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Ehi-Ho! La nascita dei Sette Nani della Biancaneve Disney

La genesi dei sette nani, dalla fiaba classica dei Grimm a Biancaneve e i sette nani, il primo lungometraggio animato della Disney.

 

Una delle citazioni più celebri e note di Walt Disney è: “Spero soltanto che non ci si dimentichi di una cosa: che tutto è cominciato da un topo”.

 

Indubbiamente in queste parole di Walt - pronunciate nella introduzione di una vecchia puntata televisiva del programma Disneyland - c’è una profonda verità perché, senza Topolino, non sarebbe arrivata per esempio Biancaneve.

 

E proprio perché Biancaneve c’è stata e ancora oggi continua ad affascinare le generazioni, mi piacerebbe idealmente prendere la libertà di modificare quella citazione con

Spero soltanto che non ci si dimentichi di una cosa: che tutti devono qualcosa a Biancaneve”.

 

E intendo proprio tutti: anche i più moderni lungometraggi animati della Casa del Topo. 

 

sette nani sette nani sette nani sette nani

 

Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs) rappresenta nel 1937 il primissimo lungometraggio animato realizzato dallo Zio Walt e dal suo staff.

 

Si potrebbe scrivere veramente a lungo su Biancaneve, e già in questo sito l’hanno degnamente fatto alcuni colleghi redattori.

 

Di curiosità su questo film se ne potrebbero raccontare a bizzeffe, per esempio penso - e mi ricollego a un mio articolo di qualche tempo fa - che in pochi sappiano che il primo Classico Disney vide luce anche grazie all’aiuto arrivato in un certo senso dall’Italia!

 

A seguito dei tanti rifiuti alle richieste di finanziamento che Walt mosse alle banche newyorkesi, Roy Disney pensò che lo Studio si sarebbe potuto rivolgere a Amedeo Peter Giannini, il fondatore della Banca d'America e d'Italia, già finanziatore e amico di Charlie Chaplin e altri artisti di Hollywood nonché figlio di emigrati italiani.

 

Personalità forte e raccontata anche tra le pagine dell’ottimo The Moneyman: la vera storia del fratello di Walt Disney, libro a fumetti di Alessio De Santa e Filippo Zambello che consiglio caldamente, Giannini era imprenditore geniale dal forte spirito d’intraprendenza.

 

Concedeva velocemente un credito a tutti i lavoratori di buona volontà che si dimostravano solvibili e, tra i tanti progetti economicamente sostenuti dalla sua impresa, ci fu anche Biancaneve, che quindi possiamo in qualche modo dire esser stata finanziata in larga parte coi soldi degli immigrati italiani!

 

 

[Una foto della bella graphic-novel edita da Tuné, proveniente dalla pagina Facebook della casa editrice con un disegno autografato da Giulia Priori]

 

 

Giannini fu uno dei pochissimi che da subito dimostrò interesse e fiducia nel progetto di Walt, da tanti altri tacciato come pazzo, e anche per questo motivo Walt scelse di sviluppare, tra i tanti altri progetti che seguirono il successo di Biancaneve, proprio l'italico racconto di Carlo Collodi: Le avventure di Pinocchio.

 

Quello dei finanziamenti, tuttavia, fu solo uno dei tantissimi problemi legati alla realizzazione del pazzo sogno di Walt. 

 

Uno dei problemi più complessi nella realizzazione di Biancaneve fu trovare sette distinte personalità per ciascuno dei nanetti.

Nella tradizione fiabesca orale, nonché nella versione dei Fratelli Grimm a cui il film di Disney s’ispira - come dichiarato nei titoli di testa - i sette piccoli uomini erano descritti solo superficialmente e non c’era per nessuno di loro un immaginario comune e universalmente condiviso a cui lo Studio potesse riferirsi.

 

A quanto riportano le cronache fu Pinto Colvig, un membro della Disney che tra i tanti suoi lavori per lo Studio aveva creato e donato la voce al buon Pippo, a suggerire che, poiché i sette nani avevano delle personalità distinte e precise, a ognuno di loro spettava un nome che potesse ricondurre più o meno immediatamente alla caratteristica principale del personaggio.

 

Ma tra il dire e il fare, come si suol dire, c’è di mezzo il mare e quindi… trovare sette diversi nomi e personalità fu tutt’altro che semplice! 

 

 

[Oltre a Pippo, Pinto Colvig ha donato la sua voce pure a due dei sette nani: Brontolo e Pisolo]

 

Una nota esplorativa del 9 agosto 1934, riportata da Christopher Finch nel libro L’arte di Walt Disney del 1977, include una lunga lista di circa cinquanta possibilità per i nomi dei nani e già, per alcuni, offre le descrizioni che riporto di seguito:

 

Sleepy 

Un tipo come Sterling Holloway, che si addormenta in piena baldoria o nel mezzo di una frase, ecc…

 

Hoppy-Jumpy 

Preso a prestito da Joe Twerp, il nervoso, eccitabilissimo comico della radio, che pasticcia frasi e parole.

Esempio: “Svelto con quella pentola!” diventa “Pelto con quella sventola!”.

Ha sempre paura di ricevere un calcio nel didietro, ma questo avviene solo nell’ultima scena.

 

Bashful

Preso a prestito da Buelow, grosso personaggio della radio che emette un divertentissimo risolino timido, parla a scatti e sbaglia sempre la giusta collocazione della parola “sebbene” in corpo alla frase.

 

Happy 

Un tipo come il Prof. Diddleton D. Wurtle, i cui occhioni spiritati sottolineano le più divertenti papere radiofoniche.

 

Sneezy-Weezy Gaspy

Ogni volta che tira il fiato sono inalazioni o esalazioni asmatiche. Piccolo e vivace.

Danza con movimenti leggeri, rapidi, ma arrestati a mezz’aria da un principio di starnuto.

È sempre intanto a seguire cure e diete una più strampalata dell’altra.

 

sette nani sette nani sette nani sette nani

 

È celebre il video dello Zio Walt che presenta al pubblico i neonati personaggi dello Studio, in occasione della campagna promozionale del film che ha debuttato in anteprima mondiale la sera del 21 dicembre 1937 al Carthay Circle Theatre di Los Angeles e che arrivò in Italia quasi un anno dopo esatto, ossia il 23 dicembre 1938.

 

Alcune fonti riportano l’8 dicembre 1938 come data del debutto italiano, ma in realtà questa data è quella dell’approvazione del visto censura.

La data italiana corretta è riportata in pompa magna sul numero 1 del periodico informativo Cinecittà - Notizie Generalcine, uscito proprio nel dicembre 1938 (foto in coda all'articolo) e proposto anche all’interno dell’interessante volumetto Le seduzioni di Biancaneve curato da Vincenzo Mollica nel 1989.

 

Ricordo inoltre, per tornare sul rapporto d'amore che lega l'Italia al film, che nel 1938 la Biennale di Venezia conferì un premio speciale al lungometraggio animato, attualmente esposto nel prestigioso Walt Disney Family Museum nello storico presidio di San Francisco.

 

Un caso unico, con una statuetta creata ad hoc: il premio è chiamato Il Grande Trofeo d'Arte!

 

 

[Alla sesta edizione della Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia, nel settembre 1938, il primo lungometraggio animato di Disney si aggiudica il Grande Trofeo d'Arte]

 

 

Per arrivare dalla nota del 1934 ai nomi finali pronunciati da Walt nel video, più volte proposto anche in italiano all’interno di tanti special e documentari, lo staff che lavorava al film operò un enorme lavoro di rielaborazioni e modifiche.

 

Tutti i nomi dei sette nani vennero discussi e la maggior parte vennero cestinati, per varie ragioni.

C’era ad esempio un certo Deafy - "Sordastro" - che fu eliminato su imposizione di Walt perché non voleva fare dell’umorismo basato su handicap fisici. 

 

Fu però la definizione di Dopey - Cucciolo - quella che presentò le maggiori difficoltà, non ultima quella di trovare un nome adatto. 

All’inizio gli artisti pensavano che potesse essere un personaggio molto vicino a Charlot, il carattere che via via si andò a definire tendeva a una maggiore genuinità che però non abbandonò mai del tutto l’idea di “clown buono” che gli animatori pensarono nei primi storyboard. 

 

Un problema non secondario fu trovargli una voce adatta.

 

 

[Un fotogramma del film che ritrae Cucciolo, "rincitrullulito" dall'innocuo bacio della Principessa]

 

Si racconta che le molte voci a disposizione finivano con l’essere troppo simili a quelle degli altri nani.

 

Si sa però che la difficoltà è un ottimo apripista per il colpo di genio, che non tardò troppo ad arrivare: Cucciolo sarebbe stato l’unico dei sette nani che non avrebbe parlato!

Fu forse merito anche di questa trovata se il personaggio finale risulta così dolce ed espressivo, dovendo ricorrere alla mimica più degli altri sei colleghi.

Bisogna dire che probabilmente il più amato fra i sette piccoli minatori è proprio lui!

 

Questo almeno a livello generale: personalmente non ho mai nascosto una innegabile predilezione per Dotto!

 

Tornando a noi, anzi alla Storia, in realtà nella pellicola non viene mai detto esplicitamente che Cucciolo non può parlare, ma solo che non ci ha mai provato; nel film si sente comunque un suo urlo, dei sospiri e altri piccoli versi.

 

Chissà se un giorno vorrà farlo che voce avrà?

 

 

[Un foglio di produzione con gli studi preparatori di alcuni dei Sette Nani]
sette nani sette nani sette nani sette nani

 

Se disegnare i nanetti era una cosa, animarli era… tutt’altra. 

 

Questo il pensiero di Frank Thomas, uno dei Nove Vecchi - i nove animatori storici dei più noti Classici Disney - che in un’intervista ha ricordato quell’esperienza con le seguenti parole: 

“Da principio ci aggiravamo per i corridoi scuotendo la testa, borbottando ‘E ce ne sono sette!’.

Era la prima volta che ci trovavamo a dover delineare sette distinti individui tutti insieme.

I primi quattro ti riescono benissimo, poi arrivi al quinto e hai finito le idee. Divenne un bel problema! 

 

Dovevi conoscere le loro personalità per comprendere i loro atteggiamenti.

Per esempio Eolo era una figura ferma nei suoi convincimenti, che prendeva le cose seriamente, era molto responsabile.

Ci rendemmo conto che era davvero molto importante che ogni personaggio avesse una propria personalità precisa”.

 

Se Thomas ricordava Eolo, a me piace porre l’accento su un altro nano: Pisolo!


Il nano dormiglione, va detto, è l'unico che non viene salutato da Biancaneve nel momento finale del film, quando la principessa dà l'addio al cottage nel bosco e alla vita con i sette nani per andare a vivere col Principe nel suo bel castello regale.

Eppure il povero Pisolo è probabilmente quello che più di tutti ha contribuito a salvare Biancaneve!

 

Se ben ricordate infatti è lui, in uno dei suoi immancabili sbadigli, a capire che forse il pericolo finale di cui gli animaletti del bosco stanno dando l’allarme è legato alla Regina - nota in Italia come Grimilde - che potrebbe aver trovato Biancaneve.

 

Siamo dunque sicuri che il nano più “intelligente” dei sette sia proprio il - seppur saggio - Dotto? 

E che dire del sempre allegro Gongolo (Happy), ottimo contrappeso per l’imbronciato Brontolo (Grumpy)?

 

Ognuno di loro, dunque, è riuscito ad avere una specifica personalità e caratteristica, nonché precisa vocalità frutto di lunghe ricerche.

Ci sono nel film nani che godono di meno spazio di altri, ma bisogna considerare che la versione che noi oggi conosciamo prevedeva due scene aggiuntive che riguardavano proprio i nani, e dentro le quale i personaggi trovavano ulteriore margine di sviluppo e “protagonismo”.

 

Entrambe le scene vennero tagliate in fase di produzione.

 

La prima già l’ho trattata, in un mio precedente articolo in questa rubrica dedicato al tema del Plausibile Impossibile, ed era la nota scena della zuppa con tanto di canzone.

 

Nella seconda scena tagliata i sette nani erano intenti a costruire per la Principessa un letto nuovo che le permettesse di dormire in un posto che non la costringesse a stare nei loro piccoli lettini tutti uniti (e che, come vediamo nel film, non costringesse i nani a riposare nei posti più disparati!).


Purtroppo, sebbene molto divertenti, le due sequenze - così come altre - vennero tagliate quando già l’animazione era in uno stadio avanzato perché, a detta di Walt Disney, non erano essenziali allo svolgimento della storia e avrebbero allungato inutilmente il film.

 

 

[La prima pagina del numero dedicato al film da Generalcine, agente italiano di RKO Radio Pictures, distributore della pellicola]

 

Questa Pillola Disney finisce qui, spero solo che quando qualcuno interrogherà la memoria dei lettori di CineFacts.it sull’elenco completo dei nomi dei sette nani non ne manchi uno - che guarda caso è quasi sempre Gongolo

 

Quindi rieccoli tutti di seguito, con l’ordine proposto nel celebre video di Walt sopra linkato, a chiudere: 

Dotto (Doc);

Mammolo (Bashful);

Eolo (Sneezy);

Pisolo (Sleepy);

Gongolo (Happy);

Brontolo (Grumpy);

Cucciolo (Dopey)!

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