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Michael Shannon: Bad gone Good

Michael Shannon è al momento uno degli attori più prolifici e richiesti dell'intera Hollywood ma, in realtà, potrebbe tranquillamente essere definito come un late bloomer: un talento sbocciato tardi.

 

 

Forse, in realtà, è stato un certo tipo di Cinema ad accorgersi tardi di lui, vista anche la lunghissima gavetta dell'attore nativo del Kentucky.

 

Il suo debutto nel Cinema risale infatti addirittura al 1993, con un piccolissimo ruolo nel super cult Ricomincio da capo.

 

 

[Riconoscete questo ragazzone?]

 

Dopo una serie di piccoli ruoli in film non indimenticabili di fine anni '90, Michael Shannon ha cominciato a collaborare con Michael Bay, prendendo parte a Pearl Harbor e a Bad Boys II, recidando in ruoli man mano più rilevanti in film come Tigerland, New Port South, High Crimes e Kangaroo Jack.

 

In quegli anni, però, comincia anche ad affastellare dei ruoli di supporto in qualche cult, come testimonia la sua presenza in Vanilla Sky e 8 Mile.


Ciò che stupisce malgrado la scarsa qualità media dei film in cui ha recitato nei primissimi anni della sua carriera è, comunque, la capacità di adattarsi a tanti ruoli ben differenti tra loro.

 

Una capacità che, come ben sappiamo, gli tornerà molto utile.

 

 

 

 

I ruoli successivi di Michael Shannon scorrono, così, senza grossi alti e bassi: dopo Grand Theft Parsons, The Woodsman e La Casa Maledetta arrivano, però, le sue prime due grandi occasioni con dei registi di alto rango.

 

Se in Bug di William Friedkin non si può dire che il suo debutto da protagonista sia andato male, di World Trade Center di Oliver Stone non si può proprio parlar bene fino in fondo.

 

A questo punto le collaborazioni interessanti hanno cominciato a fioccare: nel giro di tre anni si è così ritrovato a recitare per Sidney Lumet in Onora il Padre e la Madre, per Sam Mendes in Revolutionary Road e per ben due volte con Werner Herzog ne Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans e My Son, My Son, What Have Ye Done.

 

 

[La folle interpretazione di John Givings in Revolutionary Road è valsa a Michael Shannon la prima nomination ai Premi Oscar della sua carriera]

 

 

Sempre nello stesso periodo Michael Shannon ha iniziato il proprio sodalizio con l'allora esordiente Jeff Nichols, che prima gli ha affidato il ruolo da protagonista in Shotgun Stories e poi ne ha fatto il suo attore feticcio, offrendogli dei ruoli in Take Shelter, Mud, Midnight Special e Loving.

 

Il suo ruolo televisivo in Boardwalk Empire è stato praticamente l'ultimo tassello che gli ha permesso di guadagnarsi l'attenzione sia degli addetti ai lavori che del pubblico generalista.

 

E a quel punto ha cominciato a macinare una pellicola dopo l'altra, riscontrando sempre critiche super positive.

Talmente positive da portarci anche a perdonarlo per il suo ruolo in Man of Steel.

 

 

[Quella fornita in Take Shelter è forse tuttora la prova più straordinaria di Michael Shannon]

 

 

Alla sua incursione nel mondo supereroistico, infatti, hanno fatto seguito prove fondamentali come l'interpretazione di Elvis in Elvis & Nixon, il ruolo di Matt Riley ancora sotto la direzione del maestro Herzog in Salt and Fire e, senza alcun dubbio, lo sconvolgente Detective Bobby Andes in Animali Notturni di Tom Ford, ruolo che gli è valso la seconda nomination agli Oscar della sua carriera.

 

Tra le migliori prove recenti di Michael Shannon è invece impossibile non citare le incredibili performance fornite in La forma dell'acqua di Guillermo del Toro e Cena con delitto di Rian Johnson, che certificano il suo stato di grazia permamente. 

 

 

[Venite a dirmi che ne La Forma dell'acqua non avete l'avete odiato e io non vi crederò]

 

 

La sua sola presenza è, ormai, in grado di rendere un film interessante: grazie alla sua flessibilità potrà dare ancora tantissimo al Cinema negli anni a venire, sia che reciti in blockbuster sia che si presti al cinema indipendente.

 

Un'evoluzione non da poco per un attore che, come abbiamo visto, di gavetta ne ha fatta davvero tanta.

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