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Durante la presentazione a Roma di Cattiva Strada ho incontrato il regista Davide Angiuli e i protagonisti Malich Cissé e Giulio Beranek.
L’incontro ha messo in luce non solo il forte coinvolgimento nel progetto, ma anche la fiducia condivisa nel potenziale della storia di raggiungere e coinvolgere il pubblico.
Ne è nata un’intervista che approfondisce genesi, tematiche e caratterizzazione dei personaggi.
Cattiva Strada segue le vicende di Donato (Malich Cissé), un ragazzo che spinto dalla necessità intraprende un percorso costellato da crimini e vendette.
Durante questo cammino incontra Agust (Giulio Beranek), con il quale instaura un rapporto di amicizia, stretto quanto ambiguo.
Un legame complesso che sembra trascinarli inevitabilmente verso un destino già scritto, dove le scelte compiute renderanno impossibile tornare indietro.
[Trailer ufficiale di Cattiva Strada]
Francesca Nobili
Quanto è stato difficile e provante per te ripercorrere in Cattiva Strada la criminalità, la violenza e le zone d'ombra di Bari, la città da cui provieni?
Davide Angiuli
Ho voluto raccontare una Bari diversa dalle cartoline o dei servizi al TG dell'ultimo periodo.
Volevo riuscire a raccontare una Bari con un'infinità di sfumature che ne raccontano la complessità: trasferire sullo schermo queste zone d'ombra e questa sottocultura barese è qualcosa che mi è stato relativamente semplice, perché io questi ambienti a Bari li ho vissuti, anche se non necessariamente criminali.
Naturalmente, affrontare la criminalità è stato più un vettore di genere per raccontare una storia umana e il legame viscerale tra Donato e Agust.
FN
I personaggi della sorella e della mamma di Agust sono stati necessari per sviluppare l'evoluzione dei due protagonisti?
Davide Angiuli
Imprescindibili. Soprattutto Irina, la sorella di Agust.
Credo che, un po' come una Cassandra, sia l'unico personaggio che sa davvero come potenzialmente potrebbe andare a finire tutto: la sua relazione con Donato e la vita in famiglia con Agust e sua madre.
Irina è l'unica che potrebbe salvarsi da questo turbine di solitudine, da questo vortice, da questo oblio di solitudine...
È l'unica che arriva a un passo dal salvarsi, ma Donato è troppo preso dalla sua personale solitudine e non riesce a capire che riuscire ad acchiappare la mano di Irina sarebbe l'unica soluzione anche per lui.
FN
Cercando il tuo film online si legge spesso la definizione "coming of age": sei d'accordo?
Nonostante lo sfondo criminale consideri Cattiva Strada anche un film di formazione?
Davide Angiuli
Cattiva Strada, così come altri progetti, può essere definito "coming of crime".
Una nuova versione di un coming of age, profondamente connessa non solo alla criminalità, ma anche agli angoli bui dei territori che i personaggi abitano.
Quindi ti direi sì: è un crime, ma inevitabilmente diventa anche un coming of age nel momento in cui Donato fa un percorso che lo mette di fronte a una presa di consapevolezza.
Per quanto amara, per quanto spietata, in fondo io spero che Donato abbia imparato qualcosa.
[Giulio Beranek e Malich Cissé in Cattiva Strada]
FN
C'è una scena del film che per il tuo personaggio, Donato, segna un po' un punto di svolta.
A quel punto è chiaro che lui stia cominciando a scendere a patti con il contesto che lo circonda: quanto è stato complesso per te interpretare un personaggio con un arco trasformativo così articolato?
Malich Cissé
Non è stato semplicissimo.
Io vengo da un contesto normale, una famiglia normale, però ho conosciuto diversi Donato e diversi Agust nella mia vita e questa cosa mi ha aiutato tanto.
Sul set Davide e Giulio mi sono stati davvero di supporto nel costruire tutte le scene.
Per me è stato tutto un crescendo, quindi è stato bello.
FN
Sembra che Donato sia sempre alla ricerca di qualcosa, che vaghi alla ricerca di un obiettivo, di un senso di appartenenza: secondo te, alla fine, il tuo personaggio trova una sorta di una liberazione?
Malich Cissé
Secondo me no, perché comunque si ritrova sempre da solo.
Non posso rivelare il finale del film, però si capisce che Donato è rinchiuso, è solo, in cerca di qualcuno e di una famiglia che non ci sarà, perché alla fine l'unica famiglia che ha è sua nonna.
FN
Ti sei divertito a impersonare Agust, un personaggio a volte un po' imprevedibile e sui generis?
Hai trovato complicato, in alcuni momenti, non giudicare lui e le sue azioni?
Giulio Beranek
Devo dire che io non ho mai il problema di giudicare i personaggi che interpreto: ci entro completamente dentro, respiro con loro, ma non li giudico mai.
Alla stessa maniera non ho particolari difficoltà a uscire dal personaggio interpretato.
Per rispondere alla tua prima domanda, mi sono divertito tantissimo perché quelli come Cattiva Strada sono film diversi.
Non stiamo parlando di una produzione colossale, quindi abbiamo girato tante scene in poco tempo con una macchina da presa, fondamentalmente.
Lavorando in produzioni di questo tipo ti rendi conto che per fare un bel film non serve un granché e, allo stesso tempo, hai una libertà creativa molto forte.
Cattiva Strada è, anche grazie a tutto questo, un film di pancia.
FN
Mentre leggevi la sceneggiatura o giravi il film hai mai pensato a un finale diverso per Agust?
Giulio Beranek
Agust ha un finale segnato, avrei invece pensato a un finale diverso per Donato: è un film che segna due personaggi che non erano riusciti a farcela, ho sempre pensato che la sorte di Agust fosse come una premonizione.
Cattiva strada, di Davide Angiuli, uscirà nelle nostre sale giovedì 26 marzo, distribuito da Notorious Pictures.
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