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Jane Austen ha stravolto la mia vita è l'esordio nel lungometraggio della regista e sceneggiatrice Laura Piani, distribuito da Movies Inspired.
Agathe (Camille Rutherford) è un’aspirante scrittrice, una libraia e una grande appassionata dei classici della letteratura inglese, in particolare delle eroine ante litteram raccontate da Jane Austen, da cui si sente sempre circondata nella celebre libreria parigina Shakespeare & Co.
La letteratura è per Agathe un lavoro e un diversivo, ma soprattutto un rifugio da una vita che non sembra poter mai incontrare le fantasie alimentate dai romanzi che legge.
Su incentivo del suo migliore amico e della sorella, preoccupati dall’isolamento di Agathe, accetta l’invito di trascorrere un periodo presso la Jane Austen Residency, in Inghilterra, dove un gruppo selezionato di autori viene ricevuto ogni anno per poter ritrovare e coltivare la propria ispirazione.
[Il trailer di Jane Austen ha stravolto la mia vita]
Jane Austen ha stravolto la mia vita è anche un coming of age al femminile, che più che al fattore anagrafico guarda alla maturazione artistica e sentimentale di una donna che trova nella letteratura un’ancora di salvezza e un punto di riferimento imprescindibile per conformare le proprie aspettative di vita in amore come nella realizzazione professionale, rimanendo costantemente delusa.
La libreria e i suoi volumi costituiscono un microcosmo confortevole che esime dalla vita stessa, che solleva Agathe dal dispiacere della delusione ma anche dal brivido dell’avventura. Più che stravolgere la vita della protagonista, i romanzi di Jane Austen l’hanno rovinata, come suggeriscono il titolo originale e le intenzioni dell’autrice.
Laura Piani si ispira a vicende autobiografiche per costruire il profilo di una donna dolce, ritrosa, a tratti un po’ goffa, ma anche estremamente divertente che non sa che cosa vuole dalla propria vita e lo cerca disperatamente nella letteratura (o nel ritratto di un uomo dipinto sul fondo di una tazzina di sakè).
Regia e sceneggiatura giocano continuamente con i personaggi e le situazioni plasmati a partire dall’universo letterario creato da Jane Austen e dalla sua eco nella letteratura successiva e nel mondo cinematografico.
Il personaggio Oliver (Charlie Anson), un pro-pro-pronipote di Jane Austen, è senza dubbio ispirato al Mark Darcy (Colin Firth) de Il diario di Bridget Jones mescolato all’humor caustico e pungente del rivale Daniel Cleaver (Hugh Grant).
[Una scena di Jane Austen ha stravolto la mia vita]
Jane Austen ha stravolto la mia vita è un’opera delicata e vibrante che dialoga intimamente con un altro film francese di rara grazia, À pied d’œuvre di Valérie Donzelli, vincitore del Premio per la Migliore Sceneggiatura alla 82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Entrambi affrontano, da prospettive diverse, le difficoltà di un artista rovinato dalla scrittura e della scrittura stessa alla dura prova con la realtà, ponendosi con sfumature differenti una questione fondamentale: quale ruolo debba ricoprire la letteratura nel mondo in cui viviamo?
Deve scandalizzare, denunciare, provocare o deve divertire, distrarre, alleggerire e far sognare con una bella storia?
La risposta potrebbe essere una doccia gelata per chi la riceve.
Piani rifiuta letture troppo dogmatiche e ideologiche della realtà, lasciando che sia la sua Agathe e con lei lo spettatore a vivere sulla propria pelle l’imprevedibilità e la bizzarria della vita.
La regista sa come divertire con leggerezza e ottimismo, con una scrittura sagace e una regia capace di catturare senza sforzo la comicità dei suoi attori e delle situazioni. Camille Rutherford combina perfettamente tutte le anime dei personaggi a cui si ispira – l’atteggiamento svagato e sbarazzino à la Bridget Jones, l’attitudine ribelle e insolente di Elizabeth Bennet – con lo charme e la nonchalance tipicamente francesi, e come eroina moderna che si rispetti riesce a risollevarsi da sola.
Senza epiche rivoluzioni, ma con piccoli passi.
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