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The Ugly Stepsister - Recensione: e vissero tutti infelici e scontenti

La talentuosa regista norvegese Emilie Blichfeldt firma il suo esordio alla regia: in osservanza alla tradizione favolistica la storia di Cenerentola si trasforma in un raffinato, brutale body horror

The Ugly Stepsister è l’esordio alla regia della norvegese Emilie Blichfeldt: pur basandosi su diversi elementi tratti dalla versione di Cenerentola trascritta da Charles Perrault, la regista sceglie di osservare il racconto facendo un passo di lato, a fianco; e a fianco di Cenerentola vi sono le sorellastre.

È a una di loro che la regista sceglie di guardare.

 

Non soltanto l’autrice percepisce il potenziale orrorifico della storia, ma è anche capace di inserirla lodevolmente nel sanguinante solco ancora aperto lasciato l'anno passato da The Substance, donandoci un nuovo body horror a sguardo femminile.

 

Il film è dedicato alla sorellastra Elvira (Lea Myren). 

 

[Il trailer ufficiale di The Ugly Stepsister]

 

 

È noto che i racconti tradizionali si originino dal mescolamento delle pratiche di trasmissione orale intergenerazionale con quelle di trascrizione da parte di alcuni autori, fra i più celebri I Fratelli Grimm, Charles Perrault e Giambattista Basile.  

 

Questa sistematizzazione ha come effetto il dare l’impressione erronea che esista una “vera” versione del racconto che non lasci spazio a nuove intepretazioni. 

Altrettanto noto è che in epoca recente i racconti tradizionali siano stati ripresi e popolarizzati da Walt Disney.

Nel caso del racconto di Cenerentolail successo del 1950 ha impresso nell’immaginario collettivo una versione della storia ampiamente edulcorata rispetto a quelle letterarie.  

 

In The Ugly Stepsister Cenerentola - per il momento detta Agnes - si muove sullo sfondo della sceneggiatura, lontano dal protagonismo assoluto che gli aveva dedicato il lungometraggio di Walt Disney.

Emilie Blichfeldt scandaglia le buone/cattive ragioni che sostengono la caccia al principe del regno da parte di tutti i personaggi femminili.  

 

Non credo di fare un torto a nessuno svelando che alla fine della vicenda sarà proprio Cenerentola (Thea Sofie Loch Næss) a catturare la preda e a convolare a nozze.

 

 

[Thea Sofie Loch Næss è Cenerentola in The Ugly Stepsister]

 

 

"I sogni son desideri di felicità" intonava il personaggio nel lungometraggio Disney, ma la psicanalitica natura del testo della canzone - "nel sogno non hai pensieri, ti esprimi con sincerità" - non coglieva il cinismo a cui la condizione disperata condannava la protagonista.

 

Alla morte di entrambi i genitori la vita di Cenerentola è in pezzi.

Non ha scelto la famiglia verso cui lo squattrinato padre l'ha condotta, è piuttosto la vittima della menzogna di lui che vantando ricchezze inesistenti si è unito alla madre di due ragazzine superficiali quanto lei. 

La Agnes di The Ugly Stepsister - battezzata ora Cenerentola - è serva in una famiglia non sua ed è stata costretta dalla matrigna a rinunciare all'amore per un ragazzo del quale già godeva anche sessualmente.

L’invidia della madre non è mai celata. 

 

Cenerentola non conosce il principe del regno e non ha ragione di desiderarlo personalmente, ma vive una condizione disperata e per sfuggirne non ha altra scelta che partecipare al ballo in cui egli sceglierà la sua futura consorte. Per farlo dovrà vantare una ricchezza molto meno simulabile delle millantate finanze del padre: la sua bellezza naturale. 

La matrigna non è dello stesso avviso e sostiene che l'attrazione fisica provata dagli uomini sia una leva negoziale sulla quale è possibile intervenire attivamente. 

È sulla base di questa convinzione che la sorellastra Elvira sarà chiamata a migliorare il suo aspetto a ogni costo, violentemente, contro ogni spinta di accettazione di chi lei sia. 

Finirà per costruire un corpo-artefatto: un quasi mostro di Frankenstein costruito al fine di essere desiderabile. 

 

Gli orpelli cucitili addosso - ahimé, non solo in senso figurato - costeranno alla sua famiglia soldi e a lei la salute, con una chiara preminenza del primo elemento sul secondo: è infatti per soldi che la sua famiglia la usa al fine di garantirsi un matrimonio conveniente. 

 

 

[The Ugly Stepsister: una delle numerose torture autoinflitte da Elvira nel tentativo di apparire più desiderabile agli occhi del principe]

 

Pur di farsi accettare, pur di corrispondere alle attese - quelle attese simboleggiate dai rigidi minuscoli contorni di una scarpetta - Elvira è pronta a tutto; al posto di accettarsi si farà accettare, inteso come mutilare.  

 

La dittatura della validazione maschile farà strisciare i personaggi femminili come vermi, animali onnipresenti nella pellicola al punto che diventa obbligatorio trarne una lettura simbolica.

Un personaggio espliciterà apertamente la metafora associandoli al pene maschile: a voi il compito di assecondare, smentire o ampliare l'interpretazione.

 

I personaggi maschili sono tutti spregevoli, senza esclusione, piattamente composti soltanto da sadismo e brama, senza spazio per una terza dimensione. 

Senza per questo ridursi a un misero affresco misandrico, The Ugly Stepsister si erge a film potentemente femminista, che trova nel mondo contemporaneo il suo spazio e orecchi e menti adatti a riceverlo. 

 

Ci raggiunge tramite una modalità interessante, quella di spingere alle estreme conseguenze la rappresentazione del tipo di mondo contro il quale ci si batte piuttosto che affidare a monologhi astratti la descrizione di un’utopia.

Trasporre sullo schermo uno scenario in cui un mondo indesiderabile si realizzi pienamente è uno stile argomentativo che ha effetti emotivi tangibili sugli spettatori. 

Anche per questa ragione i film horror si prestano particolarmente bene alla rappresentazione simbolica delle istanze sociali; arrivano al cuore delle questioni per tramite delle nostre reazioni emotive, sollevati dall’incombenza di porsi come discorso immediatamente intellegibile e razionale. 

 

Presentato al Sundance Film Festival 2025 e al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, The Ugly Stepsister uscirà nelle sale italiane il prossimo autunno.  

___

 

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