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Zootropolis 2 - Recensione: ritorno al passato, ma con classe

Zootropolis 2 è forse uno dei sequel più attesi e meno criticati da chi segue i Walt Disney Animation Studios, ma è riuscito a superare le aspettative?

Titolo originale: Zootopia 2
Genere: Animazione, Avventura, Commedia
Regia: Jared Bush, Byron Howard
Sceneggiatura: Jared Bush
Cast: Ginnifer Goodwin, Jason Bateman, Ke Huy Quan
Distribuzione: Walt Disney
Uscita Italia: 26 novembre 2025
Durata: 107 minuti
Paese: USA

 

Zootropolis 2, diretto da Jared Bush e Byron Howard, arriva al cinema a distanza di circa dieci anni dal primo capitolo, ponendosi la sfida di superarlo o, quantomeno, raggiungerlo.

 

All’epoca, infatti, Zootropolis fu un successo per la sua formula, che miscelava i temi tanto cari a Casa Disney in un poliziesco senza precedenti da parte dello studio, con l’obiettivo di far arrivare a tutti, anche ai più giovani, il problema sistematico dei pregiudizi, affrontando in modo semplice - ma non scontato - alcuni concetti chiave alla base del razzismo.

 

[Trailer ufficiale di Zootropolis 2]

 

 

La trama

 

Zootropolis 2 riprende da dove è terminato il precedente: sono passati pochi mesi da quando Nick Wilde (Jason Bateman) e Judy Hopps (Ginnifer Goodwin) hanno salvato Zootropolis.

 

La città però non si ferma, c’è sempre un crimine da sventare e Judy e Nick sono sempre pronti a tutto… forse troppo pronti.

Nell’ultima missione a cui partecipano, ignorando le direttive del Capitano Bongo (Idris Elba), combinano un disastro mettendo a soqquadro la città. Judy si accorge che l’indagine sul traffico di formichieri in realtà nasconde qualcosa di più complesso e, nonostante si batta convinta di avere prove sul nuovo possibile caso, il Capitano Bongo non è disposto ad ascoltarla un minuto di più, sospendendo sia lei che Nick dall’incarico e mandandoli a una sessione di terapia per coppie di poliziotti disfunzionali.

 

Judy, però, non si arrende: sicura di avere un caso importante tra le mani, convince Nick a seguirla, dando inizio a un nuovo mistero che li porterà ad avere a che fare con animali allontanati dalla stessa Zootropolis: i rettili. 

 

 

[Un'immagine stilosa da Zootropolis 2]

 

 

Nick e Judy: una delle migliori coppie del Cinema contemporaneo

 

Già coppia ideale nel primo capitolo, Nick e Judy tornano in Zootropolis 2 presentando delle dinamiche uniche, così accattivanti da poterli paragonare ad alcune delle coppie più iconiche del grande schermo.

Ciò è dovuto principalmente a due fattori: il primo è che entrambi i personaggi sono studiati per essere volutamente sbilanciati tra loro, tanto caotici quanto perfetti per creare sia momenti insindacabilmente esilaranti sia momenti preziosamente umani; il secondo è che per Zootropolis 2 sono tornati a dare voce ai nostri amati protagonisti Bateman e Goodwin che, ça va sans dire, sono un cast azzeccatissimo, in sintonia coi loro personaggi.

 

Un'avventura lineare che dà spazio a tanti personaggi 

 

Mentre il primo capitolo lasciava più spazio all’investigazione e al sogno della poliziotta Hopps, Zootropolis 2 delinea un percorso che segna lo step successivo, in cui la prova maggiore è riuscire a collaborare con Nick durante le indagini.

Nick e Judy hanno entrambi un passato duro, fatto spesso di solitudine, in cui hanno dovuto lottare con i denti per ottenere ciò che volevano, seppure in modo diverso venendo da mondi completamente opposti; dunque, ora che entrambi sono dalla stessa parte, comunicare in modo sincero è l’unica opzione che hanno per superare alcune barriere.

Anche i nuovi personaggi sono intriganti e, tra essi, spiccano Gary De'Snake (Ke Huy Quan) e Nibbles Maplestick (Fortune Feimster), contribuendo a creare un’atmosfera non scontata in una commistione di curiosità, dolcezza e tanto, tantissimo divertimento.  

 

La diversità, ancora una volta, non è un ostacolo 

 

Zootropolis 2 sceglie di non abbandonare il tema del diverso, ma anzi di enfatizzarlo.

Nonostante nel primo capitolo fosse molto più esplicito il discorso sul razzismo, dando risalto alle differenze tra specie e all’opposizione tra preda e predatore, qui viene ampliata l’idea che le divergenze siano un mezzo per arricchirsi, culturalmente e spiritualmente.

Tutti i personaggi principali fanno o hanno fatto parte degli esclusi e dunque cercano di comprendersi invece di respingersi, sebbene i pregiudizi siano duri a morire.

La comprensione dell’altro non passa dall’uguaglianza di idee, ma dall’accettazione di queste: anche quando si è in disaccordo bisogna vedere oltre, cercando di capire i motivi che spingono qualcuno a prendere una data scelta attraverso la comunicazione e l’ascolto, mettendo da parte ciò che si dà per scontato.

 

Animazione eccezionale sotto ogni punto di vista 

 

Il comparto di animazione in Zootropolis 2 si è superato poiché ogni cosa risulta accattivante, dal character design ai fondali, in dettagli minuziosi e collaborazioni non invasive con brand reali.

Quando ti aspetti di aver già visto tutto ecco spuntare una nuova idea, una nuova possibilità, egregiamente inserita nel mondo creato.

 

Ciò ovviamente non è qualcosa di mai visto per i Walt Disney Animation Studios, che negli ultimi anni (due esempi recenti sono Oceania 2 e soprattutto Wish, pieni di pecche in altri campi ma brillantemente animati) ha saputo dimostrare di non essere più indietro rispetto a Pixar e ad altri studi di animazione occidentali. 

 

Un esempio di lampante bellezza è il serpente Gary così come altri rettili, animati sotto la sapiente supervisione del leggendario Eric Goldberg: tramite le sue sessioni di test animati 2D su personaggi senza braccia e/o gambe, gli animatori sono riusciti poi a riprodurli in CGI con distinti risultati. 

 

 

[Gary De'Snake e Pawbert Linxley (Andy Samberg) sono due dei nuovi personaggi di Zootropolis 2]

 

L'unico appunto: il villain

 

Premesso che quello del villain non è un problema esclusivo di Zootropolis 2 ma fa parte degli ultimi film di animazione Disney, in questo film il cattivo sembra superfluo e il pretesto poco convincente per far andare avanti il tutto.

La debolezza dell’antagonista alla lunga annoia, perché non c’è un pericolo realmente percepito, eppure in un film che si basa sul caso misterioso di turno da risolvere non dovrebbe essere tutto così immediato e riconoscibile.

Viene reiterata la stessa dinamica che vediamo in altri Classici Disney, fatta eccezione per pochi, almeno da Ralph Spaccatutto.

In un film come Zootropolis 2, zeppo di pregi com’è, sarebbe bastato pochissimo per fare uno step in più mediante l’uso di una seria minaccia, così com’era stato in Zootropolis il personaggio di Dawn Bellwether.

 

In conclusione

 

La nota stonata del villain, però, non rovina in sé l’opera, che nel complesso funziona poiché riesce a unire l’universo precedentemente creato ampliandolo in maniera creativa e puntuale.

Zootropolis 2 è a mio avviso un ottimo film, che regge bene il confronto con il precedente ed enfatizza l’esigenza di un pubblico che sa cambiare e adattarsi al nuovo.

La speranza è che con Zootropolis 2 Disney capirà che la risoluzione dei problemi non è l’implementazione dell'Intelligenza Artificiale o la scelta di puntare sulla nostalgia, ma ascoltare maggiormente i creativi invece che esclusivamente i piani alti.

 

Tentare nuove sfide può portare al fallimento, ma è l’unico modo per rinnovarsi e tornare a essere una colonna portante per l’animazione occidentale.

____  

 

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