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Pierce Brosnan: Good gone Bad

Alcuni ricorderanno Pierce Brosnan come uno 007 pieno di charme, altri invece, magari perché dotati di meno memoria, avranno ben presente solo l'ultima non felicissima parte della sua carriera. 

 

 

Pierce Brosnan, però, è stato un attore molto più interessante di quello che ciascuno dei due identikit potrebbe lasciare intendere. 

 

Sin dal debutto si è mostrato un attore interessante, capace di unire un innegabile charme con un buon talento e un'ottima predilezione per l'action.


La sua prima parte di carriera è quasi interamente dedicata alla TV: la notorietà arriva nel 1982 con la serie Mai dire sì ma il suo debutto cinematografico risaliva a due piccoli ruoli in due ottime pellicole, Quel maledetto venerdì santo e Assassinio allo Specchio. 

 

 

[Quello di Jean-Charles Pommier in Nomads è il primo ruolo importante della carriera di Pierce Brosnan]

 

 

 

Il suo primo vero grande ruolo cinematografico arriva con Nomads di John McTiernan, seguito a breve giro di posta da Quarto Protocollo di John McKenzie, da I dinamitardi di Christian Duguay e da Il tagliaerbe di Brett Leonard.


Subito dopo arrivano due tra i ruoli più famosi interpretati da Pierce Brosnan: Stuart Dunmeyer in Mrs. Doubtfire e, soprattutto, quello di James Bond nei quattro film della saga di 007: Goldeneye, Il domani non muore mai, Il mondo non basta e La morte può attendere.

 

 

[Ogni millennial associa il volto di Pierce Brosnan al primo 007 di cui abbia memoria]

 

 

Nel frattempo recita anche per Barbra Streisand in L'amore ha due facce, per Tim Burton in Mars Attacks!, per Richard Attenborough in Grey Owl e per John Boorman ne Il sarto di Panama.

 

Insomma: la carriera di Pierce Brosnan sembrava assumere sfumature piuttosto interessanti finché nel suo curriculum non ha cominciato a far capolino un genere che, a lungo andare, può minare quasi ogni tipo di carriera: la commedia romantica, in tutte le sue infinite declinazioni.

 

Laws of Attraction, After the Sunset, Mamma Mia!, Gli Ostacoli del cuore, Remember me, Ma come fa a far tutto?, Love is All you Need, Colpo d'amore, il fidanzato di mia sorella e Mamma mia! Ci risiamo contribuiscono tutti ad appiattire la sua immagine, puntando sul suo charme e sulla sua eleganza, ma tralasciando decisamente ogni altra dote.

 

 

[Laws of attraction: dove la discesa ha avuto inizio]

 

 

A quel punto, però, anche le nuove sortite negli altri generi hanno iniziato a risultare scricchiolanti: The November Man,  Survivor, No Escape, Final Score e The Foreigner sono esempi piuttosto eloquenti di come di recente non sia tutto andato molto bene per il nostro ex 007.


L'ultimo lavoro di spessore di Pierce Brosnan è tuttora L'uomo nell'ombra di Roman Polanski, ormai risalente a un decennio fa.

 

La frequenza con cui viene ancora scelto, comunque, può sempre far ben sperare i suoi fan: un ritorno su buoni livelli non è da escludere.


Non ci resta che sperare quindi che Pierce Brosnan possa trovare una nuova dimensione.


Cosa che di certo non comprometterebbe il suo ormai assodato status di sex symbol.

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2 commenti

LEONIDA

3 mesi fa

stavo pensando a lui ieri sera mentre guardavo 'Eurovision Song Contest - la storia dei fire saga'  e mi so detto  - poraccio che brutta fine-

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Bernadette Hanna

3 mesi fa

mi interesserebbe conoscere il good and bad di James Woods se non l'avessi già fatto

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