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Tra mystery, western, buddy movie e dramma umano, Lanterns si prepara a proporre una versione diversa del mito di Lanterna Verde.
Creata da Damon Lindelof (Lost, Watchmen), Tom King e Chris Mundy (Ozark, True Detective), la serie HBO vede Kyle Chandler nei panni di Hal Jordan e Aaron Pierre in quelli di John Stewart.
Nel cast figurano inoltre Kelly Macdonald, Nathan Fillion, Garret Dillahunt, Poorna Jagannathan e Ulrich Thomsen, mentre Laura Linney è una delle new entry in un ruolo ancora avvolto nel mistero.
[Trailer ufficiale di Lanterns]
Durante la conferenza stampa alla quale abbiamo partecipato, i creatori e i protagonisti hanno raccontato una serie che parte dall’universo dei Green Lantern per costruire soprattutto una storia sui suoi due protagonisti, sulla loro relazione e sulle persone che esistono dietro i supereroi.
Lindelof ha raccontato di essere stato immediatamente incuriosito dall’idea di Tom King per questa serie che veniva descritta come una sorta di True Detective con poliziotti dello spazio, ma dall'animo umano:
“Se iniziamo a parlare di anelli, pianeti, alieni e tutto il resto, siamo nel territorio sbagliato.
Dobbiamo partire dal chiederci "Chi sono questi ragazzi? Da dove vengono? Cosa vuole Hal? Cosa vuole John?”.
È proprio il rapporto tra i due a diventare il cuore della storia. Abbiamo capito che sotto i cliché di una storia da buddy movie c’era questa idea molto più interessante, quella di una sorta di storia d’amore e di rispetto reciproco, di un uomo che ha bisogno dell’altro per attraversare questa storia.
E non si trattava semplicemente di ‘ho bisogno della tua approvazione’, entrambi hanno bisogno di un certo livello di conforto da parte dell’altro”.
Il rapporto di Lindelof con le serie costruite attorno al mistero rende inevitabile il confronto con Lost.
Anche Lanterns è stata pensata con una conclusione precisa?
“Posso parlare per esperienza personale di quello che è stato lavorare a qualcosa come Lost, dove non avevamo una data di fine.
Per una serie che aveva un motore basato sul mistero, il pubblico chiedeva: ‘Quando ci direte cosa diavolo sta succedendo?’ e noi rispondevamo: ‘Vogliamo farlo’, ma una volta che inizi a rispondere ai misteri, la serie comincia ad andare verso la conclusione, si avvicina alla fine”.
Lindelof ha poi ricordato l’esperienza opposta di Watchmen, concepita come una serie limited di nove puntate, per arrivare a spiegare il modello scelto per Lanterns:
“Penso che la visione di Chris per Lanterns fosse il perfetto ibrido tra queste due cose.
Fondamentalmente ha detto: ‘Voglio raccontare una storia completa. Abbiamo un mistero e, cosa ancora più importante, abbiamo una storia sul rapporto tra questi due uomini che alla fine deve essere risolta, ma vogliamo che il pubblico sia davvero affamato di altro quando finisce’.
Mi è sembrato un modo fantastico per trovare un equilibrio”.
[Kyle Chandler (Hal Jordan) e Aaron Pierre (John Stewart) nel primo episodio di Lanterns]
Il progetto ha inoltre assunto per Lindelof una dimensione personale.
L’autore ha spiegato di essersi riconosciuto nell’idea di Hal Jordan, un uomo che si trova a una fase della vita in cui deve iniziare a pensare a ciò che lascerà agli altri:
“Il mio cervello di uomo di mezza età mi dice: sono arrivato a un punto della mia carriera in cui ho superato i cinquant’anni e continuo a fare lo showrunner, comincio a sentire che forse è arrivato il momento di lasciare l’anello, ma non voglio lasciarlo andare.
E questa idea mi ha davvero affascinato”.
A interpretare Hal Jordan è Kyle Chandler, che porta nel ruolo un elemento ancora poco esplorato nel genere supereroistico: un eroe nella seconda parte della propria vita.
L’attore ha raccontato come l’età di Hal sia diventata una risorsa durante il lavoro sul personaggio:
“Ci sono cose che si capiscono con gli anni e che puoi utilizzare. È come essere sposati da vent’anni e interpretare un marito che ha due figli e che è sposato da vent’anni: ci sono cose che sai e che nessun altro potrebbe sapere e in un progetto come questo puoi utilizzarle.
C’è molto umorismo nell’invecchiare e c’è molto umorismo in questa serie.
È importante, credo, mostrare anche la vita delle persone più grandi nonostante questa cultura che promuove l'essere giovane a tutti i costi”.
[Kyle Chandler in Lanterns]
Aaron Pierre interpreta John Stewart, un ruolo che porta con sé una responsabilità particolare, dato che è la prima volta che il personaggio viene portato sullo schermo in live action.
“Una delle cose che preferisco di John Stewart, per come è descritto e presentato al pubblico, è la sua onestà e quanto sia immensamente complesso.
Ma, proprio come tutti noi, John ha moltissimi punti di accesso per il pubblico. È qualcuno che ci permette di sentirci visti.
È qualcuno che ci permette di sentirci ascoltati, compresi, rispettati. John per me esternamente è un gentiluomo, è preciso, accurato, intenzionale, impeccabile, ma internamente è un mare in tempesta, un tornado, un vulcano”.
L’attore ha raccontato di essersi preparato a lungo per preparare l'interpretazione di John:
“Ho fatto un’enorme quantità di ricerca personale prima di interpretare John Stewart, ma arriva un momento con ogni personaggio che interpreti in cui devi portare anche una parte di te e della tua verità.
Altrimenti non è autentico e non c’è possibilità che il pubblico possa entrare in risonanza con te: stai semplicemente copiando e incollando”.
[Aaron Pierre e Kyle Chandler in Lanterns]
Il tono di Lanterns nasce da una combinazione di riferimenti molto lontani dal tradizionale cinecomic.
Chris Mundy ha citato Non è un paese per vecchi come uno dei riferimenti utilizzati durante lo sviluppo della serie:
“Ne abbiamo parlato parecchio, principalmente per il tono, ma soprattutto per la geografia e per quel senso di pressione che continua a crescere.
La cosa incredibile è che parlavamo di questo film anche prima di sapere che poi avremmo avuto in Lanterns Garret Dillahunt e Kelly MacDonald, che entrambi erano nel film dei fratelli Coen ”.
[Kelly MacDonald (Detective Kerry), Aaron Pierre (John Stewart) e Kyle Chandler (Hal Jordan) in Lanterns]
Tra gli altri riferimenti c’è Prima di mezzanotte, per il rapporto tra i protagonisti, ma anche le rom-com:
“C’è una relazione tra Robert De Niro e Charles Grodin in cui stanno percorrendo la stessa strada anche se uno dei due viene scortato come prigioniero. Abbiamo parlato di rom-com, perché in un certo senso Hal e John iniziano separati, si innamorano, si separano di nuovo”.
Per Lindelof, invece, Lanterns ha assunto anche la forma di un western.
“Più che altro un western classico degli anni '40 o '50.
Ci sono queste idee archetipiche, quasi à la John Wayne, e costruzioni legate alla mascolinità che credo sia Hal che John abbiano ereditato dai loro padri o dalla cultura nella quale sono cresciuti.
Abbiamo parlato molto di storie di padri e figli, anche se John e Hal non sono esattamente padre e figlio.
Sono più simili a fratelli, almeno a volte, ma entrambi stanno elaborando una relazione molto complicata tra di loro”.
[articolo a cura di Silvia Nittoli]
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Da noi non cadrai mai nella trappola di un titolo clickbait che poi ti ha portato a un articolo che non diceva nulla.
