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First Man (2018) - Recensione

First Man - Il Primo Uomo è il primo film di Damien Chazelle di cui non è l’autore del soggetto. 

Banco di prova per un giovane regista che ha saputo raccontare storie in modo impeccabile quando si è trattato di sviluppare soggetti scritti da lui stesso, soprattutto in film in cui la musica era alla base delle sue pellicole.  

 

La domanda che veniva naturale porsi è se avrebbe saputo gestire una grossa produzione hollywoodiana come questa e soprattutto se la sua poetica sarebbe riuscita a trasparire in un blockbuster biografico, in cui come produttore esecutivo vi è una figura di gran peso a Hollywood: Steven Spielberg.

 

 

 

 

Ciò che aveva colpito in Whiplash e La La Land, oltre a una costruzione delle immagini e un montaggio incredibile, era il mostrare le emozioni dei personaggi, il far entrare in empatia lo spettatore con loro, dall’inizio alla fine, in un crescendo emozionale.

In First Man, Chazelle fa lo stesso: racconta la storia del primo allunaggio mettendo in primo piano i personaggi, anche letteralmente parlando.

Nel film infatti gli attori vengono inquadrati spesso con primi e primissimi piani. Chazelle vuole far capire l’importanza delle persone e di ciò che hanno provato durante quel viaggio verso l’ignoto, partendo dall’intimità della famiglia.

 

Non vengono descritte solamente le emozioni degli astronauti e delle persone che lavoravano alla NASA, ma anche appunto le famiglie degli astronauti, le quali non sono messe in secondo piano nella narrazione ma hanno invece grande importanza: quando parti per un viaggio in cui non sai se farai ritorno il primo pensiero va alle persone che ti amano.

Il cinema contemporaneo che tratta il tema dello spazio e dell'universo punta molto di più a mostrare cosa si prova rispetto a come sono accaduti quegli eventi.

 

GravityInterstellar e Arrival toccavano questi punti: film molto emotivi in cui le persone sono il fulcro della narrazione.

La forza che possiede First Man nasce dall’essere un avvenimento realmente accaduto: durante tutta la pellicola è costante il pensiero in merito a come abbiano fatto quelle persone a reggere sulle spalle il peso e la pressione di un viaggio verso l’ignoto, in cui ogni singolo errore può portare alla morte.

Chazelle sceglie l’utilizzo della macchina a mano per rendere minima la distanza tra personaggi e spettatori, caricando di emotività ogni inquadratura e mettendo quasi sempre in primo piano i visi degli attori, soprattutto nelle scene più intense e drammatiche.

 

Utilizzare questo metodo per le riprese può rivelarsi confusionario e rovinare il film se non utilizzato con consapevolezza: Chazelle, insieme al direttore della fotografia Linus Sandgren, vincitore del Premio Oscar per la Miglior Fotografia per La La Land, non sbagliano e realizzano inquadrature impeccabili, non dando mai fastidio durante la visione del film ma anzi coinvolgendo lo spettatore per l’intera durata della pellicola.

 

 

 

 

La ricostruzione storica è accuratissima e sembra davvero di essere negli anni ’60.

Ogni minimo particolare non viene lasciato al caso: a partire dalla scenografia con le varie location, case, uffici, strade, fino alla strumentazione tecnica della base spaziale NASA e la navicella spaziale Apollo.

La scelta di utilizzare la pellicola ha reso ancora più realistica la ricostruzione scenografica, in quanto anche se nella maggior parte dei cinema i film vengono proiettati in digitale si vede comunque una grana diversa nei fotogrammi, grazie a un feeling particolare che riesce a trasparire anche nella proiezione digitale.

 

Ryan Gosling è perfetto per il ruolo, dato che la caratteristica principale di Gosling è proprio quella di trasmettere le emozioni attraverso lo sguardo: è molto trattenuto, come le emozioni che il personaggio di Neil Armstrong non vuole far trasparire, un uomo che ha passato molte difficoltà nella sua vita, come se fosse abituato alla sofferenza.

Però ora, oltre al bagaglio emotivo che si porta dietro e che nasconde sotto una maschera di sicurezza e forza di volontà, deve portarsi sulle spalle il peso non solo di una nazione, ma dell’intera umanità, che attende quel passo verso il futuro.

 

La Luna inseguita fin dagli albori del genere umano.

Peso sentito anche dalla moglie, interpretata da una Claire Foy che regala una prova attoriale fantastica: l’unica che conosce, e che assieme a lui ha sopportato, i dolori del passato e la paura per un viaggio che non è mai stato compiuto prima, dal quale non si sa se il marito e padre di famiglia farà mai ritorno.

Non penso si avessero dubbi per quanto riguarda le interpretazioni dei protagonisti, in quanto Chazelle ha già dimostrato di essere un bravissimo direttore di attori soprattutto quando si tratta di mettere in scena la relazione sentimentale di una coppia.

 

 

 

 

Una delle caratteristiche che rende First Man un film incredibile è che, anche se è un film americano che racconta la storia di come gli Stati Uniti siano arrivati primi nella conquista della Luna rispetto all’Unione Sovietica, lo fa senza che ci sia vera retorica.

Il fatto che si debba superare l'URSS per imporsi come potenza politica è solo accennato e viene messo in secondo piano.

Il film non è patriottico in quel senso, anzi vuole dare la sensazione che è l’umanità intera ad aver compiuto quel passo in avanti verso il futuro: la conquista dello spazio. Come recitano le famose parole di Neil Armstrong quando compie il primo passo sulla Luna: l'astronauta nominò l'umanità e non solo gli Stati Uniti.

Il che è coerente con il testo filmico: gli esseri umani sono fatti di sentimenti, al di là di rivalità politiche fra nazioni e le differenze culturali tra vari paesi ed etnie.

 

Damien Chazelle realizza l’ennesimo grande film confermando di essere uno dei più grandi talenti del cinema contemporaneo e soprattutto un regista con una propria poetica, dimostrando con First Man di essere un vero autore. 

 

 

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22 commenti

Samantha Mandurino

14 giorni fa

Mi è piaciuto molto. Ho apprezzato la regia e le scelte stilistiche di Chazelle, come le soggettive durante i vari viaggi. Hanno avuto il potere di trasportami nelle cabine insieme ai piloti, sentivo anche io quel senso di chiusura e paura ma anche l'eccitarsi nel pensare "cavolo sto andando nello spazio". Ha usato un punto di vista molto umano, non è stato necessario far vedere sempre lo spazio. Credo sia riuscito a dimostrare di avere un grandissimo talento. E si, ha una sua poetica, che segue e usa benissimo. 
Ho apprezzato anche che la storia non ha un stampo patriottico, ma sono state sottolineate più volte le problematiche legate al viaggio sulla luna, come i costi economici e i costi a livello di vite umane, visto che, bisogna ricordarlo, si rischiava la vita. 
Nulla da dire anche per quanto riguarda i protagonista. Ho un debole per Ryan Gosling e per la sua capacità di avere in alcuni film uno sguardo che strasmette tutto (Come un Tuono, Blue Valentine) e in altri uno sguardo a volte quasi vuoto, come in First Man.Film da vedere

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Drugo

20 giorni fa

mi è piaciuto un casino.

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Francesco Malatesta

23 giorni fa

Ho adorato la scelta di non mostrare lo spazio durante i viaggi, o quantomeno di farlo il meno possibile solo con poche soggettive da dentro l'abitacolo delle navi per concentrarsi invece sulle emozioni dei piloti in viaggio verso l'ignoto.
Mi ha veramente emozionato. Bellissime le musiche di Justin Hurwitz e ottima la fotografia impreziosita dalla scelta accurata della pellicola. Gran bel film!

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Claudio Serena

24 giorni fa

Correggete il voto che il film ha sul sito! E' impostato, sicuramente per un errore, al 44%!
Ogni volta che lo vedo mi piange il cuore

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Fabio

25 giorni fa

Non vedo l'ora di vederlo :)

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KevinVe

25 giorni fa

Resto sempre molto affascinato dal talento alla regia di Chazelle. Ti trasmette un'incredibile chiave di lettura per i suoi film rendendoli unici nel loro genere. Grazie, inoltre, alle inquadrature di Linus Sandgren, il film acquista ancora più valore. Quindi descriverei Chazelle con la parola "unicità". 
Su Gosling, ormai, vado sempre sul sicuro. A mio parere, uno dei migliori in circolazione, al momento. Scelta impeccabile per il ruolo.

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Davide Pontis

25 giorni fa

Forse la sua opera meno riuscita, ma comunque un ottimo film; bravissimi sia Gosling che tutti gli altri attori, sopratutto Claire Foy, che molto probabilmente verrà candidata come miglior attrice non protagonista; Chazelle narra il dramma di Armstrong, un altro personaggio che, come negli altri film del regista, deve fare un compromesso, in questo caso a livello emozionale, per portare a termine un obbiettivo. 
In tutto ciò, Chazelle evita di narrare la storia in maniera estremamente patriottica e si concentra sui danni a livello economico e umano di questa operazione.
Ottime le musiche di Justin Hurwitz
e anche l'intero comparto tecnico che è fantastico.

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Jude

27 giorni fa

D'accordissimo con te, mi è piaciuto moltissimo e trovo che Chazelle sia riuscito perfettamente a soddisfare le aspettative.
L'unica cosa che mi aveva dato da pensare durante la visione era proprio la grana visibile della pellicola, temevo che fosse rovinata o altro! Sono sollevata di aver trovato una spiegazione 😅

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Maatz

27 giorni fa

Gran bel film in cui Chazelle dimostra di saperci fare anche con altri generi

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Domenico Guarino

27 giorni fa

Ha firmato un altro capolavoro
Mi ritrovo in ogni parola di questa recensione perfetta
Complimenti

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Lorenzo Nuccio

27 giorni fa

è un bel film, ma la cosa che spicca in assoluto è quel figlio di puttana di Chazelle. C'è un semplicissimo ma geniale ragionamento dietro la sua regia. Insomma: ho tanti soldi, devo fare un film sullo spazio, uso una gran quantità di CGI per far vedere le meraviglie dell'universo. NO! Dello spazio non gliene frega niente, lui vuole raccontare il viaggio di un uomo e per farlo non c'è bisogno di fare chissà che: basta farci vivere tutto dalla sua prospettiva fregandosene del resto. E' una cosa di una banalità elementare, ma funziona meravigliosamente. Io non so che altro vuole dalla vita sto ragazzo, è perfetto così😂

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Andrea Mazziotta

27 giorni fa

Bellissima recensione per l'ennesimo picco nella carriera di questo giovane e talentuoso regista.
La cosa che più mi ha colpito è come questo film sia così diverso, ma allo stesso tempo sia perfettamente coerente con la filmografia precedente.Chazelle ha davvero già una poetica ben delineata e chiara, e non vedo l'ora di vedergliela declinare anche in altri generi.
Mi permetto solo di aggiungere che il lavoro che il film fa sul sonoro è semplicemente strabiliante!

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RogueMar

28 giorni fa

Inizialmente non mi era piaciuto tanto questo film poi, dopo lunghe riflessioni e una seconda visione, mi sono totalmente ricreduta! Film fantastico, Ryan Gosling eccezionale. Chazelle non delude mai!

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Morena Falcone

28 giorni fa

Fantastico, fantastico, fantastico. Avevo già lasciato la mia recensione dunque non mi dilungherò ancora semplicemente concordo su tutto. 💛

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Kevin Hysa

18 giorni fa

Morena Falcone
Ho letto la tua recensione e concordo sul fatto che il film ha un ottimo ritmo, che questa volta non è scandito dallo musiche ma dal montaggio delle inquadrature e delle sequenze. Chazelle ha dimostrato di poter dirigere qualsiasi tipo di film.

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Andrea Vassalle

28 giorni fa

Inizialmente, nei primi 40 minuti, la mia impressione era che fosse un film ordinato, dritto, controllato ma che non fosse ottimo in niente...poi più avanti ho capito che trova la sua coerenza e il suo valore proprio in questo. Proprio in questa sua struttura controllata, a basso profilo, pacata che viene mantenuta anche nei momenti più drammatici come possono essere i lutti o le problematiche durante le missioni...ma proprio per questo questi momenti, che hanno di per sè una carica drammatica, risaltano ma in modo sempre pacato, non caricato, non spettacolarizzato.
Mi sono reso conto che il film è collegabile proprio al suo protagonista, Gosling. Nel senso che la sua struttura, la sua modalità narrativa mi ricorda proprio la linea comunicativa di Ryan Gosling.
E in questa sensazione sempre intima e rigorosa risaltano anche bei momenti e belle scene, anche ben girate, come alcune scene in famiglia nella casa (soprattutto quando i suoi superiori gli dicono che la missione Gemini 8 era stata un successo, una scintilla quasi malickiana), ma anche le scene delle missioni (soprattutto quella finale sulla Luna, molto bella) e ho apprezzato anche gli inserti reali dell'epoca (non ho ben capito se anche la scena della protesta lo era).
A dispetto della struttura narrativa è girato con una camera a mano molto mobile, quasi frenetica che appunto, come detto anche nell'articolo, avvicina lo spettatore ai personaggi.
Non posso definirlo un grandissimo film perché, secondo me, in questo genere è difficile ottenere un gran film...ci sarebbe bisogno di osare molto di più.
Ma comunque mi è piaciuto e lo ritengo ben riuscito.
La La Land non mi era piaciuto, onestamente (magari è un difetto mio, mi riprometto di riguardarlo), ma con First Man Chazelle torna a convincermi.
In questo film è come se si riavvicinasse a Whiplash, con un protagonista essenzialmente solo, nonostante la presenza di familiari e affetti...solo con il suo obiettivo, obiettivo che necessita di tremendi sforzi.
La sfumatura che ho apprezzato meno è il personaggio di Buzz Aldrin, che comunque è assai marginale...magari era ed è stronzo anche nella vita reale ma il suo aspetto caratteriale l'ho trovato eccessivamente calcato, quasi come a voler dare comunque al film una minima figura di antagonista, uno slancio emotivo non necessario.

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Kevin Hysa

28 giorni fa

Andrea Vassalle
Secondo me ha osato abbastanza da essere considerato un grande film, perché, come ho scritto nella recensione, non vuole essere un film che usa la retorica per esaltare gli Stati Uniti, cosa che spesso viene fatta nei blockbuster hollywoodiani, ma mette in primo piano gli esseri umani, creando sul finale del film un senso comune di appartenenza alla Terra, dove sentiamo, come spettatori, quel che prova il protagonista durante il corso della pellicola e soprattutto quando si trova sulla Luna.
Penso che sarebbe stato molto più facile, per Chazelle e per i produttori, realizzare un film con un forte senso patriottico e che raccontasse di più le vicende della missione spaziale, mettendo in secondo piano le emozioni dei protagonisti. Infatti in molti stanno trovando il film lento, perchè probabilmente non si aspettavano una narrazione di questo tipo, dove le persone sono ancora più importanti rispetto agli eventi che hanno portato l'uomo sulla Luna.
Ma proprio in questo osa ed è innovativo, il raccontare sotto un punto di vista differente una storia universalmente conosciuta, come appunto il primo allunaggio.

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Andrea Vassalle

28 giorni fa

Kevin Hysa
Quello che dici, sia in questa risposta che nell'articolo, mi vede pienamente d'accordo e trovo che sia innegabile. Infatti anche io riconosco, come ho detto, il valore di questo film proprio in questo aspetto e non sono d'accordo con chi parla di film lento o privo di pathos con accezione negativa...o meglio, trovo sia sbagliato proprio il punto di osservazione di queste affermazioni. Il taglio scelto trovo sia coraggioso ed artisticamente valido. In aggiunta a quello che hai detto sull'osservazione del personaggio, ci sono anche 3-4 inquadrature di Gosling (e forse anche della moglie, non ricordo con precisione) seduto in cucina e la macchina da presa è posta nel salone, perciò vediamo i lati dell'immagine quasi completamente bui e il personaggio posto nel centro, visto attraverso la porta, l'unico fascio di luce...quasi appunto come una finestra sull'interiorità del personaggio. E' un'immagine che mi ha ricordato il recente "L'ora più buia", con Gary Oldman/Winston Churchill che sale in ascensore, inquadratura mostrata da una prospettiva irreale, immersa nel buio. Comunque per "grandissimo film" intendo qualcosa di più, intendo un film ai limiti del capolavoro o comunque un film che possa diventare un caposaldo...secondo me con questa base di partenza è difficile che un film possa raggiungere quelle vette o comunque avrebbe avuto bisogno, per me, di qualcosa di più audace magari visivamente. Ma questa parte del mio discorso è abbastanza inutile o sterile. Comunque lo ritengo un ottimo film. Una sbavaturina che mi è venuta in mente rispetto al tono generale del film è nella parte finale quando Neil getta il braccialetto con il nome della figlia e al personaggio viene fatta alzare la parte esterna del casco per permettere la visione delle lacrime...narrativamente ci sta, ma è costruita forse in modo eccessivamente caricato rispetto al necessario. Comunque mi ha intrigato veramente l'aspetto della struttura narrativa del film...ho avuto proprio l'impressione che il film sia stato scritto pensando a Gosling, non solo il suo personaggio, ma tutto il film. Sicuramente è una mia impressione errata ma ho avuto proprio questa impressione

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Jude

27 giorni fa

Andrea Vassalle
Anche io ho notato con un certo fastidio il dettaglio della "visiera" alzata del casco (decisamente irrealistico), ma effettivamente non credo che ci fosse un'altra strada per mostrare il primo piano del personaggio...

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Andrea Vassalle

27 giorni fa

Jude
Ma secondo me infatti in quel momento un primo piano del volto non serviva...perché l'inquadratura sul volto è stata fatta per mostrare le lacrime, ma è una costruzione eccessivamente artificiosa e che va anche in controtendenza, tutto sommato, con la linea che il film aveva tenuto. Diciamo che per me in quel momento sono scivolati in una costruzione patetica (non inteso come insulto, ma come situazione che influisce con intensità sull'emozione) non necessaria ed eccessivamente artificiosa

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Giulia Scimone

28 giorni fa

Con questo film Chazelle ha anche dimostrato di saper realizzare film di generi diversi e anche in modo totalmente diverso senza però perdere la sua poetica d'autore, di cui fa parte appunto il suo dare spazio alle emozioni dei personaggi, rendere tutto umano.
Comunque la recensione è davvero ben scritta e dice benissimo tutto quello che c'è da dire sul film 💙

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Kevin Hysa

28 giorni fa

Giulia Scimone
Si esatto, realizzare film di genere diverso fa capire ancora di più quanto sia bravo come regista. 
Sono contento che ti sia piaciuta la recensione 💜

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