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Spider-Man: Brand New Day diretto da Destin Daniel Cretton è il quarto capitolo della saga sull'Uomo Ragno inserita nel cosiddetto Marvel Cinematic Universe.
[Trailer ufficiale di Spider-Man: Brand New Day]
Quattro anni dopo la cancellazione della memoria mondiale in merito all’identità di Spider-Man, Peter Parker (Tom Holland) vive nel quasi totale isolamento, in modo da non mettere più a rischio le persone che ama, nonostante anche loro abbiano rimosso chi sia veramente.
Peter si concentra così esclusivamente su Spider-Man, continuando la sua missione contro i criminali più temibili, tra cui Scorpione, Tombstone e i Ninja della Mano.
Improvvisamente, però, si accorge che qualcosa sta cambiando: il suo corpo risponde sempre meno ai suoi stimoli a causa del DNA dell'aracnide che sta prendendo il sopravvento sul DNA umano; contemporaneo al cambiamento, ad attenderlo c’è un nuovo misterioso nemico che lo ostacola in cerca di vendetta.
Tra cambiamenti fisici, nemici da fermare ed eventi sconvolgenti, Spider-Man dovrà guardare faccia a faccia Peter Parker per ritrovare la strada.
[Tom Holland in Spider-Man: Brand New Day]
Un ragno isolato
Spider-Man: Brand New Day ci mostra un Peter che ricorda quello di quattro anni prima ma più malinconico e spento.
Il nostro amichevole uomo ragno di quartiere adora infatti stare con le persone che ama, ma ciò non è più possibile in quanto la decisione di cancellare il suo ricordo dalla mente degli altri a fin di bene è ancora valida e preponderante.
Peter dunque si crogiola nel proprio male sottovalutandolo, distraendosi con il lavoro di supereroe e sbirciando di tanto in tanto segretamente la vita di MJ (Zendaya) e Ned (Jacob Batalon), senza rendersi conto di come questa scelta contribuisca ad allontanarlo dai suoi bisogni e istinti, gli stessi che gli ricordano la sua umanità.
La legge del cambiamento
Rivoluzionare la propria vita porta per forza di cose a un cambiamento, che in questo caso è sia fisico sia interiore.
In Spider-Man: Brand New Day Peter sembra volere insistentemente privarsi del cambiamento in quanto lo porterebbe a mettere in discussione i fondamenti che lo hanno guidato sino a quel momento.
Certe cose, però, sono inevitabili, e mentre Spider-Man continua a dare tutto se stesso per il bene degli altri, Peter viene sovrastato dal dolore, dalla consapevolezza che non può tornare tutto come prima senza che qualcuno, lui compreso, alla fine comunque soffra.
Una nuova prospettiva sull'eroe
In Spider-Man: Brand New Day la solitudine si rivela l’arma vincente per raccontare nuove consapevolezze riguardo questo eroe come non l’avevamo visto prima nell’attuale MCU, dando un assaggio di un personaggio che finalmente (ma non ancora definitivamente) sta maturando.
Confuso e soprattutto preoccupato del fatto che questa volta dovrà provare a salvarsi da solo, Peter/Spider-Man è consapevole del suo punto debole, ovvero della mancanza di una guida come zia May o la genialità dei suoi amici che sanno sempre come risolvere le situazioni più intricate, e sembra sul punto di cedere all’inevitabile sopravvento del “mostro” che vive dentro di lui.
[Spider-Man: Brand New Day: Punisher (Jon Bernthal) è l'unico alleato di un Peter Parker dimenticato da tutti]
Nuovi personaggi, vecchie dinamiche
Dopo una prima parte carica sull’interiorità dell’eroe, Spider-Man: Brand New Day decide di passare oltre per dedicarsi a una storia meno centrata e più classica, che riprende le solite dinamiche supereroistiche dell’MCU, presentando nuovi personaggi, cattivi o buoni che siano, che però hanno poco screentime e non sono nemmeno particolarmente brillanti, fatta eccezione per alcuni combattimenti entusiasmanti.
Una scelta che, a mio parere, sembra voler lasciare ancora un po’ in sospeso la figura di Spider-Man, perennemente in lotta con il suo spirito fanciullesco.
Dove Marvel si perde
Una cosa da cui sembra non riuscirsi a liberare l’MCU è la dinamica del cattivo-non-cattivo.
Ormai reiterata da troppo tempo, anche in Spider-Man: Brand New Day ritroviamo il villain del film decisamente non abbastanza malvagio.
Senza fare spoiler, appare chiaro che con il personaggio scelto come villain non sarebbe potuta andare diversamente; piuttosto, però, mi chiedo perché frenare sempre il brivido di far sentire il protagonista di fronte a una sfida seria?
Personalmente credo che questa decisione, soprattutto se non giustificata o contestualizzata nel modo giusto, depotenzi non solo il protagonista ma anche tutto il discorso che è stato fatto in precedenza sull’isolamento e la responsabilità che consegue dal possedere un grande potere.
In conclusione
Spider-Man: Brand New Day porta a casa a mio avviso un risultato altalenante: nonostante una premessa ampia e interessante non riesce secondo me a centrare del tutto l’obiettivo.
Il film ha tantissimi momenti introspettivi e condivisibili che però tendono a dissolversi facilmente mentre si prosegue con avvenimenti che sembravano secondari, senza prendersi quindi il giusto spazio.
Tra i quattro film con Tom Holland Spider-Man: Brand New Day è sicuramente il più completo.
Forse, però, è arrivato per Marvel il momento di spingere un po' l’acceleratore su questo eterno giovane Peter Parker dalle grandi potenzialità per farlo finalmente maturare.
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