impossibile scoprirlo soltanto osservandoli, è cosa bastava all'artista per produrre immagini così comunicative, potenti e "appartenenti" in modo intimo ai vari film. 

 

Le case di distribuzione, infatti, gli comunicavano il titolo del film, la trama e... basta.

Enzo Sciotti non ha mai visto un film per poterne produrre un poster.

 

Molti distributori glielo chiedevano, anche con insistenza, al fine di ottimizzare la qualità dei lavori, ma stando all'artista ciò non è mai successo: a suo dire avrebbe compromesso o addirittura bloccato la sua fase creativa.  

 

 

[A destra la locandina di I banditi del tempo di Terry Gilliam, a sinistra quella di Detective di Jean-Luc Godard]

 

 

Pochissimi ingredienti quindi - ma era il modus operandi dell'epoca e non un'esclusiva di Enzo Sciotti - ma il suo "prodotto finale" ha avuto pochi eguali, a mio avviso.

 

Solo in un raro caso, forse unico, con il film del 1985 Démoni di Lamberto Bava (figlio di Mario), prodotto da Dario Argento, l'artista basò il suo lavoro su un frame del film. 

 

 

[La locandina di Démoni e il frame del film da cui è tratta]

 

 

Come detto all'inizio, la mole del lavoro di Enzo Sciotti è, per nostra fortuna, immensa e cominciare una lista porterebbe via settimane. 

 

Sorvolando sul suo enorme contributo nel mondo del fumetto e limitandoci al Cinema, variava dalla commedia all'italiana, che l'artista prediligeva per la maggiore e più rilevante presenza di soggetti femminili, all'horror di grandissimi registi italiani e stranieri.

 

Il suo pennello ha generato poster per film di Lucio Fulci, Dino e Marco Risi, Ettore Scola, Pupi Avati, Dario Argento, Steno, passando per Terry Gilliam, Stephen KingJean-Luc Godard e ovviamente Sam Raimi.

 

 



Fu di Enzo Sciotti anche la locandina italiana di Velluto Blu di David Lynch, per la quale però bisogna essere grati alla Filmauro dei fratelli De Laurentiis, che ignorarono ogni diffida a utilizzarla in quanto "scandalosa" e destinata a censura certa.

 

Cosa tra l'altro poi avvenuta.

 

 

 

 

Un episodio utile per aiutare a capire la potenza della sua arte può essere quello che riguarda il film Fandango del 1985 di Kevin Reynolds.

 

Al botteghino statunitense il film fu un flop micidiale, nonostante la distribuzione della Warner Bros.

La locandina originale? Abbastanza mediocre.

 

In Italia il film fu preso dalla DMV Distribuzione, che contattò Enzo Sciotti per il poster.

 

Quest'ultimo fu premiato come poster dell'anno in un importante evento internazionale e in Italia il film ebbe in proporzione molto più successo che negli USA, tanto da dare il via a collaborazioni tra l'artista e la Warner Bros. 

  

 

[Sono di parte, ma credo che il confronto sia ingiusto]

 

 

A fine carriera Enzo Sciotti ha continuato, ovviamente, a produrre capolavori: principalmente figure femminili di una sensualità ed espressività vivissime, spaziando dalle sue amate tempere a olio al carboncino o l'acquarello.

 

Molte di essi sono visibili nella sua pagina Instagram, un luogo che gli ha regalato, secondo me non abbastanza, una parte del successo che ha sempre meritato, oltre tutto con sua stessa sorpresa, avendo dichiarato che, all'apice della sua carriera, non essendoci il web, lui e gran parte dei suoi colleghi pensavano il più delle volte di disegnare poster per "filmetti".

 

Se il social network non fosse abbastanza, per gli interessati esiste pure il libro Enzo Sciotti - Il Cinema dipinto.

 

Concludo quindi con un mio enorme e personale grazie a Enzo Sciotti, augurandomi che il suo nome, il suo genio, il suo lavoro, la sua innovazione e l'ispirazione che ha fornito a numerosi artisti in tutto il mondo, riecheggi sempre più forte negli anni a venire.

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