#articoli
La mattina scrivo è il nuovo lungometraggio da regista di Valérie Donzelli, in concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Che cosa significa essere uno scrittore?
Paul (Bastien Bouillon), ex fotografo di successo convertito all’arte della scrittura, lo sa bene.
I suoi libri riscuotono un certo entusiasmo da parte della critica, ma hanno un problema: non vendono.
Quando la moglie e i figli decidono di lasciare la Francia per trasferirsi in Canada, Paul si ritrova da solo a fare i conti con la precarietà, che presto diviene vera e propria povertà e con un nuovo libro da scrivere che non interessa a nessuno, nemmeno alla sua editrice.
[Trailer ufficiale de La mattina scrivo]
La condizione dello scrittore ne La mattina scrivo è assimilabile a quella di altre categorie di artisti: si esprime nella passione, nella necessità e nell’urgenza di scrivere, che è a tutti gli effetti un lavoro, anche se meno remunerativo e tangibile di tanti altri mestieri, come il padre e la sorella di Paul non smettono mai di ricordargli.
Paul però non disdegna il duro lavoro e anzi accoglie con una buona dose di volontà ed entusiasmo i lavoretti di giardinaggio, trasloco e sgombero che trova attraverso una piattaforma online, pur di mantenersi senza dover sacrificare la propria passione che necessita di tempo, spazio, ispirazione.
Valérie Donzelli come già aveva dimostrato ai tempi del meraviglioso e furente La guerra è dichiarata sa andare al cuore delle cose, sa spogliarle delle loro sovrastrutture restituendo ne La mattina scrivo uno sguardo puro, diretto e vivo sulla condizione di un uomo che sceglie la povertà e la semplicità per garantirsi la libertà, contro il parere di una società altamente gerarchizzata secondo i principi del capitale e del successo.
Donzelli e il co-sceneggiatore Gilles Marchand non dimenticano di allargare lo sguardo al microcosmo di Paul e ai meccanismi che regolano domanda e offerta di lavoro, nel mondo dell’editoria così come sulle piattaforme, per trovare dei tuttofare per mansioni occasionali, sempre con leggera ironia e grande capacità di osservazione.
"Finire un testo non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non garantisce la ricchezza", dice Paul in un passaggio cruciale de La mattina scrivo, descrivendo quella che è la croce e la delizia del suo mestiere.
Questo nuovo equilibrio esistenziale, difficile ma non impossibile, passa attraverso alcuni estremi che pure non denigrano il protagonista, ma anzi approfondiscono quella sua inarrestabile e pacata curiosità per la vita e le persone e affinano il suo sguardo di artista.
La messa in scena de La mattina scrivo riproduce questo equilibrio precario sperimentando continuamente la prospettiva del protagonista e il suo sguardo indagatore.
La compostezza e la presenza riservata di Bastien Bouillon restituiscono l’immagine commovente di un uomo che nella semplicità di quello che ama ha trovato la felicità.
____
CineFacts segue tantissimi festival, dal più piccolo al più grande, dal più istituzionale al più strano, per parlarvi sempre di nuovi film da scoprire, perché amiamo il Cinema in ogni sua forma: non potevamo dunque mancare l'appuntamento con la Mostra di Venezia!
