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I 156 film preferiti di 6 grandissimi registi

Sin dalla sua nascita, CineFacts.it ha dedicato grande spazio a liste e classifiche, frutti di lavoro sia individuale che collettivo.

 

 

Che si tratti di stabilire il miglior film che abbia vinto a Cannes o la pellicola più bella dell’ultimo decennio, redattori e redattrici (incluso chi sta scrivendo) con grande impegno e un pizzico di sofferenza hanno fatto le loro scelte, rimesse poi al giudizio del pubblico online…

 

Che spesso non ha lesinato critiche, ma è difficile scegliere in certe circostanze solo 8/10 film, quando il mondo del Cinema presenta un numero ben più vasto di capolavori!

 

Ebbene, a ben vedere, l’usanza di stilare liste e classifiche non è solo una prerogativa di riviste e siti cinematografici: molto spesso, anche i grandi registi del presente e del passato si sono cimentati nell’ardua impresa di selezionare i loro film preferiti!

Vediamo degli esempi.

 

 

[Beati coloro che non hanno dubbi quando si tratta di stilare una lista o una classifica]

 

 

Woody Allen

 

Nel libro Conversazioni su di me e tutto il resto (edito in Italia da Bompiani e contenente una serie di interviste fatte tra gli anni ‘70 e i 2000 dal giornalista Eric Lax al regista newyorkese), Woody Allen stila due liste di film preferiti in ordine sparso; la prima è fatta di soli film americani; la seconda è composta da film stranieri.

 

Ci si può concentrare su quest’ultima, perché dice Allen stesso:

“Se prendessimo Quarto Potere dall’elenco in alto [pellicole americane, ndr] e lo mettessimo nel secondo [opere straniere, ndr], otterremmo l’elenco dei miei film preferiti di tutti i tempi".

 

Fra i suoi punti di riferimento, spiccano indubbiamente Ingmar Bergman, Federico Fellini e Akira Kurosawa.

 

- Il settimo sigillo (Ingmar Bergman, 1957)

- Rashomon (Akira Kurosawa, 1950)

- Ladri di biciclette (Vittorio De Sica, 1948)

- La grande illusione (Jean Renoir, 1937)

- La regola del gioco (Jean Renoir, 1939)

- Il Posto delle Fragole (Ingmar Bergman, 1957)

- 8 ½ (Federico Fellini, 1963)

- Amarcord (Federico Fellini, 1973)

- Il trono di sangue (Akira Kurosawa, 1957)

- Sussurri e grida (Ingmar Bergman, 1972)

- La strada (Federico Fellini, 1954)

- I quattrocento colpi (François Truffaut, 1959)

- Fino all’ultimo respiro (Jean-Luc Godard, 1960)

- I Sette Samurai (Akira Kurosawa, 1954)

- Sciuscià (Vittorio De Sica, 1946)

 

 

 

Ingmar Bergman

 

Da Victor Sjöström (che ebbe poi come attore in Il Posto delle Fragole) a Margarethe von Trotta, passando per Federico Fellini e Andrej Tarkovskij (“Quando un film non è un documento, è un sogno"): durante il Göteborg Film Festival del 1994, Ingmar Bergman, uno dei cineasti più influenti della Storia del Cinema, decise di rendere pubblica la lista dei suoi film preferiti.

 

- Andrej Rublëv (Andrej Tarkovskij, 1971)

- Il circo (Charles Chaplin, 1928)

- Direttore d'orchestra (Andrzej Wajda, 1980)

- Anni di piombo (Margarethe von Trotta, 1981)

- La passione di Giovanna d’Arco (Carl Theodor Dreyer, 1928)

- Il carretto fantasma (Victor Sjöström, 1921)

Il porto delle nebbie (Marcel Carné, 1938)

Il quartiere del corvo (Bo Widerberg, 1963)

Rashomon (Akira Kurosawa, 1950)

La strada (Federico Fellini, 1954)

Viale del tramonto (Billy Wilder, 1950)

 

 

 

Federico Fellini

 

Anche Federico Fellini, su richiesta della celebre rivista britannica Sight and Sound, stilò una lista dei suoi dieci film preferiti.

 

Con grande ironia (ma non da sbruffone), egli pose al decimo posto un suo film, l’osannato 8 ½.

 

Il circo - Luci della città - Monsieur Verdoux (Charles Chaplin, 1928 - 1930 - 1947)

- Qualsiasi film dei Fratelli Marx o di Stanlio e Ollio

Ombre rosse (John Ford, 1939)

Rashomon (Akira Kurosawa, 1950)

Il fascino discreto della borghesia (Luis Buñuel, 1972)

2001: Odissea nello Spazio (Stanley Kubrick, 1968)

Paisà (Roberto Rossellini, 1946)

Gli uccelli (Alfred Hitchcock, 1963)

Il posto delle fragole (Ingmar Bergman, 1957)

8 ½ (Federico Fellini, 1963)          

 

 

 

Stanley Kubrick

 

“Ci sono pochi registi, dei quali si potrebbe dire che bisogna vedere automaticamente tutto ciò che fanno.

Metterei Fellini, Bergman e Lean ai primi posti della mia lista, e Truffaut in cima al livello successivo.”

 

Così parlò Stanley Kubrick nel 1963, confessando alla rivista Cinema i suoi film preferiti.

Nella sua lista figurano pellicole che non necessitano di presentazione alcuna, girati da registi che – proprio come lui – hanno lasciato un’impronta indelebile nella Storia del Cinema.

 

I Vitelloni (Federico Fellini, 1953)

Il posto delle fragole (Ingmar Bergman, 1957)

Quarto potere (Orson Welles, 1941)

Il tesoro della Sierra Madre (John Huston, 1948)

Luci della città (Charles Chaplin, 1931)

Enrico V (Laurence Olivier, 1945)

La Notte (Michelangelo Antonioni, 1961)

Un comodo posto in banca (W.C. Fields, 1940)

Condannatemi se vi riesce! (William Wellman, 1942)

Gli angeli dell’inferno (Howard Hughes, 1930)          

 

 

 

Andrej Tarkovskij

 

Nel 1972, dopo l’uscita di Solaris, il critico cinematografico Leonid Kozlov chiese ad Andrej Tarkovskij di fare un elenco dei suoi film preferiti.

Dichiarò Kozlov: “Prese la mia proposta sul serio e per alcuni minuti stette seduto assorto nei suoi pensieri, con la testa piegata sul foglio di carta”.

 

Dopo aver compilato una lista di registi per lui imprescindbili, passò ai film.

E che film.

 

Il diario di un curato di campagna (Robert Bresson, 1951)

Luci d’inverno (Ingmar Bergman, 1963)

Nazarin (Luis Buñuel, 1959)

Il Posto delle Fragole (Ingmar Bergman, 1957)

Luci della città (Charles Chaplin, 1931)

I racconti della luna pallida d’agosto (Kenji Mizoguchi, 1953

I Sette Samurai (Akira Kurosawa, 1954)

Persona (Ingmar Bergman, 1966)

Mouchette (Robert Bresson, 1967)

La donna di sabbia (Hiroshi Teshighara, 1964)          

 

 

 

Akira Kurosawa

 

Ci sarebbe anche la lista di Akira Kurosawa, anche se chiamarla lista è riduttivo: cento film di cento registi diversi che coprono un arco temporale di circa novanta anni, pubblicata nel libro del 1999 Yume wa tensai de aru (titolo inglese: A dream is a genius).

 

La genesi della lista fu spiegata dalla figlia del regista, Kazuko:

“Mio padre ha sempre detto che i film da lui amati erano troppi per essere contati e per fare una top ten. […]

Il criterio di scelta è stato: un solo film per regista, tra le opere indimenticabili di cui io e mio padre abbiamo amabilmente discusso, e alcune idee di cinema che lui adorava ma che non ha mai espresso in pubblico”.

 

L'intero elenco è consultabile a questo link.

 

Bene, adesso avete numerosi spunti di riflessione.

 

 

Che dobbiate stilare una lista o semplicemente stiate cercando un film da vedere, potete contare (anche) sui consigli e sulle preferenze di chi ha reso il Cinema quel che è oggi: un'arte meravigliosa.

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7 commenti

Mike

5 mesi fa

Grande articolo! Bellissimo vedere quali film e registi hanno lasciato un segno nella mente di così altrettanto grandi registi!

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Mattia Pellegrino

6 mesi fa

Se non sbaglio un'altro dei preferiti di Kubrick è  eraserhead di lynch

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Marco Batelli

6 mesi fa

Mattia Pellegrino
Documentandomi, io ho trovato la lista del 1963... Molto probabilmente (per non dire sicuramente), Kubrick avrà rilasciato ulteriori dichiarazioni indicando film che per motivi temporali non potevano essere presenti nella suddetta lista!

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Tati23

6 mesi fa

Gran bell'articolo.
Io ho dei forti problemi a fare top list perchè come Kurosawa ci sono troppi film che amo e che metterei in lista. 😅😅

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Marco Batelli

6 mesi fa

Tati23
È molto difficile... Leggo di persone che vanno a botta sicura, ma già per stilare le top 10 dei singoli decenni lascio fuori film che mi piacciono moltissimo... Alla fine liste e classifiche vanno prese con leggerezza! Un modo per fare un bilancio, ma non una verità assoluta.

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Lenù

6 mesi fa

Grazie Marco!

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Marco Batelli

6 mesi fa

Lenù
Prego! 😉

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