Articoli
#articoli
Five Nights at Freddy’s 2 è il secondo film tratto dell’omonima saga videoludica di successo, che ritrova Emma Tammi alla regia e riprende direttamente da dove aveva lasciato il capitolo precedente.
1982: nel primo locale di Freddy Fazbear, durante una festa un bambino viene portato dietro le quinte da Coniglio Giallo, alter ego del serial killer William Afton, antagonista del primo capitolo.
La piccola Charlotte se ne accorge e chiede aiuto ai genitori, invano. Charlotte decide di aiutare il bambino da sola ma le cose non vanno come sperato: la ragazzina viene pugnalata ripetutamente alla schiena e viene uccisa.
Il locale, dopo questo tragico evento, viene chiuso definitivamente.
Oggi: Mike e Abby Schmidt (Josh Hutcherson e Piper Rubio) hanno ripreso le loro vite.
Vanessa Afton (Elizabeth Lail), invece, prova a condurre una vita normale, ma il ricordo di suo padre William si manifesta in una serie di incubi sempre più intensi.
Questi sogni, però, si riveleranno essere dei presagi: informazioni sepolte nel suo passato e conti in sospeso torneranno a galla, mettendola di fronte a una nuova sfida proveniente dal locale infestato di Freddy Fazbear.
[Trailer ufficiale di Five Nights at Freddy’s 2]
Un film che… non ci prova nemmeno
Five Nights at Freddy’s 2 si riaggancia al primo capitolo, riprendendo gli stessi protagonisti – di cui sapevamo quasi tutto, dal background ai segreti – ma con la differenza che in questo sequel molto di ciò che accade, per motivi non meglio definiti, viene dato per scontato.
Se il personaggio di Abby, che appare fondamentale per la costruzione del plot, viene messo da parte, il focus di Five Nights at Freddy's 2 si sposta su Vanessa, con Mike relegato a poco più di una macchietta.
Se lo spettatore del primo capitolo credeva di conoscere Vanessa, il sequel ci rivela che che non è così.
La ragazza nasconde infatti innumerevoli segreti, dei quali non è dato sapere né allo spettatore né ai suoi compagni di viaggio, e che rimangono in sospeso fino alla fine, senza la minima spiegazione.
In generale è difficile parlare di una trama, anche se minima, quando la maggior parte delle azioni compiute dai personaggi sembrano casuali o sconnesse, così come altre rigorosamente decifrabili da chi conosce qualcosa del gioco.
[Elizabeth Lail in una scena di Five Nights at Freddy's 2]
Un lavoro non valorizzato
Gli animatronic di Five Nights at Freddy’s 2 sono riuscitissimi e a mio avviso sono l’unica cosa che si salva davvero del film.
Il problema è che sono inseriti male nel contesto, a volte buttati a caso solo per far urlare il fan accorso in sala che ha riconosciuto uno dei suoi personaggi preferiti.
Il primo capitolo aveva pecche da tanti punti di vista, ma gli animatronic erano senza dubbio un punto di forza, mentre in Five Nights at Freddy’s 2 spesso sono protagonisti di situazioni al limite del credibile e che risultano fin troppo ilari per essere prese sul serio.
Sia chiaro che i pupazzoni sono pensati in modo da essere carini e inquietanti allo stesso tempo, quindi è complicato portarli sul grande schermo mantenendone l'effetto spaventoso, e non mancano un paio di scene che funzionano bene nel rendere l’idea della loro pericolosità.
Per l’appunto, però, sono letteralmente un paio.
Il meme è più importante
Se la prima pellicola voleva portare il gioco sul grande schermo, Five Nights at Freddy’s 2 è solo un grande giocattolone pieno zeppo di easter egg e fanservice gratuito.
Il fine ultimo, purtroppo, sembra essere semplicemente far divertire il pubblico con i pupazzoni che già conoscono e amano, eliminando prima di tutto quella fetta di pubblico che si è approcciato incuriosito della saga di videogiochi.
Per Five Nights at Freddy’s 2, insomma, si ha la sensazione di vedere una guida divertente pensata per chi conosce già la serie, una base meme dalle infinite risorse.
[Matthew Lillard in una scena di Five Nights at Freddy's 2]
Per non sparare sui cadaveri degli animatronic
Anche volendo chiudere un occhio sulla sceneggiatura, sequela indefinita di eventi messi semplicemente uno dietro l’altro alla rinfusa, Five Nights at Freddy’s 2 non brilla nemmeno a livello registico, con Emma Tammi che non riesce a valorizzare gli elementi a disposizione.
Potrei scrivere a lungo di quanto niente torni ma, tra battute sconclusionate, soluzioni pigre e finali degni di un film di serie Z, voglio solo chiudere affermando con certezza che Five Nights at Freddy’s 2 è il film che mi è piaciuto meno di tutto il 2025.
____
CineFacts non ha editori, nessuno ci dice cosa dobbiamo scrivere né come dobbiamo scrivere: siamo indipendenti e vogliamo continuare a esserlo, ma per farlo abbiamo bisogno anche di te!
Articoli
Articoli
Articoli
