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Festival del Cinema Europeo 2025: una finestra sui nuovi temi del Cinema

Il FCE 2025, annuale edizione del Festival del Cinema Europeo ci permette di fare il punto sullo stato del Cinema del vecchio continente

Si è concluso il FCE 2025, l'annuale edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce, giunto alla sua XXVI edizione.

 

Come ogni anno i dieci film in concorso, provenienti da dieci paesi europei diversi, ci hanno permesso di aprire una finestra sul Cinema del vecchio continente, permettendoci di osservare i temi ricorrenti toccati dai cineasti, che altro non sono che il riflesso delle tendenze e dei bisogni della società.

 

 

[Elsa Kremser e Levin Peter, registi di White Snail, ricevono L'Ulivo d'oro del FCE 2025]

 

Prima ancora di mostrarci i suoi film, il FCE 2025 si è aperto celebrando uno dei più grandi maestri del Cinema Mondiale: Lars von Trier, premiato con l'Ulivo d'oro alla carriera.

 

Durante la conferenza stampa che ha preceduto la consegna, Louise Vesth - storica produttrice Zentropa - ha annunciato ben due nuovi progetti di per il suo contributo al Cinema continentale: un nuovo film che si chiamerà After e un monumentale progetto seriale in oltre 100 episodi sulla Storia della Settima Arte. 

Insigniti dei premi onorari anche Saverio Costanzo e il produttore Nicola Giuliano.

 

Una volta apertasi la competizione ufficiale, il Festival del Cinema Europeo si è mostrato capace di rappresentare il pluralismo delle voci cinematografiche europee e un eccellente livello medio delle opere in concorso. 

 

L'Ulivo d'oro è stato assegnato da una giuria presieduta dalla storica produttrice danese Lene Børglum e composta da Paolo Strippoli, Marco Giusti, Dubravka Lakic e Olena Yershova ed è andato - secondo il mio parere con estremo merito - allo splendido White Snail di Elsa Kremser e Levin Peter, già premiato a Locarno con il Premio Speciale della Giuria e il premio per la migliore interpretazione dei due protagonisti, Marya Imbro e Mikhail Senkov. 

 

L'opera è stata anche la chiusura del concorso del FCE 2025 e racconta l'incontro tra una modella con tendenze suicide e un tecnico autoptico: partendo da un approccio documentaristico sulle vite dei due protagonisti - che interpretano delle versioni fittizie di sé - i due registi sono capaci di creare una favola, in cui la magia e il rapporto tra bellezza e morte si impadroniscono completamente della pellicola, trasportandola su un piano sospeso tra il realismo d'origine e la tensione verso l'etereo dei temi trattati.

 

[Trailer internazionale di White Snail, premiato con l'Ulivo d'oro al FCE 2025]

 

 

Il Premio Speciale della giuria del FCE 2025 è invece stato assegnato a The Pupil dell'esperta Karin Junger, curiosamente il penultimo film della competizione, che ci immerge con crudo realismo - e con un sapiente uso del fuoricampo - in un'agghiacciante storia di abusi in una scuola calcio: una giovane promessa del calcio olandese viene molestata dal suo allenatore. 

 

Si tratta della seconda opera in un anno proveniente da Olanda e Belgio che tratta di abusi - ricordate Julie ha un segreto? - e del secondo film presentato in concorso al FCE 2025 dopo il film di apertura When a River Becomes the Sea a trattare la tematica della violenza nata in un contesto estremamente intimo. 

 

A questo punto è chiaro che il Cinema europeo ha un catartico bisogno di raccontare con estrema puntualità le storture di una società occidentale che, malgrado sia sempre più aperta a riconoscere le dinamiche di violenza, ancora fatica a denunciarle nei contesti più familiari. 

 

[Trailer di The Pupil, premio speciale della giuria al FCE 2025]

 

 

Il Premio per la Miglior Sceneggiatura e il Premio della Critica SNCCI - sindacato dei critici cinematografici italiani - sono invece stati assegnati a Lo schiaffo, uno dei soli due film del FCE 2025 attualmente certi di una distribuzione cinematografica in Italia.

 

Lo schiaffo è inoltre l'opera che ha introdotto uno dei due temi più ricorrenti dell'intero concorso: l'assoluta mancanza di idoneità dei genitori a ricoprire il proprio compito all'interno della famiglia.  

Una mancanza di idoneità causata dall'assoluta assenza - come nel film vincitore del premio del pubblico The Son and the Sea di Stroma Cairns - o dalla semplice mancanza di forze o responsabilità, come nel bel Out of Love - che rinnova efficacemente la collaborazione tra Nathan Ambrosioni e Camille Cottin - e in Yugo Florida, che fonda la sua intera narrazione sul tentativo riconciliatorio tra un padre e un figlio gravemente afflitti dalla crisi della mascolinità (altro tema ricorrente). 

 

Il film capofila dell'ultima, grande, tematica emersa dal FCE 2025 è invece il secondo film in uscita nel nostro paese: L'amore che rimane di Hlynur Pálmason, che racconta un anno di vita di una coppia con tre figli che sta perfezionando la sua separazione.  

 

Un gioiellino che conferma lo stile iper-riconoscibile del regista islandese e lo segnala nuovamente come uno dei più interessanti autori europei della contemporaneità che ha vinto il Premio per la Miglior Fotografia e il Premio FIPRESCI della competizione.

Il tema trattato è in assoluto più ricorrente nel concorso ed è l'assoluta incapacità delle coppie rappresentate in concorso di chiudere i propri rapporti, ricadendo in nuovi slanci affettuosi e lunghi strascichi.

Uno sguardo sulla crisi di coppia che ha coinvolto, tra gli altri, anche il gioiosamente cinefilo The Luminous Life di João Rosas. 

A differenza di tutti gli altri film del concorso quest'ultimo ha però inserito la tematica nel mezzo di un percorso di crescita dei suoi personaggi, fotografando al meglio le incertezze e gli sprazzi di bellezza della gioventù europea, sempre più aperta a nuove esperienze cosmopolite, ma sempre più schiacciata dalla mancanza di certezze che caratterizza il mondo occidentale. 

 

Tematiche a cui ha fatto da contraltare Vitrival, autentica commedia anti-thriller, che con la sua struttura a episodi e le tematiche trattate - salute mentale e attaccamento ai luoghi d'origine - ha rappresentato una voce peculiare in un FCE 2025 in cui è sembrato davvero che gli autori stessero dialogando su tematiche comuni, attraverso delle opere di grande interesse e di livello eccelso. 

 

Una sola certezza resta al termine del concorso: i cineasti del vecchio continente sono convinti che gli esseri umani stiano gradualmente perdendo la capacità di amare e che ritrovarla sarebbe un efficace antidoto a quanto di agghiacciante questo momento storico ci sta proponendo.

 

 

 

[Trailer de Lo schiaffo, vincitore di due premi al FCE 2025]

 

 

Con la speranza di vedere tutte le opere distribuite nel nostro paese e di stimolare il vostro interesse nel riscoprire alcune di questi lavori, tutti accomunati dal fatto di essere frutto di lavoro di piccole produzioni, vi lascio di seguito inserendo le mie valutazioni - da 1 a 5 - di tutti i film del concorso del FCE 2025, che CineFacts.it ha seguito integralmente.

 

4,5 

White Snail, di Elsa Kremser e Levin Peter 

4

L'amore che rimane, di Hlynur Pálmason

When a River Becomes the Sea, di Pere Vilà Barceló 

3,5

Lo schiaffo, di Frédéric Hambalek 

The Luminous Life, di João Rosas

 

The Pupil, di Karin Junger

Out of Love, di Nathan Ambrosioni

The Son and the Sea, di Stroma Cairns

3

Yugo Florida, di Vladimir Tagić

Vitrival - The Most Beautiful Village in the World, di Noëlle Bastin e Baptiste Bogaert

____  

 

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