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Podcast 46 - Tenet, The Witcher, The Mandalorian, I Due Papi, ESAward 2019

La puntata più lunga di sempre è anche l'ultima di un 2019 che ci ha visto esordire con il nostro podcast e diventare subito il podcast di cinema più ascoltato d'Italia! 

 

Quindi intanto GRAZIE a tutti voi, e poi poche chiacchiere - Eva Green - perché ci sono addirittura 194 minuti da ascoltare con le recensioni di The Witcher, The Mandalorian, I Due Papi, Maradona in Messico - Eva Green - Il Paradiso probabilmente e The Affair.   

 

E poi la solita svalangata di trailer tra cui finalmente quello del film di Christopher Nolan che forse è palindromo come il titolo Tenet, Come to Daddy - Eva Green - Herzog meets Gorbachev, Zero Zero Zero, Respect, Ip-Man 4 e perché cacchio anche quello del film dei Me Contro Te?! 

 

E finalmente si assegna il primo Eternal Sunshine Award: il premio che - Eva Green - ci siamo inventati per il titolo italiano di un film peggio adattato dal titolo originale!   

 

Le nomination erano gustosissime: 

1) L'Angelo del Male - in originale: Brightburn 

2) Dove la terra trema - in originale: Earthquake Bird 

3) Finché morte non ci separi - in originale: Ready or Not 

4) Le ragazze di Wall Street - Business is Business - in originale: Hustlers 

5) La rivincita delle sfigate - in originale: Booksmart 

6) Cena con Delitto - in originale: Knives Out 

7) Non succede, ma se succede - in originale: The Long Shot

8) Edison - L'uomo che illuminò il mondo - in originale: The Current War  

 

Chi avrà vinto? 

 

E poi come sempre un mare di news - Eva Green - e di chiacchiere e di digressioni e soprattutto il meglio secondo noi del 2019 cinematografico e anche il meglio dell'ultimo decennio cinematografico! 

 

Tutto questo in compagnia dell'autore e regista Paolo Cellammare che modera e tira le fila imbrigliando l'idiozia del Direttore Editoriale di CineFacts.it Teo Youssoufian e le sue freddure imbarazzanti, la verve all'amatriciana del redattore Enrico Tribuzio con La Cosa sempre nel cuore e le chicche - Eva Green - regalate dal regista e documentarista Giorgio Carella.   

 

Senza dimenticare lo spazio The Best & The Mest, dove grazie alle vostre segnalazioni facciamo un applauso a una sala cinematografica che - Eva Green - merita e tiriamo schiaffoni virtuali a una che invece dovrebbe migliorare le cose, e questa volta abbiamo finalmente la risposta di una sala!   

 

Come sempre, il podcast potete ascoltarlo qui sul sito oppure su Spotify, Apple Podcast, Soundcloud, TuneIn, Stitcher e su Google Podcast usando questo link.    

 

Per chi invece usa aggregatori, podcatcher e simili, questo è il feed RSS.    

 

Potete ascoltarlo con le vostre app e farvi compagnia in auto - Eva Green - sull'autobus o in qualunque momento della vostra giornata desideriate!   

 

E inondateci di feedback, così potremo migliorare di puntata in puntata!   

 

E oh, ragazzuoli, ancora infinitamente GRAZIE per l'affetto che ci avete dimostrato e soprattutto... BUON 2020 A TUTTI! 

 

ps: ah, già: cosa c'entra Eva Green? 

Eva Green c'entra sempre.

 

 

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13 commenti

Francesco

1 mese fa

In una recente intervista Shane Carruth purtroppo ha dichiarato che si ritirerà dal mondo del cinema dopo aver completato un grosso progetto (I’ve got a massive thing that I’m doing, and after that I’m gonna get out of this’), speriamo parlasse di The Modern Ocean o comunque di un lungometraggio. Già una volta è successo che non era riuscito a raccogliere fondi per la produzione di “A Topiary” nonostante il costo non fosse particolarmente elevato (aveva anche destato l’interesse di Soderberg e Fincher) e sarebbe un peccato se mollasse prima, è un autore veramente unico di cui sentirei la mancanza, nonostante abbia realizzato due soli film, come dice Teo stupendi e assolutamente da recuperare, veramente originali… speriamo ci lasci almeno con un terzo o che cambi idea del tutto 😢

Ps: Al titolo “come to daddy” ho subito pensato ad Aphex Twin e sentirlo dire da Teo tipo un secondo dopo che l’ho pensato mi ha risollevato la giornata ahah, grande… vado a ri-farmi la maratona Chris Cunningham

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Antonio Marino

2 mesi fa

Grazie come sempre

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Quartetto fantastico😂

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Luca Girardi

2 mesi fa

Succession (2 stagioni) è già disponibile su Now TV (Sky) . Ciao

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Daniele

3 mesi fa

...ma la nuova puntata? 😁

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Pietro Rossini

3 mesi fa

Sempre un piacere!

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Luckyboy

3 mesi fa

Ma Teooo, spoiler Knives Out!!

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Rosario Azzaro

3 mesi fa

Grazie per insegnarmi ogni settimana tantissime cose sul cinema, potrei ascoltarvi anche per 10 ore di fila! Continuate così

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Filman

3 mesi fa

Teo, toglimi una curiosità, ma quando verrà distribuito The Lighthouse?

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Luca Di Cangio

3 mesi fa

The Mandalorian è Star Wars…o meglio…è come Star Wars doveva essere.
Ecco con questa frase parafrasata di Gandalf potrei riassumere il mio pensiero sulla la prima serie tv in live action tratto dall’universo di Star Wars…The Mandalorian.
Jon Favreau ormai è diventato un habitue all’interno della Dinsey…nella MCU ha diretto i primi due Iron Man (anche se il primo ancora non era ancora sotto la bandiera del topo) ed ha interpretato Happy Hogan in svariati film della saga dell’infinito, poi ha diretto due remake in live action (anche se Il re leone si può definire solo un remake) dei classici Disney…gli mancava solo di mettere le mani anche sul il franchise di Star Wars…e l’ha fatto scrivendo tutti gli episodi, senza dirigerne uno, di questo primo esperimento di successo.
The Mandalorian è una storia semplicissima, niente di eccezionale…non ci sono lunghi spiegoni o che sono più di un popolo ma un gruppo di persone che ha fatto una scelta di vita seguendo i dettami della loro dottrina che li obbliga a nascondersi agli occhi del prossimo dietro un elmetto che non è solo una protezione ma che è parte integrante del personaggio, cosa che va un pò in contrasto con quello visto nell’Attacco dei cloni in cui Jango Fett si mostrava senza problemi (so che il personaggio viene approfondito nelle varie serie di animazioni ma non l’ho viste quindi mi esprimo tenendo presente solo il canone dei 9 film…fermatemi se dico una castroneria cit.), questa suo voce pacata e mai emozionata di cui solo i silenzi potevano celare qualcosa…mi ha ricordato molto il fascino associato a Vader e al suo casco in cui per tutta la trilogia si aspettava di vedere il suo volto così come anche in the mandalorian c’è curiosità nel vedere il viso di Pedro Pascal…il quale ci viene mostrato non come il mandoriano forte e combattente ma ci mostrano sua controparte umana e vulnerabile…come per Anakin ne Il ritorno dello jedi, cii mostrano nell’ultima puntata della stagione Din Djarin ferito a morte e rassegnato fine ma allo stesso tempo felice di sacrificarsi per la salvezza dei suoi amici.


flashback che spezzano il ritmo della serie…il racconto fila liscio senza particolari sussulti…ogni puntata vengono introdotti personaggi, luoghi ed eventi che in un modo o nell’altro aiutano lo spettatore a comprendere meglio il protagonista…Mando “Il mandoriano”…un cacciatore di taglie taciturno e solitario che non fa troppe domande…ci viene introdotto il sottobosco dei cacciatori di
taglie e della loro gilda, ci viene presentato il credo dei mandoriani e il loro “This Is The Way” e
Le atmosfere polverose molto retrò della serie, compreso un massiccio uso di personaggi “pupazzosi” ricreati al computer creano un legame continuativo con gli scenari della vecchia trilogia…le zone desertiche di episodio IV, le distese ghiacciate di episodio V e le foreste e boschi di episodio VI…la musica che ricordano volutamente i vecchi western rispetto ai temi più iconici e classici di John Williams sono una componente molto importante nello svolgere della storia, mai invasiva e di grande
atmosfera con ritmi che riflettono alla perfezione il carattere flemmatico e cazzuto del personaggio.
Il tema centrale della storia infine è il rapporto tra Mando e Baby Yoda…quest’ultimo personaggio diventato ormai famosissimo sul web e creato quasi appositamente per diventare un fenomeno virale e di puro merchandising ma che a differenza dei porg negli ultimi jedi (che venivano inseriti solo per quello) ha una funzione importante a prescindere da tutti i vari riferimenti alla forza…il rapporto che si crea tra lui e il protagonista mi ha ricordato molto quello che si creò tra Leon e Mathilda…l’uomo spietato senza scrupoli che porta a termine ogni tipo d’incarico che si blocca e inizia un personale percorso di ravvedimento andando contro a tutto mettendo la vita di un altro dinnanzi alla propria…poi un altro quando chiede supporto agli altri invitandoli a seguirlo nessuno lo fa…ma quando arriva il piccoletto verde intorno a lui arrivano in soccorso i suoi confratelli, alleati nuovi e vecchi lo affiancano in pericolose missioni e lui alla fine addirittura accetta anche l’aiuto degli odiatissimi droidi.

elemento d’importanza nel valore nel personaggio di Baby Yoda sta nel fatto che è riuscito ad attrarre a se le persone che le orbitavano attorno, infatti, il mandaloriano inizia il suo viaggio da solo, missioni solitarie, evitava di stare nei cunicoli insieme agli altri membri del suo credo e
Concludendo sono molto soddisfatto di questa serie tv…come ho scritto sulla copertina questo è uno “Star Wars che torna ad essere Guerre Stellari” (Guerre stellari è come quelli della mia generazione hanno iniziato a conoscere questa saga e come l’abbiamo chiamata per tanti anni fino all’uscita della trilogia prequel) infatti in alcuni punti sembra proprio di rivedere parti tratte proprio della vecchia trilogia sensazione che non ho mai

provato per i nuovi film della saga Disney, (salvo solo gli A Star Wars story, anche se Solo potevano farlo meglio).
E’ una serie capolavoro? Assolutamente no…ha diversi difetti ma non pesano sull’economia della storia…otto episodi che scorrono in maniera fluida dove i diversi registi riescono ad intersecare le loro storie in modo personale ma coerente rendendo la stagione qualcosa di omogeneo…il modo in
cui Jon Favreau è riuscito a gestire tutto è stato impeccabile, riuscendo a raccontare una storia semplice in un contesto già famigliare a tanti introducendo molti elementi nuovi senza esagerare con citazioni ed easter eggs fastidiosi.
Ed ora dopo aver visto questa serie e poco dopo aver visto Episodio IX mi viene da chiedere quanto meglio sarebbe potuta essere la nuova trilogia se l’avessero affidata a Jon Favreau invece che a J.J. Abrams? Questa però sarà una domanda che rimarrà senza risposta come quella di come sarebbero state le ultime stagioni di Game of thrones se fossero state girate dopo la uscita dei libri di Martin.

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