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Symphony of Now di Johannes Schaaf - Seeyousound 2019

Ieri è iniziato Seeyousound: il Festival di Cinema Musicale nato a Torino nel 2015 e che, giunto alla sua quinta edizione, si è già allargato a Lecce, Palermo e Pisa e che l'anno prossimo arriverà anche a Milano e Bologna. 

 

Questo festival è contraddistinto dalla volontà di unire il mondo della musica a quello del cinema attraverso documentari, videoclip e performance live e proprio all'insegna di questi aspetti è stata condotta la serata di apertura.

 

 

[Alex.Do durante la performance. Photo: SIMPOL-lab dalla pagina di Seeyousound]

 

 

Il film scelto per inaugurare questa quinta edizione è stato Symphony of Now di Johannes Schaaf ma - oltre ai canonici ringraziamenti e alla descrizione del programma del festival - il film è stato introdotto dalla performance live di Alex.Do, uno dei producer che ha curato la colonna sonora del film: in particolare si è occupato del quinto e ultimo atto, ma su questo torneremo in seguito. 

 

Symphony of Now non è un film di finzione né, secondo me, un documentario come alcuni invece lo etichettano, bensì una vera e propria esperienza audiovisiva.

 

Questa denominazione, di cui spesso si abusa, calza a pennello perchè i 65' di proiezione sono un lungo viaggio nella "Berlino che vive, di giorno e di notte", per citare il direttore del progetto Seeyousound e fondatore del festival Maurizio Pisani durante la presentazione (l'edizione torinese, invece, quest'anno è stata affidata a Carlo Griseri), accompagnato solo dalla musica dei vari DJ e da volti e luoghi che poco a poco impariamo a conoscere e seguire. 

 

 



Viene creato un racconto della notte berlinese che accomuna tutti i differenti ambienti e le differenti persone come il treno della metro che viaggia attraverso la città e che ritroveremo spesso durante il film.

 

C'è una linea narrativa, ma più che ricordare una sceneggiatura classica ricorda un progetto come Ladies and Gentlemen di Gyorgos Palfi in cui tanti frammenti slegati e appartenenti a mondi diversi creano un'unica storia comune perchè in tutti ritroviamo gli stessi archetipi e le stesse situazioni.

 

Il film richiama senza alcun dubbio Berlino - Sinfonia di Una Grande Città, che verrà musicato dal vivo in un altro dei grandi eventi di questo Seeyousound.

 

 



Il film di Schaaf è un inno alla vita berlinese in cinque atti (che vedremo segnalati dai titoli a schermo) gli atti non serviranno solo a differenziare i momenti musicali, ma saranno veri e prorpi snodi della costruzione narrativa. 

 

Il primo atto parte dal lavoro, dalla costruzione, dal mettere le basi per raccontare una città: come se fossero dei personaggi, le convinzioni del giovane regista di Monaco di Baviera sulla capitale tedesca vengono presentate nel primo capitolo.

Una città multiculturale fatta di contesti diversissimi tra loro che vengono accostati costantemente per mostrare le mille facce e i mille contrasti di una città viva e allo stesso tempo decadente e in costruzione. 

 

 



Passiamo nel giro di poche inquadrature dai cantieri ai monumenti, dai cieli alle strade, dagli skater ai piedi nell'acqua, dai negozi moderni a un collezionista di sottobicchieri di birra, dai simboli dell'epoca nazista alle manifestazioni rosse.

 

Tanti visi e tanti luoghi che ci sembrano quasi lanciati sullo schermo a caso in questo gioco di contrapposizioni.

 

Dopo una maggior cripticità con il secondo atto, il progetto del film diventa palese in questo lungo viaggio attraverso Berlino e la sua vita notturna attraverso cui raccontare non solo un luogo, ma un popolo.

In questo capitolo c'è il ritorno a casa: le luci si accendono negli appartamenti, la gente della notte si risveglia, i locali aprono, le persone si preparano ad uscire... 

 

Tutto è pronto, stiamo per assistere al cambiamento notturno di Berlino: i locali sono vuoti e in allestimento, gli attori si truccano, le luci vengono accese.

È come se la città controllasse gli ultimi dettagli prima di andare in scena. 

 

 



Proseguiamo in questo viaggio nella notte attraverso il terzo e il quarto atto che rispettivamente ci mostrano la prima e la seconda notte, quella di tutti e quella più proibita, in cui alcuni locali iniziano a svuotarsi ed altri iniziano la loro vita.

Attraverso le strade vuote, i taxi e il sempre presente treno continuiamo questo viaggio accanto ai volti che ormai ci risultano familiari.

 

Tutto si conclude nel quinto atto in cui il popolo della notte torna a casa, si ritrova nei letti, chi nudo chi vestito, e il sole sorge mostrandoci l'altra Berlino, quella dei padri con i figli e dei bambini nei parchi.

 

Questo ultimo atto è l'unico con le musiche di Alex.Do e il fatto di aver introdotto la proiezione con il suo stile musicale e le sonorità molto più evocative e rilassate rispetto ai ritmi più duri e i suoni più graffianti della terza e della quarta sezione sembra quasi ricondurre ad una ciclicità che il film già aveva al suo interno con la maggior somiglianza tra le musiche, i colori e la luminosità del primo e dell'ultimo atto.

 

 



È incredibile come immagini di operatori diversi, in momenti e luoghi diversi con ritmi e tempi diametralmente opposti riescano a suonare così all'unisono.

 

Un'opera di montaggio mastodontica, ma che diventa il vero punto di forza di questo progetto che non può esser scisso dalle sue musiche, dai contenuti di Schaaf e dal fascino di Berlino, ma che senza un montaggio così abile non sarebbe immaginabile. 

 

Nella loro completa differenza il film mi ha ricordato moltissimo, oltre ai titoli già citati, Victoria di Sebastian Schipper che, per mostrarci un viaggio notturno attraverso Berlino, scelse l'estetica antitetica del piano sequenza, ma che è riuscito nello stesso intento di immersività e coinvolgimento. 

 

 



Dopo il primo approccio in cui volutamente Schaaf ha accentuato l'assenza di didascalie e scritte che potessero dare un appiglio allo spettatore, poco alla volta come in un novello film muto sono apparsi testi per guidare lo spettatore attraverso questo lungo viaggio: i giacchetti, i muri, i neon e i tatuaggi prendono il posto delle scritte a schermo di un film degli anni '20.

 

Poche parole, ma raramente buttate al vento: "You're fucking free!!!!!" o "No Problem" per fare i due esempi più lampanti.

 

Pur da non amante del genere musicale in questione non posso non lodare il connubio tra le immagini e il suono: le musiche di Frank Wiedmann, Modeselektor, Hans-Joachim Roedelius, Gurdun Gut, Samon Kawamura e Alex.Do entrano dentro allo spettatore e lo prendono completamente, diventando quasi i suoi pensieri e le didascalie che cerca.

 

 



Symphony of Now è un film indubbiamente molto particolare, ma nella sua essenza così atipica risulta davvero un'opera totalmente immersiva e coinvolgente in cui lo spettatore non solo non potrà che restare attratto dal fascino di Berlino, ma in cui si sentirà parte delle bevute, degli spettacoli, dei rave e dei concerti a cui in realtà sta assistendo solo su uno schermo; degnissimo inizio di questa quinta edizione di Seeyousound.

 

 

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