close

NUOVO LIVELLO

COMPLIMENTI !

nuovo livello

Hai raggiunto il livello:

livello

#CineFacts. Curiosità, recensioni, news sul cinema e serie tv

#articoli

No Other Choice - Recensione: perdere lavoro e ragione

Park Chan-wook torna in concorso a Venezia 19 anni dopo Lady Vendetta, con uno dei film più attesi dell'intera kermesse

No Other Choice è uno dei film più attesi dell'82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 

 

Si tratta del grande ritorno di Park Chan-wook sul Lido dopo ben 19 anni dal suo Lady Vendetta, che arrivò in laguna sulla scia del successo planetario di Old Boy.

Circa due decenni e innumerevoli premi dopo l'autore coreano è uno dei più affermati registi della sua generazione.

L'opera è tratta dal romanzo The Ax di Donald E.Westlake e si tratta, di fatto, di un nuovo adattamento del romanzo già trasposto nel 2005 da Costa-Gavras con il suo Cacciatore di teste.

 

Non è un caso che, nell'ambito della produzione franco-coreana dell'opera, la moglie del regista di origini greche Michèle Ray-Gavras e il figlio Alexandre figurino come produttori per KG Production, che ha prodotto No Other Choice assieme alla solita CJ Entertainment e a Moho Film, dello stesso Park. Ed è ancor meno un caso che il film sia dedicato proprio al regista greco-francese.

 

 

[Il teaser di No Other Choice: la distribuzione Neon sembra già una garanzia di successo]

 

 

Park Chan-wook è uscito apparentemente indenne dal ban subito insieme a Don McKellar - co-sceneggiatore anche di No Other Choice - dalla Writers Guild of America per aver sceneggiato Il simpatizzante durante lo sciopero del 2023. 

 

L'ultima fatica congiunta dei due è un'opera perfettamente intagliata sulla poetica del veterano coreano, tanto sul piano sostanziale quanto su quello formale. 

Già da una piccola sfumatura di traduzione del titolo originale No Other Choice lascia emergere tutta l'ironia corrosiva di un autore che non ha paura di premere sul grottesco per lasciar sbocciare le contraddizioni della società, senza mai lesinare raffinatezza cinematografica e intrattenimento.  

 

Il titolo originario, che traslitterato è Eojjeol suga eopda, vuol dire infatti "non posso farci niente".

 

 

[Il terrore di perdere una vita ideale è uno dei motori di No Other Choice]

 

No Other Choice è un'opera molto sentita per Park Chan-wook, che circa vent'anni fa si è trovato a leggere The Ax perché scritto da Donald E. Westlake, autore del romanzo da cui è stato tratto Senza un attimo di tregua, uno dei film preferiti del regista. 

L'opera racconta la storia di You Man-su (Lee Byung-hun), uno specialista nella produzione di carta con 25 anni di esperienza, che ormai crede di aver ottenuto tutto dalla vita. La sua illusione si rompe nel giorno in cui viene improvvisamente informato dalla sua azienda di essere stato licenziato.

Sentendosi come se gli avessero reciso la testa con un’ascia (ecco spiegato il titolo dell'opera di partenza), You giura di trovare un nuovo lavoro entro i successivi tre mesi per il bene della famiglia. 

 

Oltre un anno e innumerevoli colloqui dopo, finisce per lavorare in un negozio al dettaglio, senza però aver scongiurato il rischio di perdere tutto ciò che di bello la vita gli aveva riservato.

A seguito dell'ennesima umiliazione ricevuta decide di farsi strada nel mondo del lavoro, cercando con ogni mezzo di arrivare al posto dei suoi sogni con un ingegnoso piano tutt'altro che lineare.

 

A detta di Park la scelta di dirigere il film - e di conseguenza di trasporre il soggetto in Corea - deriva da una piena identificazione del regista con il protagonista del romanzo: un uomo che considera il suo lavoro la propria vita, a prescindere dal fatto che il mondo lo riconosca o meno, e che vive secondo un codice di regole da capofamiglia ben delineato.

 

 

[Lee Byung-hun è lo straordinario protagonista di No Other Choice]
 

 

Nel ruolo del protagonista c'è un nome arcinoto del Cinema coreano: Lee Byung-Hun torna al fianco di Park un quarto di secolo dopo JSA - Joint Security Area fornendo una prova maiuscola che lo candida in automatico alla Coppa Volpi, dopo aver conosciuto il successo mondiale grazie al ruolo di Front Man nella serie TV Squid Game.

 

Il suo Man-su è un personaggio ancorato alla sua realtà da desideri estremamente terreni: una vita perfetta, una famiglia unita e una serie di averi materiali - la casa su tutti - attraverso i quali vede realizzarsi un sogno borghese. 

In lui convivono dunque le pressioni di un capofamiglia, la tragedia della perdita del lavoro e una serie di biechi desideri materiali; una commistione chiaroscura di motivazioni che lo rendono al contempo molto vicino allo spettatore e lontano da ogni spiraglio di immedesimazione. 

 

Ancora una volta Park Chan-wook contribuisce a delineare lo scenario di una Corea del Sud del tutto dilaniata da crisi sociali, in cui aberrazioni enormi si nascondono in bella mostra: omicidi che trovano soluzioni semplicistiche e crisi lavorative che si protraggono in infinite spirali negative, il tutto in un tessuto civile del tutto incapace di rinunciare agli status symbol e di mostrarsi flessibile ai cambiamenti.

Attraverso alcuni dettagli è però agevole intuire come in realtà anche No Other Choice, così come Bugonia, sembra essere il sempre più corrotto ciclo della vita sul nostro pianeta. 

 

Per enfatizzare simili concetti No Other Choice preme con forza sull'ironia nerissima e sui toni grotteschi di una commedia costellata da exploit di violenza e da bruschi cambi di direzione. 

  

 

[La famiglia protagonista di No Other Choice è tutt'altro che perfetta ed è piena di segreti, ulteriore sintomo di una Corea del Sud sempre più complessa sul piano sociale]

 

 

La regia di Park Chan-wook, virtuosa e perfettamente calibrata sui tempi comici, si conferma secondo me quella di un Maestro contemporaneo: oltre alla solita straordinaria padronanza dei movimenti di macchina a strabiliare è la sua capacità di portare tutti gli interpreti sullo stesso piano recitativo con grande omogeneità con Son Ye-jin, nei panni della moglie del protagonista, che porta sullo schermo una delle performance femminili più convincenti della Mostra.  

 

No Other Choice presenta una gestione del ritmo narrativo del tutto peculiare, in cui forse si nasconde il suo unico - minuscolo - difetto: se nel primo atto la grande attesa e l'accumulo di situazioni assurde e vessatorie di Man-su risultano del tutto funzionali verso la presa di consapevolezza del protagonista e all'inizio della sua folle parabola, d'altra parte sul finale l'opera sembra reiterare le sue conclusioni fino a renderle lapalissiane. 

 

Si tratta, in ogni caso, di una critica marginale a un racconto torrenziale, che lungo i suoi 139 minuti di durata regala allo spettatore l'ennesimo tumultuoso flusso di temi e immagini, spendidamente amalgamato da un autore che ancora una volta irrompe in un genere e lo costella dei suoi stilemi e della sua poetica, restando pienamente coerente con la propria storia artistica. 

 

 

[Lo straordinario rapporto tra umani e piante è uno degli elementi che portano No Other Choice su un piano interpretativo sempre più articolato]

 

 

La candidatura di No Other Choice al palmarès veneziano è a mio modo di vedere squillante in più di un comparto: si tratterebbe di uno dei riconoscimenti che ancora oggi mancano a un autore già premiato a Cannes e Berlino. 

 

Dopo la grande attesa, il film sarà distribuito in Italia nel gennaio 2026 da Lucky Red: sarà l'ennesima occasione di ritrovo tra il pubblico italiano e uno degli autori di culto del XXI secolo.

____ 

 

CineFacts segue tantissimi festival, dal più piccolo al più grande, dal più istituzionale al più strano, per parlarvi sempre di nuovi film da scoprire, perché amiamo il Cinema in ogni sua forma: non potevamo dunque mancare l'appuntamento con la Mostra di Venezia!  

Se vuoi sostenere la redazione e fare in modo che CineFacts migliori ogni giorno, prova a dare un'occhiata al nostro Patreon!

Chi lo ha scritto

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE

News

Articoli

SuldivanodiAle

Lascia un commento



3 commenti

Giacomo Camilli

6 mesi fa

Quali titoli consiglieresti di questo autore? Nella mia ignoranza ho visto solo Old Boy,

Rispondi

Segnala

Teo Youssoufian

6 mesi fa

Giacomo Camilli
Se hai visto Old Boy potresti chiudere la cosiddetta Trilogia della Vendetta con Mr. Vendetta (2002) e Lady Vendetta (2005), poi ti consiglierei I'm a Cyborg, But That's OK, Joint Security Area, Thirst e Decision to Leave (premiati a Cannes) e Mademoiselle! 😍

Rispondi

Segnala

Giacomo Camilli

6 mesi fa

Teo Youssoufian
Grazie mille!

Rispondi

Segnala


close

LIVELLO

NOME LIVELLO

livello
  • Ecco cosa puoi fare:
  • levelCommentare gli articoli
  • levelScegliere un'immagine per il tuo profilo
  • levelMettere "like" alle recensioni