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The Dreamers: fuggi dalla Storia del mondo e incontrerai quella del Cinema

The Dreamers - I Sognatori è un film sul sentimento artistico e la responsabilità storica.

 

Interventismo/opportunismo, un film sull’amore per il Cinema e la sua importanza nel XX secolo - già denominato da Lucilla Albano “Il secolo della regia” - un film sull’alienazione e la saturazione dell’immaginario: la Storia del mondo e la Storia del Cinema.


Concept 

Tre studenti, uno americano e due francesi – nell’ordine MatthewIsabelle e Theo – a Parigi, nella primavera del 1968.


Sinossi

Matthew è giunto nella capitale francese da poco e conosce i due gemelli alla Cinémathèque française che frequentano assiduamente.

Sarà invitato da loro a stare per un po’ nella stessa casa, una volta che i genitori fossero partiti.

 

All'interno di quella casa il tempo per loro si fermerà, e mentre per le strade si sviluppano quella serie di movimenti di rivolta che passeranno alla storia con il nome di “maggio francese” I Sognatori, così amano definirsi, vivono un ménage à trois completamente avulsi da ogni cosa che non li riguardi.


Á quatre”, se contiamo anche il Cinema.

 

 

 

Parigi

Parigi ha la capacità di risplendere di fascino in ben più di un'epoca storica: la Rivoluzione Francese, i Roaring Twenties, e il '68, per dirne alcune.

 

Il Cinema 

Il film è del 2003 ma, da nostalgico atto d’amore per il Cinema qual è, il tempo del suo intreccio si pone in uno dei periodi più importanti del Cinema moderno: il finire degli anni '60.

 

 

 

The Dreamers - I sognatori non è un film della Nouvelle Vague, ma Bernardo Bertolucci si può inserire agevolmente in quell’antico ordine di idee più volte teorizzato anche da uno dei critici più importanti di tutta la storia del Cinema e grande amico di Godard e dello stimato collega François Truffaut: André Bazin


Caratteristica di questi autori è anche una sfrenata cinefilia e conoscenza degli altrettanto grandi autori che li hanno preceduti.

 

Bertolucci, si è detto, con questo film realizza un atto d’amore per la Nouvelle Vague, tanto che è più volte omaggiato il già citato Fino all’ultimo respiro, così come Bande à part – sempre di Godard e distribuito quattro anni più tardi - e anche un altro grande film, questa volta di Truffaut: I 400 colpi, di cui si sente risuonare in un punto la colonna sonora.

 

 

 

 

Ma non è tutto.

 

All’interno delle vicende Bertolucci inserisce riferimenti più che espliciti a una quantità elevatissima di pellicole; fra le più famose da me riconosciute e apprezzate ho individuato Persona di Ingmar Bergman, Viale del tramonto di Billy Wilder, uno dei film più importanti degli anni '50 uscito proprio all’inizio del decennio, Luci della città di Charlie Chaplin e infine la scena madre del capolavoro del genere grottesco: Freaks, diretto da Tod Browning e distribuito nel 1932.

 

Citazioni esplicite poiché i tre protagonisti di The Dreamers - I sognatori quando non sono al cinema vivono di immaginario filmico, continuamente, e si sfidano con mimi e citazioni per far sì che a loro volta gli altri indovinino il film al quale stanno facendo riferimento. 

 

 

 

 

I tre fanno quello che con The Dreamers Bertolucci fa con noi spettatori.

 

Fiction e vita si mescolano per 110 minuti.

Il Cinema si fa realtà.

 

E a proposito:

La Storia Mondiale 

Come già spiegato il mondo era nei nuovi film e i cinema nel mondo e la Storia del mondo pareva un film, quell'anno. 

Essere uno studente, a Parigi, nel maggio del '68, significava essere all'estrema propaggine del Tempo.


O poteva significarlo.

La Politica 

"Forse lo schermo era veramente uno schermo: schermava noi dal mondo..."

I Sognatori sono tali.

 

 

L'attivismo politico è soltanto quello delle parole: un vuoto suono.

 

 

 

 

Fin dal principio Isabelle si incatena solo per finta ai cancelli della Cinémathèque Française e Theo ripete di continuo i nomi di grandi figure rivoluzionarie e le loro parole ispiratrici, come per acquistarne, imitandole, carisma e spirito d'azione. 

 

Eppure, insieme a Matthew, non fanno che isolarsi completamente dal susseguirsi degli eventi nell'alone fascinoso, ma decadente, di una casa che nemmeno si sono guadagnati.

Vivono una vita piacevole, soltanto piacevole, e Bertolucci si premura, di tanto in tanto, di farci giungere dalle finestre il suono di una sirena o di una folla che procede. 

 

L'atteggiamento dei Sognatori è completamente autoriferito.

 

 



La Sessualità

Si può isolarsi completamente dalla Storia del mondo pur essendone un tassello?

 

La verità è che lo fanno in molti, e la stragrande maggioranza, ad esempio, quando si innamora, e chiude per un certo periodo gli occhi e le orecchie sul resto della realtà che non sia quello che per lui/lei è l’unico Altra/o che conti.

La scoperta della sessualità ha un ruolo cardine in The Dreamers: i personaggi stringono relazioni che totalizzano i loro orizzonti chiudendoglieli.

 

Il Finale

"... ma ci fu una sera, nella primavera del '68, in cui il mondo, finalmente sfondò lo schermo".

Ho trovato perfetto il finale nella sua rappresentazione per immagini della citazione che ho qui sopra riportato.

 

Impressionante è l'improvviso e totale sconvolgimento che subisce il ritmo della narrazione.

I personaggi si immergono allora letteralmente nel fiume della Storia e perdono la loro specificità omologandosi alla folla, parlando e agendo come lei. 

 

 

 

 

"Insieme non significa più in due o in tre, ma in un milione", eppure qualcosa stride. 

 

Matthew, un pacifista, non ci sta e volta le spalle alla folla in rivolta e ai Sognatori (che ormai si sono svegliati e affacciati alla finestra della Storia) allontanandosi controcorrente diretto, si presume, a una vita di arte, fatta magari di sola scrittura - come il padre dei due gemelli: un famoso poeta “che non avrebbe mai firmato nemmeno una petizione” - ma mantenendo, così, la sua individualità.

Curiosità

Ho osservato che i titoli di coda scorrono controcorrente, ovvero dall'alto verso il basso. 

Seguendo, mi piace pensare, la direzione che intraprende il protagonista di The Dreamers.

Chi lo ha scritto

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37 commenti

Morena Falcone

2 anni fa

Gran bella analisi. Ricordo ancora l’emozione di quando lo vidi, all’improvviso omaggione al Jules et Jim di Truffaut! *.*

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Francesco Alfi

2 anni fa

Belli i riferimenti alle tante pellicole, ma soprattutto bella la discussione su chi è meglio tra Buster Keaton e Charlie Chaplin.

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Dav 9000

3 anni fa

The Dreamers. Bertolucci. Arte e Cinema.

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Luca Iencarelli

3 anni fa

Un film che odio da sempre e che per sempre odierò. Ciononostante apprezzo la recensione

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Andrea

3 anni fa

Spesso fin troppo sottovalutato.

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Drugo

3 anni fa

Me lo devo proprio vedere.

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Jeanmer91

3 anni fa

Paramount channel continua a mandarmelo in onda e io godo...

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Francesco Gliro

3 anni fa

Questo film è una perla, lo vidi un'estate tanto tempo fa su Rete 4, in seconda serata; non voglio mentire, ero ragazzino, e venni attirato dalla procacità di Eva Green, ma subito venni incantato dalla poetica di quest'opera... e il finale travolgente e disilluso mi lasciò un po' amareggiato, ma in fondo mi è rimasta nel cuore una bellissima storia.

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René Magritte

3 anni fa

Quanto amo i film come questo e Hugo Cabret in cui traspare l'amore per il cinema direttamente da chi è in questo mondo.

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Arianna Valenti

3 anni fa

E' il film che mi ha avvicinato al cinema. Non sarei la stessa persona se non l'avessi visto.

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