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Pioggia di ricordi e la persistenza della memoria

Riflessioni sparse sul bellissimo film di Isao Takahata 

Sono ormai passati oltre trent’anni da quando Pioggia di ricordi, film di Isao Takahata, arrivò nelle sale giapponesi e diventò uno dei più grandi successi dello Studio Ghibli.

 

Studio Ghibli che era stato fondato da Takahata in persona insieme ad Hayao Miyazaki, altro Maestro dell’animazione nipponica, appena sei anni prima: un lasso di tempo breve, in cui furono tuttavia realizzati capolavori ancora oggi osannati come Il mio vicino Totoro e Una tomba per lucciole, entrambi risalenti al 1988.

 

 

[Isao Takahata in compagnia di Hayao Myiazaki]

 

 

Lo Studio Ghibli, come lasciava presagire il suo nome (un forte vento che spira dal Deserto del Sahara verso il Mar Mediterraneo), rappresentò dunque una ventata d’aria fresca nel panorama dell’animazione mondiale per la qualità delle sue opere che riuscivano a raggiungere un pubblico trasversale, composto tanto da bambini quanto da adulti.

 

A questi ultimi è sicuramente indirizzato Pioggia di ricordi, film che tratta tematiche meno adatte a una platea infantile. 

La pellicola racconta i dilemmi esistenziali di Okajima Taeko, ragazza single di 27 anni che - stressata dai ritmi della vita moderna - si concede una vacanza nella campagna di Yamagata. Qui Taeko si dedicherà al lavoro nei campi per l’azienda agricola della cognata.

 

Il viaggio diventerà l’occasione per riflettere sul proprio futuro, lasciandosi travolgere dai ricordi agrodolci dell’infanzia. 

 

[Il trailer internazionale di Pioggia di ricordi]

 

 

Isao Takahata per questo film si ispirò al manga Omohide Poro Poro (Memorie goccia a goccia), scritto da Hotaru Okamoto e disegnato da Yuko Tone.

 

Il fumetto rientra nella categoria dei Josei, incentrati sulla vita quotidiana di donne non più adolescenti e a loro prevalentemente indirizzati.

 

Si racconta che Takahata condusse il suo staff nelle campagne di Yamagata un anno prima dell’uscita in sala del film; durante la loro visita, un contadino della zona li istruì sulla raccolta dei cartami, attività a cui si occuperà Taeko nel corso del suo soggiorno in campagna.

 

 

[Uno dei bellissimi paesaggi campestri raffigurati in Pioggia di ricordi]

 

 

Proprio la contrapposizione fra città e campagna è uno degli aspetti salienti di Pioggia di ricordi.

 

Taeko è in fuga non solo dalla sua grigia vita da impiegata, ma anche dalle convenzioni sociali che all’epoca regolavano - e tutt’ora regolano - la vita in Giappone.

 

Una di queste riguarda l’età in cui sposarsi: che Taeko sia ancora nubile è un fatto alquanto singolare per coloro che la circondano, in quanto a 27 anni - per la società giapponese dell'epoca - si è già terribilmente in ritardo per convolare a nozze.

 

 

[I protagonisti Taeko e Toshio: da notare le loro espressioni facciali]

 

 

La campagna si configura così porto sicuro con la sua pace e la sua tranquillità, tipico locus amoenus che - al pari dei luoghi urbanizzati - è frutto dell’azione umana, ben lontano però dall’essere una prigione d’asfalto e cemento.

 

L’incontro con Toshio, cugino di secondo grado del cognato, potrebbe inoltre essere per la protagonista l’inizio di una nuova vita, in cui prediligere gli affetti e mostrare una certa risolutezza che le è mancata in passato. 

 

 

[La città in Pioggia di ricordi]

 

Numerose scene raffigurano il duro ma soddisfacente lavoro nei campi, dove l’operato di Taeko è accompagnato da una particolare colonna sonora, composta da musiche contadine dell’Europa orientale: una di queste, intitolata Dilmano Dilbero, divenne nota in Italia a metà degli ‘90 attraverso un brano di Elio e le Storie Tese, il celeberrimo Pipppero.

 

La seconda notevole contrapposizione è quella basata su tempo passato e tempo presente, resa anche graficamente in maniera intelligente.

 

 

[Taeko e Hirota, la sua prima cotta a 10 anni]

 

 

Gli ambienti che fanno da sfondo alla vita di Taeko adulta sono infatti dettagliati e variopinti; lo stesso non si può affermare per quelli mostrati nei flashback, sfumati e tendenti al chiarore, quasi abbozzati, come a rimarcare la loro sospensione nel tempo.

 

I disegni e le animazioni - superfluo scriverlo - sono eccellenti, e la bellezza di Pioggia di ricordi è anche nei piccoli dettagli: si notino ad esempio i movimenti dei muscoli facciali,  utili a ricreare le espressioni dei protagonisti quando parlano o ridono in modo realistico.

 

Per ottenere questo effetto - all'epoca assolutamente insolito nei film d’animazione - Isao Takahata ordinò che le voci dei personaggi fossero registrate prima della realizzazione delle animazioni, in modo da rendere possibile lo studio dei volti dei doppiatori durante i dialoghi. 

 

 

[La piccola Taeko trascorre parte delle sue vacanze estive ad Atami, cittadina balneare che compare anche in Viaggio a Tokyo di Yasujiro Ozu, al quale Takahata è certamente debitore per la sua poetica]

 

 

Dell’infanzia di Taeko sono mostrati alcuni eventi che hanno poi influenzato la sua personalità di adulta: possiamo qui menzionare la reminiscenza della prima cotta, alla quale sono dedicate alcune delle scene più belle e delicate della pellicola.

 

Centrale nei ricordi di Taeko è soprattutto il complicato rapporto con la sua famiglia, guidata da un padre più autoritario che autorevole, un modello del tradizionale capofamiglia giapponese in un’epoca di grandi cambiamenti culturali, come testimonia l’arrivo - anche nel Sol Levante - dei Beatles e delle minigonne.

 

 

[Mai uscire di casa a piedi scalzi, Taeko lo imparerà a proprie spese]

 

Pioggia di ricordi sottolinea anche - qualora lo avessimo dimenticato - le difficoltà che un bambino può incontrare nel suo percorso di crescita, legate sia al divario generazionale coi genitori sia allo sviluppo psicologico e fisico della persona.

 

A proposito di quest’ultimo aspetto, il riferimento nel film alle mestruazioni causò uno scontro fra Studio Ghibli e Disney, che ne deteneva i diritti per gli Stati Uniti e decise di non distribuirla sul suolo statunitense perché non appropriata - a suo parere - per un pubblico di bambini.

 

 

[In Pioggia di ricordi è citato Hyokkori Hiotanjima, tradotto come L’imprevedibile Isola-Zucca, popolare show giapponese per bambini degli anni ‘60]

 

 

Negli anni successivi Pioggia di ricordi è stato poi lanciato sul mercato domestico e, nel 2016, infine, è diventato il primo film dello Studio Ghibli a essere doppiato in inglese grazie all’operato di GKIDS (studio specializzato nelle di distribuzione di opere animate) e Universal Pictures.

 

Anche gli spettatori italiani hanno dovuto aspettare diversi anni prima di poter vedere Pioggia di ricordi.

 

Il film è arrivato nel Belpaese solo nel 2015, quando è stato proiettato al Lucca Comics & Games, la più importante fiera europea del fumetto e dei videogiochi, per poi essere distribuito in home video con un’edizione curata da Lucky Red.

 

 

[Pioggia di ricordi è anche il primo film in cui compare l’iconico logo dello Studio Ghibli ispirato a Totoro]

 

 

Alla sua uscita nelle sale giapponesi divenne uno dei film più visti di quella stagione cinematografica e anche uno dei più apprezzati dalla critica, non solo in patria ma anche all’estero, come si può notare dall'altissima quantità di recensioni totalmente positive su Rotten Tomatoes.

 

Pioggia di ricordi, come gli altri film dello Studio Ghibli, è attualmente disponibile su Netflix: un invito da cogliere al volo, qualora non l’abbiate ancora visto.

 

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