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Podcast 29 - Il Re Leone, The Nest, lo Strapotere Disney, Il Signor Diavolo, l'Amazzonia e i Ghiacciai

Lo sapevate che la iena femmina ha il clitoride più grosso del pene della iena maschio? Sapevatelo, su CineFacts Podcast! E non è una cosa buttata a caso, ha un senso che scoprirete solo ascoltando la puntata 29 del podcast di Cinema più ascoltato d'Italia! 

Oggi ben 3 recensioni: Il Re Leone, The Nest e Il Signor Diavolo, quindi l'ultimo blockbuster Disney e due horror italiani... quale sarà dei 3 quello meno consigliato? 

E poi, commentiamo il teaser di El Camino, il film sequel di Breaking Bad, il trailer di Bombshell con il trio biondo Nicole Kidman/Charlize Theron/Margot Robbie, i nuovi trailer di The Mandalorian e Star Wars - L'Ascesa di Skywalker direttamente dal D23 - che non si sa perché si chiami così - il trailer di The Report con un magnifico Adam Driver, il trailer di Motherless Brooklyn, scritto diretto e interpretato da quel ragazzaccio di Edward Norton, e non solo... 

 

Parliamo di Emma Stone nei panni di una giovane Crudelia De Mon, dello strapotere Disney e di tutte le produzioni Marvel che stanno per arrivare, lanciate dal D23 - che non si sa perché si chiami così - e non solo... 

 

Rispondiamo alle vostre domande chiarendo la differenza tra i voti di IMDb e quelli di Rotten Tomatoes e disquisendo su quanto un ottimo romanzo possa garantire un buon film rispetto a una sceneggiatura originale, e non solo... 

 

Orfani di Paolo Cellammare, che si trova in vacanza ma verrà disturbato telefonicamente, la puntata di oggi è presentata e moderata dal Direttore Editoriale di CineFacts.it Teo Youssoufian che si trova in studio con due splendidi ospiti: il fotografo e artista videomaker Pietro Baroni e il redattore trucidone grafico Enrico Tribuzio

 

Grazie a Pietro scopriamo che c'è una copia di Mediterraneo di Gabriele Salvatores nascosta sotto un ghiacciaio, digitalizzata e pronta per essere vista tra mille anni, e si parla della sovvenzione di Leonardo DiCaprio per cercare di aiutare l'Amazzonia che sta letteralmente andando a fuoco. 

 

La rubrica sotto i riflettori di oggi è L'Auto che Era, tenuta dalla redattrice anonima misteriosa che parla di adattamenti e di doppiaggio direttamente da dentro il mestiere. 

 

E poi vi invitiamo in sala il 20 settembre per il secondo appuntamento di Al Cinema con CineFactsHarry, ti presento Sally!

 

E poi vi invitiamo a candidarci per i MacchiaNera Awards, ma se non avete voglia vi vorremo bene lo stesso... 

 

E poi come sempre abbiamo già spoilerato abbastanza in quello che è invece un podcast assolutamente SPOILER FREE, quindi il resto dovrete ascoltarlo con le vostre orecchie! 

 

Come sempre, potete ascoltarlo qui sul sito oppure su Spotify, Apple Podcasts, Soundcloud, TuneIn, 

Stitcher e su Google Podcast usando questo link. 

 

Per chi invece usa aggregatori, podcatcher e simili, questo è il feed RSS.

  

Potete ascoltarlo con le vostre app e farvi compagnia in auto, sull'autobus o in qualunque momento della vostra giornata desideriate! 

 

Se l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste anche voi? 

E perché il D23 si chiama così? 

 

E inondateci di feedback, così potremo migliorare di puntata in puntata! 

 

 

 

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4 commenti

Andrea Cavo

15 giorni fa

Breve ricerca sull'internet:

"The name "D23" is a reference to the year 1923, which is when Walt Disney opened his studio in Hollywood."

Svelato l'arcano!

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Pierluigi Terzoli

17 giorni fa

Bella puntata

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Emanuele Cortellini

17 giorni fa

Ma la "scena" post-credit? Ahahahahahah

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Ten. Ripley

17 giorni fa

Ciao, per quanto riguarda la piccola parentesi libro/film vorrei dire una banalità:
Prendo come esempio Solaris e da questo estrapolo una mia teoria breve.
Il Romanzo di Lem del 1961 è bello: leggero, scorrevole, BREVE, surreale e a tratti ironico, critico (della società sovietica del suo tempo) e grottesco, invito tutti a leggerlo.
Il film di Tarkovskij del '72 è una mattonata tarkoskiana dove Lem scompare, dove c'è solo Tarkovskij e quello che lui ha capito del libro, svuotato dello spirito che aveva guidato Lem.
Il film di Soderbergh del 2002 accantona Tarkovskij, rilegge il libro e ne interpreta a pieno lo spirito, mi è piaciuto molto.
Ma il fatto di essermi piaciuto molto non riguarda l'opera cinematografica in sè, ma quanto questa rispecchi il carattere che contraddistingue l'opera letteraria.
Sarà sempre una critica monca, un confronto perenne che toglie valore all'immersività della fruizione del film.
Poi vabbè, quando le due immagini, la nostra e quella del regista, collimano, ecco che scatta l'orgasmo, ma è davvero raro.

Parentesi: per quanto riguarda i sentimenti di Teo per Star Wars, troppo grandi per essere spiegati, volevo dirgli che lo capisco: provo lo stesso per La Storia Infinita.

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