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La sposa! - Recensione: Of Monsters and Women

Per il suo secondo lungometraggio da regista, Maggie Gyllenhaal sceglie la storia della sposa di Frankenstein, cucendo un racconto intricato e costruendo un mosaico che attraversa i generi, forse non sempre in maniera coerente, ma con una grande forza propulsiva

Titolo originale: The Bride!
Genere: Drammatico, Fantascienza, Horror
Regia: Maggie Gyllenhaal
Sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal
Cast: Jessie Buckley, Christian Bale, Annette Bening
Distribuzione: Warner Bros.
Uscita Italia: 5 marzo 2026
Durata: 126 minuti
Paese: USA

La sposa! è scritto e diretto da Maggie Gyllenhaal, che dopo una lunga carriera da attrice ha esordito alla regia nel 2021 con La figlia oscura, adattamento dell’omonimo romanzo di Elena Ferrante. 

 

Per il suo secondo film Gyllenhaal ha attinto alla storia che più di tutte ha ispirato negli ultimi anni molti colleghi registi: Frankenstein, padre scientifico della Creatura ricomposta e riportata alla vita. 

Basti pensare a Povere creature! di Yorgos Lanthimos, premiatissimo nel 2024, o al Frankenstein di Guillermo del Toro, protagonista della stagione dei premi di questo 2026. 

 

Come per il film di Lanthimos, anche La sposa! ha come protagonista un personaggio femminile e riporta nel titolo un punto esclamativo, che indica non solo stupore e meraviglia, ma anche fiera e urlata affermazione di esistenza. 

 

La sposa! è un vero e proprio patchwork, come il corpo della Creatura: è fantascienza, noir, punk, revenge movie, thriller gangster, gothic, horror. 

 

[Trailer ufficiale de La sposa!]

 

 

C’è di tutto. Forse troppo.

 

Eppure è innegabile la scarica di energia che Gyllenhaal vuole dare a una storia classica, rinvigorendo tanti stilemi differenti per riaffermare ancora una volta la volontà e la libertà di scelta tanto di una Creatura quanto di una donna.

A interpretare La sposa! è Jessie Buckley, premiatissima protagonista di Hamnet, che aveva già lavorato con Maggie Gyllenhaal proprio ne La figlia oscura e che qui ci regala una performance totale, sopra le righe, sguaiata e intrepida, dunque perfetta per la storia che ci viene raccontata. 

 

Al suo fianco, il veterano delle grandi interpretazioni Christian Bale, che riporta in vita la Creatura in un’iconografia più classica nell’immaginario comune rispetto a quella che abbiamo visto recentemente nel film di Del Toro e nell’interpretazione di Jacob Elordi: due punti di vista diversi ma ugualmente interessanti, che sottolineano ancora una volta come i classici possano rivivere senza essere appesantiti dalla stantia convinzione che debbano sempre essere uguali a sé stessi. 

 

 

[La sposa!: lo stile delle immagini in bianco e nero, riservate all'incontro onirico tra Ida/Penny e Mary Shelley, richiamano il Cinema muto ed esplicitano l'ispirazione alle pellicole precedenti che hanno avuto Frankenstein come soggetto]

 

 

Madre!

 

La sposa! è liberamente ispirato a La moglie di Frankenstein, pellicola del 1935 diretta da James Whale con Boris Karloff nei panni della Creatura ed Elsa Lanchester in quelli della sua sposa e di Mary Shelley, che apre il racconto.

 

Anche La sposa! si apre con lei, la regina dell’horror, la madre di tutte le Creature: Mary Wollstonecraft Godwin Shelley

Mary è l’anima, la coscienza, il demone dell’intero film, interpretato dalla stessa Buckley che si incarnerà poi nel personaggio di Ida/Penny/La sposa; Mary Shelley, autrice di Frankenstein ma soprattutto filosofa, saggista e femminista britannica, ha avuto un’esistenza a dir poco singolare che l’ha consacrata come una vera eroina romantica. 

 

Diversi lutti hanno segnato la sua vita, come anche tante amicizie importanti e viaggi in giro per il mondo. 

La sua indipendenza di pensiero, prima ancora che di azione, l’ha resa un’icona antesignana del femminismo e di quel “mostruoso femminile” che rivendica la riappropriazione da parte delle donne di spazi oscuri e tormentati spesso considerati appannaggio dei soli uomini.  

 

La sposa! del film è la Creatura più intima di Mary, che la possiederà al pari di un demone e la guiderà nella sua nuova vita di essere mostruoso e libero.  

 

  

[La sposa!: nello studio della dottoressa Euphronious Ida (Jessie Buckley) riprende vita]  

 

 

1936, Chicago: Ida (Jessie Buckley) è una prostituta che accompagna uomini della malavita tra cene luculliane e locali fumosi.

 

Posseduta sin da subito dalla voce interiore di Mary, comincia a comportarsi in maniera strana, senza freni, e per ciò viene punita. Durante una colluttazione cade dalle scale, rompendosi il collo. 

Nella stessa città arriva da un luogo lontano Frank (Christian Bale) in cerca del dottor C. Euphronious, che scoprirà essere una dottoressa, Cornelia (Annette Bening). 

“Eufronio”, cioè “dalla mente brillante”: sarà lei a realizzare il desiderio di Frank - che altri non è che la Creatura immortale del dottor Frankenstein - di scacciare la solitudine grazie alla creazione di una compagna uguale a lui.

 

I due si mettono così alla ricerca di un corpo da “rinvigorire”, scegliendo proprio la povera Ida, seppellita da poco. 

Grazie agli strambi macchinari della dottoressa Euphronious - che ricordano tanto il film del 1935 quanto l’esilarante Frankenstein Junior di Mel Brooks - Ida torna in vita.

 

La dottoressa Euphronious è così la madre della sposa quanto il dottor Frankenstein era stato il padre della Creatura/Frank. 

 

 

[Gotica, horror, noir e punk: La sposa! di Maggie Gyllenhaal è l'icona variegata di tante anime femminili]

 

 

Preferirei di no

 

La sposa! è a mio avviso un insieme di generi mescolati in un intruglio non sempre coerente ma non meno energico. 

 

Appena risvegliatasi, Ida non ricorda nulla, nemmeno il proprio nome; è però certa di una cosa: non starà zitta e buona nel ruolo che è stato scelto per lei da Frank e Cornelia, ovvero quella della compagna/moglie/sposa.

Lei appartiene solo a sé stessa e ogni evento di lì in avanti sarà esclusivo frutto della propria riconquistata libertà, libertà che in un certo senso ha contribuito a ucciderla. 

 

Ida non vuole essere una sposa.

Citando spesso Hermann Melville e il suo Bartleby lo scrivano, Ida fa della frase “Preferirei di no” il proprio motto. Riconosce però in Frank un’anima buona, anch’essa riportata sulla terra non per propria volontà, e vi si rispecchia.

 

Dalla fantascienza gotica del risveglio di Ida, che sarà rinominata Penelope o Penny, La sposa! diventa ben presto un gangster road movie degno di Bonnie e Clyde, con tanto di detective alle calcagna. 

Jake Willes (Peter Sarsgaard) e Myrna Mallow (Penélope Cruz) sono la classica coppia da noir in cui però è la donna a svolgere il vero lavoro investigativo, costretta purtroppo a celarsi dietro il ruolo di “segretaria” per essere credibile in un ambiente quasi esclusivamente maschile. 

 

Così come Penny è il motore della coppia mostruosa, Myrna è il motore della coppia investigativa, entrambe costrette ad accompagnarsi a un uomo per poter esprimere quella libertà ancora negata alle donne negli anni ’30. 

 

  

[Peter Sarsgaard e Penélope Cruz sono i detective Willes e Mallow ne La sposa!]

 

 

Io sono mia

 

La sposa! è una donna punk.

Lo si evince soprattutto dalla sua estetica, che mescola lo stile anni ’30 a quello pop-gothic che richiama da un lato Tim Burton e dall’altro la Crudelia di Emma Stone.

 

La costume designer altri non è che Sandy Powell, pluripremiata costumista britannica che nel corso della propria carriera ha spaziato tra più generi cinematografici, riuscendo a rendere iconici numerosi personaggi e altrettanti film: Intervista col vampiro di Neil Jordan, Velvet Goldmine e Carol di Todd Haynes e La favorita di Yorgos Lanthimos, solo per citarne alcuni. 

 

La sposa! è un personaggio iconico per il suo abito, lo stesso per tutto il film, e il suo aspetto, ispirato all’interpretazione di Elsa Lanchester nel film di Whale ma anche al personaggio di Barbara Stanwyck in Baby Face, film del 1933 che racconta proprio della scalata sociale di una donna grazie all’uso del proprio corpo. 

Iconico è l’uso dei tatuaggi, semplici macchie e linee nere sulla pelle e sul viso derivate dal traboccare del liquido scuro che la dottoressa Euphronious infonde nelle vene di Ida per rinvigorirla. 

Ida/Penny ha la forza d’animo di Bella Baxter senza però lo sguardo paternalistico di Godwin (il personaggio di Willem Dafoe in Povere creature! porta non a caso un nome che richiama il cognome paterno di Mary Shelley). 

 

Ida/Penny non è una donna che chiede il permesso di lasciare la casa natale: ha accanto un uomo buono, sensibile, innamorato del Cinema e dei film musicali di Ronnie Reed (Jake Gyllenhaal), parodia di Fred Astaire, che sembrano essere l’unica cosa a calmarlo quando ha attacchi di panico. 

Nonostante ciò, non accetta di essere tornata alla vita con l’unico scopo di essere una sposa. 

 

Il proprio Io, guidato da Mary Shelley, è una furia titanica che non vuole più chiedere scusa.  

 

 

[La sposa!: Frank (Christian Bale) e Ida/Penny (Jessie Buckley) come Bonnie e Clyde, di cui condivideranno la vita e la morte]

 

 

Non è un caso che sia il nome di Ida che il cognome dato al gangster di Chicago, Lupino, responsabile dell’uccisione di numerose donne che gli si erano ribellate, sono un omaggio a Ida Lupino, attrice e regista inglese attiva negli anni ’50, tra le prime autrici a occuparsi di Cinema thriller, noir e melodramma, generi quasi esclusivamente maschili: la crudezza dei temi era considerata non adatta alle donne.  

 

La sposa! è dunque un miscuglio scomposto di idee, stili, un collage rappezzato come il corpo della Creatura, un cortocircuito visivo che unisce femminismo, depravazione e rivalsa in un unico sapido cocktail che potrà anche confondere e disturbare qualcuno, ma che galvanizzerà chi non teme quel mostruoso femminile che per tanto, troppo tempo è stato messo a tacere. 

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