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#StandByMe-UnCinemapercrescere

First step on screen

First step on screen. 

Primo passo verso la consapevolezza cinematografica.

Primo passo verso l'estetica dell'intimità narrativa.

 

Sono cresciuta anche col cinema, ma solo col cinema continua a vivere anche quella bambina, davanti a un film non ho più età: vivo la sorpresa e la meraviglia, i rossori dell’adolescenza, l’incoscienza e l’audacia, l’età adulta della tragedia, la consapevolezza del saggio, la sofferenza di dolori mai vissuti o vissuti altrove, ritrovo i volti che mi hanno lasciato e conosco quelli che incontrerò.

Vedo la vita sullo schermo raccontata da chi, non so come, mi conosce perché sta raccontando di me.

Quando riconosci il tuo pezzettino di mondo allora il cinema vive nel tuo sguardo, nel respiro che segue l’azione, nell’agitarsi sulla poltrona.

Un’urgenza impellente che senti sulla punta delle dita e ti fa scattare in piedi.

 

Nella suite Atlantis di un motel, lui desidera un figlio e lei concede solamente il suo corpo.

Nel concitato campo-controcampo di Blue Valentine spiamo Michelle Williams e Ryan Gosling, i pugni chiusi di lei e la sua resistenza passiva, l’amore e la frustrazione gridata di lui.

In quel momento i loro sogni spezzati diventano i nostri.

 

Su una poltrona di pelle in giardino una ragazzina con la pipa tra le mani: così si annuncia la gravidanza al padre inconsapevole? Juno è la vita che non t’aspetti, la vita prepotente che si fa avanti senza chiedere il permesso.

L’audacia impertinente di una teenager che dal mondo degli adulti non riceve lezioni, ma ne dà. 

 

 

 

Nelle campagne francesi, immutabili nel tempo, una fanciulla incorona il suo mulo con fiori di campo: l’innocenza umana rispecchiata in quella primordiale dell’istinto.

Ecco Au Hasard Balthazar e come protagonista un asino sconfitto dall’ignoranza dell’uomo e battezzato dalla dolcezza infinita della sua giovane padrona. 

 

Una corsa sgraziata in un binario di croci, un viso affannato e deforme, un ghigno rabbioso, una pausa per tirare il fiato e poi ancora una gimkana fra le croci.

Una musica incalzante che si rende epica e che detta i tempi della corsa.

Un carrello compulsivo e infernale fino al fermo immagine sulla tomba del tesoro.

La vita disperata nel nostro mondo cane non si concede neanche il rispetto della morte.

E i volti della vita sono quelli de Il buono, il brutto, il cattivo.

 

 

 

L’Italia, il mio paese, è un paese spaesato: tutte le possibilità di una volta non ci sono più.

Dove non c’è nessuna certezza, i percorsi s’invertono e se diminuiscono le possibilità, aumenta la libertà di inventarsi percorsi propri perché sono impercorribili gli altri.

Sento di amare e raccontare quest’Italia che non è più solo entro i confini ma si disperde per avere successo in tutto il mondo.

Il passato rischia di generare sterile nostalgia, i tentativi di riscatto diventano personali e confusi. 

Forse meglio intervenire con la verità di noi stessi. 

Attenzione: pericolo frane e attraversamento animali selvatici.

 

Un cinema che racconti questo: storie personali che incontrano altre storie personali e che hanno diritto al loro racconto.

Rendere visibile ciò che è invisibile o ristretto a pochi: la storia di Juno ma anche i dialoghi irriverenti in Youth con Paolo Sorrentino

Con quest'ultimo posso dire: anche io posso essere guardata, anche solo per il mio aspetto fisico. 

 

Voglio un cinema dove la battuta segua l’azione, che sappia mettere a nudo i personaggi non per giudicarli ma per farli emergere in tutta la loro libertà. 

La mia ambizione mi porta a volere un cinema che sia tutto in tutto, i temi più diversi, in ogni genere.

Un cinema senza limiti per una vita senza confini. Per questa meta mi sembra di essere sprovvista di tutto, ma non della volontà, dello sguardo e del cuore.

Cresco con alcune particolari pellicole.

Quelle per le quali, a volte, provi un'ingenua vergogna, altre volte ancora l'immoralità del corpo. 

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11 commenti

Lucaluigimanfredi

1 anno fa

Wow! Che articolo!

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George Nadir

1 anno fa

Bellissimo articolo! Mi piace come scrivi

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Wow, una vera poesia!

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Sebastiano Miotti

1 anno fa

Scrivi davvero molto bene. È un piacere leggere. E dopotutto l'unico modo per essere inimitabili è parlare di sé

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Piero Crea

1 anno fa

''Voglio un cinema dove la battuta segua l’azione, che sappia mettere a nudo i personaggi non per giudicarli ma per farli emergere in tutta la loro libertà.
La mia ambizione mi porta a volere un cinema che sia tutto in tutto, i temi più diversi, in ogni genere.
Un cinema senza limiti per una vita senza confini.'' 
AMEN !

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OldBoy

1 anno fa

"Vedo la vita sullo schermo raccontata da chi, non so come, mi conosce perché sta raccontando di me.

Quando riconosci il tuo pezzettino di mondo allora il cinema vive nel tuo sguardo, nel respiro che segue l’azione, nell’agitarsi sulla poltrona.

Un’urgenza impellente che senti sulla punta delle dita e ti fa scattare in piedi."

Hai trasformato in parole quelle sensazioni che non ho mai avuto il coraggio di definire, grazie!

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Baxter

1 anno fa

Bellissimo articolo! 😉

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Lu

1 anno fa

Articolo bellissimo e sappi che anche in questo tuo credo si trovi un pezzettino di tutti noi… Citandoti:  parli di te ma sembri conoscermi

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Roberta

1 anno fa

Articolo stupendo (come del resto gli altri che hai scritto) in cui ti mostri senza alcun filtro... sei bravissima, ti adoro!

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Drugo

1 anno fa

Wow, proprio un bell' articolo

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Dav 9000

1 anno fa

Ti sei messa proprio a nuda in queste righe, mi sento un po' interdetto. Devo metabolizzare.

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