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La Favorita: tre donne nella gabbia dorata dei conigli

Il potere, nella sua forma cortigiana e lontana dal contesto bellico, si arrichisce di tranello e inganno. Il luccichio dei gioielli, la ricchezza della carta da parati, il gusto corposo di un buon vino risalta per contrasto l'aridità delle più bieche ambizioni. Yorgos Lanthimos ne La Favorita (2018) tratteggia un affresco indimenticabile di crudeltà con l'eleganza di una donna dalle dita affusolate che imbraccia un fucile da caccia.  

 

 

C'è Emma Stone, fulgido gioiello di Hollywood che risponde alle esigenze millennials, musa d'autore e ragazza della porta accanto, intrisa di un divismo tutto nuovo,  che fa del suo eclettismo un fattore di maggior fascino rispetto alla bellezza. 

 

Interpreta Abigail, angelo caduto, figlia di un nobiluomo decaduto che l'ha venduta per debiti di gioco: occhi grandi da cerbiatta spaventata nascondono i piani di una donna smaliziata, cresciuta troppo in fretta e che non ha più nulla da perdere. 

 

 

[Per Emma Stone è il primo lavoro con l'esuberante regista greco]

 

C'è Rachel Weisz, nel ruolo di Sarah Churchill, duchessa di Marlborough: i lineamenti duri del suo viso e la semplicità della sua mise emergono in una corte di soli uomini vanitosi, ingioiellati e oscenamente truccati.

 

Sarah gestisce i conti della regina e, con un atteggiamento che oscilla pericolosamente tra tenerezza e prepotenza, ne manovra le intenzioni.

 

Caparbia, ambiziosa e autoritaria, Sarah ha tutto da perdere.

 

Sarah e Abigail si contendono il favore della regina Anna, una colossale Olivia Colman : personaggio delicato e crudele, perennemente sull'orlo di una crisi di nervi.

 

 

[Rachel Weisz, aveva già lavorato con Lanthimos in The Lobster, interpreta Sarah]

 

 

Anna è ingombrante, totalmente fuoriluogo tra i fasti della corte, eppure il suo corpo, appesantito e perennemente malato, è il terreno di sfida di Abigail e Sarah: il soddisfacimento sessuale della regina e la sua cura sono l'obiettivo, se non l'ossessione, delle due donne. 

 

Ne La Favorita tutto ruota intorno alla regina, che è l'occhio del ciclone della vita di corte; è emblematico che Anna, imbruttita da una vita di sofferenze a cui i soldi non possono rimediare, grottesca anche nei tentativi di trucco, maldestra nelle scene saffiche, sia anche la più sincera delle rappresentazioni del potere monarchico: invadente, decadente, infantile. 

 

Il primo duello di Abigail e Sarah consiste proprio nella cura della gotta della regina in una serie di dissolvenze incrociate in cui i personaggi si sovrappongono. 

 

 

[Olivia Colman grazie alla sua interpretazione di Anna Stuart ha vinto l'Oscar come Miglior Attrice Protagonista nel 2019 ]

 

 

Le due donne hanno un approccio molto differente nello scontro per divenire la favorita: Sarah, mossa dal patriottismo e da un affetto interessato ma tutto sommato anche sincero nei riguardi della regina, tenta di sfruttare la sua influenza per gestire gli affari di stato.

 

Ad Abigail non importa nient'altro che di se stessa, piuttosto usa gli affari di stato per riacquistare una posizione personale. 

 

Ciò che accomuna le due donne è l'utilizzo del sesso ma più specificatamente della carne per arrivare al potere.

 

Lanthimos ne La Favorita descrive un microcosmo di convivenza forzata, dove violenze e frivolezze si susseguono una dopo l'altra, spesso intersecandosi. 

La corte è la grande prigione di Anna, un utilizzo maniacale di grandangoli e fisheye schiacciano gli interni suggerendo allo spettatore una sensazione di soffocamento e di distorsione della realtà percepita. 

 

 

[Sarah Churchill discute della guerra in corso con il Primo Ministro e il leader dell'opposizione Robert Harley]

 

Anche la Storia viene distorta, soprattutto per quanto riguarda il linguaggio, volutamente moderno, esplicito, gergale.

 

Un ruolo chiave nel descrivere i rapporti di potere ne La Favorita è quello dei conigli della regina; Anna infatti li colleziona, ognuno dei quali ha il nome di uno dei figli che non ha mai avuto, in seguito a aborti spontanei e morti premature. 

Prova nei riguardi di ognuno dei 17 conigli un amore incondizionato, specchio dell'amore materno mai realizzato.

 

Abigail e Sarah hanno anche nei loro riguardi atteggiamenti diametralmente opposti: la prima è affettuosa, per ingraziarsi la regina, la seconda è diretta e indifferente.  

Perché proprio questi animali schivi?

 

I conigli sono tra le creature più fragili del mondo animale, chiunque ne abbia posseduto uno domestico sa quanto siano difficili da curare e quanto siano soggetti a malattie e morte prematura.

Sono erbivori, prede per natura, e per questo molto attenti ai pericoli, sempre all'erta.

 

Come la regina Anna tende a fuggire dalle responsabilità allo stesso modo il coniglio è sempre pronto a nascondersi dalle situazioni di disagio. 

Il coniglio è presente sostanzialmente in tutte le mitologie, in alcune la sua naturale timidezza veniva identificata con furbizia in altre con codardia.

 

Nella mitologia egizia il coniglio veniva identificato con Osiride che portò la civiltà alla popolazione per poi venir fatto a pezzi da Seth, suo fratello invidioso. Iside ricompose i pezzi del dio, tranne il pene mangiato da un pescegatto, e lo riportò alla vita: nonostante ciò concepirono Horus

 

Il binomio coniglio-resurrezione è anche stato rielaborato nel cristianesimo, del resto il coniglio pasquale è uno dei simboli della Pasqua oltre che uno degli animali che si associano a Gesù, la cui forza risiedeva nella sua gentilezza e docilità.

Sant'Ambrogio identificò anche nella capacità delle lepri di cambiare manto a seconda della stagione un simbolo della resurrezione. 

 

In Cina è nota anche la leggenda del coniglio lunare, un animale mitologico che ha sacrificato se stesso gettandosi nel fuoco per nutrire un vecchio viandante.

 

Ancora una volta, seppur coniugato in un'altra religione, il coniglio diventa icona di purezza.

 

 

[Una rappresentazione del mito buddhista del coniglio lunare cinese]

 

Ingenuità, carità, purezza, gentilezza, docilità: tutto ciò che Anna ha probabilmente sempre sognato, tutti sentimenti che praticamente non hanno mai visto luce nella splendida corte de La Favorita.

 

Sono solo le controfigure di un sogno. 

 

Il coniglio è soprattutto però simbolo della fertilità e della femminilità, a partire dalla sua consacrazione ad Afrodite nel pantheon greco, a causa dell'insensa attività sessuale e riproduttiva dell'animale. 

 

 

[Cupido si aggrappa a un coniglio in Venere, Arte e Amore di Piero di Cosimo]

 

 

Possiamo quindi affermare che la presenza di tanti conigli ne La Favorita sia in netta antitesi con l'infertilità della regina Anna. 

 

Nella scena finale del film Abigail, ormai vincitrice nello spregevole e subdolo duello, può finalmente rivelare la sua vera natura.

Mentre legge un libro schiaccia col piede uno degli amati conigli.

Sul suo viso appare un sorriso subdolo e l'animaletto si lamenta e urina sul pavimento.

 

La regina, accortasi dell'abuso, richiama Abigail e si fa massaggiare le gambe.

 

 

[Il momento in cui Abigail schiaccia il povero coniglio di Anna]

 

Non si tratta più di un massaggio erotico, ma di un'imposizione di potere, una punizione. Il gesto di Anna è presumibilmente l'inizio di una serie di umiliazioni.

 

C'è un'altra dissolvenza incrociata in cui si sovrappongono i volti delle due donne e l'assembramento dei piccoli e soffici leporidi. 

 

Anna è delusa,ferita nell'orgoglio, pentita per aver scelto chi è stata sempre indulgente con lei e i suoi vezzi, non per affetto ma per totale disinteresse.

Abigail comprende di essere passata da una forma di schiavitù a un'altra.

 

L'espressione di disgusto mostra ciò che ha sempre provato nei riguardi del corpo della regina di cui si era presa cura con devozione. 

 

 

[La rivincita dei conigli nelle drolleries medievali]

 

Nei manoscritti miniali medievali sono state rinvenute delle immagini decorative nominate "drolleries" in cui venivano rappresentati strani ibridi uomo-animale, atti bestiali e inquietanti, a volte conigli assassini impegnati nella vendetta nei confronti di esseri umani. 

 

Da un lato la vendetta è un atto di codardia dall'altro queste immagini ci comunicano un ribaltamento dello status quo. 

 

Anna, che sembra succube del gioco di Abigail, con il dolore del pentimento finisce per stringere lo scettro di regina che non aveva mai cercato.

 

 

[Anna, Abigail e conigli: un'immagine particolarmente evocativa]

 

 

Non c'è possibilità di felicità per Anna e Abigail, nella loro prigione dorata. 

 

Non si scende dalla torre del potere senza schiantarsi al suolo.

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1 commento

Tati23

2 mesi fa

Articolo molto interessante.
La Favorita è uno di quei film che ogni volta che vedi trovi una chiave di lettura diversa, Grazie per l'approfondimento.

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