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Netflix e le Sale: "La Grande Guerra"

Intervista a Sergio Troiano gestore del cinema Ambrosio di Torino, una delle principale sale cittadine, nonchè una delle poche sale italiane ad aver proiettato Sulla Mia Pelle.

Il film di Alessio Cremonini, che racconta gli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi, è stato presentato alla 75ª Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti e ha come protagonisti Alessandro Borghi, Jasmine Trinca e Max Tortora. 

 

 

[Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia, ed Alessandro Borghi ad una delle proiezioni del cinema Ambrosio]


- Partiamo dalla domanda più ovvia: come si è arrivati alla possibilità di proiettare Sulla Mia Pelle in sala, nonostante i diritti per la distribuzione siano stati acqustati da Netflix. E perchè questa scelta?

 

In questo caso si è speso in prima persona Alessandro Borghi che, oltre ad essere il più grande attore italiano, come dichiarato da Alberto Barbera a Venezia (ndr: il critico cinematografico è stato presente insieme l'attore ad alcune proiezioni al cinema Ambrosio), con un gesto coraggioso e profondamente generoso si è "impuntato" - chiaramente entro i limiti della sua posizione - minacciando di non accompagnare la promozione del film se questo non fosse passato in sala.

Netflix gli ha concesso il day-by-day.

 

[Alessandro Borghi spiega la sua scelta ad una delle proiezioni]

 

Questo è stato un evento eccezionale e dobbiamo ringraziare Alessandro, che è stato anche presente in sala alle nostre proiezioni, così come Jasmine Trinca, Alberto Barbera ed Alessio Cremonini.

Lucky Red, con Andrea Occhipinti in prima persona, si è spesa totalmente per sfruttare questa possibilità...Spiace per le sue dimissioni (ndr: è notizia di pochi giorni fa le sue dimissioni da presidente dell'ANICA), ma sono certo che l'abbia fatto con il sorriso perchè questa è stata una scelta proiettata verso il futuro.

 

- Durante la Mostra di Venezia e nei giorni precedenti la proiezione in sala c'è stata una levata di scudi da parte di tutte le associazioni di categoria (ANEM, ANEC, ANICA...) in opposizione alla presentazione di un film distribuito da Netflix, soprattutto in ottica di una programmazione simultanea in sala e sulla piattaforma di streaming.
Perchè si è dissociato dalla protesta dei suoi colleghi?

 

Ci sono state varie ragioni dietro la mia scelta: intanto credo che sia partita la "Grande Guerra" tra i nuovi sistemi di fruizione e quelli classici e penso che opporsi a questo cambiamento e all'innovazione che ne deriva sia antistorico e anacronistico.

Soprattutto perchè chi veramente si ritroverà a essere vittima di questo scontro tra le grandi multinazionali della distribuzione on-demand - per ora Netflix, ma non ci vorrà molto che si aggiungano nuove piattaforme - e la grande "industria del pop-corn" è la categoria dei piccoli esercenti che puntano tutto sul cinema di qualità. 

 

 

[Alberto Barbera e Alessandro Borghi a una proiezione all'Ambrosio]


Forse per altri film avrei seguito i miei colleghi, nonostante non ne condivida la posizione, ma credo che Sulla Mia Pelle sia un caso differente: è un film sociale, importante e coraggioso che noi esercenti dobbiamo salvaguardare in quanto prodotto italiano (ndr: il film è prodotto da Cinema Undici e Lucky Red) prima di difendere, se così si può dire, la nostra posizione di sala cinematografica.

È un film da sala, con un'importante valenza politica e sociale, che deve essere visto e condiviso nel luogo più consono: non possiamo negare la cultura - soprattutto in questo caso - con un film che si va a porre nella grande storia del cinema italiano in compagnia indimenticati lavori degli anni '70, come quelli di Petri e Comencini

 

- Ancora due parole in merito al film: ci sono state varie critiche per la decisione di parlare di un'inchiesta ancora in corso e per il rischio di essere di parte. Cosa ne pensa?

 

Le proteste in merito si sono spente quasi subito, non appena il film è stato visto, perchè è un'opera lucida, non un attacco allo Stato o alle Istituzioni, ma una rappresentazione perfetta dell'indifferenza che troviamo a tutti i piani e in molti contesti quotidiani, oltre che dell'aggressività che può scaturire dall'essere umano.

Mio padre era poliziotto ed ho ancora amici in quel mondo e, alla fine, il film è stato ben accolto da tutti, nonostante non faccia piacere a nessuno vedere certe cose.

 

 

[Alessandro Borghi in una scena del film]


- Tornando a Netflix e alla questione del boicottaggio: dunque, secondo lei, la piattaforma di streaming sta difendendo un prodotto italiano?

 

Netflix, a differenza delle grandi multinazionali di tutti gli altri ambiti, valorizza il prodotto locale. A differenza di molte multinazionali che operano nei settori più disparati, Netflix non sta sostituendo il suo prodotto - magari realizzato altrove - a quello autoctono, ma sta acquisendo film e serie TV  in tutto il mondo, valorizzandoli sul loro territorio d’origine e all'estero, proprio è come successo con Sulla Mia Pelle.

In passato un film come questo non sarebbe mai arrivato negli Stati Uniti, come invece - forse - succederà ora.
E questo è merito di una piattaforma che può garantire agli artisti la possibilità di raggiungere 190 paesi nel mondo

 

 

[Jasmine Trinca e Alessio Cremonini a una proiezione all'Ambrosio.]
 

È giusto quanto dicono Cuaròn e Cronenberg: ad oggi questa nuova piattaforma è un'opportunità in più per gli artisti, e senza di essa non vedremmo molti film che invece resterebbero rinchiusi nel circuito di poche sale del solo paese di produzione. 

 

La lotta in difesa del contenuto deve venir prima di quella in difesa del luogo. E' come un rito: se la chiesa cercasse di vietare di pregare per strada penseremmo tutti ad una follia. Il film buono deve essere per tutti, sia in sala sia a casa.

Ogni anno escono circa 1200/1300 film - dei quali solo una cinquantina sono boni film - e noi dobbiamo impegnarci per salvaguardarli e fare di tutto per farli arrivare al pubblico, che sa perfettamente cosa meriti di essere visto al cinema e cosa, invece, tra tutti quegli titoli, può rimanere intrattenimento da divano.

Se il prezzo da pagare è la contemporaneità con lo streaming legale...beh, meglio di nulla.

 

 

[Jasmine Trinca Alessandro Borghi  in una scena del film]


- Non crede che ci sia il rischio di tagliar fuori una parte di pubblico? Che il cinema diventi "meno democratico"?

 

No, al contrario: negli anni '70 le sale avevano bisogno di difendersi perchè pochi mesi dopo i loro prodotti uscivano sulla televisione pubblica e chiunque poteva vederli...

Oggi non è più così, anzi, spesso le televisioni non possono permettersi di comprare tutti i prodotti che noi cinema distribuiamo. Di conseguenza la possibilità, per tutti, di raggiungere un film attraverso un servizio come quello dello streaming legale è un modello ben più democratico di quello di obbligare la gente ad andare al cinema - anche quando magari non può permetterselo e non ha una sala nelle vicinanza - con l'unica alternativa di perdersi titoli importanti come questo o come il film vincitore di Venezia.

 

- Come vede la discesa sul campo del VOD da parte della Disney? Può favorire la pluralità e magari mettere in difficoltà Netflix?

 

Secondo me la Disney punterà a difendere i suoi prodotti, come ha spesso fatto nel corso negli anni, e non credo che adotterà strategie offensive verso Netflix. 

Credo che la vera Morte Nera che potrebbe far concorrenza, anche aggressiva, possa essere Amazon, che fino ad oggi è rimasta abbastanza in silenzio, ma che ha il volume economico per essere davvero un punto di rottura per la distribuzione. Anche perchè ha capitali talmente ingenti da poter far concorrenza ad Hollywood o a chiunque altro. 

Noi sale dovremo farci trovare pronte a queste eventualità.

 

 

[Il pubblico ad una delle proiezioni all'Ambrosio]

 

- Il rischio che la gente resti a casa invece di andare al cinema per lo stesso film è concreto. Come sta andando il film qui all'Ambrosio?

 

L'accoglienza è stata grandiosa, molte persone mi ringraziano per il coraggio di averlo proiettato e questo ci rende molto felici. 

Abbiamo avuto numeri altissimi in tutta Italia nonostante le poche sale. Basti vedere il box-office: siamo nella top-ten pur avendo 100 sale in meno di quasi tutti gli altri film presenti. E siamo sempre tra i primi titoli della settimana in Piemonte, anche se siamo gli unici a distribuirlo in tutta la regione.

La polemica potrebbe aver aiutato, ma sinceramente non credo, penso che la presenza degli attori e del regista e la forza del film siano stati la principale forza trainante.

 

- L'Ambrosio da sempre organizza eventi, proiezioni straordinarie (anche con la presenza di ospiti d'eccezione), come quelle per Sulla Mia Pelle, ed è allo stesso tempo punto di riferimento della storia del cinema italiano. 
Crede che questa sia la nuova via di sopravvivenza per la distribuzione in sala?

 

 


L'Ambrosio è nato nel 1913: è stato tra i primi cinema d'Italia ed è passato dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, ha combattuto la TV, il satellite e lo streaming illegale. Ora si trova davanti a questa nuova battaglia e non vogliamo farci trovare impreparati, ma "rinnovare questo scatolone".

È incominciato l'Hunger Games dei cinema.

 

In Cina esistono complessi con più di 50 sale, alcune più grosse per eventi, presentazioni e grandi conferenze, altre da massimo una ventina di posti in cui le persone possono "portare la fruizione casalinga con gli amici al cinema". Non credo che questo modello sia applicabile in Italia per spazi e numeri, ma credo che sia chiaro che il cinema deve cambiare e rinnovarsi.

 

In questo momento storico di rivoluzione per i cinema, le sale devono ritrovarsi guardando indietro e tornare all'evento unico, al cineforum e alla condivisione perchè, ormai, per lo spettatore, lo streaming ha un appeal infinitamente maggiore, la qualità percepita è pari - se non superiore - e la comodità e il costo sono tutti dalla loro.
Quindi o si offre qualcosa di diverso e impossibile da avere online o rischieremo di perdere la battaglia.

 

 

[Sergio Troiano ed  Alberto Barbera ad una delle proiezioni.]

 

Molte sale chiuderanno, ma se le piccole relatà che puntano sulla qualità sapranno muoversi con intelligenza potrebbe esserci una grande possibilità per tutti noi.

Per esempio, quest'estate abbiamo organizzato un cineforum sul cinema anni '70 e gran parte delle persone presenti erano ragazzi che nemmeno conoscevano la parola cineforum. Erano presenti perchè attratti dal concetto di condivisione e dalla possibilità non solo di vedere, ma di poter portare via dalla sala qualcosa di più. 

 

- Spesso si sente dire che Netflix stia uccidendo la sala. E' vero o era un processo già in corso? La fruizione di film online è solo una conseguenza o una delle tante cause?

 

Credo che le cause siano molteplici e ben precedenti alla nascita delle piattaforme streaming: la pirateria, la tecnologia che porta prodotti sempre più di qualità nelle case, la comodità, i costi, ma anche la rivoluzione portata delle serie TV

L'immissione di questa specie di metanfetamina "alla Breaking Bad" ha rivoluzionato il mondo della fruizione televisiva e cinematografica.

 

 

 

Anch'io, nonostante l'età, ne guardo spesso. E ora le persone sono abituate a stare 5 o 6 ore davanti a delle puntate di telefilm seduti sul proprio divano, ma non a stare 2 ore in sala. Inoltre, il prodotto offertogli ha una qualità elavatissima e comprensiva di ogni comodità possibile, come la possibilità di scelta della lingua originale, che il nuovo pubblico sembra apprezzare molto.

È una questione generazionale. Vedremo come risponderà la grande distribuzione.

 

A nome della redazione di Cinefacts.it mi sento di ringraziarla profondamente per la disponibilità e per aver portato in sala un film importante come Sulla mia pelle.

 

(Tutte le foto ed i video delle proiezioni sono realizzati da Sharon Di Cinci per il Cinecafè Ambrosio, che le ha messe a nostra disposizione.)

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146 commenti

Diana

1 anno fa

Bellissimo articolo, bellissima intervista.
Purtroppo non ho potuto vedere il film in sala e questo mi ha fatto molto male, anche se personalmente trovo che l'esperienza "Netflix" e l'esperienza "cinema" non siano minimamente paragonabili. Speriamo che in futuro come dice Sergio Troiano si "guardi indietro" per andare avanti.

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Luca Pacifico

1 anno fa

Netflix, e in generale le piattaforme di streaming, non saranno la morte del cinema (inteso come "sala"). Io sono il primo che si ammazza davanti a netflix o l'on demand di sky, ma ciò non implica il non andare al cinema per i film che reputo più validi. Vado al cinema ogni qual volta un film in uscita mi attrae tanto, così come, a tempo perso, mi faccio prendere da film che senza netflix non avrei mai conosciuto.

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Nuriell

1 anno fa

Io non vado quasi mai al cinema, preferisco la comodità del mio salotto per vedermi le opere che mmolto spesso non vedo nemmeno in streaming, aspetto il prodotto in versione home video.

La guerra che si sta facendo ora è insensata e ha già il suo vincitore, il futuro e l'innovazione si possono rallentare ma non sconfiggere, prima o poi non sarà nemmeno necessario la visione in sala per vincere gli oscar o altri premi prenderanno il posto di qualcosa che diverrà "il passato".

Detto questo era abbastanza ovvio che "Sulla mia pelle" non sarebbe stato scelto per l'oscar ma fortunatamente avevamo valide alternative, sono felice della scelta di Dogman.

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Adriano Meis

1 anno fa

Nuriell
"[...] prima o poi non sarà nemmeno necessario la visione in sala per vincere gli oscar o altri premi prenderanno il posto di qualcosa che diverrà il passato."

In poche righe hai descritto il mio incubo più oscuro. Un futuro dai tratti orwelliani e angoscianti...che ansia

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Davide Alfieri

1 anno fa

Sono uno di quelli che i film ama vederli al cinema: atmosfera e apparato tecnico ineguagliabili. D'altronde però si sta delineando una tendenza ineluttabile, e cioè quella di una società basata sul marketing e sul consumo che, ahimè hanno soppiantato la curiosità e la ricerca. Questo è in realtà un discorso che vale per tutti gli ambiti, ma che per quanto riguarda il cinema si sta attualizzando solo da qualche anno. 
Lo dico agli amanti delle sale come me...ho il presentimento che questa "Grande Guerra" abbia già un favorito...

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Giuseppe Abbate

1 anno fa

Intervista interessantissima davvero. Credo che la situazione sia molto complessa e solo il tempo potrà dirci cosa accadrà, buona parte dovranno farla anche i creatori di film che lavoreranno con Netflix per far valere la fruizione in sala, possibilmente anticipata a quella casalinga. Io credo e spero tanto che si arriverà ad un compromesso che permetta di non togliere nessuna opera cinematografica degna di quel nome dal luogo per cui è stata pensata, la sala di un cinema.

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Fabrizio Cozzolino

1 anno fa

Credo sia interessante e costruttivo leggere (e ovviamente ancor di più scrivere, quindi complimenti) articoli che stimolino il dibattito sull'attuale situazione distributiva e produttiva del cinema. D'altronde la situazione, per via della sua complessità, richiede molta attenzione e consapevolezza da chi ama e rispetta il mezzo cinema, l'industria cinematografica e, infine (ma non per importanza) la settima arte.

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Francesco Miale

1 anno fa

La sensazione di vedere stesso film al cinema è indimenticabile

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Luckyboy

1 anno fa

Io credo che Netflix debba fare quello per cui è nato, una videoteca streaming che propone film usciti al cinema e serie tv, così da combattere la pirateria di chi guarda film in streaming, ma se poi si permette che i film escano in esclusiva su Netflix e non al cinema allora qualcosa non quadra più

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Mi sfugge il perché Occhipinti si sarebbe dimesso da presidente dell'antica con il sorriso...

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Lasirenadelmississippi
Perchè, secondo Troiano, sa di essere nel giusto e di aver combattuto una battaglia (quella per Sulla Mia Pelle in sala) che con il tempo darà i suoi frutti, mentre coloro che hanno ostacolato questo progresso un po' alla volta si "distruggeranno da soli".
Io credo che bisognerà capire quanti lo appoggeranno non appena inizieremo a perderci i primi quattro o cinque filmoni in sala ed allora si vedrà se davvero vincerà questa battaglia o meno

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Grazie Alessà per averlo mandato al cinema. Mi rifiuto di guardare i film su Netflix, mi sarei perso un capolavoro

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Anacrusi

1 anno fa

Bell'intervista! Anche se non mi è chiaro perché Nerflix va bene, ma Amazon è il male...ma probabilmente ho capito male io...

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Anacrusi
No, ma non si dice che è il male, solo che sarà una rivoluzione ancor più grossa, anzi io ho ho molto fiducia in Amazon

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Fabrizio Cassandro
Più che altro, spero che Amazon riesca a spezzare il monopolio di netflix

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Fabrizio Cozzolino

1 anno fa

Emanuele Cortellini
Tra l'altro, solo in italia, se guardiamo all'offerta di film non originali (cioè non prodotti da Amazon) presenti su Prime Video, ci sono delle proposte molto valide, forse anche più valide di Netflix, artisticamente parlando. Su Netflix non mi è ancora capitato di imbattermi in un film di Chabrol o di Buñuel.

Ps. Mi riferisco alla semplice offerta, non alla produzione, ci tengo a sottolinearlo.

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TenenbaumWannabe

1 anno fa

Il fatto che un film dal forte significato come questo sia stato distribuito sia su Netflix che al cinema non può che essere un bene. Come detto nell’intervista, grazie a Netflix può raggiungere un pubblico decisamente più ampio ma la proiezione nei cinema è fondamentale. Lo è perché consente a tutti, abbonati e non, di conoscere meglio una storia che non tutti conoscono in maniera così approfondita e reale.

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stefano marino

1 anno fa

Il racconto audiovisivo sta mutando da anni ormai, la fruizione collettiva cede sempre piú il passo a una fruizione 1 vs 1 (opera contro un solo spettatore), questo firse non costituisce né un bene nè un male, è semplicemente il corso delle cose ha ragione chi dice che lo streaming gli ha permesso di vedere un film che non era uscito nelle sale vicino casa sua (anche se poi é vero che probabilmente il film se non fosse stato targato Netflix sarebbe uscito in molte piú sale) . Borghi rappresenta uno degli ultimi baluardi della fruizione collettiva e la difende a spada trattail cinema cone luogo "sacro" e fa bene .lunga vita al cinema e lunga vita alle nuove frontiere digitali.

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MarkDeminoff

1 anno fa

Dalle mie parti nessuna sala proietta ' Sulla mia pelle' ed è solo grazie a Netflix che ho potuto vederlo, non è quindi sempre un male lo streaming e mi trovo d'accordo con l'articolo. Penso inoltre che l'esperienza in sala sia insostituibile e chi ama davvero il cinema continuerà ad andarci, mentre l'utenza occasionale probabilmente rischia di essere portata via dalle sale.

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rachechela

1 anno fa

Finchè si tratta di streaming legale come Netflix o Infinity o le altre mille piattaforme io sono d'accordo all'utilizzo, che però non deve accavallarsi o sostituirsi alla sala. In streaming guardi un film, in sala vivi un esperienza, sono due cose ben separate e non da confondere.

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Kelevra

1 anno fa

Naturalmente quello che segue è solo la mia opinione.  
Non è lo streaming legale a trattenermi dall'andare al cinema, quanto la gente. Io mi ricordo che la prima volta che misi piede in una sala cinematografica mi sembrava un posto magico, incredibile, che profumava di pop-corn e che mi portava in un'altra realtà. 
Sono passati più di vent'anni e adesso quando entro in una sala sento puzza di sudore, calpesto un tappeto di rifiuti lasciati sulla moquette da chi se ne è appena andato e passo una proiezione a intossicarmi l'anima perché c'è chi cerca di fregarti la poltrona, chi mangia, chi beve, chi si alza e passeggia, chi commenta come se fosse nel salotto di casa sua. Una volta nelle sale c'erano le cosiddette maschere, che facevano da buttafuori. Rompevi le balle? Te ne dovevi andare. Punto. 
Francamente pagare 8/10€ per ascoltare lo sgranocchiare di 50 persone e i commenti fastidiosi degli adolescenti, mi disturba in modo indicibile. Io VORREI andare al cinema più spesso, ma se devo uscire incazzata nera e passare il film a fare "shhh!" preferisco vederlo da casa. 

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Kelevra
Io ho un nemico: i multisala. Lasciando da parte gli scherzi, ma credo che sia lampante che quello di cui parli è un problema comune, ma che io riscontro solo dove non c'è "cultura della sala"
Se vai in un cinema in cui il gestore stesso spesso viene in sala a guardarsi i film, in cui prima e dopo chiacchieri con chi ti ha appena venduto il biglietto (e che quasi mai ti fa pagare un biglietto più di 7€), in cui trovi offerte, proposte, consigli, impari ad amare il luogo in cui stai andando. In quei luoghi gente così non se ne vede quasi mai e quando c'è non la rivedi una seconda volta.

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Kelevra

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Mi stai descrivendo un paradiso che non ho mai visto. 
E' così che immagino il cinema di un paese di cinquemila anime, gestito da un anziano signore con i capelli tutti bianchi, i calzoni con le bretelle e il papillon, che gestisce il cinema, ne è il proprietario e fa anche il proiezionista.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Kelevra
Pensa che vivo a Torino e così ne conosco cinque o sei e non siamo proprio 5000 anime xD

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Kelevra

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
😩 Pensa che io non stavo nemmeno parlando dei multisala ma delle "normali" salette cittadine con 3 sale al massimo e le file da 18 poltrone che vanno dalla A alla H. 
La cosa orrenda è che se anche vai a vedere qualcosa di più ricercato ti trovi ad avere a che fare con gente che sembra andare al cinema appositamente per rovinare l'atmosfera agli altri. 
E' vero che il cinema è un esperienza, ma al momento è un esperienza orribile per i posti in cui riesco ad andare 😓

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Dalila Croce

1 anno fa

Nessun film visto dal computer/tablet/televisione può essere comparato ad uno proiettato in sala. Le sensazioni che ti dà sono maggiori in maniera esponenziale. Difendo Netflix, perchè pagando poco, posso comunque vedere film meravigliosi e ogni settimana che passa i titoli di rilievo aggiunti sono sempre di più, ma non può essere paragonato alla visione in sala.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Dalila Croce
Netflix va vista come alternativa al guardarsi un film in TV, non può essere l'alternativa a guardarsi un film in sala.

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IlBuonVecchioNick

1 anno fa

Io credo che film importanti debbano essere distribuiti in sala anche se sono di netflix.

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Joaquin Phoenix

1 anno fa

Sulla mia pelle è stato un pugno nello stomaco, ma dogman in quel senso mi ha devastato

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Intervista molto interessante, che offre importanti spunti di riflessione.

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Matteo Sinigaglia

1 anno fa

Bella intervista!

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Lu

1 anno fa

Intervista preziosa, grazie!

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Lorenzo Piazza

1 anno fa

Sinceramente non sono contro lo streaming, più possibilità di visione in più piattaforme permettono una distribuzione maggiore, entrare “nelle case” delle persone può essere utile come lo è stato per alcuni prodotti in TV ma il giorno che vedrò qualche sala chiudere per me sarà un lutto.

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Andrea Mazziotta

1 anno fa

Io sono dell'idea che l'esperienza in sala sia insostituibile in quanto esperienza collettiva.Mi rendo però anche conto che i tempi cambiano e ogni cosa,anche il modo di fruire l'arte,può mutare.
Sono invece fermamente convinto che piattaforme come Netflix siano una risorsa da non disperdere nel campo della produzione e distribuzione del prodotto cinematografico.
Ho avuto la fortuna di vedere a Venezia 'Roma' di Alfonso Cuaròn.Parliamo di un film in bianco e nero,recitato in spagnolo da attori semi professionisti e senza un vero e proprio plot.Netflix permette a un film di questo tipo di essere visibile in 190 paesi a chiunque abbia un abbonamento.Un distributore tradizionale,invece,considerato il non proprio straordinario appeal commerciale di un film con queste caratteristiche,lo avrebbe distribuito in maniera molto più limitata per ovvie ragioni economiche e di mercato che invece non interessano una piattaforma come Netflix.
Preferiamo rischiare di non vedere il nuovo film di Cuaròn,per inciso il suo più bello,oppure rischiare di non vederlo al cinema?
Con netflix un film come 'Sulla mia Pelle' può essere visto in 190 paesi,i nostri attori,registi,sceneggiatori possono raggiungere un pubblico internazionale che non avrebbero mai potuto raggiungere.
In conclusione ben venga Netflix,ma mi auspico che si arrivi in breve tempo a un compromesso affinchè l'esperienza in sala possa essere comunque garantita.Per esempio un rilascio in sala 2 settimane prima del rilascio sulla piattaforma potrebbe essere un'idea.
p.s se riuscite 'Roma' vedetelo in sala.

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Teo Youssoufian

1 anno fa

Andrea Mazziotta
Roma pare non andrà in sala...

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Andrea Mazziotta

1 anno fa

Teo Youssoufian
In Italia per ora pare di no;però considerato il leone d’oro vinto e tutta la polemica che ne è conseguita spero che alla fine in qualche modo arrivi in sala.
Temo che invece per il film dei Coen la sala sia utopia.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Andrea Mazziotta
@Andrea se la persona che più si è sbattuta per provare a portare un film che doveva essere solo di Netflix si è dimessa dal ruolo di presidente di una delle associazioni di settore è davvero difficile che ci sia qualcun'altro pronto a battersi per la stessa battaglia per un film in cui non ha nemmeno interessi economici. Non voglio essere catastrofista e spero di sbagliarmi, ma Roma e i Coen credo proprio che non li vedremo

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Melancholia

1 anno fa

Diciamo che alcuni dei suoi punti sono molto condivisibili, io più che altro ho paura che cambi la modalità di fruizione del cinema, che la sale si svuotino appunto,  che inizi ad essere prodotta solo roba generalista, direzione verso cui un po' Netflix si sta spostando.
Il fatto però che con lo streaminh legale si possa ad esempio scegliere di vedere un film in lingua originale è vero, ed è un ottimo punti a favore, oltretutto parlando sempre di Netflix bisogna dargli quello che gli spetta: ultimamente sta caricando un sacco di bei film, ad esempio Mulholland Drive, che ho scovato poco fa in catalogo e ho subito recuperato.
Per quanto riguarda le sale che non hanno proiettato Sulla mia pelle per protesta, è una scelta che non comprendo dato che in questo modo hanno solo spinto il loro pubblico a fruirne da Netflix, ciò che in pratica volevano scongiurare, boh.

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Davide Sciacca

1 anno fa

Melancholia
La protesta di non proiettare un film al cinema per protestare contro una piattaforma di streaming è stata infatti la scelta più idiota del mondo, è come se in Togo facessero lo sciopero della fame perché in America mangiano troppo e sono obesi.

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Adriano Meis

1 anno fa

Davide Sciacca
Con la differenza che, se uno non mangia, muore; se proietto un film contemporaneamente presente su una piattaforma streaming rischio che non me lo venga a vedere nessuno. Quindi, magari, scelgo un altro titolo che mi fa staccare più biglietti, pagare gli stipendi e portare avanti l’attività. Troiano sta riempiendo i posti perché il suo cinema ha un nome con un certo peso ed era l’unico di Torino a proiettare ‘Sulla mia pelle’. Pensa alle realtà più minute. Forse anche i riottosi hanno le loro ragioni..

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Davide Sciacca

1 anno fa

Adriano Meis
È vero anche quello che dici tu, Adriano, ma nel caso specifico farà vedere a più gente il film su Netflix che in sala. Se deve essere una protesta per la contemporaneità, in questo modo non è darla vinta a Netflix?

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Benedetta Ricci

1 anno fa

E comunque io ho un po paura della piattaforma Disney, ecco l'ho detto 🙈😂

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Benedetta Ricci

1 anno fa

Sono d'accordo. È un discorso ponderato e realista, credo che sia inutile "andare contro", bisognerenne piuttoso innovarsi e integrarsi in un'ottica di "sopravvivenza". Fortunatamente ci sono ancora queste realtà: sfortunatamente non sono nella mia città. Speriamo bene!!

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Sirio

1 anno fa

🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔

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DocBrown

1 anno fa

Devo dire di essere quasi totalmente d'accordo con il direttore Troiano: credo che la distribuzione contemporanea in home video e sala sia una cosa ottima e, come dice lui, più democratica.
Non tutti possono permettersi il tempo ed i soldi per vedere tutti i film che vorrebbero al cinema,con la distribuzione contemporanea ci sarebbe una possibilitá di scelta. Inoltre credo che questo favorisca una sorta di "selezione" del pubblico in sala: a chi non é capitata un esperienza al cinema totalmente rovinata da gruppi di ragazzini urlanti e con chiari deficit di attenzione? In questo modo al cinema si troverebbero soltanto le persone che apprezzano totalmente l'esperienza della sala e che hanno il buon senso di non rompere le scatole.
Tuttavia questo boicottaggio delle sale per questo film é stato abbastanza nocivo. Mi sarebbe piaciuto tanto vederlo al cinema ma a causa della scarsa distribuzione non mi é stato possibile.
Io credo che con un'opportuna mediazione tra le varie parti in gioco si possa giungere ad un accordo che miglioretá la distribuzione cinematografica rendendola piu democratica.

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Teo Youssoufian

1 anno fa

DocBrown
commento scemo: è buffo che proprio lei scriva che "non tutti possono permettersi il tempo"... 😉

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Davide Sciacca

1 anno fa

DocBrown
La selezione del pubblico in sala però porta necessariamente a minori introiti per le sale, che come dice anche Troiano chiuderanno. A chiudere non saranno certo i multisala: saranno i piccoli cinema. A Genova per dire Sulla mia pelle è stato proiettato solo al cinema Ariston, che di sale credo ne abbia ben due. Può essere una cosa positiva per la "qualità" dell'esperienza per noi se al cinema smetteranno di andare i ragazzini casinari da divano, ma allo stesso tempo ammazza le piccole realtà, che spesso sono quelle più propense a proiettare film "di nicchia" perché non possono competere per i grandi titoli con i multisala in fatto di nomea.
Come dice Troiano non sarà un periodo facile, quello che sta arrivando.

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DocBrown

1 anno fa

Davide Sciacca
Si hai indubbiamente ragione. Siamo in un periodo di transizione ma siamo fiduciosi ahahah

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DocBrown

1 anno fa

Teo Youssoufian
Quale onore, una risposta dal Teone nazionale 😂❤️

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Davide Sciacca
Sicuramente chiuderanno i piccoli cinema ed avete ragione, ma io non ne sono convinto. I grandi multisala non anno zoccoli duri di pubblico su cui basarsi quando non potranno avere in cartello il dato film che l'utente non vuol vedere, i piccoli cinema sì. Non è un mistero che "le grandi battaglie" delle associazioni di settore coincidano quasi sempre con quelle dei multisala e non con quelle dei piccoli cinema che un po' alla volta ne escono (a torino più di metà sono fuori, per fare un esempio). 
Chi ha veramente paura di perdere il pubblico secondo me è chi deve riempire le dieci sale che ha e che non può permettersi di staccare 50 biglietti in un giorno, ma sarà cieco ottimismo il mio...

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Davide Sciacca

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Non so cosa vincerà nel bilancio tra il pubblico affezionato dei piccoli cinema e la politica dei multisala. Questi ultimi possono azzardare di più secondo me perché possono cercare di mediare tra le sale che hanno, credo. Il rischio di avere meno sale sta che se tal film fa 50 biglietti, è davvero il tuo introito giornaliero. Poi io non vorrei chiudesse nessuno dei due, onestamente, è come avere un fast-food e un ristorante stellato, ti nutri da entrambi.

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Gioze

1 anno fa

Era semplicemente un film girato per essere visto nel salotto di qualsiasi casa, nel senso che era un film che doveva arrivare a tutti senza cercare un senso più alto, più per divulgazione che per famo er capolavoro. Ci sta che stia su Netflix come su raiuno sia per come è concepito sia per come è girato è inutile alzare un polverone. Il cinema inteso come sala non morirà per questo anzi questa separazione fra film e Film potrebbe fare più bene che male.

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Paino

1 anno fa

Tanto ci sono i ricchi che hanno dei piccoli cinema in casa con cui guarderanno netflix, ma non sanno che si perdono i bambini pedulanti, telefoni accesi, sedie sporche, chiacchere, teste davanti e culo addormentato per la posizione scomoda, un pò mi mancheranno queste cose, ma ho paura che la via che stanno prendendo è a senso unico.

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Giacomo Camilli

1 anno fa

Ma se le grandi produzioni passeranno un giorno in larga parte in streaming non ne risentirà la qualità che c'è stata invece in questo caso?

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Giacomo Camilli
Questa è la domanda e di conseguenza la battaglia da combattere. Più il compondei giocatori sibassottiglierà più questo rischio sarà concreto.
Per questo bisognerà, secondo me, battersi perché non ci sia un appiattimento, ben vengano le vecchie major, la Disney ed Amazon, più sono più ne escono ;)

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Davide Sciacca

1 anno fa

Giacomo Camilli
E' quello che non colgono secondo me i difensori del "Netflix e i film portati in 190 paesi", che oddio, è vero, ma a lungo andare film pensati fin da subito per andare soprattutto su una piattaforma di streaming verranno prodotti con una qualità minore, perché non serve pagare un mega-direttore della fotografia e una mega-tecnico del sonoro, se il film si vede con un piccolo schermo sul divano, se va bene col Dolby Surround (che è comunque un pallido adattamento casalingo del Dolby Stereo), sennò con le mini-casse del televisore.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Davide Sciacca
Ma infatti ben venga la "piega distributiva" che sta prendendo. Netflix continua a produrre poco e con scarsissima qualità mentre distribuisce molto. È una differenza significativa, perchè per rimanere sull'esempio di Sulla Mia Pelle è un film prodotto e pensato per la sala da Lucky Red (casa di cui vediamo decine di film l'anno) e Cinema Undici, Netflix acquista un prodotto già fatto e lo distribuisce, non lo commissione, non lo supervisiona, lo sceglie e basta.

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Filippo Soccini

1 anno fa

Condivido in pieno soprattuto il punto su Amazon, l'azienda rischia davvero di diventare per qualsiasi industria concorrente.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Filippo Soccini
È una variabile che ci stiamo tutti un po' dimenticando, ma quando arriverà spariglierá le carte. Le premesse ci sono tutte...

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DocBrown

1 anno fa

Filippo Soccini
Anche se fino a questo momento é rimasta un po sopita... Quasi come se non ci credessero fino in fondo in questo progetto dello streaming.

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Teo Youssoufian

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
beh, dimenticando fino a un certo punto: la serie tv su Il Signore degli Anelli è un'esclusiva di Amazon, e voglio proprio vedere cosa succederà quando la butteranno fuori...

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Davide Sciacca

1 anno fa

Teo Youssoufian
Da un lato Disney con le serie tv Marvel e la serie tv su Star Wars, dall'altra Amazon con la serie tv del Signore degli Anelli, e Netflix in mezzo che piange.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Teo Youssoufian
Intendo noi pubblico che continuiamo a parlare di Netflix, Disney e sale quando in realtà c'è un colosso che potrebbe comprarsi Hollywood, se lo volesse, da un momento all'altro. Loro sono ben svegli, altro che...

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Claudio Serena

1 anno fa

Quindi, in parole povere, dovrò per forza abbonarsi a Netflix altrimenti inizierò a perdermi carrettate di film.
E c'è pure il rischio che dovrò abbonarmi anche ad Amazon.
Brutta storia.
Gran bella intervista!

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Claudio Serena
Ad oggi sì, ma se le sale smettessero di arroccarsi forse no...
Grazie comunque 👍

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Davide Sciacca

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Ti stai dimenticando, in prospettiva, dell'abbonamento al servizio streaming della Disney!

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Giuseppe Razzano

1 anno fa

Ero presente alla proiezione a Torino, non quella dov’è c’era anche Alessandro Borghi e purtroppo la sala era semivuota

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Giuseppe Razzano
Io mercoledì alle 4.00 ho beccato un sacco di gente, poi dipende dalla giornata. Comunque i numeri settimanali sono ottimi a dir poco per un film di questo tipo...

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Drugo

1 anno fa

Ancora non sono riuscito a vederlo😔

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Paino

1 anno fa

Drugo
Lo so, è duro sapere che si sta per ricevere un pugno, chi ha guardato questo film lo ha ricevuto fortissimo, ma è meglio cosí.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Paino
Non avrei saputo dirlo meglio Paino

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Joe Riga

1 anno fa

Ci sono alcuni film che andrebbero visti solo al cinema

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Joe Riga
Sono d'accordissimo, ma purtroppo è infinita la lista di film che non ci arrivano. Ogni titolo in più è oro colato...

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Joe Riga

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
è un vero peccato :|

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Joe Riga

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
è un vero peccato :|

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Pfepfer

1 anno fa

Intervista davvero interessante, offre ottimi spunti di riflessione.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Pfepfer
Grazie e sì lo penso anche io. Sono entrato in quel cinema con un'idea molto chiara ed ammetto di essere uscito con non pochi dubbi e con qualche concetto diverso...

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fm_tim

1 anno fa

L'ideale sarebbe garantire il passaggio del film prima in sala e solo successivamente(ad esempio 2/3 mesi dopo)distribuirlo su netflix,perchè al solo pensiero di non poter vedere The irishman al cinema mi fa rabbrividire, stesso discorso si potrebbe fare per Roma di Cuaron, il nuovo film dei coen e The other side of the wind di Welles.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

fm_tim
Quello è il modello delle finestre "protette" che vige ancora in Francia, con tempi più lunghi sse non sbaglio. Non so quanto un distributore che ha pagato cari i diritti di un film sarebbe d'accordo.
La contemporaneità non agevola le sale, ma forse come dice l'intervistato non danneggia quanto si potrebbe credere....

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Davide Sciacca

1 anno fa

fm_tim
Il problema è che gira tutto attorno ai soldi, non credo che Netflix, se potrà metterci becco (e lo farà sempre più spesso), sarà d'accordo ad aspettare tempi da dvd per potere mandare online certi contenuti.
I titoli che citi fanno piangere il cuore, in effetti.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Davide Sciacca
Infatti, sarà dura convincerli a portare le cose in sala ed a farlo salvaguardandola, ma è questa la battaglia che va combattuta, secondo me...

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Davide Sciacca
Infatti, sarà dura convincerli a portare le cose in sala ed a farlo salvaguardandola, ma è questa la battaglia che va combattuta, secondo me...

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Davide Sciacca

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Eh ma noi (o almeno io) come consumatori del prodotto senza nient'altro da fare che far staccare biglietti o sottoscrivere un abbonamento cosa possiamo fare per spingere in quella direzione, secondo te?

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I cineasti

1 anno fa

il tema netflix ha creato un divario nel mondo del cinema: c'è chi lo adora, chi lo vede come la morte del cinema, e chi punta un po di qua e un po di la. L'unica cosa che mi sento di dire riguardo a "La mia pelle" è che mi è dispiaciuto vedere come cosi tante sale non abbiano proiettato il film. Io stesso non ho potuto guardarlo al cinema perchè nessuno nella mia zona lo proiettava e sono stato cosi costretto a guardarlo su Netflix. Peccato perche è un film validissimo e che andrebbe proiettato nella maggior parte delle sale per poterselo godere al pieno

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

I cineasti
Spezzando una lancia per una categoria che penso di conoscere abbastanza bene non tutte le sale "potevano permetterselo" visto che senza dubbio Netflix non l'avrà regalato, ma molti avrebbero potuto e non l'hanno fatto...
Come dice Borghi era un film che doveva essere visto in sala, chissà che non ritorni in ritardo in molti posti

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Davide Sciacca

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Ma le sale che dovevano proiettarlo, e che poi hanno fatto dietrofront, hanno comunque pagato i diritti a Netflix? In questo caso non so come funzioni il pagamento, se è come acquistare un dvd e a quel punto se non lo guardi affari tuoi, o se invece si apre il portafoglio solo a proiezione effettuata.

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Andrea Lucietti

1 anno fa

Penso che il problema esista ma sia più che altro culturale. La distribuzione nelle sale (penso a "the irishman" per il futuro) è molto importante fermo restando il contributo fondamentale di Netflix in fase di produzione. Ora, non sono un insider o un esperto ma penso che valorizzare i prodotti del territorio e amplificarne la visione sia un fattore positivo. Non penso si parli della morte del cinema ma di una sua trasformazione. Che va affrontata a modo, non certo con reazioni conservatrici a priori.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Andrea Lucietti
Netflix ormai "produce" in senso stretto pochissimo, ma distribuisce molto e si era capito il senso del tuo discorso.
Non serve dedurlo noi, ma le dichiarazioni di gente come Cuaron, Cronenberg e del Toro non sono per nulla casuali... 
(sono d'accordissimo con il tuo discorso è solo un'aggiunta)

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Andrea Lucietti

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Infatti il dettaglio più interessante è quello della distinzione tra la "produzione" e la "distribuzione" che prima di questo dibattito per me era piuttosto confuso 😅 comunque grazie dell'aggiunta era necessaria 😊

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Andrea Lucietti
Dovere, anche perchè sono furbi e ti vendono dei prodotti come se li avessero fatti loro, nonostante molto spesso non sia assolutamente così.

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Andrea Lucietti

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
E non è un dettaglio di poco conto 😅

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George Nadir

1 anno fa

Intervista interessante!
Sul film non mi pronuncio...vicino a dove abito non lo hanno proiettato al cinema e mi 'toccherà' vederlo in streaming.
Un plauso, comunque, a chi ha insistito perché fosse distribuito anche in sala. Secondo me, questo è il giusto compromesso che favorirebbe tutti, sia cinema che piattaforme. Perché farsi la guerra?

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

George Nadir
Perchè alcuni, e basta farsi due passaggi logici per capire chi, ha molta paura di perdere le grandi masse ed i grandi numeri. Io spero che "gli altri" furbi ed interessati alla qualità lo capiscano e li lascino soli in questa battaglia anacronistica...

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Andrea Lucietti

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Concordo pienamente...

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Giuseppe Saladino

1 anno fa

Secondo me è necessario che i cinema riscoprano il ruolo dello spettatore  che magari preferisce stare a casa sul divano piuttosto che farsi chilometri, cercare parcheggio, pagare anche abbastanza per un film che poi magari non gli piace.
Interessante la posizione di Troiano che sta capendo cosa può funzionare in un cinema che on demand non c'è: l'emozione

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iena plinsky

1 anno fa

Concordo completamente con le parole di Sergio Troiano! Intervista molto interessante

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Antonio Ciriello

1 anno fa

Purtroppo c'è poco da fare, il cinema in sala sarà destinato ad essere soppiantato dall'home video. Il problema di fondo è innanzitutto economico: un fine settimana, per andare al cinema, ci vogliono tra i 7 e i 10€ almeno, senza contare spese contingenti. E la sola prospettiva della qualità maggiore o della condivisione non può reggere alla lunga, di fronte anche alla prospettiva che il più cinefilo e "fissato" può permettersi un televisore ad alta definizione, un buon impianto audio e la visione in bluray, che sono paragonabili quanto meno alla fruizione in sala. Di conseguenza il pubblico generalista tenderà ad andare sempre di meno al cinema, e i soli clienti di nicchia non potranno far fronte alla crisi economica che ciò comporterà. Forse solo i multisala dei centri commerciali si salveranno a lungo andare, ma i piccoli cinema non avranno scampo. E' un pò come quello che è successo con le sale giochi che sono scomparse dopo la nascita delle console domestiche.

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laura fonti

1 anno fa

Antonio Ciriello
che il cinema in sala sarebbe stato soppiantato dall'home video lo dicevano fin dall'uscita delle prime videoteche e parliamo ormai di quasi 30 anni fa, dall'inizio di piattaforme come quella che oggi si chiama Sky, e parliamo di poco più di 20 anni fa, epure la sala ancora regge, io non lo darei ancora per moribondo, ad oggi la comodità di vedersi un film a casa non ha ancora soppiantato la visione in sala e te lo dice una che queste diverse tipologie di visione le sfrutta ormai da decenni, eppure, tranne per qualcosa che perdo per strada, per me la prima visione è sempre e solo al cinema, il problema reale, come tu stesso dicevi, l'avranno le sale  piccole, quelli che si dedicano alla qualità e non alla quantità, ma questo, secondo me, dipende anche molto dal fatto che non siamo più molto in grado di valorizzare la qualità, ed è questo che secondo me farà molto la differenza

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Antonio Ciriello

1 anno fa

laura fonti
E' vero che l'home video (inteso come videocassette) è nato decenni fa, ma al tempo non c'era paragone tra le televisioni a tubo catodico e la sala cinematografica. Le nuove tecnologie invece rendono la fruizione sempre più vicina a quella del cinema, anzi, spesso in alcune sale i proiettori e l'impianto audio sono peggiori di quelli che hai in salotto. Le piattaforme tipo Netflix, che offrono cataloghi sempre più ampi e variegati, non stanno facendo altro che accellerare questo processo. E te lo dico con grande rammarico, perchè nonostante tutto almeno un paio di volte al mese mi faccio 30 km per andare al multisala più vicino casa mia, e probabilmente ci andrei più spesso se vivessi in città.

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George Nadir

1 anno fa

Antonio Ciriello
Non penso che le sale cinematografiche spariranno mai; hanno già avuto e avranno ancora una riduzione nel numero dei clienti, ma resteranno una realtà gradita e non solo per pochi. Il film in sala è un piacere maggiore di quello sul divano, anche se più scomodo e costoso. Un po' come ascoltare musica dal pc o andare ad un concerto, o vedere un evento sportivo in tv o dal vivo...
Mi auguro solo che ci siano registi abili, che producano film di qualità, e produttori e distributori coraggiosi (come quelli di "Sulla mia pelle") così da avere in sala anche quei film per lo streaming. Tra cinema e piattaforme streaming ci può essere sia guerra che accordo. Io auspico la seconda possibilità.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

George Nadir
Sulla Mia Pelle era su Netflix ad un costo pari a quello di un biglietto, ma l'Ambrosio ha fatto tutto esaurito per più di uno spettacolo e pure l'altroieri alle 15.30 eravamo più di cinquanta a vederlo. Forse l'home video un giorno soppianterà la visione in sala, ma io sinceramente credo che ciò che offre, oltre che di qualità superiore, sia totalmente diverso.
Inoltre credo che se le piccole sale sapranno "giocarsela bene" avranno più chance dei multisala in questa lotta. Se bisogna puntare sulla condivisione, sull'evento, su un pubblico "di nicchia" forse i luoghi in cui chi ti vende il biglietto chiacchiera con te di cinema, ti offre film che non conosci, in cui puoi berti una birra e restare a far due parole avranno più successo di grandi ed impersonali istituzioni che sono, ad oggi, le forze trainanti della protesta contro i film di Netflix in sala

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Antonio Ciriello

1 anno fa

George Nadir
Naturalmente non penso che spariranno del tutto, ma il grande pubblico alla lunga, se le cose continueranno cosi, preferirà rimanere a casa, e non li biasimo. Dopotutto gli stadi sono sempre più vuoti, perchè andare in uno stadio brutto, sporco, scomodo e senza servizi quando posso vedere la partita in full hd dal divano di casa? Anche lì, il vero appassionato, l'ultras, preferirà sempre lo spirito aggregante dello stadio, ma il grande pubblico no. Salvo fare sold out per i grandi eventi.

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Antonio Ciriello

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Sicuramente la possibilità di condivisione e di riflessione, di dibattito può essere d'aiuto per le piccole sale. Tuttavia c'è da dire che il buon risultato di "Sulla mia pelle" all'Ambrosio (da quel che mi sembra di capire, non sono di Torino), sia stato dovuto soprattutto alla presenza di regista e cast, oltre al clamore mediatico che il film ha suscitato, sia per la tematica che per la diatriba cinema/streaming. Probabilmente un film più "normale" potrebbe non avere la stessa fortuna, soprattutto se rilasciato in contemporanea. Io penso che la soluzione, per il futuro, con film come quello di Cuaron o il prossimo di Scorsese, possa essere quello di distribuirlo prima in sala, e poi dopo qualche giorno anche sulla piattaforma. In questo modo chi vuole vivere l'esperienza cinematrografica "piena" potrà vederlo in sala, il resto aspettare qualche giorno per vederlo a casa.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Antonio Ciriello
Non so, forse hai ragione, ma in un caso molto differente come quello di "Corpo ed Anima" (film visibile su Netflix e poriettato in varie sale italiane) i numeri, compatibilmente con il film con un richiamo infinitamente inferiore, sono stati buoni. 
Sicuramente a Sulla Mia Pelle hanno dato una mano tutte le cause che sottolinei, ma secondo me il film sarebbe andato bene comunque, perchè un certo pubblico che è solito frequentare i cinema ci va anche se il film è in seconda visione o in una rassegna di vecchi film, quindi non penso possa essere la contemporaneità a cambiare questo aspetto...
Sarebbe un'ottima soluzione, ma Netflix sarà d'accordo? Io non credo, già la contemporaneità è una battaglia difficile da combattere, e non ci sarà sempre un Borghi pronto ad impuntarsi, immaginarsi anche una "finestra privilegiata" per film che loro hanno comprato mi sembra improbabile, anche se io stesso lo preferirei

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Antonio Ciriello

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Si probabilmente sarà difficile, dopotutto lo stesso Sulla mia Pelle è stato distribuito in poche sale. Io vivo in provincia di Caserta e gli unici cinema che lo hanno proiettato erano uno a Napoli e uno a Salerno, quindi per me è stato impossibile andare a vederlo. Questo mi fa pensare male anche per Irishman, che si appresta ad essere un colossal in termini di budget, ma che temo vedrà la "luce" in poche sale, a meno che i nomi in gioco, Scorsese in primis, non spingano in un'altra direzione, come mi auguro.

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Simona Franchini

1 anno fa

Articolo davvero interessante, complimenti.
Sono d'accordo con Sergio Troiani, impuntarsi contro Netflix o contro lo streaming legale in genere non può portare a niente di buono, è ormai un fenomeno che non può essere fermato. Come ogni novità avrà i suoi pro e contro e tra qualche anno avremo imparato a conviverci, senza più polemiche.
Per quanto riguarda il film c'era un'altra polemica in corso: le proiezioni illegali. Pensate che fossero davvero necessarie per un film come questo o, a prescindere dalle buone intenzioni, sono da condannare? Io sono d'accordo con quello che ha detto Alessandro Borghi: per quanto possa essere utile mostrare a più gente possibile questo tipo di storia, una proiezione con 2000 spettatori su un lenzuolo volante e un pessimo audio non fanno che annullare tutti gli sforzi delle centinaia di persone che hanno lavorato al film per offrire un prodotto di qualità da tutti i punti di vista. (Scusate il piccolo off-topic, ma volevo conoscere anche l'opinione di altri e questa mi è sembrata la giusta occasione)

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Simona Franchini
Grazie, ma ha davvero fatto Sergio Troiano, io ho solo riportato. 
La questione sulla proiezioni illegali è un altro nodo spinoso che abbiamo sfiorato, ma che non volendo riportare concetti parziali o preferito lasciare. Capisco le proiezioni non canoniche, ne ho persino organizzate alle superiori, ma non credo che in questo caso fosse la strada giusta. Bisognava far sentire la forza del movimento degli spettatori a fianco delle sale "ribelli". Bisognava "sfidare" chi non voleva mostrare il film e le proiezioni illegali sarebbero state una disperisione ed un alibi inutile (tanto chi vuole vederselo in gruppo lo può fare in quel modo).
Capisco il dispiacere di non vederlo in alcuni luoghi, ma penso che si sia percorsa la via giusta. Borghi ha ragione, ma le stesse persone sarebbero dovute andare in piazza richiedendo altre proiezioni, per averlo nei modi e nei luoghi giusti...

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Simona Franchini

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Ecco appunto, proprio a proposito dello stare a fianco delle sale ribelli: posso anche capire le proiezioni in paesi in cui il film non è arrivato (ci sono intere regioni in cui non è stato proiettato), ma a Roma e Milano (giusto per fare due esempi) non sarebbe stato meglio supportare il film al cinema? So che comunque il film è andato bene al box office, ma, se avessi potuto, io avrei preferito il cinema senza se e senza ma.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Simona Franchini
Sfondi una porta aperta, ho caziato dei miei amici a Torino proprio perchè invece di andare al cinema a vederlo se lo sono guardato a casa. CHi può deve sostenere la sala!!!

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Mr Blonde

1 anno fa

P.s. Io l'ho visto a Cinema anche e, ne sono sicuro, ha avuto tutto un altro "sapore"..

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Mr Blonde

1 anno fa

Così David Cronenberg a Venezia, settebre 2018: ..."Non è vero che oggi ci sono troppe piattaforme in giro. Per me vanno bene queste rivoluzioni al cinema che cambiano tutto. E non capisco proprio l'atteggiamento di Cannes verso Netflix, anche se lì sicuramente pesa molto il diritto francese sugli audiovisivi. Il cinema è sempre stato sconvolto dai cambiamenti e non bisogna avere nostalgia di quello del passato. Quello in sala diventerà come oggi è il vinile per la musica o come la macchina da scrivere per il computer. Su Netflix poi non ci sono spot e questa è una cosa non da poco come il fatto che diffonde le sue opere in 190 paesi. SALE CINEMATOGRAFICHE - Ho visto ultimamente 'La forma dell'acqua' di Del Toro in casa sul Blu-ray sul mio schermo da 50 pollici, poi mi è capitato di vedere lo stesso film al cinema e devo dire che, alla fine, ho avuto un esperienza migliore in casa. Siete così benvenuti a casa mia a Toronto: l'indirizzo è Park Avenue 31. "

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Mr Blonde
Non sono d'accordo su tutto nè con con Cronenberg, nè con del Toro, nè con Cuaron, ma credo che questa debba essere vista come un'occasione per chi vuole distribuire cinema e per chi vuole farlo. È un cambiamento inevitabile: si può battersi andando al testa contro testa e sperare di vincere o sfruttare questi cambiamenti e cercare di trarne beneficio. La seconda mi sembra l'unica via sensata...

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Mr Blonde

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Sono d'accordissimo con te!

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Davide Arienzo

1 anno fa

Per fortuna sono riuscito a vederlo nell'unico cinema che lo proiettava a Salerno  Spero con tutto il cuore che le sale e i cinema non scompaiano mai Intervista eccellente comunque 

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Davide Arienzo
Grazie Davide!
Lo spero, e lo credo anche io!

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Alessandro Vacca

1 anno fa

Ottima intervista, spero che Netflix e la distribuzione trovino un accordo perché i contenuti devono poter essere visti in più modi soprattutto per ottimi film che meritano la sala come molto probabilmente saranno (visti i registi) Roma,The ballad of Buster Scrubs e The Irishman.

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Alessandro Vacca
Verissimo, sperando che queste "battaglie anacronistiche" non ce li facciano perdere per un braccio di ferro tra interessi economici. La contemporaneità non è forse la scelta migliore, ma è sempre meglio di nulla...

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Davide Sciacca

1 anno fa

Il grande dispiacere è che già essendo distribuito poco in Italia, dubito che in Francia arriverà mai. Ho fiducia nel cinemino che fa retrospettive vicino casa, ma temo che fino a questo punto sia eccessivo. Troiano ha comunque le idee molto chiare ed è un bene che ci siano direttori di cinema importanti che invece di serrare semplicemente le braccia e sbuffare contro certi probabili cambiare nel modo di usufruire del prodotto cinematografico, con una buona dose di sano vittimismo, sian pronti a prendere di petto la sfida che li aspetta. Mi regala un goccio di speranza in più.

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Davide Sciacca

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Vedo un triste commento vuoto, Fabrizio. (io ho rimodificato il mio commento o sarebbe stato ugualmente bianco)

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Davide Sciacca
Mannaggia, cerchiamo subito di risolvere (e nel frattempo rimetto i miei)!

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Davide Sciacca

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Problem solved, a detta di TaskForceTeo

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Teo Youssoufian

1 anno fa

Davide Sciacca
esatto: vi siete accavallati con i commenti mentre i tecnici ci mettevano mano, quindi c'è stato un 5 minuti di puttanaio 😁

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Teo Youssoufian
Già, scusami Davide, comunque io spero, anche se ancora non ci credo moltissimo, che possa esserci una grande spinta italiana: Venezia si è esposta (ed in questi anni ha vinto tutte le sue battaglie), i cinema pure, ora c'è la decisione su che film mandare agli Oscar e ci sono da un lato i film di Cannes, da un altro questo di Venezia ed infine una terza via "più semplice". Chissà che non ci sia una sorpresa ed allora la francia sarebbe solo uno dei tanti...

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Davide Sciacca

1 anno fa

Teo Youssoufian
Ma guarda che io sono quasi "felice" di assistere a tutto questo: una piattaforma non può nascere perfetta, e non avevate previsto questa mole di traffico percio' sono più che contento che il risultato sia migliore delle aspettative. In più, oggi se entri su Twitter o su Facebook puoi far parte di un'esperienza collettiva di crescita anche dal punto di vista della piattaforma? Non direi. Un giorno potrò (potremo) dire ai nuovi entrati che quando i server non reggevano e i tecnici modificavano ancora cose non prevedendo che 5 minuti per un social sono un tempo infinito noi c'eravamo.
Cinefactsers 4 life!
* si calma e respira *

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Davide Sciacca

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
"Ai posteri l'ardua sentenza". E' sia eccitante sia spaventoso vivere in un momento di tale cambiamento per il cinema. Una spinta italiana (leggera) sembra esserci, magari faremo la nostra parte: già citando gli Oscar io non capisco la scelta dei produttori di non candidare Loro (che non ho ancora visto, ma ho letto la lista)...

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Davide Sciacca
Curioso anche secondo me, ma può essere che "la suddivisione" abbia giocato un grosso ruolo e magari con l'uscita della versione completa si giocheranno quella, non so.

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Davide Sciacca

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Direi che neanche la versione completa andrà lontano, ormai

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BubbleGyal

1 anno fa

Mi devo trasferire a Torino insomma 😜 Ma io non ho capito una cosa, il film è visibile su Netflix in qualsiasi paese o solo da noi?

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Rossella D'Introno

1 anno fa

BubbleGyal
Netflix Italia, come anche le altre nazioni, ha un elenco di film selezionati per il pubblico italiano, ad eccezione dei contenuti originali Netflix che sono presenti ovunque. Nel caso di questo film so per certo che non è presente in tutti i Paesi, ma è presente su netflix.com in inglese (non so però se sia presente in tutti i paesi anglofoni o solo in alcuni di questi).

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BubbleGyal

1 anno fa

Rossella D'Introno
Speriamo prima o poi creino diverse sezioni per i diversi paesi, sarebbe molto più pratico.

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Leonardo Innocenti

1 anno fa

Davvero intervista molto interessante, spero che sempre più film di Netflix arrivino nelle sale perché questo progresso è inevitabile.

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Teo Youssoufian

1 anno fa

Leonardo Innocenti
ma questo non è un film di Netflix... 😒

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Kappa

1 anno fa

Io penso che il cinema non morirà a causa dello streaming. Ma anzi penso che aziende con Netflix stiano facendo un buon lavoro di rivalutazione locale e che non siano loro ad avere problemi a condividere lo spazio con le sale, ma sia il contrario. Perchè cambiare fa paura ma penso (e spero) che il cinema colga l'occasione per trovare la giusta motivazione e darsi un po' una "svecchiata", mettersi al passo con i tempi e capire cosa può essere meglio per il proprio pubblico. Ma anche se così non fosse,i veri appassionati ci saranno sempre e se quelli occasionali preferiranno starsene sul divano, ben venga! Meno chiacchericcio in sala, meno persone che rovinano la visione con cellulari o battute stupide e più persone che si godono l'essenza della visione di un film al cinema. Perchè chi ama il cinema, quello che con i propri soldi "investe" nei prodotti, è quello che adora il fare la fila per i biglietti, le corse per prendersi i posti migliori e le bestemmie quando sei in prima fila appiccicato allo schermo, i popcorn caldi, i trailer, il tempo speso solo a vedere una proiezione senz afare altro. Perchè chi adora tutto questo, un film d'azione preferisce guardarlo se ha delle casse che gli fanno vibrare la poltrona con uno schermo che gli spara addosso gli effetti speciali con la miglior qualità disponibile; che se va a vedere una commedia, preferisce sentire le risate della gente che si diverte come lui; che se guardi un horror ti diverti a sentire le altre persone che saltano dallo spavento. Perchè uno che ama tutto questo, lo preferirà sempre ad uno schermetto di 32 pollici o ad uno smartphone.. o peggio a dei pixel grossi come la tastiera su un sito con mille banner porno. Il cinema è sopravvissuto alla pirateria illegale, che è il suo nemico... adesso invece ha più un concorrente con il quale può sfidarsi e allo stesso tempo aiutarsi!

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Fabrizio Cassandro

1 anno fa

Kappa
Sono in parte, ed incredibilmente fino a pochi giorni fa, d'accordo. La gente che vuole andare in sala ci andrà sempre, chi invece non è motivato avrebbe smesso comunque, è inevitabile. Forse il problema da porsi è un altro: se si continua in questo "tutti contro tutti" potrebbe uscir vincitore solo uno ed allora rischieremmo moltissimo a livello di offerta e pluralità. Io spero, e so conoscendo esercenti e distributori lungimiranti come l'intervistato, che qualcuno si muova con furbizia, ma ho paura che siano troppo pochi.

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Kappa

1 anno fa

Fabrizio Cassandro
Capisco benissimo il tuo scetticismo al riguardo, ma mi piace essere ottimista e pensare che di fronte ad un possibile burrone, anche i più "testardi" tirino il freno a mano :) Che poi non dico che debbano rivoluzionare tutto, ma anche solo cominciare a cambiare il servizio offerto, andando più incontro al nuovo pubblico o comunque arricchendolo con cose che possano invogliare di più il pubblico a presentarsi in sala.. Già cominciare con qualcosa di simile si potrebbe fare, se poi invece non sarà sufficiente allora si può pensare magari ad arrivare ad una sorta di collaborazione cinema-streaming :) oh poi magari sono un povero sciocco sognatore :/

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Il Cionco

1 anno fa

Nella mia città nessun cinema lo trasmetterà anche quello che inizialmente voleva proiettarlo ha deciso Di non farlo, e mi dispiace molto anche perché vedendolo ieri in casa mi sarebbe piaciuto tanto usufruire della visione al Cinema! A mio parere è un film d’importanza sociale e dovrebbe essere distribuito anche in sala! Bellissima intervista molto interessante

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Rossella D'Introno

1 anno fa

Il Cionco
E' vero, dovrebbe essere in tutti i cinema.

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Rossella D'Introno

1 anno fa

Mi trovo d’accordo con le parole di Sergio Troiano, complimenti per il suo coraggio. Bella intervista

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