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“Secondo me a voi adulti andrebbe fatta l’educazione emotiva” dice una studentessa ai protagonisti di 2 cuori e 2 capanne, l’ultimo film di Massimiliano Bruno presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.
Una commedia che riesce con leggerezza ad esplorare il rapporto tra adolescenza e maturità, indipendenza e affetti, identità e rottura.
[Il trailer di 2 cuori e 2 capanne, nelle sale italiane dal 22 gennaio]
Alessandra (Claudia Pandolfi) e Valerio (Edoardo Leo) sono i "2 cuori" del titolo. Si conoscono per caso e vivono una giornata di passione, senza sapere che si ritroveranno il giorno dopo a lavorare nella stessa scuola, lei come professoressa di lettere anticonformista e lui come preside poco aperto al dialogo con gli alunni. Nonostante le differenze, la relazione tra Alessandra e Valerio continua, ma più i due si conoscono e più capiscono di non avere nulla in comune: si trovano agli antipodi nalla gestione della casa, nelle scelte politiche, nel background familiare e nelle passioni sportive. E, soprattutto, ognuno dei due detesta l'ideologia che l’altro o l’altra rappresenta, invitando il pubblico a chiedersi dove finisce l’identità e inizia il pregiudizio.
Lo scontro principale tra i due ha come teatro proprio la scuola in cui lavorano, dove gli alunni, spalleggiati da Alessandra, decidono di occupare l’istituto per richiedere la creazione di un corso di educazione sessuo-affettiva, cosa che va totalmente contro agli ideali di Valerio, bollato dai ragazzi come “maschilista inconsapevole”.
Il preside si ritrova quindi costretto a mettere in discussione i suoi principi e ad ascoltare gli alunni, smettendo di considerarli come dei soldatini da addestrare. Conoscendo i ragazzi, Valerio riesce a sdradicare quelle convinzioni che in fin dei conti non gli appartenevano e che aveva ereditato da un contesto famigliare e sociale verso il quale non aveva mai avuto il coraggio di ribellarsi. Riesce infine ad aprirsi ad Alessandra e ad accoglierne l’eccentricità e l’indipendenza, così come lei capisce che non c’è nulla di sbagliato nell’amare il calcio e il padel.
[Edoardo Leo in una scena di 2 cuori e 2 capanne]
L’evoluzione di Alessandra e di Valerio in 2 cuori e 2 capanne ci mostra come ci si possa aprire agli altri senza per questo perdere di vista radicalmente chi si è. Ci mostra, anzi, che molto spesso ci identifichiamo con ideali e convinzioni che abbiamo semplicemente ereditato dalla famiglia o dal contesto sociale, e che abbandonare questo bagaglio ci fa stare meglio, ci fa sentire più leggeri.
Non a caso, in 2 cuori e 2 capanne, questa rivoluzione è scatenata dai ragazzi, cioè da persone meno rigide e strutturate dei protagonisti e quindi maggiormente capaci di cambiare punto di vista sulle cose. Si esce dalla sala con una sensazione di fiducia profonda, soprattutto nei giovani, ma anche negli adulti e nella loro capacità di cambiare.
2 cuori e 2 capanne è un film rassicurante, che ci mostra un’Italia che tutti noi conosciamo bene, sia chi è più simile al tradizionalista Valerio, sia chi è più vicino all’anticonformista Alessandra. Il tentativo è proprio quello di far dialogare queste due parti del Paese, mostrando come in fin dei conti siamo tutti uguali e siamo tutti accomunati dagli stessi problemi: famiglie ingombranti che impongono le loro aspettative sui figli, una società arretrata e chiusa, un’apparato scolastico schiacciato dalla burocrazia e da regole antiquate.
In 2 cuori e 2 capanne, Massimiliano Bruno, insieme ai suoi collaboratori alla sceneggiatura Andrea Bassi, Damiano Brué e Lisa Riccardi, ci dice che in fin dei conti è inutile focalizzarsi sulle divergenze ideologiche ed è più utile invece enfatizzare quello che abbiamo in comune, come il desiderio di avere degli affetti o di costruire una famiglia.
[Valerio Lundini, con Carolina Crescentini e Daniele Silvestri, è una delle guest star di 2 cuori e 2 capanne]
Pandolfi e Leo sono perfetti per i ruoli assegnati, così come la giovanissima Benedetta Tiberi, che interpreta la liceale Lavinia. Durante l’occupazione dell’istituto, inoltre, possiamo godere della comparsata di Carolina Crescentini, Daniele Silvestri e Valerio Lundini che, interpretando loro stessi, parlano del loro punto di vista sulle questioni di genere, facendo da ponte generazionale.
Interessante la scelta di utilizzare la canzone Bandiera di Giulia Mei come inno che accompagna l’evoluzione dei personaggi e dell’ambiente scolastico, per poi chiudere con un classico brano della Bandabardò: le generazioni si avvicinano, le differenze si attenuano e il cambiamento smette di fare paura.
[Articolo a cura di Alice Iuri]
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